Conguaglio bollette: ecco cosa cambia

conguaglio, conguaglio bolletta

Se in certi giorni basta vederle nella cassetta della posta per cambiare umore, altre volte, aprendole, è possibile anche rimanere sotto shock: non è una novità, infatti, trovare in fattura sgradevoli sorprese che a volte possono raggiungere anche i 3 zeri. Come avrai intuito ci riferiamo ai conguagli nelle bollette dell'energia elettrica, del gas e dell'acqua. Si tratta per la precisione di bollette per le quali l'importo da pagare è stato calcolato sulla base non di consumi presunti, ma effettivi (letture rilevate dal distributore o autoletture). Il problema sta nel fatto che molto spesso si ricevono bollette con importi esorbitanti per conguagli risalenti a molti anni addietro (in proposito si parla di max conguagli). Fortunatamente a tutela del consumatore la V Commissione della Cemera ha approvato un emendamento, poi inserito nella Legge di Bilancio, che prevede uno stop ai max conguagli: in pratica le aziende avranno due anni di tempo per conguagliare i consumi, ossia per allineare quanto già corrisposto dal cliente sulla base dei consumi presunti al consumo effettivo rilevato dal contatore. Superato questo termine le bollette cadono in prescrizione.

Ma quando si riceve una bolletta a conguaglio come ci si deve comportare? Com'è possibile verificare l'eventuale presenza di errori di fatturazione? E' possibile nel caso pagare a rate? Cosa succede se non si provvede al versamento dell'importo nei tempi stabiliti? A queste e ad altre domande cercheremo di dare una risposta nei prossimi paragrafi.

Conguaglio: cos’è e perché si verifica

Il conguaglio è quella operazione che punta a livellare e pareggiare le situazioni in cui esiste una disparità da colmare. Solitamente il fornitore di energia elettrica, gas o acqua ti invia una fattura a conguaglio quando i consumi addebitati e fatturati fino a quel momento sono inferiori rispetto ai consumi realmente effettuati e rilevati dal tuo contatore attraverso una lettura o autolettura. In questo caso il distributore redige un computo tra gli importi dovuti in quanto relativi ai consumi effettivi e quelli già pagati nelle bollette precedenti sulla base di consumi presunti: la differenza tra i due valori corrisponde alla cifra che devi pagare per metterti in regola con i tuoi consumi reali.

Per facilitarti ulteriormente la comprensione di questa operazione ti forniamo anche una definizione oggettiva del termine "conguaglio" tratta dal dizionario Treccani: operazione di pareggiamento. In particolare in contabilità e nel linguaggio economico-finanz., procedimento che tende a livellare situazioni sperequate o ad adeguare, in sede definitiva, un pagamento a un determinato criterio: finora ho riscosso soltanto degli anticipi, e alla fine dovrà essere fatto il conguaglio.

Conguaglio - quando arriva: i clienti delle compagnie che non telegestiscono i propri contatori sono soliti ricevere i conguagli nelle fatture, in quanto non riescono a basare il calcolo dei consumi su una valutazione oggettiva, ma fanno ricorso anche alle stime. Ecco perché, di mese in mese, si possono accumulare degli importi che restano esclusi dai volumi riportati in bolletta, ma vengono conteggiati una tantum, costituendo la cifra del conguaglio. Il problema, come detto, si determina quando detti conguagli abbracciano periodi molto lunghi, anche di più anni.

In definitiva i conguagli sono determinati dal fatto che per un certo periodo le bollette sono calcolate sulla base di consumi stimati, ossia di consumi presunti determinati in funzioni di fatturazioni precedenti. Per approfondire l’argomento ti invitiamo a leggere l’articolo “Bollette luce e gas: consumi presunti e reclami”.

