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Conto corrente gratuito: ecco a chi spetta

Desideri aprire un conto corrente, ma temi che i costi di gestione siano troppo onerosi? Vuoi trasferire il tuo conto in un altro istituto a patto che il canone annuo sia di importo inferiore a quello che paghi attualmente? La risposta a tutte le tue domande potrebbe essere il conto corrente base, una soluzione già esistente, ma poco pubblicizzata dalle banche italiane. La funzione del conto corrente base è quella di favorire l'accesso ai servizi bancari anche di quei soggetti che non risultano ancora del tutto integrati nel sistema finanziario. Vediamo di scoprire quali sono le sue caratteristiche e chi può averne uno a costo zero.

Conto corrente di base: cos’è e come funziona

Le caratteristiche del conto corrente base sono definite dal Decreto 3 maggio 2018, n. 70, entrato in vigore il 20/06/2018. 

Si tratta in pratica di un'alternativa al classico conto corrente, particolarmente vantaggiosa se non sei solito effettuare molte operazioni oppure attivare servizi oltre quelli che potremmo definire “di base”, come l’accredito dello stipendio o della pensione e l’utilizzo del bancomat.

Si tratta in buona sostanza di uno strumento a operatività limitata, visto che non è consentito l'accesso ad altre tipologie di servizi, come

  • l'emissione del carnet di assegni
  • il rilascio della carta di credito
  • l'accesso a forme di finanziamento
  • l'apertura di un conto titoli.

Il conto corrente base è un prodotto che tutte le banche devono poter offrire ai loro clienti. Ne consegue che, per correttezza e nel rispetto della normativa vigente, il conto corrente base deve conservare alcune caratteristiche, indipendentemente dall’istituto bancario che lo promuove.

Naturalmente anche con il conto corrente base si è tenuti al pagamento dell'imposta annuale di bollo (34,20 €). Come vedremo meglio in seguito non paga l’imposta di bollo solo chi ha redditi ISEE inferiori a 8.000 € l’anno.

Conto corrente base: numero e tipologia di operazioni previste in un anno

Si è fatto cenno al fatto che ciò che differenzia un conto base da un qualsiasi altro tipo di conto corrente è il numero esiguo di operazioni che è possibile compiere annualmente, se si vuole beneficiare di un canone basso o addirittura nullo (in seguito ti illustreremo chi può avere il conto corrente di base gratis).

Concentriamoci sui servizi offerti ai titolari di un conto base. Te li elenchiamo, specificando il numero di operazioni comprese nel canone annuale:

  • 6 richieste di elenco movimenti; 
  • 6 prelievi di contante allo sportello; 
  • prelievi illimitati da ATM della banca o del Gruppo;
  • 12 prelievi da ATM di altre banche;
  • 36 pagamenti ricevuti tramite bonifico nazionale o Sepa (incluso accredito stipendio/pensione); 
  • operazioni illimitate di addebito diretto nazionale o addebito diretto Sepa; 
  • 12 pagamenti ricorrenti tramite bonifico nazionale o Sepa effettuati con addebito in conto; 
  • 6 pagamenti effettuati tramite bonifico nazionale o SEPA con addebito in conto; 
  • 12 versamenti di contanti e/o assegni;
  • 1 comunicazione a garanzia di trasparenza; 
  • 4 ricezioni di informativa periodica; 
  • 1 emissione/rinnovo/sostituzione della carta di debito (bancomat); 
  • operazioni di pagamento tramite bancomat illimitate.

Conto corrente di base: le spese da sostenere

Se ti atterrai ai servizi elencati nel paragrafo precedente, rispettando il numero di operazioni annue, non ci saranno altre spese da corrispondere, a parte quelle relative al canone onnicomprensivo annuale.

Al contrario, qualora sforassi nel numero o nella tipologia delle operazioni, ti ritroveresti a dover pagare un costo non compreso nel canone, il quale deve essere, tuttavia, non superiore a quello applicato dalla medesima banca sulle altre tipologie di conto corrente. Ti facciamo un esempio: la Banca "X" prevede un costo pari a 2 euro per i prelievi effettuati presso gli ATM esterni al gruppo. Chi detiene un conto base, perciò, potrà pagare i prelievi effettuati in eccedenza (rispetto a quelli previsti dalla convenzione) non più di 2 euro, ovvero il costo previsto per tutti gli altri correntisti.

