Fac simile lettera dimissioni badante senza preavviso

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Da questa scheda si può scaricare, nei formati WORD e PDF, un paio di fac simile di lettera dimissioni volontarie badante, ovverossia modelli con cui il collaboratore domestico comunica al datore che a partire da una certa data cesseranno le proprie prestazioni lavorative.

Lettera dimissioni volontarie badante pdf: quando inviarla

Il collaboratore che effettua servizi di pulizia e cura della casa (colf) oppure attività di assistenza e accudimento di persone non autosufficienti (badante) può dimettersi in qualsiasi momento e senza necessariamente specificarne il motivo. Nella comunicazione al datore di lavoro è perfino consentita la forma verbale, anche se il consiglio è di procedere sempre per iscritto. Infine per i collaboratori domestici non vale la regola delle dimissioni telematiche.

L'unica cosa che colf e badanti sono tenuti a rispettare è il termine di preavviso, che varia in base all'impegno settimanale e all'anzianità acquisita dagli stessi presso lo stesso datore di lavoro.

In particolare per i rapporti di lavoro superiori alle 24 ore settimanali il preavviso è di:
  • 8 giorni per anzianità di servizio presso lo stesso datore fino ai 5 anni;
  • 15 giorni per anzianità oltre i 5 anni.
Nel caso, invece, di rapporti di lavoro pari o inferiori alle 24 ore settimanali il preavviso è di:
  • 4 giorni per anzianità di servizio presso lo stesso datore fino ai 2 anni;
  • 8 giorni per anzianità oltre i 2 anni.
Per i lavoratori che usufruiscono con la famiglia di un alloggio, il preavviso per le dimissioni dovrà essere di 15 giorni fino a un anno di anzianità e di 30 giorni oltre un anno di anzianità. 

Naturalmente il termine di preavviso va rispettato anche dal datore di lavoro in caso di licenziamento. Sul nostro portale è possibile scaricare i seguenti modelli:

Fac simile lettera dimissioni badante senza preavviso: quali effetti

Nel caso in cui il collaboratore domestico comunichi le proprie dimissioni senza rispettare il termine di preavviso, il datore di lavoro provvederà a trattenergli dalla liquidazione, ossia dal trattamento di fine rapporto (TFR), l'importo che gli sarebbe spettato in tale periodo (indennità di mancato preavviso).

L'importo del TFR varia in funzione della retribuzione mensile, della tredicesima e, per il lavoratore che consuma due pasti al giorno e dorme in casa, dell'indennità sostitutiva di vitto e alloggio.

Chiaramente su specifica richiesta del collaboratore domestico di dimettersi con effetto immediato, il datore di lavoro può concedere l'esonero dall'obbligo del preavviso e, dunque, non effettuare trattenute dall'ultima busta paga.

Il collaboratore domestico potrebbe, infine, comunicare le proprie dimissioni senza preavviso nel caso in cui sussista una giusta causa (mancato o ritardato pagamento delle retribuzioni, violenza verbale e fisica, ecc.). In tal caso il datore di lavoro deve corrispondere l’indennità di preavviso al lavoratore.

Dimissioni colf e badanti: cosa deve fare il datore

Il datore entro 5 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro deve darne comunicazione all'Inps. Tale formalità va espletata attraverso il portale dell'istituto previdenziale. Occorre chiaramente essere in possesso del PIN personale o dello SPID, in alternativa il datore può farsi assistere da un intermediario abilitato (consulente, commercialista, ecc.).

Se il datore non volesse far ricorso alla modalità telematica, potrebbe utilizzare quella telefonica tramite call center Inps al numero gratuito 803.164 da rete fissa e 06.164.164 da rete mobile.

Con la lettera dimissioni badante si ha diritto alla disoccupazione?

Colf e badanti hanno diritto all'indennità di disoccupazione soltanto qualora il rapporto di lavoro si sia concluso a seguito di licenziamento o nel caso di dimissioni per giusta causa.

Non è prevista alcuna indennità, invece, qualora il lavoratore si dimetta per motivi personali: ricerca di una nuova occupazione, desiderio di trasferirsi altrove e via discorrendo.

Ma non è tutto. Per avere diritto alla disoccupazione occorre:

  • aver versato almeno 13 settimane di contributi INPS negli ultimi 4 anni;
  • aver lavorato almeno 5 settimane negli ultimi 12 mesi tenendo conto che 24 sono le ore necessarie per comporre 1 settimana di contribuzione.

Tags:  collaboratore domestico

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