Conguaglio: cosa cambia

Fortunatamente il Governo, anche su sollecitazione delle associazioni dei consumatori e dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, ha approvato recentemente un emendamento che vieta di fatto ai fornitori di acqua, luce e gas, di pretendere conguagli per consumi avvenuti più di due anni prima (prima si poteva risalire fino a 5 anni addietro). Questo significa che il diritto del fornitore al pagamento del conguaglio da parte del cliente si prescrive non più nel termine di 5 anni bensì di 2 anni.

Se il cliente dovesse ricevere una bolletta a conguaglio che abbraccia un periodo superiore a due anni, ha tutto il diritto di esporre un reclamo nei confronti del proprio fornitore e chiedere una sospensione del pagamento, in attesa che si accerti la correttezza o meno nella condotta di quest'ultimo. Il cliente ha anche diritto al rimborso, entro tre mesi, dei pagamenti effettuati a titolo di indebito conguaglio, ma se è stato lui a comunicare dati di lettura errati al fornitore, questo diritto decade.

In definitiva sono state introdotte non poche tutele a favore del consumatore, tuttavia se si vuole ridurre il fenomeno dei conguagli l'unico modo è ricorrere all'autoletture.

Ad ogni modo questa disposizione che dovrebbe porre fine ai conguagli salati e alle bollette pazze, si applica non solo agli utenti domestici, ma anche alle microimprese (con meno di 10 dipendenti e fatturato annuo entro i 2 milioni di euro) e agli studi professionali.

Tuttavia per una sua concreta applicabilità bisognerà ancora attendere qualche mese. In particolare per quanto riguarda l'elettricità la nuova disposizione si applicherà per le bollette con scadenza successiva al 1° Marzo 2018, mentre per il gas si farà riferimento alle bollette con scadenza successiva al 1° Gennaio 2019. Infine per l'acqua si partirà dopo il primo gennaio 2020.

Conguaglio bolletta: quando non devi pagare

Quando ricevi una bolletta di importo elevato, la prima cosa da fare è controllare bene tutte le voci riportate in fattura, verificando la presenza di eventuali errori. Se i consumi con coincidono oppure nel computo rientrano anche le quote relative a periodi già fatturati e corrisposti magari al precedente fornitore, non devi pagare la bolletta, ma puoi effettuare un reclamo all’attuale fornitore prima della data di scadenza riportata sulla fattura. A questo proposito ti invitiamo ad affidarti a noi: scarica qui il modulo di contestazione degli importi anomali in bolletta e nel caso in cui riscontrassi una vera e propria anomalia, ricorda che puoi chiedere il rimborso alla compagnia. Leggi come fare nell’articolo “Come chiedere il rimborso per errori sulle bollette di luce e gas”.

Una volta ricevuto il reclamo, il fornitore ha 40 giorni di tempo per rispondere al consumatore, qualora ciò non avvenisse oppure non si ritenesse soddisfacente la risposta (in quanto non risolve il problema evidenziato), è possibile rivolgersi allo Sportello per il consumatore mediante un reclamo scritto. Anche in questo caso Moduli.it offre un fac simile e delle indicazioni per svolgere correttamente la procedura. In alternativa, puoi rivolgerti al Giudice di Pace.

Nel caso in cui, invece, il conguaglio non riporti alcun errore, essendo basato sui consumi effettivi, ma l'importo appare decisamente esorbitante, consigliamo di prestare attenzione ad alcuni aspetti. Ad esempio, l'anno al quale si riferiscono i consumi effettivi oggetto di conguaglio: se nel conguaglio ad esempio confluiscono anche consumi relativi a periodi risalenti ad oltre 5 anni prima, questi sono da considerarsi ormai prescritti e pertanto non devono essere corrisposti. L'art. 2948 del Codice Civile, infatti, stabilisce al quarto comma che "si prescrivano in cinque anni gli interessi e, in generale, tutto ciò che deve pagarsi periodicamente ad anno o in termini più brevi."

