Guida ai saldi: tutto ciò che devi sapere prima di iniziare lo shopping

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Da qualche giorno sono iniziati i saldi o "vendite di fine stagione", croce e delizia dei consumatori. E' sicuramente il momento di approfittarne e andare a caccia dell'affare, ma presta attenzione alle percentuali di sconto riportate in vetrina e sui cartellini, all’articolo "iper scontato", ai capi che non sono di stagione o non di moda, ai negozi fantasma che appaiono solo nel periodo dei saldi per scomparire subito dopo.

Saldi o vendite di fine stagione: cosa sono

Secondo il D.Lgs. n.114/98 le vendite di fine stagione o saldi devono riguardare esclusivamente quei prodotti (capi di abbigliamento, calzature, ecc.) che sono suscettibili di un notevole deprezzamento se non vengono venduti "entro la relativa stagione". Dunque i saldi non possono riguardare indistintamente tutti i prodotti, ma solo quelli di carattere stagionale.

Di norma le vendite a prezzi ribassati dei capi di stagione rimasti invenduti sono programmate due volte l'anno: subito dopo le festività natalizie (saldi invernali) e ai primi di Luglio (saldi estivi).

I saldi si distinguono dalle vendite promozionali?

Si. Infatti mentre 

  • saldi riguardano esclusivamente la merce di carattere stagionale o di moda, suscettibili di notevole deprezzamento se non vengono venduti entro un certo periodo di tempo
  • le vendite promozionali applicano sconti o ribassi sul prezzo normale di vendita su uno, più o tutti i prodotti della gamma merceologica e hanno durata illimitata, ma non possono essere effettuate durante il periodo dei saldi.

Sconti e vendite sottocosto sono la stessa cosa?

No. Alle vendite di fine stagione non si applicano le norme relative alle vendite sottocosto: l'esercente, dunque, è libero di vendere i prodotti anche a prezzo inferiore a quello di acquisto.

C'è differenza tra saldi e vendite in liquidazione?

Si, certo. Le vendite in liquidazione sono effettuate dall’esercente in qualunque periodo dell’anno al fine di smaltire in breve tempo le merci a seguito di cessazione di attività commerciale, cessione dell’azienda o del locale, trasferimento in altro locale, trasformazione o rinnovo locali.

Questo significa anche che nelle vendite di fine stagione è vietato l'uso della dizione "vendite fallimentari" come pure ogni riferimento a fallimenti, procedure esecutive, individuali o concorsuali, e simili, anche come termine di paragone.

Le etichette della merce esposta in saldo

I prodotti esposti per la vendita nelle vetrine esterne o all'ingresso del locale o sui banchi di vendita, devono indicare in modo chiaro e ben leggibile il prezzo di vendita al pubblico, mediante l'uso di un cartello o con altre idonee modalità. In particolare i cartellini devono riportare:

  • il prezzo normale (quello originario);
  • la percentuale di sconto sul prezzo normale di vendita;
  • il prezzo finale di vendita (quello scontato).

Netta separazione della merce esposta

Il commerciante deve separare nettamente le merci in offerta da quelle eventualmente poste in vendita alle condizioni ordinarie o dalle "nuove collezioni”.

In caso di esaurimento di scorte per taluni prodotti in saldo, il consumatore deve essere portato a conoscenza con avviso ben visibile all'esterno del locale.

Quali sono i mezzi di pagamento accettati nei saldi

E' importante sapere che il negoziante è tenuto ad accettare tutti i tipi di pagamento dichiarati dalle vetrofanie (gli adesivi che solitamente mostrano le carte di credito accettate).

Dunque se il commerciante ha una convenzione con una carta di credito, sarà tenuto ad accettarla dall’acquirente anche durante il periodo dei saldi.

Si possono provare i capi in saldo?

Consentire la prova dei capi non è un obbligo e la decisione spetta al negoziante. Così come è lasciata alla discrezionalità del commerciante la possibilità di cambiare il capo acquistato. 

