Ecobonus 2018: spese, procedure e novità

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L'ultima legge di bilancio ha si prorogato per tutto il 2018 le detrazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, misura nota anche come ecobonus, ma ha anche introdotto delle importanti novità che andremo ad analizzare proprio in questo articolo. Ricordiamo anche che tra le agevolazioni fiscali casa, il Governo ha previsto anche il rinnovo del bonus ristrutturazioni e l'introduzione del sisma bonus oltre che del bonus verde. Nel prosieguo faremo una disamina degli interventi di riqualificazione e risparmio energetico che nel concreto possono beneficiare di questa forma di agevolazione (alcuni di essi, come vedremo, sono transitati nel regime del 50%), dei limiti previsti alle detrazioni e soprattutto delle modalità operative alle quali attenersi per godere dei benefici fiscali.

Ecobonus: in cosa consiste

Si tratta in buona sostanza di una detrazione fiscale che si applica sull'Irpef, ossia sull'imposta calcolata sul reddito delle persone fisiche, oppure sull'Ires, l'imposta sul reddito delle società di capitali. Così come avviene per le detrazioni sulle ristrutturazioni edilizie, anche in questo caso le agevolazioni sono ammesse entro il limite che trova capienza nell’imposta annua (Irpef o Ires) derivante dalla dichiarazione dei redditi. Questo significa che la somma eventualmente eccedente non può essere chiesta a rimborso. 

Le detrazioni, da ripartire in dieci rate annuali di pari importo, sono riconosciute nella misura del 65% delle spese sostenute fino al 31 dicembre 2018. A partire dal 2017 e fino al 2021, per taluni interventi di riqualificazione energetica realizzati nelle parti condominiali degli edifici è previsto un incremento della detrazione fino al 75% delle spese sostenute. 

Ecobonus: chi può beneficiarne

Possono usufruire dell'ecobonus tutti i contribuenti, anche se titolari di reddito d’impresa, che possiedono, a qualsiasi titolo, l’immobile oggetto di intervento: persone fisiche, professionisti, artigiani, società, associazioni, enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale.

Tra le persone fisiche possono fruire dell’agevolazione anche i titolari di un diritto reale sull’immobile, i condomini, gli inquilini e coloro che hanno l’immobile in comodato. Possono beneficiare della detrazione anche i familiari conviventi con il possessore o il detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado) che sostengono le spese per la realizzazione dei lavori. Infine possono fruire dell'ecobonus anche gli Istituti autonomi per le case popolari.

Attenzione: per fruire delle detrazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica è necessario che questi ultimi siano eseguiti su immobili esistenti, non importa di quale categoria catastale siano, compresi quelli adibiti ad attività d'impresa. Per provare che un immobile non è in costruzione, ma che al contrario risulta già esistente al momento dell'effettuazione degli interventi di riqualificazione energetica, ci si può servire del certificato di iscrizione al catasto o della richiesta di accatastamento, in alternativa delle ricevute di pagamento dell’imposta comunale (Ici/Imu), se dovuta.

Ecobonus: per quali interventi spettano le detrazioni fiscali

Come detto le detrazioni fiscali sono riconosciute nella misura del 65% per quegli interventi volti a migliorare le prestazioni energetiche della propria abitazione o di parti comuni del condominio. Nello specifico beneficiano dell'ecobonus:

- gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione di efficienza almeno pari alla classe A di prodotto e contestuale installazione di sistemi di termoregolazione evoluti;
- gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, assemblati in fabbrica ed espressamente concepiti dal fabbricante per funzionare in abbinamento tra loro;
- gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con generatori d'aria calda a condensazione;
l'acquisto e posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti, fino a un valore massimo della detrazione di 100.000 euro, a condizione che gli interventi producano un risparmio di energia primaria pari almeno al 20%;
- gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione. La detrazione spetta fino a un valore massimo di 30.000 euro;
- gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore ad alta efficienza e con impianti geotermici a bassa entalpia, con un limite massimo della detrazione pari a 30.000 euro;
- gli interventi di sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria, con un limite massimo della detrazione pari a 30.000 euro;
- l’acquisto, l’installazione e la messa in opera di dispositivi per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento o produzione di acqua calda o di climatizzazione degli edifici abitativi;
- gli interventi volti al miglioramento dell'isolamento termico di edifici esistenti (isolamento di pareti, coibentazione dei sottotetti, installazione di pellicole filtranti su porte e finestre, ecc.), che ottengono un valore limite di fabbisogno di energia primaria annuo per la climatizzazione invernale inferiore di almeno il 20% rispetto ai valori riportati in un'apposita tabella. Il valore massimo della detrazione è pari a 100.000 euro;
- l'installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per la copertura del fabbisogno di acqua calda in piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e università. Il valore massimo della detrazione è di 60.000 euro.

