Detrazione fiscale caldaie: guida completa agli adempimenti

Come ogni anno hai sottoposto la tua caldaia a revisione e manutenzione, ma in occasione dell'ultima visita il tecnico che ti assiste ti ha consigliato caldamente di provvedere quanto prima alla sua sostituzione. Purtroppo si tratta di un impianto obsoleto e a lungo andare potrebbe diventare anche un pericolo per la tua stessa salute. In una simile circostanza potresti valutare l’ipotesi di una sua sostituzione con una caldaia più innovativa e dalla resa migliore, così da consentirti di risparmiare energia, abbattere il costo della bolletta, salvaguardare l’ambiente e perché no beneficiare del cosiddetto "bonus caldaia 2021", una detrazione fiscale da far valere in sede di dichiarazione dei redditi.

Bonus caldaie 2021: in che cosa consiste

L’agevolazione fiscale consiste in una detrazione dall’Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche) o dall’Ires (Imposta sul reddito delle società), da ripartire in 10 rate annuali di pari importo.

Chiaramente è possibile fruire dell’agevolazione nel limite dell’imposta annua derivante dalla dichiarazione dei redditi. In altri termini se l’importo della detrazione supera l’ammontare dell’imposta, la differenza non può essere chiesta a rimborso ("capienza fiscale").

La detrazione va inserita nella dichiarazione dei redditi presentata a partire dall’anno successivo a quello in cui è stata sostenuta la spesa, dunque per le spese sostenute nel corso di quest'anno nell'Unico o nel 730/2021 (redditi 2020).

C'è poi da aggiungere una ulteriore agevolazione oltre a quella della detrazione fiscale: ci riferiamo all'IVA agevolata al 10%.

Detrazione fiscale caldaie al 65 o 50%

Se hai deciso di sostituire la caldaia o l'impianto di climatizzazione invernale della tua abitazione ti consigliamo di approfittare di questo momento, visto che è previsto un bel risparmio per consumatori ed imprese. 

Per la precisione è prevista una detrazione del 65% in favore di chi provvede alla installazione

  • di nuove caldaie a condensazione di classe A o superiore dotate di sistemi di termoregolazione o domotica evoluti di classe V, VI o VII;
  • di sistemi ibridi, ossia di impianti dotati di sistema integrato fra la pompa di calore e la caldaia a condensazione.
La percentuale di detrazione del 65% si applica ad un importo massimo di spesa di 30.000 euro.

La misura della detrazione è invece pari al 50% per coloro che installano semplicemente una caldaia di Classe A o superiore in sostituzione a un impianto di climatizzazione invernale. Anche in questo caso il limite massimo di spesa è 30.000 euro. Così se per una caldaia a biomassa, ossia alimentata a pellets, cippato o legna, spendi 6.500 euro, puoi portarti in detrazione per 10 anni dalla tua dichiarazione dei redditi l'importo di 325 euro (50% di 6.500 / 10).

Il bonus caldaia non spetta se il nuovo impianto è di classe energetica inferiore alla A.

Il motivo di questa differenziazione? Semplicemente la necessità di agevolare unicamente quegli interventi che consentono un reale risparmio energetico.

Va detto che tra le spese detraibili è possibile considerare non solo l'acquisto dell'impianto, ma anche la sua posa in opera, lo smontaggio e la dismissione della vecchia caldaia e perfino le opere idrauliche e murarie necessarie.

Inoltre la detrazione fiscale è estesa all'acquisto delle valvole termostatiche di ultima generazione da collegare ai propri caloriferi.

Bonus caldaia 2021: la novità del 110%

A seguito della pandemia da Covid-19 il Governo ha inteso favorire attraverso tutta una serie di misure e di provvedimenti, il rilancio di una economia duramente colpita dai continui lockdown. Alcuni di essi hanno riguardato proprio il miglioramento dell’efficienza energetica delle abitazioni. Ci riferiamo naturalmente all’Ecobonus 100%.

In pratica grazie all'ecobonus 110 il contribuente ha la possibilità di effettuare dei lavori praticamente a costo zero, visto che la misura prevede:

  • una detrazione pari al 110% delle spese sostenute (5 rate di pari importo per la durata di 5 anni);
  • uno sconto in fattura, fino al 100% della spesa;
  • una cessione del credito del 100% all’azienda che ha eseguito i lavori.

Ora la domanda da farsi è: l’ecobonus 110% si può applicare anche alle caldaie?

La risposta è si a patto che 

  • la sostituzione venga eseguita congiuntamente ad almeno uno degli interventi principali o trainanti;
  • la caldaia possieda le caratteristiche indicate nell’articolo 14 del decreto legge n. 63/2013;
  • l’intervento assicuri nel suo complesso un miglioramento di almeno 2 classi energetiche dell’edificio, ovvero, se non possibile, il conseguimento della classe più alta.

