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Domanda assegni familiari: dal 2022 non si presenta più

Gli assegni familiari hanno rappresentato per tanti anni un sostegno economico importante per le famiglie di lavoratori dipendenti o di pensionati da lavoro dipendente, ma anche di collaboratori domestici, lavoratori parasubordinati, lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata o lavoratori che percepivano prestazioni dall’Inps (ad es. la Naspi). La richiesta assegno familiare , tuttavia, si è potuta presentare fino al 31 dicembre 2021, in quanto a partire dal 1 Gennaio 2022 è entrato in vigore il nuovo Assegno unico Inps per i figli a carico.

Assegni familiari chi ne aveva diritto

Gli assegni familiari rientravano tra le “prestazioni a sostegno del reddito”, ossia tra quei benefici di assistenza economica che l'Inps riconosceva sia ai nuclei familiari che versavano in particolari condizioni economiche, sia ai singoli lavoratori in caso di disoccupazione, mobilità o diminuzione della capacità lavorativa. 

Gli assegni familiari potevano essere richiesti dal lavoratore dipendente (anche part-time), dal lavoratore dipendente agricolo, dal lavoratore para-subordinato e iscritto alla gestione separata Inps, dal collaboratore domestico (colf e badanti), dal pensionato da lavoro dipendente, dal titolare di prestazioni previdenziali e dal lavoratore che si trovava in altre situazioni di pagamento diretto. 

Dunque il diritto o meno all'assegno andava individuato in relazione alla figura del richiedente. Ciò detto il nucleo del richiedente poteva essere composto dal lui stesso e dai seguenti altri familiari:

  • il coniuge non legalmente ed effettivamente separato o che non abbia abbandonato la famiglia;
  • i figli legittimi ed equiparati di età inferiore a 18 anni compiuti ovvero senza limiti di età qualora si trovassero, a causa di infermità o difetto fisico o mentale, nella assoluta e permanente impossibilità di dedicarsi ad un proficuo lavoro. Tale situazione doveva essere dichiarata con apposita certificazione, o copia autenticata, rilasciata dalla A.S.L. o dalle preesistenti Commissioni sanitarie provinciali. Ricordiamo che per "equiparati" si intendono i figli adottivi ed affiliati, quelli legalmente riconosciuti o giudizialmente dichiarati, quelli nati dal precedente matrimonio del coniuge, i minori regolarmente affidati dagli organi competenti a norma di legge nonché i nipoti viventi a carico degli ascendenti anche se non formalmente affidati;
  • i figli legittimi ed equiparati, di età superiore ai 18 anni compiuti ed inferiore ai 21 anni compiuti, purché facenti parte di "nuclei numerosi", cioè nuclei familiari con almeno 4 figli tutti di età inferiore ai 26 anni;
  • i fratelli, le sorelle e i nipoti nel caso in cui siano orfani di entrambi i genitori e non abbiano conseguito il diritto alla pensione ai superstiti e non siano coniugati;
  • i nipoti in linea retta di età inferiore a 18 anni, viventi a carico dell'ascendente, previa autorizzazione.

Non importava se il familiare del richiedente (coniuge, figlio, ecc.) risiedesse all'estero o in Italia, a patto però che il richiedente fosse un cittadino italiano. Se, pur lavorando o percependo la pensione nel nostro paese, il richiedente non era cittadino italiano, il diritto all'assegno nucleo familiare (meglio noto come ANF) scattava solo se il familiare:

  • risiedeva in Italia;
  • risiedeva all'estero, ma il paese di provenienza del lavoratore straniero aveva stipulato con l’Italia una convenzione in materia di trattamenti di famiglia.

Come venivano calcolati gli assegni familiari

Occorre dire innanzitutto che a decorrere dal 1° luglio e fino al 31 dicembre 2021 era stata stabilita una maggiorazione di 37,5 euro per ciascun figlio, per i nuclei familiari fino a due figli, e di 55 euro per ciascun figlio, per i nuclei familiari di almeno tre figli (D.L. 8 giugno 2021, n. 79). Tutti i nuovi importi relativi agli assegni familiari erano esposti all'interno della tabella assegni familiari 2021 2022 predisposta dall'Inps e che era entrata in vigore il 1° luglio 2021.

Ciò detto il riconoscimento e la determinazione dell'importo dell'assegno familiare avveniva in funzione di alcuni parametri:

REDDITO FAMILIARE COMPLESSIVO

Questo era dato dalla somma dei redditi prodotti da tutti i componenti del nucleo familiare, al lordo delle detrazioni d'imposta, degli oneri deducibili e delle ritenute erariali. Ma quali redditi entravano nel calcolo e quali no? E' presto detto.

Andavano a comporre il reddito familiare i redditi complessivi assoggettabili all'Irpef, i redditi di qualsiasi natura e quelli esenti da imposta o soggetti ritenuta alla fonte a titolo di imposta o imposta sostitutiva, se complessivamente superiori ad Euro 1.032,91 (es. redditi da locazione tassati con cedolare secca, interessi sul conto corrente ecc.). In ogni caso il reddito complessivo del nucleo familiare doveva essere composto, per almeno il 70%, da reddito derivante da lavoro dipendente e assimilato.