A partire dal 1° gennaio 2018 per alcuni interventi non sarà più riconosciuta la detrazione del 65% bensì del 50%. Ci riferiamo in particolare:

  • alla sostituzione di finestre comprensive d’infissi;
  • all'installazione di schermature solari;
  • alla sostituzione e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale con l’installazione di caldaie a condensazione e a biomassa.
Tuttavia, come abbiamo scritto più su, le caldaie a condensazione possono accedere alle detrazioni del 65% se oltre ad essere in classe A sono dotate di sistemi di termoregolazione evoluti.

Il motivo per cui questi interventi beneficiano dal 2018 di una detrazione inferiore è dovuto al fatto che a fronte delle consistenti risorse finanziarie impiegate i risultati dal punto di vista dell’efficientamento energetico non sono stati eccellenti.

Detrazione al 70-75% su parti comuni di edifici condominiali

Come si è accennato, a partire da quest’anno gli interventi di riqualificazione energetica realizzati nelle parti comuni degli edifici condominiali, potranno beneficiare di una detrazione fiscale pari al 70% qualora interessino almeno il 25% dell’involucro edilizio. Il bonus sale addirittura al 75% se gli interventi porteranno ad un miglioramento e ad un risparmio sulla spesa energetica sia estiva che invernale. Questo tipo di agevolazione sarà fruibile fino al 31 dicembre 2021.

La spesa sui cui è possibile calcolare la detrazione è pari a 40.000 euro moltiplicato per il numero di unità immobiliari che compongono l’edificio.

Ecobonus e Sisma bonus

Il Governo ha introdotto una ulteriore forma di agevolazione in favore di quei contribuenti che eseguono interventi per l’adozione di misure antisismiche sui propri edifici. In pratica costoro possono detrarre una parte delle spese sostenute dalle imposte sui redditi per tutti i lavori compiuti a partire dal 1° gennaio 2017 e fino al 31 dicembre 2021. L’importo di tale detrazione varia in funzione del tipo di intervento, nel senso che è tanto più elevato quanto più gli interventi portano ad una riduzione del rischio sismico (in proposito leggi “Sisma Bonus: cos'è, a chi spetta e come funziona”).

Tale agevolazione si applica sia nel caso in cui gli interventi di consolidamento antisismico vengono effettuati sulle singole abitazioni, sia nel caso in cui gli stessi riguardano parti comuni di un edificio condominiale.

Ma vediamo adesso alla novità introdotta dalla legge di bilancio 2018. In pratica per gli interventi su parti comuni di edifici condominiali è stata prevista la possibilità di cumulare l'ecobonus e il sisma bonus. In sintesi se gli interventi sono finalizzati non solo al contenimento del rischio sismico, ma anche ad una riqualificazione energetica dell’edificio, è possibile beneficiare di una detrazione dell’80% se c’è il passaggio ad una classe di rischio inferiore o dell’85% se c’è il passaggio a due classi di rischio inferiori.

La detrazione è ammessa per un importo massimo di 136.000 euro di spesa per ciascuna unità immobiliare del condominio e va ripartita in 10 quote annuali di pari importo.

Ecobonus: quali sono le spese detraibili

Le spese per le quali è possibile fruire della detrazione comprendono sia i costi per i lavori edili connessi con l'intervento di riqualificazione energetica, sia quelli relativi all'acquisto di materiale e alle prestazioni professionali connesse con l'installazione e/o con il rilascio dell'attestato di qualificazione energetica. Ai fini della detrazione, ciò che è importante è che tali spese siano relative ad interventi finalizzati a migliorare le prestazioni energetiche dell’immobile.

Ecobonus: come effettuare i pagamenti

Tutte le spese devono essere pagate dai contribuenti non titolari di reddito d'impresa esclusivamente mediante bonifico bancario o postale. Dalla ricevuta di bonifico devono risultare la causale del versamento, il codice fiscale del soggetto che paga e il codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.

I contribuenti titolari di reddito d’impresa, invece, non sono tenuti al pagamento tramite bonifico. In ogni caso, qualunque sia la modalità scelta (assegno, carta di credito, ecc.), è importante conservare idonea documentazione per la prova delle spese.

Al momento del pagamento del bonifico effettuato dal contribuente che intende avvalersi della detrazione, le banche e le Poste Italiane Spa hanno l'obbligo di effettuare una ritenuta dell'8% a titolo di acconto dell'imposta sul reddito dovuta dall'impresa che effettua i lavori.