Infine, è importante ricordarti che non può essere richiesto alcun pagamento (sotto forma di commissione, onere o penale) per la chiusura del conto corrente base. Nel caso in cui dovesse esserti utile, questo è il 

Chi può aprire un conto corrente base

La sottoscrizione del conto corrente base può essere fatta da chiunque. Volendo essere più specifici, possiamo dire che il conto corrente di base può essere aperto da tutti i soggetti che soggiornano legalmente nell’Unione Europea (dunque anche da immigrati in possesso di un regolare permesso di soggiorno), senza discriminazioni di nazionalità o di residenza.

Come aprire un conto corrente base

E' sufficiente che tu ti rivolga ad un qualunque operatore di sportello della tua banca, che sarà tenuto ad offrirti ogni dettaglio sul conto di base offerto.

Qualora il conto venga richiesto, ma non sia possibile aprirlo, la banca è tenuta a fornirti spiegazioni tramite comunicazione scritta e senza alcun addebito.

Conto corrente base senza spese: a chi spetta

Sono completamente esenti da imposta di bollo e hanno diritto al conto corrente base a zero spese, i consumatori il cui ISEE in corso di validità sia inferiore ad euro 11.600,00. Anche in questo caso, tuttavia, la banca ha la facoltà di addebitare al proprio cliente le spese per le operazioni eccedenti i limiti di cui abbiamo parlato nel paragrafo precedente.

Chi desidera aprire un conto di questo tipo è tenuto ad attestare, al momento della sottoscrizione, di non essere titolare di nessun altro conto di base. Non è necessario procurarsi chissà quale certificato: a tal fine è possibile compilare una semplice autocertificazione.

In questo caso, il conto base può essere cointestato solo a soggetti facenti parte del medesimo nucleo familiare sul quale è stato basato il calcolo dell'ISEE.

Tali soggetti devono presentare ogni anno (entro il 31 Maggio) alla banca un’autocertificazione nella quale attestare il proprio ISEE in corso di validità. Se ciò non avviene entro il termine previsto, si perde il diritto all’esenzione dalle spese e dall'imposta di bollo. La banca è tenuta a comunicarlo al correntista, che avrà 2 mesi di tempo per recedere dalla sottoscrizione e cambiare conto, prima che gli siano addebitate le spese relative al conto e l’imposta di bollo.

Conto corrente base gratuito per pensionati

Coloro che non possono vantare un ISEE sotto la soglia di 11.600,00 euro, ma che percepiscono una pensione di 1.500,00 euro al mese (18.000,00 euro lordi all’anno) possono chiedere l'apertura di un conto corrente base gratuito che offra la seguente tipologia di servizi e numero di operazioni:

  • 6 richieste di elenco movimenti;
  • 12 prelievi di contante allo sportello;
  • prelievi illimitati da ATM della banca o del Gruppo;
  • 6 prelievi tramite ATM di altro prestatore di servizi di pagamento o del suo Gruppo, sul territorio nazionale;
  • illimitate operazioni di addebito SEPA;
  • illimitati bonifici in entrata (incluso accredito stipendio/pensione);
  • 6 bonifici in uscita con addebito in conto;
  • 6 versamenti in contanti o con assegni;
  • 1 comunicazione a garanzia di trasparenza (incluso spese postali);
  • 4 invii informative periodiche (incluso spese postali);
  • operazioni illimitate di pagamento attraverso carta di debito;
  • 1 emissione, rinnovo e sostituzione carta di debito.

Costoro devono presentare, entro il 31 Maggio di ogni anno, un'autocertificazione in cui attestano di non essere titolari di altro conto corrente base, nonché di percepire trattamenti pensionistici complessivi fino alla soglia indicata.

Se la comunicazione non perviene entro il predetto termine, il titolare del conto perde automaticamente la possibilità di beneficiare di quelle condizioni. In particolare la perdita della gratuità decorre dal 10 gennaio dell'anno di riferimento.

In questo caso il pagamento dell'imposta annuale di bollo (34,20 €) è dovuto per per giacenze medie superiori a 5.000 €.

Conto corrente base: come risolvere eventuali controversie

All’insorgere di eventuali controversie tra l’istituto bancario e il consumatore, titolare di un conto corrente di base, “è possibile il ricorso ai sistemi alternativi di risoluzione stragiudiziale delle controversie, ivi incluso quanto previsto dall'articolo 128 BIS del decreto legislativo 10 settembre 1993, n. 385” ovvero all’Arbitro Bancario Finanziario. A tal fine occorre compilare e recapitare questo 

Tuttavia prima di rivolgersi all'ABF occorre che il cliente abbia inviato un reclamo scritto e che si sia verificata una delle due condizioni:

  • l'istituto non abbia fornito alcun riscontro nei 30 giorni successivi oppure
  • la risposta non abbia soddisfatto il cliente.

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