Multa divieto di sosta: quando è possibile contestarla

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Il parcheggio è un problema comune a moltissimi cittadini, di piccole e grandi città. Chiaramente non ci riferiamo alla manovre necessaria per effettuare un parcheggio, quanto piuttosto alla possibilità di trovarne uno (magari gratuito) nei pressi del luogo in cui dobbiamo recarci per effettuare una commissione, ritirare un pacco, effettuare una visita medica, consegnare dei documenti o in generale svolgere le azioni quotidiane che possono richiedere 10 minuti o diverse ore. Spesso alla mancanza oggettiva di posti auto si aggiunge anche la fretta, una componente tanto abitudinaria che quasi non ci facciamo più caso. Ed è proprio a causa della fretta o di un’urgenza che spesso lasciamo in sosta l’auto dove non è consentito. Risultato? Qualche volta, al ritorno, vediamo sventolare sul parabrezza il preavviso di accertamento, ovvero il talloncino cartaceo che lasciano i vigili per avvertirci che è stata elevata a nostro carico una multa divieto di sosta. Ora, per fiducia nei confronti dei nostri lettori, dubitiamo fortemente che tu te la sia andata a cercare, perciò scriviamo questo articolo, nel quale elencheremo quali sono i casi in cui si può contestare una multa per divieto di sosta ed ottenerne l’annullamento. Curioso di saperne di più? Allora non ti resta che continuare a leggere il testo che segue.

Multa divieto di sosta: cosa dice il Codice della Strada

Se stai leggendo questo articolo probabilmente hai preso una multa divieto di sosta oppure vuoi aiutare un amico o un familiare a capire se la contravvenzione presa sia legittima o no. Prima di capire se è possibile fare ricorso e in che modo, potrebbe essere utile ripercorrere con la mente la dinamica della violazione. Hai violato il Codice della Strada di proposito, sperando di farla franca visto che si trattava di pochi minuti, oppure pur adottando la normale diligenza non hai potuto evitare la multa? Il cartello di divieto era solo molto lontano oppure era completamente coperto dalla vegetazione, scarabocchiato o scolorito? Questi sono i particolari che fanno la differenza; dunque ora andremo a vedere in quali casi la sosta dell’automobile rappresenta effettivamente una violazione alla normativa vigente.

L’articolo che disciplina l’arresto, la fermata e la sosta dei veicoli è il n.157 del Codice della Strada. Nel successivo articolo (158), invece, il Codice contempla tutta una serie di casi per i quali è previsto il divieto di fermata e di sosta.

Ma prima di addentrarci nella casistica, sarebbe opportuno chiedersi: ma quel è la differenza tra fermata e sosta? Allora la fermata sta ad indicare una momentanea sospensione della marcia che può essere eseguita per svariate ragioni: far salire o scendere un passeggero, effettuare una telefonata, controllare il corretto funzionamento dei fari, effettuare una verifica sul portapacchi dal momento che taluni oggetti potrebbero essersi spostati durante la marcia e così via. Trattandosi di un arresto momentaneo, la fermata è consentita anche laddove c’è un divieto di sosta.

La sosta, invece, si verifica quando si sospende la marcia del veicolo per un tempo prolungato, con la possibilità che il conducente si allontani dallo stesso.

Anche la segnaletica è diversa: infatti mentre per il divieto di sosta il segnale indica un cerchio rosso su campo blu con una barra diagonale, nel caso di divieto di sosta e di fermata si utilizza un segnale circolare con due barre diagonali rosse in campo blu.

Ma quando è previsto il divieto di fermata e quando il divieto di sosta? A questa domanda, come detto, risponde il Codice della Strada con una lunga casistica. Così non puoi mai fermarti - tantomeno sostare - in prossimità di un passaggio a livello, di una galleria o di un sottopasso, ma neppure sulle strisce pedonali, su una pista ciclabile e su un marciapiede. Così come è estremamente pericoloso farlo nei pressi di una curva, subito dopo un dosso o in prossimità di un incrocio.

La fermata è consentita, ma la sosta resta vietata, in prossimità di un passo carrabile, in seconda fila, negli spazi riservati allo stazionamento e alla fermata degli autobus, sulle aree destinate al mercato, nelle corsie preferenziali riservate ai mezzi pubblici, nelle Ztl o davanti ai cassonetti dei rifiuti.

Multa divieto di sosta importo 2018

La sanzione prevista per chi viola il divieto di sosta può avere importi diversi: tutto dipende dal mezzo che viene utilizzato e dal tipo di infrazione che viene commesso (per intenderci, dipende da dove hai parcheggiato l’auto o la moto). Nello specifico possiamo dirti che il Codice della Strada, in tal senso, è molto chiaro e, aggiungiamo, anche molto rigido: stabilisce infatti che se parcheggi

- in tratti in cui è vietata non solo la sosta ma anche la fermata, così come prevede il comma 1 dell'art. 158 CdS (ad esempio all'interno di gallerie, in prossimità di un dosso o subito dopo una curva, su un passaggio pedonale o in corrispondenza di un semaforo in modo da occultarne la vista);

- in casi specifici in cui è vietata la sosta, ed esattamente

  • negli spazi riservati allo stazionamento e alla fermata degli autobus, dei filobus e dei tram;
  • negli spazi riservati alla fermata o alla sosta dei veicoli per persone invalide;
  • nelle corsie o carreggiate riservate ai mezzi pubblici

è prevista una sanzione amministrativa che può variare da 40 euro a 163 euro per i ciclomotori e i motoveicoli a due ruote; mentre per gli altri veicoli sono previste sanzioni da 84 euro a 335 euro. In ogni caso, agli automobilisti verranno anche decurtati 2 punti dalla patente.

