Ecco come formulare i quesiti al Fisco

Il contribuente, se vi sono "obiettive condizioni di incertezza" sull’interpretazione della norma e, dunque, sulla soluzione da applicare "al proprio caso concreto e personale", ha la possibilità di rivolgere un quesito all’Amministrazione finanziaria (art. 11 Legge 212/2000 e DM 26 aprile 2001). Ecco alcuni fac simile di istanza che si possono utilizzare. Se entro 120 giorni non si riceve alcuna risposta, deve intendersi che l'Amministrazione finanziaria concorda con l'interpretazione prospettata dal contribuente (si applica, cioè, il c.d. "silenzio-assenso"). Conseguentemente, sono nulli eventuali atti di accertamento emessi in difformità della soluzione indicata dal contribuente.

Tuttavia, affinché si formi il silenzio-assenso è necessario che: - il contribuente abbia esposto in modo chiaro ed univoco il comportamento e la soluzione interpretativa che intende adottare; - l’istanza sia ammissibile.

L’istanza può essere presentata personalmente dal contribuente interessato, prima di aver dato attuazione alla norma oggetto di interpello o posto in essere il comportamento rilevante ai fini tributari; in taluni casi può essere proposta anche dai sostituti d’imposta, dai notai, ecc.

Le istanze di interpello di competenza dell’Agenzia delle Entrate possono riguardare in particolare: - le imposte sui redditi - l’imposta sul valore aggiunto - l’imposta di registro - l’imposta di bollo - le tasse sulle concessioni governative - l’imposta sugli intrattenimenti - altri tributi minori.

Per i tributi che non sono di competenza dell’Agenzia delle Entrate il contribuente può presentare istanza di interpello all’ente che li gestisce (ad esempio l’Agenzia delle Dogane per le accise, i Comuni per l’ICI e per gli altri tributi locali, le Province per i tributi provinciali e le Regioni per quelli regionali).

E’ importante precisare che, presentando l’istanza di interpello, il contribuente non può rinviare i relativi adempimenti periodici (ad esempio versamento IVA, presentazione delle dichiarazioni, ecc.) alla data in cui l’Agenzia o l’ente locale avrà fornito risposta all’interpello.

L’istanza di interpello deve essere scritta in carta libera e va presentata mediante consegna a mano o spedizione a mezzo posta, tramite raccomandata con avviso di ricevimento, in plico senza busta.

L’istanza va presentata alla Direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate competente in ragione del domicilio fiscale del contribuente.

Il contribuente, per velocizzare le comunicazioni da parte dell’amministrazione finanziaria, può indicare nell’istanza il proprio numero di telefax e l’indirizzo di posta elettronica.

Se la documentazione allegata non è sufficiente a consentire il corretto inquadramento della questione, l’Amministrazione può chiedere al contribuente, una sola volta, di integrarla con altri documenti. In questo caso, il termine per la risposta si interrompe ed inizia a decorrere ex novo dalla data di ricezione da parte dell’Amministrazione di tutti i documenti richiesti.

E’ importante sottolineare che la risposta dell’amministrazione ha efficacia solo nei confronti del contribuente che ha presentato l’istanza, limitatamente al caso concreto e personale prospettato.

La risposta fornita dall’Amministrazione non impegna il contribuente ad adeguarsi. Questi, infatti, è libero di adottare un differente comportamento ma è a conoscenza della posizione che l’Agenzia assumerà in sede di controllo. Viceversa, limitatamente alla questione oggetto di interpello, la risposta fornita vincola l’operato degli uffici, i quali non potranno emettere atti a contenuto impositivo o sanzionatorio con essa contrastanti.

L’Amministrazione, infine, può rettificare la risposta già resa dando al contribuente un parere diverso da quello fornito in precedenza ovvero dall’interpretazione che emerge nel caso di silenzio-assenso.

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