Esposto per violazione uso contante: modello PDF

Rinaldo Pitocco - Ultimo aggiornamento: 12/06/2026
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Fac simile con cui presentare una segnalazione o un esposto formale alle autorità competenti (Guardia di Finanzia e Agenzia delle Entrate) per violazione nell'uso del contante. Ricordiamo che il professionista (notaio, commercialista, avvocato o intermediario finanziario) che rileva un frazionamento artificioso o un'operazione sospetta, ha l'obbligo di legge di comunicare l'infrazione (antiriciclaggio). In questo caso le Segnalazioni di Operazioni Sospette (SOS) vanno inviate tramite i canali telematici della UIF Banca d'Italia.

Nel 2026 è possibile pagare in contanti fino alla cifra di 4.999,99 euro. Per pagamenti da 5.000 euro in su occorre necessariamente far ricorso a bonifici, assegni, carte di debito, di credito e prepagate e più in generale a strumenti di pagamento tracciabili.

Fino a quanto posso pagare in contanti

Come tutti sanno il limite dei contanti nel 2023 è stato innalzato da 2.000 a 5.000 euro. Il motivo di questa decisione? Secondo i nostri governanti la misura dovrebbe stimolare i consumi e in definitiva rilanciare l'economia. In realtà se è dimostrato che l'uso di carte di credito, bancomat o bonifici contribuisce ad aumentare la trasparenza e la tracciabilità dei pagamenti effettuati e che l'utilizzo dei contanti è invece considerato più adatto per i pagamenti nell’economia sommersa, è tutto da dimostrare che l’innalzamento della soglia nell’utilizzo dei contanti faccia aumentare i consumi. Ma questa è una nostra personale valutazione.

La soglia di 5.000 euro è stata confermata negli ultimi anni e, dunque, resta valida anche per il 2026. Questo significa che anche quest'anno si possono eseguire pagamenti con moneta e banconote fino all'importo massimo di 4.999,99 euro. Se la cifra da pagare sarà di un solo centesimo in più, ossia 5.000 euro, diventerà obbligatorio il ricorso a strumenti tracciabili (carta, assegni, bonifici ...).

Tale soglia si applica a qualsiasi tipo di transazione, sia tra persone fisiche che giuridiche: l'acquisto di un capo di abbigliamento, il pagamento della parcella dell'avvocato o della fattura dell'idraulico, la donazione di una somma all'amico o al fratello e via discorrendo.

Dunque che non commetti un illecito se paghi in contanti, per un importo inferiore a 5.000 euro, la ditta che ha effettuato la tinteggiatura delle pareti interne di casa tua o il falegname che ha progettato e realizzato la ua nuova cucina, oppure se trasferisci 4.900 euro in denaro contante ad un parente o ad un amico.

La nuova soglia deve essere rispettata non solo da chi paga ma anche da chi riceve il denaro.

Sanzioni per violazioni del limite pagamento contanti

Se effettui un pagamento in contanti per un importo pari o superiore alla soglia prevista rischi una multa decisamente salata. In particolare:

  • sanzione amministrativa di 1.000 euro (999,99 euro) per i privati cittadini che superano il tetto;
  • sanzione amministrativa tra 3 mila e 15 mila euro per i professionisti che superano il tetto.

Probabilmente in questo momento ti starai chiedendo: ma se pago l'imbianchino di casa con 6.000 euro in contanti, come potrei essere scoperto dalla Guardia di Finanza? In effetti questo rischio è remoto, a meno che l'autorità non venga in possesso di una qualsiasi documentazione (contratto scritto, preventivo firmato per accettazione, fattura, quietanza di pagamento, ricevuta di pagamento in contanti o altro) idonea a comprovare la prestazione eseguita e il conseguente passaggio di denaro.

Limite pagamento contanti frazionato

Cosa accade se effettui un pagamento rateizzato in contanti a favore di un terzo per un importo complessivo di 15.000 euro, ma dove ogni singola rata ha un importo di 4.999,99 euro, dunque inferiore alla soglia limite prevista?

In altre parole facendo 3 versamenti in contanti da 4.999,99 euro ciascuno, per un totale di 14.999,97 euro, commetti un illecito oppure no?

