Quando reclamare e chiedere il rimborso dell'abbonamento in piscina

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L'acqua è un elemento estremamente distensivo, ecco perché sempre più persone decidono di iscriversi in piscina e praticare attività fisica in vasca. C'è chi si rilassa praticando nuoto libero, chi vuole ridurre l'impatto sulle articolazioni del collo, della schiena e delle gambe, chi fa ginnastica prenatale o post-parto, chi invece pratica scuola nuoto e cerca di trasformare la paura dell'acqua in una piacevole esperienza. Insomma: le attività da svolgere in piscina sono moltissime e si adattano a tutte le esigenze, tuttavia per beneficiare a pieno dei servizi offerti dalla struttura, occorre rispettare delle regole e pretendere che la struttura stessa faccia lo stesso. In ogni piscina c'è un regolamento da seguire, il quale deve poter essere consultato con facilità da tutti gli utenti che ne richiedono l’accesso. Al tempo stesso la struttura deve poter garantire ai clienti un certo standard di sicurezza e qualità, provvedendo alla pulizia dei luoghi, offrendo gli attrezzi e l’assistenza necessaria agli utenti e così via. Qualora questo standard non fosse rispettato è possibile farsi valere con un reclamo scritto oppure chiedere la risoluzione del contratto di abbonamento. Curioso di saperne di più? Allora mettiti comodo e goditi la lettura dei prossimi paragrafi.

Piscina: i benefici delle attività sportive in acqua

Abbiamo fatto una ricerca: è incredibile quanti benefici si possono ottenere nel giro di poco tempo svolgendo una regolare attività fisica in acqua. Diciamo che, nel giro di 6 mesi, praticando sport in piscina 2 volte a settimana, è possibile notare un discreto miglioramento del corpo, dello stato di salute fisica e mentale. Vediamo quali effetti producono sul nostro fisico le attività fisiche in acqua:

- Allenamento e miglioramento del tono muscolare. Praticando il nuoto libero o una qualsiasi altra attività fisica in acqua è possibile sfruttare le caratteristiche dell’elemento per allenare il corpo senza incidere in modo gravoso sulle articolazioni. L’allenamento non solo aiuta il corpo a reagire meglio alla fatica, ma migliora tantissimo il tono muscolare e quello dei tessuti epidermici. Il miglioramento del corpo si nota prima e in maniera senz’altro più accentuata se all’attività fisica si accompagna anche una dieta equilibrata e uno stile di vita sano, che contempla le adeguate ore di sonno, l’assenza di vizi nocivi come il tabagismo, l’assunzione di sostanze alcoliche o psicotrope;

- Flessibilità. Le attività sportive acquatiche ti consentono di aumentare la flessibilità dei legamenti e delle intere articolazioni. Ciò è possibile grazie ai movimenti, che ad esempio nel nuoto tendono ad allungare braccia, gambe e schiena praticando un involontario ma super benefico stretching;

- Salute. Nuotando o praticando altri sport in acqua si migliora la salute di tutto il corpo. Pensa al cuore e ai polmoni, al miglioramento della resistenza nella pratica degli esercizi e alla lotta contro la sedentarietà. Non è finita qui: i medici consigliano di svolgere attività in acqua anche alle persone affette da patologie all’apparato scheletrico, come mal di schiena, artrosi, ma anche quelle riguardanti l’eccessivo peso e l’obesità. Infine ti ricordiamo che praticare attività sportiva abbassa il rischio di problemi legati al diabete e al colesterolo, che come sai influenzano negativamente tutto l’organismo e provocano gravi danni alla salute;

- Stress e benessere psico-fisico. Facci caso, la maggior parte dei centri benessere sfrutta i benefici dell’acqua per rilassare la mente e rigenerare il corpo. L’acqua è un elemento essenziale per il benessere fisico, dunque frequentando la piscina potrai notare anche un forte miglioramento nella gestione dello stress. Immergersi in acqua, infatti, non solo permette di allenare i muscoli e distendere le articolazioni, ma consente alla mente di focalizzarsi su ciò che avviene nel presente, sulla respirazione e sulle sensazioni corporee, dimenticando le preoccupazioni, le mille cose da fare, i problemi a lavoro e così via.

Se ti abbiamo convinto ad iscriverti in piscina, prima di sottoscrivere un abbonamento sarebbe meglio consultare il proprio medico e chiedere un parere esperto. In presenza di determinate patologie o in situazioni particolari, infatti, le attività in acqua vanno moderate oppure orientate a seconda delle proprie possibilità. Dopo aver ottenuto l’approvazione del medico di base, potrai approfittare dell’incontro per chiedergli il rilascio del certificato medico che attesta la tua sana e robusta costituzione.