Ma questi cinque anni come si calcolano? Si parte dalla data di emissione della fattura di conguaglio e si fanno decorrere i cinque anni? Assolutamente no! Devi sapere, infatti, che i distributori, ossia i soggetti che installano e fanno la manutenzione dei contatori, hanno dei termini ben precisi entro i quali effettuare la loro lettura. Riferendoci ad esempio alla fornitura di gas in regime di maggior tutela, il distributore deve compiere un tentativo di lettura:
- almeno una volta l'anno per i clienti con consumi fino a 500 Smc/anno;
- almeno 2 volte l'anno, per i clienti con consumi superiori a 500 Smc/anno e fino a 1.500 Smc/anno;
- almeno 3 volte l'anno, per i clienti con consumi superiori a 1.500 Smc/anno e fino a 5.000 Smc/anno;
- almeno una volta al mese per i clienti con consumi superiori a 5.000 Smc/anno.

Così se tu consumi 1.000 Smc di gas l'anno e il distributore è passato per la lettura il 1° Marzo, sappi che il suo prossimo passaggio dovrà avvenire nell’arco di un intervallo non inferiore a 6 mesi.

Se i distributori omettono di effettuare tali letture e non emettono bollette periodiche di conguaglio, non è di certo colpa del consumatore. Dunque è a partire dalla data in cui il fornitore deve o avrebbe dovuto effettuare la lettura del contatore che decorrono i 5 anni per la prescrizione. Per fare un esempio: se a Maggio 2017 dovessi ricevere una fattura che riporta un conguaglio per consumi di gas risalenti al 2012, in cui l’ultima lettura è stata effettuata a Marzo, potresti evidentemente far valere il diritto alla prescrizione.

Nel libero mercato del gas, invece, la periodicità di lettura del contatore viene stabilita dal distributore.

Chiaramente lo stesso discorso vale se ci riferiamo alla fornitura di energia elettrica. In questo caso se possiedi ancora un contatore tradizionale, il tuo fornitore di energia deve effettuare un tentativo di lettura almeno una volta all'anno. Al contrario se sei già attrezzato con un contatore elettronico con rilevazione a distanza dei consumi, la lettura deve essere effettuata almeno una volta al mese.

E’ molto importante, tuttavia, che il distributore abbia facile accesso al contatore, tant’è vero che si parla di tentativo di lettura del contatore. Se questo è dislocato in casa e il cliente risulta sistematicamente assente oppure situato in un luogo il cui passaggio è ostruito ad esempio da un cancello, il distributore ha la possibilità di dimostrare di non aver potuto effettuare le letture periodiche.

In questi casi la soluzione c’è e si chiama autolettura del contatore. In pratica la lettura del contatore viene effettuata direttamente dal cliente e comunicata successivamente al fornitore, all'interno di una finestra temporale indicata in fattura. La comunicazione può avvenire via fax, via sms, attraverso una specifica App o direttamente sul sito del proprio fornitore. Dopo aver ricevuto la comunicazione, il fornitore deve comunicare al cliente la presa in carico del dato ricevuto o l'eventuale non presa in carico dello stesso dato nel caso in cui esso si riveli palesemente errato. Devi sapere, altresì, che il fornitore è tenuto ad informare il proprio cliente, almeno una volta l'anno, della possibilità di comunicare l'autolettura (leggi "Lettura contatore: a cosa serve e come si fa").

Un'ultima raccomandazione: se negli ultimi 5 anni hai cambiato il fornitore di energia o gas, è possibile che alcuni consumi siano stati calcolati due volte: in questo caso è consigliabile fare la lettura dello switch. Qualora risulti presente nel conguaglio una quota riferita a consumi già corrisposti al precedente fornitore, è possibile inoltrare un reclamo e chiedere il rimborso degli importi non dovuti.

Conguaglio bolletta luce/gas: come chiedere la rateizzazione

Se non hai riscontrato anomalie nel calcolo dei consumi riportati in bolletta, è chiaro che devi pagare quanto dovuto alla compagnia che ti fornisce acqua, energia elettrica e/o gas. A questo proposito ti inforniamo che è possibile chiedere la rateizzazione. Questo è il modulo di richiesta rateizzazione da inviare al fornitore di acqua, luce o gas. L’indirizzo del destinatario è solitamente indicato sulla fattura, ma se non ne hai una sotto mano puoi consultarlo qui.