Il reddito familiare da prendere in esame ai fini della corresponsione degli assegni familiari era quello conseguito nell'anno solare precedente il 1° luglio di ogni anno e che rimaneva in vigore fino al 30 giugno dell'anno successivo.

Per fare un esempio, se la richiesta di assegno nucleo familiare veniva presentata, ad esempio, a Febbraio 2021, i redditi da prendere in esame erano quelli conseguiti nel 2019 e dichiarati nel 2020. Invece, se la richiesta veniva avanzata a Luglio o a Settembre 2021, i redditi da dichiarare erano quelli conseguiti nell'anno del 2020 e dichiarati nel 2021.

Naturalmente non tutti i redditi entravano nel calcolo. Ad esempio restavano esclusi i trattamenti di fine rapporto e gli anticipi sul Tfr, le rendite vitalizie erogate dall'Inail, le pensioni di guerra, le indennità di accompagnamento agli invalidi civili, ai ciechi civili assoluti, ai minori invalidi che non possono camminare, ai pensionati di inabilità, gli assegni di mantenimento percepiti dal coniuge legalmente separato a carico del/della richiedente e destinati al mantenimento dei figli, gli arretrati di cassa integrazione riferiti ad anni precedenti quello di erogazione, l'indennità di trasferta per la parte non assoggettabile a imposizione fiscale, ecc.

NUMERO COMPONENTI DELLA FAMIGLIA

Davano diritto all'assegno perchè facenti parte del nucleo familiare:

  • il coniuge (non separato);
  • i figli (naturali, adottivi, affidati) di età inferiore a 18 anni (o a 21 anni se studenti in famiglie con almeno 4 figli tutti di età inferiore ai 26 anni) o senza limiti di età se disabili, purché non coniugati;
  • i fratelli e i nipoti (collaterali o in linea retta), minori o maggiorenni inabili, se orfani di entrambi i genitori e non coniugati.

Non davano diritto all'assegno, ossia erano esclusi dal nucleo familiare del richiedente, i seguenti familiari:

  • il coniuge legalmente ed effettivamente separato;
  • il coniuge che aveva abbandonato la famiglia;
  • i figli minorenni, o maggiorenni, inabili, che risultavano coniugati;
  • i figli legittimi ed equiparati maggiorenni (età superiore a 18 anni), non inabili, facenti parte di un nucleo familiare non numeroso (meno di 4 figli);
  • i figli naturali, riconosciuti da entrambi i genitori, che non convivevano con il richiedente;
  • i figli naturali del richiedente coniugato che non erano inseriti nella sua famiglia legittima;
  • i figli affidati all’altro coniuge o ex coniuge in caso di separazione legale o divorzio;
  • i genitori ed equiparati, e gli altri ascendenti, anche se inabili;
  • i fratelli, le sorelle e i nipoti, ad eccezione dei nipoti viventi a carico dell’ascendente, anche se minorenni o inabili;
  • i familiari di cittadino straniero non residenti in Italia, tranne nel caso di un cittadino di uno Stato membro dell’Unione Europea o di uno Stato convenzionato.

TIPOLOGIA DEL NUCLEO FAMILIARE

Le tipologie del nucleo familiare erano tutte riassunte all'interno della tabella assegni familiari.

Così l'assegno spettava, ad esempio, a quei nuclei familiari in cui era presente moglie e marito con almeno un figlio minore, ma anche a quelli in cui c'era un solo coniuge con almeno un figlio minore, oppure a quei nuclei familiari orfanili composti solo da minori, ma anche a quei nuclei monoparentali senza figli, in cui era presente almeno un fratello, sorella o nipote inabile e perfino ai nuclei familiari (solo coniugi o entrambi i coniugi e almeno un fratello, sorella o nipote) senza figli. Ciascuno di questi nuclei aveva diritto ad un assegno il cui ammontare era strettamente correlato al reddito familiare dichiarato. .

L’importo dell’assegno era determinato in funzione di una tabella (specifica per ogni tipologia di nucleo familiare) che metteva in correlazione reddito familiare e composizione del nucleo familiare. Così ad esempio la Tabella 21A riguardava i nuclei con i soli coniugi oppure con entrambi i coniugi e almeno un fratello, sorella o nipote e senza componenti inabili. La Tabella 20 B, invece, si riferiva al nucleo con il richiedente celibe/nubile, separato/separata, divorziato/divorziata, vedovo/vedova, abbandonato/abbandonata, straniero/straniera ovvero con coniuge residente in un paese estero non convenzionato e con almeno un fratello, sorella o nipote inabile. La Tabella 11 era quella che faceva riferimento ad un nucleo con almeno un figlio minore, entrambi i genitori e senza componenti inabili, mentre la Tabella 15 era quella che riguarda ad esempio i nuclei familiari con un solo genitore, senza figli minori e con almeno un figlio maggiorenne inabile.