Piscina: occorre il certificato medico?

Al momento dell’iscrizione, il personale della struttura sportiva ti chiederà di portare il prima possibile il certificato medico che attesta lo stato di buona salute. Come abbiamo accennato in precedenza, redigere questo certificato è compito del tuo medico di base che dovrà effettuare una visita generale di controllo. In più dovrai misurare la pressione ed effettuare un elettrocardiogramma a riposo, così da verificare la perfetta funzionalità del sistema cardiaco. 

A dirla tutta, se hai intenzione di svolgere attività "ludico sportiva amatoriale", come ad esempio l’uso libero di attrezzi in palestra o il nuoto libero in piscina, il certificato medico non è obbligatorio, tuttavia le strutture lo ritengono indispensabile ai fini dell’iscrizione. Facendo accertare il tuo stato di salute da un medico, infatti, il titolare della piscina si cautela nei confronti della compagnia assicurativa, la quale risponde solo dietro la presentazione di un certificato medico.

Il fatto comunque di richiedere il certificato, non significa per la struttura liberarsi da qualunque responsabilità connessa al rischio di incidenti e malori durante i corsi in piscina e negli spogliatoi. In questi casi, infatti, la struttura è comunque chiamata a dimostrare di aver attuato tutto quanto previsto dalla legge per evitare rischi ed incidenti: indicazioni di uso della piscina (divieto di tuffi, segnalazione di profondità, ecc.), presenza del defibrillatore all’interno dell’impianto sportivo, la sua regolare manutenzione e il suo corretto funzionamento e così via.

Tornando al certificato medico, la legge ne prescrive l'obbligo solo per le attività non agonistiche (oltre che per quelle agonistiche naturalmente), ossia quando decidi di praticare lo sport con una certa regolarità (ad esempio un corso di nuoto in piscina, l'iscrizione ad una squadra di pallanuoto, ecc.), anche se non ancora a livello agonistico. Tuttavia anche in questo c'è una precisazione da fare: è obbligatorio se pratichi sport in luoghi affiliati a federazioni o enti di promozione sportiva (per esempio nei centri CONI) o se partecipi alle attività sportive organizzate dalla tua scuola.

Al di là della obbligatorietà o meno del certificato medico, ti consigliamo spassionatamente di richiederlo in ogni caso. Non tanto per la certificazione in sé, quanto per avere una certezza in più sul tuo stato di salute, escludendo la presenza di patologie che potrebbero aggravarsi con l’attività fisica e causarti grossi problemi.

Oltre che al medico di base e al pediatra, puoi richiedere il certificato medico di sana e robusta costituzione anche al medico specialista in Medicina dello Sport (questo il fac simile di certificato di sana e robusta costituzione fisica). Se non hai modo di andare dal medico di base, magari perché studi o lavori in una città diversa da quella in cui hai la residenza, puoi chiedere ai receptionist della piscina se è possibile effettuare la visita in loco. Spesso, infatti, le associazioni sportive sono convenzionate con un medico che effettua periodicamente le visite in sede. Il costo della visita e del relativo certificato oscilla tra le 30 e le 50 euro, ma nelle regioni del nord il costo può arrivare fino ad 80 euro. C'è poi da aggiungere il costo relativo all'elettrocardiogramma può costare da 25 a 35 euro.

Ti consigliamo di fare sempre qualche copia del certificato medico prima di consegnarlo in piscina, così da poter tenere l’originale (qualora accettino la fotocopia) oppure consegnarlo e tenere le copie di scorta, nel caso servissero nell’arco dei mesi a seguire. Tieni conto, infatti, che la sua validità è di un 1 anno dal momento del rilascio.

Piscina: prezzi, abbonamenti, borsone

Se è la prima volta che vai in piscina, forse ti sarà utile avere una panoramica dei prezzi, degli abbonamenti e perché no, anche una breve lista di cose da mettere nel borsone.

Cominciamo dai prezzi: gli ingressi in piscina possono costare dagli 8 ai 20 euro, chiaramente dipende dalla tipologia di struttura e dai servizi compresi nel prezzo. Considera che, mediamente, gli ingressi in una struttura privata partono da 10 euro, ma possono alzarsi se è richiesta una lezione di nuoto, magari con un istruttore completamente a tua disposizione. Come abbiamo detto, un’altra variabile che incide sul prezzo è rappresentata dai servizi accessori offerti dalla struttura. Nell’ingresso è compreso l’accesso al centro benessere? Le docce sono incluse nel prezzo? L'armadietto e il phone? La struttura è situata in una zona residenziale e offre servizi di altissima qualità (ad esempio vista panoramica sulla città, parcheggio riservato, babysitting, accappatoio e ciabattine incluse, ecc)? Se sì, allora preparati perché il prezzo è destinato a salire.