E’ del tutto evidente che per il fisco potrebbe trattarsi di una manovra artificiosa finalizzata ad aggirare il divieto all’utilizzo dei contanti oltre la soglia limite. Dunque c’è il rischio concreto che tu possa subire un accertamento e dunque l’applicazione di una sanzione, specie se le operazioni frazionate risultano eseguite in un arco di temporale molto ristretto (ad es. 7 giorni).

Quando è possibile superare il limite contanti

Tuttavia va detto che la legge consente di corrispondere in contanti anche importi superiori alla soglia di 4.999,99 euro, seppure in forma rateizzata, ma devono ricorrere precise condizioni:

  • gli importi delle singole rate non devono superare la soglia limite;
  • la rateizzazione del pagamento deve essere la conseguenza di un preventivo accordo tra le parti. Ci deve essere in altre parole un preventivo, un contratto o una fattura che preveda, ad esempio, il pagamento dilazionato di 4.999 euro mensili per 3 mesi;
  • il frazionamento del pagamento deve essere connaturato al tipo di operazione: paghi con somme in contanti le opere di ristrutturazione edilizia via via che i vari interventi vengono portati a compimento.

Chiaramente spetta sempre all’Amministrazione Finanziaria verificare se c’è stato o meno un trasferimento di contanti artificiosamente frazionato allo scopo di eludere la legge.

Ricordiamo che dal 2021 non è più possibile pagare in contanti le visite specialistiche private (urologo, otorino, cardiologo, ecc.) oppure il dentista, neppure nel caso in cui la somma da corrispondere sia inferiore alla soglia minima prevista.

Libretti di risparmio e assegni: cosa cambia?

Per libretti di risparmio e assegni cambia qualcosa?

Per quanto riguarda i libretti di risparmio al portatore c'è da dire che essi non possono essere più aperti dal mese di Luglio 2017, mentre coloro che ne possedevano già uno prima di quella data avevano l'obbligo di estinguerlo entro il 31 Dicembre 2018, pena l'applicazione di pesanti sanzioni. Dunque a partire dal 1° Gennaio 2019 i libretti di risparmio possono essere richiesti solo in forma nominativa.

Per quanto riguarda, invece, gli assegni bancari, postali e/o circolari resta tutto come prima. Per importi fino a euro 999,99 possono essere emessi in forma libera, mentre da euro 1.000,00 in su devono obbligatoriamente riportare la clausola di non trasferibilità. Gli assegni intestati “a me medesimo” non possono circolare, qualunque sia il loro importo.

Se vuoi farti rilasciare dalla tua banca un carnet di assegni o un assegno circolare o un vaglia in forma libera, dunque senza la clausola di “non trasferibilità”, devi effettuare una specifica richiesta e pagare l’imposta di bollo di euro 1,50 per ogni singolo modulo di assegno o vaglia.

Deroga al limite pagamenti in contanti

In deroga al limite pagamento in contanti fissato a 4.999,99 euro, gli operatori del settore del commercio al minuto e le agenzie di viaggio e turismo per le operazioni di vendita che coinvolgono cittadini stranieri non residenti in Italia, possono accettare trasferimenti in contanti nel limite di 15.000 euro. Tuttavia per fruire della deroga, occorre inviare una comunicazione preventiva all'Agenzia delle Entrate.

Inoltre l’operatore, all’atto dell’acquisto, deve:

  • acquisire fotocopia del passaporto del cliente;
  • ottenere una "autocertificazione" dal cliente in cui si attesta che non possiede la cittadinanza italiana né di uno dei paesi della Ue o dello Spazio Economico Europeo e che non è residente in Italia.

Quindi, entro il primo giorno feriale successivo a quello dell’operazione, deve versare il denaro contante incassato sul proprio conto corrente e consegnare all’operatore finanziario copia della comunicazione inviata all’Agenzia delle Entrate.

Lettera segnalazione per uso di contanti oltre i limiti

[Mittente]
_______
_______
(nominativo e recapiti)

Comando Provinciale della Guardia di Finanza di ________
_______________________

Agenzia delle Entrate - Direzione Provinciale di _______________
_______________________

Oggetto: Segnalazione per uso di contanti oltre il limite

Alla cortese attenzione degli Uffici competenti,

Con la presente, Io sottoscritt_ __________ residente a __________ in ________________ intendo segnalare un presunto caso di evasione fiscale che ritengo meritevole di approfondimento da parte delle Autorità competenti.

