Cartello non gettare rifiuti: modelli editabili e stampabili gratis
Il cartello di divieto di scarico rifiuti è un avviso con cui il proprietario di un'area, l'amministratore di un condominio, un'azienda o un ente pubblico informa che è vietato abbandonare o depositare rifiuti nel luogo in cui il cartello è esposto.
Perché apporre un "cartello non gettare rifiuti"?
Un cartello con il divieto di abbandonare rifiuti può avere diverse funzioni:
- scoraggiare l'inciviltà e tutelare il decoro urbano, magari segnalando in modo visibile che l'area è videosorvegliata o comunque tutelata. A proprosito di decoro quotidiano delle nostre strade e dei nostri marciapiedi, anche un cartello per cani che sporcano potrebbe essere utile a richiamare l'attenzione dei proprietari di animali;
- ricordare che l'abbandono di rifiuti costituisce un illecito, specificando talora la norma di riferimento e l'importo delle sanzioni previste;
- dimostrare, in caso di controversie, che il proprietario o l'ente gestore di quell'area (ad es. un parco cittadino) ha adottato misure per prevenire l'abuso.
Purtroppo, a volte la segnaletica non basta a fermare gli incivili: se il cartello di divieto è stato ignorato e ci si trova davanti a un cumulo di immondizia, si può compilare questo modulo per denunciare i rifiuti abbandonati.
Se non si tratta di un semplice cumulo di spazzatura, ma di un vero e proprio deposito incontrollato di rifiuti, si può scaricare dal nostro portale un apposito modello con cui segnalare una discarica abusiva. Se la discarica riguarda essenzialmente i RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), dunque smartphone, computer, tablet, TV, grandi e piccoli elettrodomestici, ecc., si può utilizzare questo modello di denuncia discarica abusiva RAEE.
E se il pericolo di degrado e accumulo di sporcizia arriva proprio dal fondo del vicino? In questo caso può essere utile inviare una formale lettera al confinante per la pulizia del terreno.
Chi può utilizzare un simile cartello?
Di norma è l'amministrazione comunale che appone su strade e aree pubbliche cartelli di divieto abbandono rifiuti al fine di regolamentare il territorio e contrastare il fenomeno dell'abbandono. Ma possono assumere un simile iniziativa anche:
- i proprietari privati su terreni, cortili, aree private, per tutelare la propria proprietà da scarichi abusivi. La stessa cosa può fare l'amministratore di condominio per tutelare il decoro di cortili e parcheggi condominiali. Se il cartello non viene rispettato, l'amministratore può farsi sentire predisponendo ed inviando una lettera ai condomini che sporcano;
- gli enti gestori, come consorzi, aziende di gestione rifiuti, enti parco, gestori di aree industriali o commerciali, ecc.
Non serve un'autorizzazione particolare per apporre il "cartello non gettare rifiuti", tuttavia va posizionato rispettando le norme comunali sull'affissione (dimensioni, materiali, ecc., specie se su suolo pubblico).
Cosa rischia chi non rispetta il divieto?
Qui dobbiamo dire che la normativa (Codice dell'Ambiente, D.Lgs. 152/2006) distingue chiaramente tra abbandono di rifiuti vero e proprio (televisori, pc, mobili, elettrodomestici, sacchetti, ecc.) e abbandono di rifiuti di piccolissime dimensioni (mozziconi, scontrini, fazzoletti, chewing-gum, ecc.).
Abbandono di rifiuti grandi e pericolosi
L'abbandono di rifiuti grandi o pericolosi non costituisce più un semplice illecito amministrativo (una sanzione per intenderci), ma è diventato a tutti gli effetti un reato penale. Così il privato cittadino che lascia in un angolo della strada un vecchio comò, rischia una multa che va da 1.500 € a 18.000 €.
Rischia invece la reclusione da 1 a 5 anni, se abbandona un rifiuto contenente sostanze altamente inquinanti o un RAEE (es. un vecchio televisore, una stampante o frigorifero).
Lasciare, infine, sacchetti o rifiuti ingombranti fuori dai contenitori stradali comporta un'ammenda da 1.000 € a 3.000 €.
Ma non è tutto, perché se il cittadino si avvale della propria auto per scaricare i rifiuti, va incontro anche alla sanzione accessoria della sospensione della patente di guida da 1 a 4 mesi (che aumentano da 2 a 8 mesi se i rifiuti sono pericolosi).
Le pene sono ancora più severe se l'abbandono è opera di titolari di aziende o enti.
Abbandono di piccoli rifiuti
In questo caso si parla di "semplici" illeciti amministrativi. Così buttando a terra uno scontrino, un tovagliolo di carta o una gomma da masticare, si può subire una multa che va da 30 € a 150 €. L'importo della sanzione aumenta (da 80 € a 320 €) se si butta a terra un mozzicone di sigaretta.
Per identificare i responsabili, le amministrazioni si avvalgono sempre più spesso di fototrappole e sistemi di videosorveglianza, rendendo i controlli più efficaci anche senza un intervento in flagranza.
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