Se, dopo aver effettuato una prova, decidi di iscriverti, molto probabilmente ti verrà chiesto di scegliere una formula plurimestrale, invece che il classico abbonamento mensile. Solitamente gli abbonamenti che vanno per la maggiore sono il semestrale e l’annuale, tuttavia è anche possibile ridurre la durata a 3 mesi, oppure estenderla fino a 18 o 24 mesi. Con un abbonamento puoi recarti in piscina più volte nell'arco di una settimana o di un mese oppure tutte le volte che vuoi: dipende dalla formula a cui hai aderito. Esistono anche delle proposte di abbonamento che ti accreditano sulla tessera 10, 15 o 20 ingressi in piscina nell'arco di un mese. 

Ci sono, poi, delle offerte valide per brevi periodi, affiancate a delle promozioni particolarmente convenienti: ad esempio alcune strutture ti propongono di iscriverti nel mese di agosto per ottenere un abbonamento di 13 mesi allo stesso prezzo di quello annuale (12 mesi) e così via. Chiaramente più la durata dell’abbonamento si allunga, più sale la convenienza. Attenzione però: nella maggior parte dei casi, se avessi un problema di natura fisica o lavorativa che non ti permetterebbe di andare in piscina, non sarebbe possibile interrompere l’abbonamento per riattivarlo in un secondo momento. Al massimo può essere ceduto ad un familiare o ad una persona di fiducia, tuttavia per essere certi delle possibilità offerte ai clienti, la cosa migliore è rivolgersi al personale in reception e chiedere delle politiche circa la cessione, l’interruzione o la risoluzione anticipata degli abbonamenti.

Infine, il borsone: cosa ti serve per andare in piscina? Un costume, innanzitutto (meglio se di tessuto tecnico, poiché i modelli da mare tendono a rovinarsi subito a contatto con il cloro), delle ciabattine, una cuffia in lattice, degli occhialini, tappi per le orecchie e un chiudi naso; un beauty-case con tutto il necessario per farsi la doccia (per le donne è bene considerare anche la rimozione del make-up), un accappatoio e un phon per i capelli. Questo è l’essenziale, ma si possono aggiungere: un pullbuoy, un paio di pinne, le palette per le mani, ecc.

Piscina comunale o privata: diritti e doveri dei consumatori

Quando varchi la porta della piscina assumi automaticamente dei diritti, ma al tempo stesso dovrai sottostare ad altrettante regole, imposte dalla struttura e dal buon senso. Ecco cosa è assolutamente obbligatorio per gli utenti della piscina, esterna o interna che sia:

- utilizzare le ciabattine (vanno indossate nello spogliatoio e abbandonate una volta giunti a bordo vasca, non prima);
- utilizzare la cuffia per tutta la permanenza in acqua;
- fare la doccia sempre prima di entrare in acqua per evitare di introdurre germi e batteri in un ambiente che invece deve rimanere quanto più possibile sterile e pulito;
- non frequentare la piscina qualora si fosse affetti da una grave infiammazione batterica, contagiosa per gli altri.

Allo stesso tempo, non è consentito:

- correre in prossimità o sul bordo delle vasche;
- utilizzare scarpe da ginnastica in prossimità delle vasche;
- introdurre oggetti non consoni all’attività fisica acquatica, come ad esempio cellulari, fotocamere, videocamere;
- fumare, mangiare, bere, portare animali domestici a bordo vasca, negli spogliatoi e in generale nei locali interni alla struttura;
- urinare e sputare nelle vasche o in prossimità di esse (in generale in un qualsiasi posto che non sia un servizio igienico);
- tuffarsi dai bordi della piscina senza aver avuto l’autorizzazione;
- circolare o sostare nei locali (comprese le docce) senza costume da bagno;
- occupare le corsie riservate ad attività sportive diverse da quella che si intende frequentare.

Piscina per bambini e adulti: gli standard di sicurezza e qualità dei servizi

Come abbiamo accennato precedentemente, le strutture devono assicurare ai propri clienti il rispetto dei normali standard di qualità, tutelando la salute e l’incolumità di tutti gli utenti. Per conoscere nei particolari il regolamento della tua piscina, richiedine una copia agli impiegati e leggila nel dettaglio prima di sottoscrivere un contratto di abbonamento. Lo scriviamo sempre: conoscere i propri diritti è il primo passo per tutelarli e difendersi. Soprattutto nel caso in cui si verificassero dei disservizi che compromettessero lo svolgimento delle attività comprese nel prezzo dell’abbonamento.

