Doppia fatturazione luce o gas: ecco come difendersi

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Grazie alla liberalizzazione del mercato dell’energia (a Giugno 2019 ci sarà il passaggio obbligatorio dal mercato tutelato al mercato libero), le società che forniscono energia elettrica e gas metano hanno acquisito la libertà di formulare tariffe speciali, adattando i prezzi alle diverse abitudini di consumo degli utenti. Questa possibilità ti ha dato modo di scegliere, tra una vasta serie di offerte, quella che più fa al caso tuo. Così hai scelto di recedere dal vecchio contratto di fornitura per sottoscriverne uno nuovo. Fin qui tutto bene. Dopo qualche mese però ecco che arrivano due bollette riferite al medesimo periodo. Niente paura: non sei stato truffato e non devi pagarle entrambe. Sei solo di fronte ad un caso di doppia fatturazione. Per sapere come risolvere il problema ti invitiamo a leggere i consigli contenuti nel prossimo paragrafo.

Doppia fatturazione energia elettrica e/o gas: a cosa è dovuta

Quando cambi il venditore di energia elettrica o gas è possibile ricevere una bolletta da entrambi i fornitori, riferita ai consumi del medesimo periodo. La doppia fatturazione è dovuta ad un banale errore di comunicazione, che si verifica con una certa frequenza, ma si risolve con facilità. Cosa accade in pratica? È presto detto: sai bene che quando sottoscrivi un nuovo contratto di fornitura, è compito del nuovo fornitore comunicare il recesso al precedente. A volte può accadere che la comunicazione tardi ad arrivare, ecco perché mentre il nuovo fornitore registra i tuoi primi consumi e li fattura in bolletta, il fornitore precedente (non essendo a conoscenza della tua disdetta) fa lo stesso e tu ricevi una doppia bolletta.

Problema doppia fatturazione: come risolverlo

La prima cosa da fare per risolvere questa seccatura è analizzare con attenzione le due fatture. Prendi quella del vecchio fornitore e verifica la presenza della dicitura “Bolletta di Ultimo Consumo”. Se quella che hai in mano riporta questa didascalia vuol dire che la società è stata informata del tuo recesso e che  nella bolletta che hai ricevuto è riportato unicamente il conguaglio di tutti i consumi effettuati nell’ultimo periodo. In questo caso non hai scelta: devi pagare entrambe le bollette.

Se però la bolletta non riporta alcun riferimento al conguaglio dei consumi e alla chiusura del contratto e soprattutto le due bollette fanno riferimento allo stestesso periodo, è chiaro che il vecchio fornitore non è ancora stato informato. A questo punto rimboccati le maniche e fallo tu, in prima persona. Se non hai molta familiarità con le bollette, potrebbe aiutarti ricevere qualche informazione sulle novità introdotte nel 2016. Ad ogni modo, il procedimento è più semplice di quello che credi: non devi far altro che inviare una comunicazione all’ufficio reclami del vecchio fornitore tramite posta raccomandata con ricevuta di ritorno. Questa modalità ti consentirà di avere un riscontro circa il ricevimento della lettera da parte del vecchio fornitore di energia. Se non sai a quale indirizzo spedire la raccomandata, scoprilo nell’articolo “Tutti gli indirizzi da utilizzare in caso di reclamo”. Chiaramente gli indirizzi nel tempo possono variare, per cui prima di recarti all'ufficio postale per la spedizione, ti consigliamo di verificare l'indirizzo consultando quanto riportato sull'ultima bolletta, o sulla carta dei servizi o sul sito ufficiale oppure chiamando direttamente il servizio clienti della società.

Lettera doppia fatturazione: i documenti da inoltrare al vecchio fornitore

Se stai chiedendo la rettifica per doppia fatturazione al tuo precedente fornitore, in pratica stai inviando un reclamo, ecco perché la richiesta deve essere inoltrata all’ufficio reclami della società. Attenzione, però, a non confondere la richiesta di rettifica con la contestazione degli importi in bolletta, che va fatta quando si rilevano degli errori nella fatturazione con l’attuale fornitore di energia elettrica e/o gas naturale. Importante anche non confondersi con la richiesta di rimborso per doppio pagamento della bolletta, situazione che si verifica quando per un disguido si effettua un doppio pagamento della stessa fattura.

A scanso di equivoci, ti invitiamo ad utilizzare questo modulo di richiesta rettifica per doppia fatturazione luce e gas, che puoi scaricare gratuitamente da questo portale. Qualora preferissi redigere un testo su carta bianca, non ci sono problemi, l’importante è avere cura di inserire tutti i dati che occorrono alla società per effettuare la rettifica. Nello specifico vanno inseriti: nome, cognome, codice fiscale o partita Iva dell'intestatario del contratto, ubicazione della fornitura, codice cliente e codice POD o PDR a seconda che ci si riferisca all'energia elettrica oppure al gas. Chiaramente va fatto cenno al passaggio alla nuova società, così come vanno riportati gli estremi della fattura che si contesta, specificando che per lo stesso periodo hai già ricevuto una fattura dal nuovo fornitore.