C'è da dire, comunque, che la gran parte dei commercianti consente, entro pochi giorni dall’acquisto e previa esibizione dello scontrino, il cambio di merce. Il consiglio, pertanto, è quello di informarsi prima dell'acquisto se c’è questa possibilità oppure no.

E se il prodotto acquistato in saldo è difettato?

Caso diverso se il prodotto acquistato risulta danneggiato o non conforme. A tal proposito si ricorda che il D.Lgs. 24/2002 ha esteso anche ai saldi la garanzia europea sui prodotti difettosi, il che significa che il consumatore può reclamare per l’eventuale difetto del prodotto e richiederne la sostituzione o la riduzione del prezzo entro 2 anni dall’acquisto. Per far valere la garanzia è necessario che l’acquirente comunichi al venditore il difetto del vestito entro 2 mesi dalla data in cui lo ha scoperto.

E’ bene, dunque, conservare sempre gli scontrini per esibirli al momento opportuno, ma ricordate di fotocopiarli visto che sono stampati su carta chimica e dopo qualche mese sbiadiscono.

Saldi e diritto di recesso

Se ti stai chiedendo se è possibile sostituire la merce acquistata in saldo, ti rispondiamo "dipende".

Diciamo innanzitutto che se l'acquisto è stato effettuato online, puoi beneficiare del diritto di ripensamento. In buona sostanza puoi recedere dall'acquisto senza specificarne il motivo e senza pagare alcuna penale. L'importante è esercitare tale diritto entro 14 giorni dall’acquisto.

Al di fuori di questa ipotesi il commerciante non è tenuto a garantire la sostituzione della merce appena acquistata. Dunque se il consumatore, dopo aver provato il capo a casa, dovesse ritenere che la giacca vesta un po' troppo, oppure che rimanga troppo attillata, oppure che il colore non sia quello cercato ecc., il negoziante ha tutto il diritto di non concedere il cambio merce.

In un solo caso il commerciante è tenuto alla sostituzione del capo: se presenta dei difetti (una macchia, un difetto di cucitura, uno strappo, ecc.) per i quali può essere fatto valere la garanzia legale.

Cosa raccomandano le associazioni dei consumatori

Le condizioni favorevoli di acquisto prospettate al consumatore attraverso il messaggio pubblicitario devono essere reali e non ingannevoli.

Per evitare possibili truffe le associazioni dei consumatori, come quelle di categoria, raccomandano di

  • acquistare preferibilmente in negozi abituali e di fiducia, dove c'è la possibilità di accertarsi più facilmente della convenienza del prodotto e di
  • confrontare possibilmente i prezzi tra diversi esercizi commerciali (un'operazione questa che può essere condotta anche online).

Inoltre le stesse associazioni raccomandano di diffidare dai commercianti che

  • applicando i saldi indistintamente a tutti i prodotti;
  • non espongono cartellini con scritto il prezzo originale di vendita e lo sconto espresso in percentuale;
  • non consentono il pagamento tramite bancomat o carta di credito;
  • non consentono la sostituzione della merce difettosa;
  • si rifiutano di sostituire l’articolo difettoso dichiarando che gli articoli in saldo non si possono cambiare.

Come difendersi dagli sconti fasulli

A chi non rispetta i divieti e gli obblighi previsti dalla legge, si applicano sanzioni da € 516,46 a € 3.098,74. Nei casi di recidiva il Sindaco può disporre addirittura la chiusura del punto vendita per un periodo non superiore a venti giorni.

Se ritieni che ci siano state violazioni da parte dei commercianti nel praticare i saldi di fine stagione, utilizza questo modello di esposto-denuncia nei confronti del negoziante da effettuare alle autorità competenti.

Ricordiamo che i controlli spettano alla Polizia Municipale e non ad altre forze dell’ordine.

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