In linea generale possiamo affermare che la piscina deve provvedere alla pulizia degli impianti, in particolar modo delle vasche, degli spogliatoi, degli spazi riservati al pubblico e di quelli destinati al passaggio dei clienti. Nello specifico la pulizia della struttura deve essere affidata ad un’agenzia specializzata, in quanto è opportuno attenersi agli specifici standard riservati alle piscine e ai luoghi in cui è facile contrarre virus e infezioni batteriche. In più la piscina deve monitorare la qualità dell’acqua in modo regolare e automatizzato: ciò implica l’acquisto di attrezzature specializzate che ne effettuino la campionatura ogni un tot di ore.

Non è finita qui: è compito della struttura provvedere alla manutenzione integrale degli attrezzi (tappetini, strumenti da utilizzare in acqua, ecc) e dei luoghi (docce, bagni, spogliatoi, vasche, ecc.) interni al centro sportivo. Infine il titolare della piscina deve assicurarsi che il personale assunto sia adeguatamente addestrato per compiere le principali azioni di controllo sugli impianti, nonché un’efficiente operazione di sorveglianza sui clienti e la gestione di eventuali emergenze.

Piscina: dove e come segnalare eventuali disservizi

Se l’acqua nella vasca ha assunto un odore sgradevole, un colore o un aspetto non completamente cristallino; se noti la presenza di muffe e sporcizia nella zona docce, nello spogliatoio o nei bagni; se hai contratto una micosi o una qualsiasi altra forma di infezione batterica causata dalla scarsa manutenzione in piscina; se non vengono rispettati gli orari di apertura e chiusura; se le lezioni saltano continuamente; se non ti viene garantita la presenza di personale che sorvegli le vasche durante l’attività sportiva, puoi segnalare il problema in reception oppure redigere un vero e proprio reclamo.

Come si fa? È più semplice reclamare che spiegarti come avviene la procedura. Inizia così: scarica questo modulo per reclamare contro disservizi in piscina e compilalo in ogni sua parte. Dedica attenzione alla descrizione del tipo di disservizio subito, allegando anche delle foto o, nei casi più gravi, i certificati di diagnosi mediche che possano sostenere la tua posizione. Firma il documento e poi presentalo alla reception della piscina o direttamente in direzione (mi raccomando fatti rilasciare una ricevuta di avvenuta consegna). Per assicurarti che il titolare lo riceva, puoi anche spedirlo tramite posta raccomandata o posta elettronica certificata.

Dopo aver inviato il reclamo, soprattutto se il problema segnalato potrebbe causare danni alla tua salute, ti consigliamo di pensare innanzi tutto alla prevenzione di infezioni e malattie, sospendendo immediatamente l’attività sportiva in acqua.

Se il disservizio è stato causato da un guasto, dai alla struttura il tempo e il modo di ripararlo e sanificare nuovamente l’ambiente. Nel caso in cui, invece, il problema segnalato sia relativo ad altro e rappresentasse una vera e propria inadempienza contrattuale, potresti chiedere la risoluzione del contratto di abbonamento. Capisci ora perché è così importante visionare il regolamento della struttura? Se gli standard di qualità e sicurezza non vengono rispettati, si può procedere all’invio di una lettera di messa in mora, evidenziando formalmente la situazione di disagio che sei costretto a vivere.

Se alla comunicazione scritta non segue alcuna risposta, né tantomeno la risoluzione della problematica, puoi recedere dal contratto e pretendere il rimborso di quanto pagato. Anche in questo caso, intraprendere la procedura è semplicissimo: non dovrai fare altro che scaricare e compilare adeguatamente questo modulo di richiesta risoluzione abbonamento in piscina, dunque presentarlo di persona oppure inoltrarlo alla stessa tramite posta raccomandata o posta elettronica certificata.

Se i problemi con l’associazione sportiva alla quale ti sei rivolto non dovessero riguardare l’attività fisica svolta in piscina, bensì le attività motorie svolte in palestra, ti consigliamo di leggere la guida “Palestra: quando reclamare e chiedere il rimborso dell'abbonamento” nella quale abbiamo inserito tutte le istruzioni utili alla segnalazione dei disservizi e alla risoluzione del contratto di abbonamento.

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