È estremamente importante specificare il motivo del reclamo, per escludere fraintendimenti ed evitare di allungare ulteriormente i tempi della pratica. Se utilizzi il fac simile richiesta di rettifica che abbiamo predisposto, invece, non devi far altro che compilarlo in ogni sua parte, firmarlo e corredarlo con una copia del documento d’identità e una copia della bolletta oggetto della rettifica.

È consigliabile non pagare la fattura del tuo vecchio fornitore, in quanto poi dovresti chiedere il rimborso della cifra indebitamente corrisposta. Tuttavia cosa accade se la bolletta dal vecchio fornitore arriva prima di quella del nuovo fornitore e tu (ignaro della doppia fatturazione) la paghi? Oppure cosa fare se il pagamento avviene a mezzo addebito sul conto corrente, prima ancora che tu abbia provveduto a revocarne l'autorizzazione in banca? In questi casi hai il diritto di chiedere il rimborso. Nel prossimo paragrafo scoprirai come fare.

Rimborso doppia fatturazione: come avere indietro il denaro

Una volta spedita la richiesta di rettifica al vecchio fornitore, dovrai solo attendere che questi la riceva e proceda al rimborso della somma di denaro che ti ha erroneamente addebitato. Una volta ricevuta la richiesta di rettifica per doppia fatturazione, la società dovrà accertarsi che il nuovo contratto di fornitura (quello stipulato con l’azienda concorrente) fosse già attivo nel periodo di fatturazione per il quale stai chiedendo la rettifica e dunque il rimborso. Qualora riscontri la legittimità della richiesta, deve provvedere alla restituzione delle somme indebitamente percepite.

Per la precisione il vecchio fornitore ha 20 giorni di tempo dalla data di ricezione della richiesta di rettifica per provvedere al rimborso. Qualora accumulasse un ritardo nella restituzione del denaro, la società dovrà corrisponderti anche un indennizzo. Nello specifico, questa dovrà pagarti:

- 20 euro se la rettifica arriva entro 40 giorni;
- 40 euro se la rettifica arriva tra i 40 e i 60 giorni;
- 60 euro se la rettifica arriva oltre i 60 giorni.

Hai diritto a ricevere l'indennizzo entro 8 mesi dalla data in cui il venditore ha ricevuto la sua richiesta.

Doppia fatturazione energia o gas: cosa fare in caso di disservizi

Qualora il vecchio fornitore si ostinasse a non rettificare la fattura emessa e a pretenderne comunque il pagamento, oppure a non rendersi disponibile al rimborso di quanto indebitamente percepito (ciò nel caso in cui la fattura risultasse già pagata) o alla corresponsione dell'indennizzo previsto dall’attuale normativa, non darti per vinto e provvedi tu per primo a difendere i tuoi diritti da consumatore.

La prima cosa che puoi fare è rivolgerti allo Sportello per il Consumatore di energia. Si tratta di un servizio istituito dall'Autorità per l'energia il gas e il sistema idrico, e gestito in collaborazione con Acquirente Unico Spa, in grado di fornirti informazioni sui tuoi diritti di consumatore, di aiutarti a risolvere eventuali controversie insorte con il tuo fornitore di energia, di guidarti nel ricorso alla conciliazione. In caso di necessità, è possibile contattare gli operatori dello Sportello al numero verde 800.166.654 attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.00 alle ore 18.00.

Per quanto riguarda la conciliazione, ricorda che dal 1° Gennaio 2017 il ricorso a questo strumento - tra l'altro gratuito - è divenuto obbligatorio anche in ambito luce e gas. Senza questo passaggio non è possibile in pratica ricorrere al giudice. Si tratta di trovare una risoluzione bonaria della controversia attraverso l'intervento di un conciliatore in veste di facilitatore dell'accordo. Per sapere come si svolge la procedura, ti invitiamo alla lettura dell'articolo "Luce e gas: nuove modalità per i reclami".

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49181 - ENNIO M.
04/05/2017
E' più semplice, se hai il pagamento automatico tramite banca, di cancellare la domiciliazione con il vecchio fornitore. Questo fa si che lo stesso non entri in possesso di soldi non dovuti. Poi aspettare eventuali solleciti da parte dello stesso, rimandando indietro le bollette, e avvertire il nuovo fornitore dell'errore che hanno commesso affinché provveda a rettificarlo. Perché dover spendere tempo e denaro per un errore altrui?. Se seguitano, basta inviare una mail all'agenzia chiedendo il loro intervento. Costa meno ed è più efficace.

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