In buona sostanza se si voleva vedere a quanto ammontava il proprio assegno nucleo familiare in caso di richiesta, non si doveva far altro che compiere questi brevi e semplici passaggi:

  • scaricare questa tabella assegni familiari predisposta dall’Inps;
  • cercare la propria tabella di riferimento;
  • individuare la propria fascia di reddito familiare e visualizzare il corrispondente importo dell’assegno che spetterebbe.

Così se la propria famiglia era composta da marito e moglie, con due figli minori e un reddito di 16.500 euro, l'assegno nucleo familiare ammontava a 242,08 euro mensili.

Richiesta assegni familiari: si presentava online

La domanda assegni familiari poteva essere presentata all'Inps esclusivamente per via telematica. Ciò non valeva per i dipendenti del settore agricolo, che dovevano invece continuare a rivolgersi al proprio datore e a compilare il modulo assegni familiari 2021 PDF (SR16)

Dunque indipendentemente del fatto che il richiedente l'assegno sia un lavoratore dipendente, cassintegrato, pensionato, lavoratore para-subordinato, percettore di indennità di mobilità e disoccupazione o collaboratore domestico, la modalità di presentazione della domanda è la stessa:

  • Sito web Inps - I servizi telematici sono accessibili direttamente dal cittadino munito di Spid, Carta Nazione dei Servizi (CNS) o Carta di Identità Elettronica (CIE); 
  • Contact Center- attraverso il numero 803164 gratuito da rete fissa o il numero 06164164 da rete mobile a pagamento secondo la tariffa del proprio gestore telefonico;
  • Patronati, avvalendosi cioè dei servizi telematici offerti dagli stessi.

Il richiedente poteva monitorare in ogni istante lo stato di avanzamento della pratica accedendo con le proprie credenziali all'Area Riservata (sezione "Consultazione domanda").

Se la richiesta veniva accolta l'Inps non provvedeva più ad inviare il provvedimento di autorizzazione (modello ANF43), ma istruiva direttamente la pratica.

La domanda andava presentata per ogni anno a cui si aveva diritto. Se cambiava la composizione del nucleo familiare o il livello del reddito familiare, era necessario comunicare la variazione all'Inps entro i successivi 30 giorni.

Assegni familiari chi li pagava

Ai lavoratori in attività l'assegno nucleo familiare veniva pagato dal datore di lavoro contestualmente al pagamento della retribuzione, dunque direttamente in busta paga. Il datore di lavoro chiedeva poi all'INPS il rimborso delle somme pagate.

Era invece pagato direttamente dall'INPS in presenza di particolari situazioni (es. ditte cessate o fallite), oppure se il richiedente era addetto ai servizi domestici, iscritto alla gestione separata, operaio agricolo dipendente a tempo determinato o beneficiario di prestazioni previdenziali. In questi casi il richiedente doveva  specificare sul modulo di domanda il codice Iban relativo al proprio conto corrente così da consentire all'Inps di effettuare il bonifico.

L'assegno familiare era esente da qualsiasi ritenuta previdenziale e fiscale.

Assegno familiare in caso di separazione o divorzio

In caso di separazione o divorzio e in presenza di un affidamento condiviso della prole, avevano diritto all’assegno nucleo familiare sia il marito che la moglie. In questo caso le parti dovevano di comune accordo stabilire chi dovesse materialmente percepire la prestazione. Se l’accordo non veniva raggiunto, l’assegno veniva corrisposto al genitore convivente con i figli.

In questo caso il diritto all’assegno nucleo familiare permaneva in capo al genitore affidatario anche nel caso in cui quest’ultimo non era un lavoratore dipendente o un titolare di pensione, a patto però di soddisfare i limiti di reddito stabiliti dalla legge.

Maggiori informazioni sono disponibili nell'articolo "Assegni familiari: a chi spettano in caso di separazione".

Quando si perdeva il diritto all'assegno familiare

Il diritto all’assegno nucleo familiare decadeva nel momento in cui veniva a mancare una delle condizioni che ne aveva consentito il riconoscimento: ciò accadeva, ad esempio, in caso di separazione legale, oppure in caso di raggiungimento della maggiore età del figlio non inabile a proficuo lavoro, ecc.

Assegni familiari arretrati

Il diritto alla percezione degli assegni familiari decorreva dal primo giorno in cui si verificavano le condizioni prescritte dalla legge: ad esempio celebrazione del matrimonio, nascita del figlio e così via.

Ciò significava che se la domanda veniva presentata in ritardo, si aveva diritto agli arretrati a partire dal momento in cui i requisiti potevano considerarsi soddisfatti. Il diritto a richiedere gli assegni familiari arretrati si prescriveva in 5 anni.

Assegni familiari erogati dai Comuni

Si trattava di un assegno familiare che il Comune concedeva in via esclusiva a famiglie che si trovavano in particolari condizioni: almeno tre figli minori a carico e disponibilità di patrimoni e redditi limitati. L'assegno al nucleo familiare veniva erogato per tredici mensilità.

Anche l'assegno nucleo familiare Comune è stato sostituito dall'Assegno unico Inps.

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