Ecobonus: quale documentazione trasmettere

Entro 90 giorni dal termine dei lavori di riqualificazione energetica, occorre trasmettere all'ENEA, l'ente pubblico di ricerca italiano che opera nei settori dell'energia, dell'ambiente e delle nuove tecnologie, che gestisce le detrazioni fiscali per il risparmio energetico ed effettua verifiche e controlli dei requisiti richiesti per il conseguimento delle detrazioni fiscali:
- copia dell'attestato di certificazione o di qualificazione energetica;
- la scheda informativa relativa agli interventi realizzati.

La trasmissione andrà eseguita attraverso il sito http://finanziaria2018.enea.it che sarà attivato a breve.

Gli originali vanno chiaramente conservati. Non vanno inviate all’Enea asseverazione, relazioni tecniche, fatture, copia di bonifici, piantine, documentazione varia. Se i lavori riguardano più periodi d’imposta, bisognerà comunicare le spese effettuate nei periodi precedenti all’Agenzia delle Entrate. In questo caso la presentazione dovrà avvenire entro 90 giorni dal termine del periodo d’imposta, o per via telematica o attraverso gli intermediari abilitati.

La data di fine lavori, da cui decorre il termine per l'invio della documentazione all’Enea, coincide con il giorno del cosiddetto "collaudo".

La trasmissione deve avvenire in via telematica, attraverso il sito www.acs.enea.it, ottenendo una ricevuta informatica.

Si può inviare la documentazione a mezzo raccomandata con ricevuta semplice solo se ricorrono lavori di una certa complessità che non trovano corrispondenza negli schemi resi disponibili dall’Enea. La documentazione va trasmessa entro il termine di 90 giorni dal termine dei lavori all'indirizzo:

ENEA - Dipartimento ambiente, cambiamenti globali e sviluppo sostenibile
Via Anguillarese 301
00123 Santa Maria di Galeria (Roma)
.

Sulla bista va indicato il riferimento “Detrazioni fiscali - riqualificazione energetica”.

Ecobonus: quale documentazione conservare

Ai fini della detrazione sugli interventi di riqualificazione energetica è necessario conservare ed esibire a richiesta degli uffici finanziari i seguenti documentii:

- l'asseverazione che attesta che l'intervento possiede i requisiti tecnici richiesti dalla normativa per usufruire delle detrazioni. Tale asseverazione deve essere rilasciata da un tecnico abilitato, vale a dire da un soggetto abilitato alla progettazione di edifici e impianti, iscritto all’Ordine degli ingegneri o degli architetti ovvero al Collegio dei geometri o dei periti industriali nonché, secondo quanto affermato nella Circolare n. 36/E, dei dottori agronomi, dottori forestali o periti agrari. In alternativa è sufficiente disporre della certificazione del produttore che attesti il rispetto dei medesimi requisiti;

- l'attestato di certificazione o qualificazione energetica, che comprende i dati relativi all’efficienza energetica propri dell’edificio. Tale attestato, prodotto successivamente all’esecuzione degli interventi, deve essere predisposto in conformità allo schema riportato nell'allegato A ed asseverato da un tecnico abilitato. L’attestato di certificazione energetica non è più richiesto per l’installazione di pannelli solari e per la sostituzione di finestre;

- la ricevuta di invio telematico sul sito dell'Enea o ricevuta della raccomandata in caso di invio a mezzo posta;

- le fatture o le ricevute fiscali comprovanti le spese effettivamente sostenute per la realizzazione degli interventi;

- la ricevuta del bonifico bancario o postale attraverso cui è stato effettuato il pagamento per i contribuenti non titolari di reddito d’impresa.

Per fruire dell'agevolazione fiscale sulle spese energetiche non è invece necessario effettuare alcuna comunicazione preventiva all'Agenzia delle Entrate. Comunicazione che deve essere invece trasmessa dai contribuenti per quegli interventi i cui lavori proseguono oltre il periodo d’imposta, ossia a cavallo di più anni. Nello specifico il modello di comunicazione deve essere presentato entro 90 giorni dal termine del periodo d’imposta o per via telematica o attraverso gli intermediari abilitati (Caf, commercialisti, ecc.).

Cumulabilità delle detrazioni

L'ecobonus non è cumulabile con altre agevolazioni previste per interventi analoghi sugli edifici (come, ad esempio, il bonus ristrutturazioni o il bonus verde). Nel caso in cui gli interventi realizzati rientrino sia nelle agevolazioni per il risparmio energetico sia in quelle per le ristrutturazioni edilizie, il contribuente potrà scegliere solo uno dei due benefici fiscali. Il beneficio fiscale è tuttavia compatibile con altre agevolazioni non fiscali (contributi e finanziamenti) per il risparmio energetico.

Ecobonus e cessione del credito

I beneficiari dell’ecobonus possono decidere di non fruire personalmente della detrazione e cedere a terzi il credito corrispondente. Ciò indipendentemente dal fatto che la detrazione si riferisca ad interventi di riqualificazione energetica effettuati su singole unità immobiliari piuttosto che su parti comuni degli edifici condominiali.