Bonus caldaie: requisiti da soddisfare

Per poter beneficiare della detrazione è necessario che:

  • l’impianto di riscaldamento sia già presente. Si parla infatti di sostituzione, integrale o parziale, di un impianto di climatizzazione invernale esistente, il che significa che non è agevolabile l’installazione di un sistema di climatizzazione invernale in un edificio che ne era sprovvisto;
  • l’immobile sia regolarmente accatastato o quanto meno risulti in fase di accatastamento. In altre parole la sostituzione dell’impianto deve essere eseguita su un edificio esistente, di qualunque categoria catastale, inclusi quelli utilizzati per l’attività d’impresa o professionale. Questo significa che non sono agevolabili le spese effettuate in corso di costruzione dell’immobile;
  • il contribuente sia in regola con il pagamento dei tributi sull’immobile.

Ai fini della detrazione vale il principio di cassa

Per beneficiare della detrazione fiscale, di qualunque importo esso sia, vale il principio di cassa, ovvero fa fede non la data della sostituzione della caldaia, tantomeno quella della fattura bensì la data del bonifico. Questo significa che i pagamenti dovranno essere effettuati tutti entro e non oltre il 31.12.2021. 

Chi può beneficiare della detrazione sostituzione caldaia

Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti residenti e non residenti, anche se titolari di reddito d’impresa, che possiedono, a qualsiasi titolo, l’immobile oggetto di intervento. In particolare, sono ammessi all’agevolazione: persone fisiche, esercenti arti e professioni, società, associazioni tra professionisti, ecc..

I titolari di reddito d’impresa possono fruire della detrazione solo se i fabbricati sono utilizzati per l’esercizio dell’attività imprenditoriale.

Quali sono gli adempimenti da compiere

Va detto che per le caldaie a condensazione (e per le pompe di calore) di potenza inferiore a 100 kW non è necessaria l'asseverazione di un tecnico, visto che è sufficiente conservare il certificato del produttore della caldaia. Così come non è più richiesta la presentazione dell’attestato di qualificazione energetica.

Occorre invece trasmettere all'ENEA il cosiddetto "Allegato E", una scheda descrittiva relativa all'intervento effettuato. Tale operazione va effettuata entro i 90 giorni successivi alla fine dei lavori, come da collaudo delle opere. La trasmissione va fatta telematicamente attraverso il sito dell'ENEA (www.acs.enea.it).

Per fruire dell’agevolazione fiscale, inoltre, non è necessario effettuare alcuna comunicazione preventiva nei confronti dell’Agenzia delle Entrate, del comune o della Asl.

A sostituzione avvenuta occorre innanzitutto farsi rilasciare la fattura che deve essere intestata al soggetto che fruisce della detrazione. Il bonifico va fatto utilizzando un apposito modello reperibile in ogni banca. In particolare questa è la causale del versamento da riportare:

  • "Sostituzione della caldaia con caldaia a condensazione. Intervento previsto dall’art.1 comma 347 Legge n° 296/06, Legge Finanziaria 2007 e 2008. Fattura n° XXXX del giorno-mese-anno. Codice fiscale del beneficiario della detrazione. Il numero di Partita IVA/Codice Fiscale del soggetto a cui si è effettuato il bonifico (ditta installatrice)".

Si parla in proposito di bonifico parlante. Al momento del pagamento (bonifico), da parte del contribuente che intende avvalersi della detrazione, le banche e le Poste Italiane devono operare una ritenuta a titolo di acconto dell’imposta sul reddito dovuta dall’impresa che effettua i lavori. Dal 1° gennaio 2015 la ritenuta è pari all’8%.

Tutta la documentazione dovrà essere conservata con cura perché potrebbe essere richiesta dagli uffici finanziari che controllano le dichiarazioni dei redditi. Ci riferiamo in particolare;

  • alla fattura relativa alla spesa sostenuta;
  • alla ricevuta di bonifico;
  • alla ricevuta dell’invio effettuato all’ENEA (codice CPID). Se invece si è provveduto alla spedizione postale, occorre conservare la ricevuta della raccomandata;
  • alle schede tecniche;
  • agli originali degli Allegati inviati all’ENEA firmati (dal tecnico e/o dal cliente).
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54307 - michele
22/06/2020
Salve, sono costretto ad installare nuovamente una caldaia a camera aperta perché la canna fumaria condominiale non è adatta a quelle a condensazione. posso ugualmente usufruire delle detrazioni fiscali? Se si, come? Grazie

53630 - Redazione
05/02/2020
Mariangela, se è disoccupata dobbiamo presumere che non presenti alcuna dichiarazione. In una situazione simile non può recuperare il bonus fiscale previsto dal Governo.

53620 - Mariangela
04/02/2020
Salve, una casalinga disoccupata può ottenere il "rimborso" sulla dichiarazione dei redditi?

49908 - paolo
11/07/2017
Desidero sapere se tra i professionisti abilitati alla compilazione della comunicazione all'Enea per le detrazioni fiscali sono contemplati anche i certificatori energetici. Ringrazio e attendo Vostra gentile risposta. Paolo

46941 - andrea p.
17/10/2016
Buongiorno se io acquisto una stufa a pellet per mia madre che abita presso un'altra abitazione posso recuperare in sede di dichiarazione dei redditi la detrazione decennale del 65%?


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