In particolare ho avuto modo di constatare che presso la sede della __________ (riportare il nome della ditta, società, studio professionale, ecc.) in _________ (riportare l’indirizzo), ___________ specificare eventualmente nomi e ruoli delle persone coinvolte), è stata effettuata una transazione in contanti per € _________, dunque in misura superiore alla soglia consentita dalla normativa italiana vigente (€ 5.000 per transazione).

Tale fatto, a mio avviso, favorisce l’elusione e l’evasione fiscale, riducendo la tracciabilità delle transazioni e ostacolando il corretto accertamento fiscale.

Queste le prove a sostegno delle mie affermazioni (se disponibili)

  • Documenti contabili (es. fatture non emesse, estratti conto).
  • Registrazioni audio/foto/video (se ottenute legalmente).
  • Testimonianze di dipendenti/clienti/fornitori.

Chiedo pertanto alle SS.LL. di avviare gli accertamenti necessari e adottare i provvedimenti di competenza per la tutela dell’interesse pubblico.

Autorizzo l’Agenzia delle Entrate/GdF a trattare i miei dati ai sensi del GDPR (Reg. UE 679/2016) per le finalità del procedimento.

In attesa di un vostro cortese e sollecito riscontro, porgo distinti saluti.

Luogo e data

Firma

Quanti contanti può prelevare in banca il privato

Abbiamo detto che la cifra massima che si può pagare in contanti è 4.999,99 euro, ma è bene precisare che tale soglia si applica unicamente al trasferimento di denaro tra soggetti diversi e non anche alle operazioni di prelievo e versamento sul proprio conto corrente bancario o postale.

Questo significa una sola cosa, ossia che se un contribuente persona fisica ordina un prelievo dal proprio conto di una somma superiore ai 5.000 euro, non viola alcuna normativa sulla tracciabilità.

In altre parole il privato prelevare dal proprio conto corrente qualsiasi importo desideri, senza che l'operatore di sportello possa in qualche modo opporsi alla sua richiesta, magari prospettando il rischio di una violazione delle prescrizioni sull'uso dei contanti.

Per un discorso legato alla normativa sull’antiriciclaggio, l’operatore può al massimo richiedergli delle spiegazioni nel caso in cui, trattandosi di un importo rilevante, abbia il sentore che dietro possa celarsi un'operazione poco chiara o peggio una truffa, ma di certo non può rifiutarsi di accogliere la sua richiesta.

Per i privati, tuttavia, la singola banca potrebbe fissare un limite giornaliero (ad es. fino a 1.000 euro) e mensile (da 2.000 a 3.000 euro) al prelievo di contanti, ma tale soglia risponderebbe unicamente ad un'esigenza di disponibilità del contante e non di rispetto delle disposizioni normative.

Se, dunque, il privato cittadino vince una cifra consistente al lotto e poi decide di prelevare una parte di questa somma (ad es. 10.000 euro) dal proprio conto per una vacanza alle Maldive o per donarla ai propri figli, non commette alcun illecito.

Se di fronte a situazioni come quella appena prospettata, il privato dovesse trovarsi di fronte ad un rifiuto netto da parte dell'istituto a consegnargli la cifra richiesta, questi non ha che una strada: esporre un reclamo scritto alla direzione della banca e nel caso ricorrere all'Arbitro Bancario Finanziario.

Tuttavia se nell'arco di un mese superassi la somma di 10.000 euro, potrebbe scattare la segnalazione della banca prima alla sede centrale dell'istituto e poi alla UIF, l’Unità di Informazione istituita presso la Banca d’Italia, la quale provvederebbe ad avviare le indagini per verificare se sono state commesse o meno violazioni. Il cliente a questo punto dovrebbe fornire tutti i necessari chiarimenti circa il prelievo effettuato. Qualora ci fosse il sospetto di commissione di un reato verrebbe informata anche la Procura della Repubblica. 

Una regola fondamentale è quella di tenere sempre traccia dell’impiego dei soldi contanti prelevati allo sportello. Occorre naturalmente una documentazione a supporto e non una semplice annotazione in agenda o sull'estratto conto: ad esempio ricevute, fatture, contratti o anche una semplice scrittura privata che attesti la donazione ad un parente o un amico.

In quest'ultimo caso, tuttavia, per evitare che il documento venga redatto solo in occasione dell'accertamento fiscale, occorre attribuirgli una "data certa" (con ricorso a notaio, PEC, raccomandata a te stesso, ecc.).