In particolare possono cedere il credito alle stesse ditte fornitrici che hanno effettuato gli interventi, oppure ad altri soggetti privati, che siano persone fisiche, lavoratori autonomi o imprese. Non possono cedere il credito, invece, a banche e intermediari finanziari, a meno che non si trovino nella no tax area, una soglia al di sotto della quale vige l'esenzione dall'Irpef.

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51769 - donata
16/03/2018
Buonasera, sto' per terminare i lavori di ristrutturazione straordinaria, non mi è chiaro cosa devo inviare all'Enea, se i dati di tutti i lavori effettuati o solo i dati circa gli infissi che sono stati sostituiti. Grazie

50944 - Gio B. D.
23/11/2017
La legge di bilancio 2018, se approvata nella struttura attuale, proroga le detrazioni fiscali al 65% per interventi di riqualificazione energetica al 2018, mentre proroga le detrazioni fiscali per sostituzione di infissi e/o l'installazione di impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione con abbattimento dell'aliquota detraibile al 50%. Se tali interventi non sono singoli ma inseriti nel contesto più generale di riqualificazione energetica globale dell'edificio usufruiscono dell'aliquota del 65% o sono comunque da imputarsi all'aliquota ridotta del 50%? Inoltre l'installazione di pannelli solari termici nel 2018 rimane comunque agevolata al 65%? Grazie.

49526 - Redazione
31/05/2017
Luca, per fruire del bonus mobili è necessario aver realizzato un intervento di ristrutturazione edilizia. In particolare è la data di inizio dei lavori di ristrutturazione edilizia, e non quella in cui si effettuano materialmente le spese, che deve essere anteriore a quella in cui si acquistano mobili ed elettrodomestici.

49521 - Luca
30/05/2017
Buongiorno, volevo richiederVi se il bonus mobili del 50% è possibile ottenerlo anche se non si è aperta la pratica di ristrutturazione immobile. Grazie e cordiali saluti.

49508 - Alessio
29/05/2017
Buongiorno, ho comprato presso un negozio un condizionatore inverter a+++ pagando con carta di credito. Successivamente il condizionatore mi è stato installato da una impresa che è stata da me pagata con bonifico bancario inserendo la dicitura per la detrazione. Devo compilare la dichiarazione ENEA per la detrazione del 65% sia del condizionatore che dell'installazione e in quale modo perchè nessuno spiega bene come deve essere compilata. Oppure basta solo indicare l'acqcuisto e l'installazione sul 730 ? Grazie mille e buon lavoro.

49388 - Giovanni
18/05/2017
Buonasera volendo sostituire la vecchia caldaia con una a condensazione, ma senza installare le valvole termostatiche sui radiatori. Posso comunque beneficiare delle detrazioni al 50%? E in questo caso sono obbligato ad inviare comunicazione a Enea? Grazie per la risposta

49196 - Redazione
04/05/2017
Giuliano, la risposta è no.

49166 - Giuliano C.
01/05/2017
Ho iniziato dei lavori di coibentazione (cappotto) di un'abitazione a novembre 2016 ma si completeranno nel 2017. Posso portare in detrazione la parte di acconto del 2016 non avendo ancora inviato i dati all'ENEA in quanto i lavori non sono terminati e quindi non ho la data di fine lavori? Grazie per la risposta

47207 - Redazione
02/11/2016
Renzo, è possibile fruire della detrazione fiscale del 65% anche in caso di omesso invio all’Enea della scheda informativa. La situazione, infatti, può essere sanata attraverso il ricorso all’istituito della remissione in bonis (art. 2 c.1 D.L. n. 16 del 2012, convertito nella Legge 44/2012.). Il contribuente che volesse beneficiare della remissione in bonis dovrà effettuare la comunicazione all'Enea e versare contestualmente euro 258 con modello F24 codice tributo 8114, entro il termine di presentazione della prima dichiarazione dei redditi utile.

47199 - Renzo
01/11/2016
Lo scorso anno ho sostituito una pompa di calore on-off di vecchio tipo con una tipo inverter di classe energetica A+++ ed ho pagato l'installatore con bonifico indicando l'intervento come riqualificazione energetica. Per mia ignoranza della procedura, non è stata fatta alcuna relazione di asseverazione e non ho quindi ottenuto nessuna autorizzazione ENEA. Quest'anno ho portato l'importo in detrazione nel mod. 730 ed il CAF, non avendo autorizzazione ENEA, mi ha conteggiato una detrazione del 50% in 10 anni. Ne ho diritto oppure ho perso anche questa possibilità? Grazie

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