Conguaglio bollette: quando è giusto far attenzione ai consumi

I consumi reali riportati nel calcolo della fattura contenente il conguaglio possono essere elevati anche per tutt’altra serie di motivi:

Adeguamento casa e abitudini - Il primo, il più banale (e proprio per questo, quello a cui dedicare la maggiore attenzione) è che viene effettivamente consumata molta energia o molto gas. Evitare lo spreco aiuta ad abbassare l’importo della bolletta, dunque la prima cosa da fare è chiederti se è possibile modificare alcune abitudini affinché il tuo portafoglio possa giovarne. Il secondo provvedimento riguarda la tua abitazione: è possibile fare dei lavori che ne migliorino la prestazione energetica? A volte basta sostituire porte e finestre per ottenere un risparmio reale. Fino al 31 dicembre 2017, inoltre, puoi usufruire del bonus fiscale sugli interventi di riqualificazione energetica: una buona occasione per smettere di rimandare a domani ciò che potrebbe permetterti di risparmiare già dalla prossima bolletta. Leggi anche “Bonus Energia: cosa sono e chi può richiederli”.

Tariffe agevolate al profilo dell’utente - Il secondo motivo che giustifica l’elevato importo della bolletta potrebbe essere ricondotto alla tipologia del contratto che hai sottoscritto con il tuo fornitore: attualmente usufruisci della tariffa agevolata per residenti? Questo può fare la differenza. La tariffa D2, infatti, è riservata agli utenti domestici residenziali con potenza impegnata inferiore o uguale a 3 kW: se rientri nella categoria, informa immediatamente la compagnia e chiedi l’adeguamento contrattuale.

Offerte obsolete - Il terzo motivo che legittima gli elevati importi in bolletta riguarda l’offerta che hai attivato. Se hai sottoscritto il contratto ormai diversi anni fa, la tariffa potrebbe non essere più né conveniente, né competitiva con quelle presenti sul mercato. Un’altra ipotesi potrebbe riguardare anche la tariffazione bioraria: se i prezzi della fascia giornaliera sono alti e coincidono con una buona parte dei tuoi consumi, cambiala, perché vuol dire che non fa per te; in alternativa sarà necessario adeguare i consumi della famiglia alla fascia oraria notturna, ovvero quella più conveniente. In generale, il consiglio è quello di documentarsi sulle nuove offerte attualmente proposte dal tuo fornitore oppure dalle aziende concorrenti: visita il sito web oppure contattale telefonicamente. In alternativa, puoi anche ricorrere alla consultazione dei numerosi comparatori di prezzi presenti in rete.

Conguaglio e disservizi di fornitura: ecco come recedere dal contratto

Se subisci frequentemente dei disservizi da parte del tuo fornitore di luce e/o gas naturale e hai deciso di recedere dal contratto attualmente sottoscritto, ti invitiamo a scaricare da questo portale, in modo del tutto gratuito, l’apposito fac simile e leggere le relative indicazioni riportate nell’articolo “Come recedere da un contratto per la fornitura di energia elettrica o gas”. Chiaramente il fac simile di recesso dal contratto va utilizzato quando intendi cessare definitivamente la fornitura di energia elettrica o gas naturale. Se al contrario intendi passare ad un nuovo operatore non devi far nulla, dal momento che la richiesta di chiusura del vecchio contratto è inoltrata direttamente dal nuovo operatore a quello precedente.

Documenti correlati
Lascia un commento
Attenzione: prima di inviare una domanda, controlla se è già presente una risposta ad un quesito simile.

I pareri espressi in forma gratuita dalla redazione di Moduli.it non costituiscono un parere di tipo professionale o legale. Per una consulenza specifica è sempre necessario rivolgersi ad un professionista debitamente qualificato.

Obbligatorio
Non verrà pubblicata