Quanti contanti può prelevare in banca l'imprenditore

Se per il privato non esistono limiti al prelievo del contante, non altrettanto può dirsi per imprenditori società. Infatti nel caso in cui il titolare di una ditta o il rappresentante legale di una società effettuasse un prelievo superiore ai 1.000 euro al giorno o superiore ai 5.000 euro mensili, si esporrebbe al rischio di un controllo da parte del fisco.

Intendiamoci nessuna sanzione da parte dell'Agenzia delle Entrate, ma semplicemente una richiesta di chiarimento in merito all'impiego delle somme prelevate.

Quanti contanti si possono versare in banca

Se effettuare il prelievo di un qualsiasi importo in banca non comporta particolari problemi, non altrettanto può dirsi per i versamenti in contanti sul proprio conto corrente.

Il motivo è semplice: tutto ciò che il privato cittadino o l'imprenditore versano sul proprio conto (attraverso bonifici, contanti, ecc.), si presume un reddito accertabile e dunque soggetto a tassazione

Faccia un esempio e supponiamo che il sig. Rossi versi la somma di 15.000 euro in contanti sul proprio conto. In una simile ipotesi sono due le scelte che il sig. Rossi può fare: 

  1. sottrarsi ad eventuali controlli del fisco denunciando l'entrata nella propria dichiarazione dei redditi;
  2. non dichiarare nulla sul proprio 730 o Unico, ma prepararsi a fornire spiegazioni ad una possibile richiesta di chiarimenti da parte dell'Agenzia delle Entrate.

Nel secondo caso il sig. Rossi sarà costretto a fornire una prova non generica ma analitica dell'operazione effettuata. Già perché per l'Agenzia delle Entrate vale la presunzione automatica secondo cui dietro quel versamento di 15.000 euro potrebbe celarsi un reddito non dichiarato.

Ciò anche nel caso in cui quel versamento fosse il frutto di un risarcimento, di una regalia da parte dei nonni, dell'apertura del salvadanaio o di una vincita alla slot machine. In tutti questi casi, dunque, l'onere della prova è in capo al contribuente, ossia a colui che ha effettuato il versamento in contanti. Se questi non è in grado di dimostrare la provenienza di quei contanti, scatta automaticamente la tassazione: per l'Agenzia delle Entrate, infatti, l'operazione non può che essere il frutto di una evasione fiscale.

In linea generale è chiaro che il rischio di un controllo da parte del fisco è maggiore quando si versano importi consistenti e soprattutto incompatibili con i redditi dichiarati. Se Rossi nel 2024 dichiara 15.000 euro e nello stesso anno fa un versamento sul conto di 20.000 euro (anche in forma dilazionata) è chiaro che la spia del fisco potrebbe accendersi. La stessa cosa potrebbe accadere nel caso in cui percepisse una pensione o uno stipendio con accredito in conto corrente e poi versasse periodicamente delle somme in contanti sul conto corrente.

In tutti questi casi il fisco, anche a distanza di 7 anni, potrebbe porgli una semplice domanda: "chi ti ha dato quei soldi?".

Come detto in questi casi il sig. Rossi sarà tenuto a fornire una prova documentale che attesti la provenienza di quei contanti. Dunque non sarà sufficiente dire al funzionario dell'Agenzia delle Entrate che quei soldi glie li ha donati il papà o che li ha vinti al calcio scommesse (tra l'atro a nulla serve la causale riportata sulla distinta di versamento). Per stare agli esempi fatti, dovrai necessariamente fornire una scrittura privata con data certa che attesti la donazione da parte di suo padre o fornire le ricevute relative alle vincite conseguite.

E' evidente che in alcune circostanze potrebbe non essere così agevole fornire delle prove, per cui il consiglio che diamo è di limitarsi a versare cifre modeste e in linea con i redditi dichiarati. Se non si vuole correre rischi, non resta che conservare i contanti sotto la mattonella o in una cassetta di sicurezza.

Concludiamo ricordandoti che per la normativa sull'antiriciclaggio anche il funzionario di banca potrebbe chiederti spiegazioni (attraverso la compilazione di uno specifico modulo di dichiarazione) nel momento in cui effettui un versamento in contanti di una certa consistenza.

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