In tutti gli altri casi di divieto di sosta, per intenderci se parcheggi davanti ad un passo carrabile, ad un cassonetto di rifiuti, in seconda fila oppure in uno spazio asservito ad impianti o attrezzature destinate a servizi di emergenza o di igiene pubblica, la multa divieto di sosta va da 24 euro a 97 euro per i ciclomotori e i motoveicoli a due ruote, mentre per i restanti veicoli da 41 a 168 euro.

Attenzione: stando a quanto determinato dal CdS, tutte le sanzioni appena citate possono essere applicate “per ciascun giorno di calendario per il quale si protrae la violazione”. Ciò significa che se lasci in sosta il tuo veicolo in una zona nella quale la sosta non è consentita per 3 giorni consecutivi, potresti prendere 3 multe per divieto di sosta, in quanto la validità di una multa è di sole 24 ore.

Chiaramente nel caso di multa divieto di sosta con rimozione, ai costi sopra indicati se ne aggiungono altri, legati alle attività di carico, trasferimento e custodia del veicolo presso il deposito. Ciascuna amministrazione adotta delle tariffe proprie, ma considera che la spesa potrebbe attestarsi dai 150 euro in su. Dunque un consiglio: evita di parcheggiare dinanzi ai  passi carrabili, nei i parcheggi espressamente riservati ai disabili, sulle strisce pedonali o in un tratto in cui è chiaramente indicato il carico e scarico delle merci.

Multa divieto di sosta entro quando pagare

Nel caso in cui ritenessi che multa divieto di sosta sia legittima, perchè il veicolo si trovava effettivamente in una posizione non consentita o addirittura  pericolosa, ti consigliamo di procedere al pagamento seguendo le indicazioni contenute nella guida “Come pagare un multa”. Ma c’è di più: se effettuerai il pagamento subito dopo il ricevimento del verbale, potresti ottenere la riduzione dell’importo. Per essere precisi, hai 5 giorni per corrispondere l’importo della sanzione scegliendo una tra le modalità a tua disposizione. Se ti atterrai a questo termine potrai beneficiare di uno sconto multa del 30% sull’importo da pagare. Ora considera che su cifre modeste, come ad esempio sulle multe da 24 o da 40 euro, lo sconto può anche passare inosservato, tuttavia nel caso in cui la sanzione fosse di importo più elevato, arrivando anche a superare i 300 euro, ottenere uno sconto del 30% potrebbe fare la differenza.

In ogni caso ti sconsigliamo di lasciar passare giorni, settimane o addirittura mesi senza pagare la multa. Pensare che il tuo verbale potrà essere cadere nel dimenticatoio tra le migliaia di multe elevate in città è un’ipotesi alquanto remota: le entrate che derivano dalle sanzioni stradali costituiscono una voce importante nel bilancio dei Comuni, dunque è davvero raro che una multa vada in prescrizione. Molto più probabile, invece, è che tu riceva al tuo domicilio degli avvisi di pagamento o addirittura delle cartelle inviate dall'ente a cui il Comune ha affidato la riscossione delle contravvenzioni. Ti consigliamo di non ignorarli, così da evitare le conseguenze connesse ad una multa non pagata.

Multa divieto di sosta senza avviso sul parabrezza

Ti viene notificato un verbale per divieto di sosta. Ricordi bene il posto e il giorno in cui hai parcheggiato in quella zona, ma sei certo che alla ripresa del mezzo non c'era alcun avviso sul parabrezza. Bene in questi casi devi sapere che non c'è alcuna possibilità di fondare un eventuale ricorso sul mancato rilascio del preavviso di accertamento. Quello di lasciare avviso e bollettino di pagamento sotto il tergicristallo, infatti, è quasi un gesto di cortesia che la Polizia Municipale compie semplicemente per mettere nelle condizioni il trasgressore di non pagare le spese di accertamento e di notifica. Infatti i 5 giorni per godere dello sconto decorrono dalla successiva notifica del verbale al domicilio del trasgressore e non dal momento in cui il preavviso viene posizionato dal vigile sul parabrezza dell'auto. Chiaramente in questo caso il trasgressore può pagare la multa anche prima della notifica e godere comunque dello sconto.

Motivi ricorso multa divieto di sosta

Proseguiamo nella trattazione di questo argomento, illustrandoti in quali casi è possibile chiedere l’annullamento del verbale di contravvenzione. Prima di presentarti la casistica, ci teniamo a ricordarti che puoi presentare ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace solo nel momento in cui hai ricevuto la notifica del verbale a casa e non quando trovi il preavviso di accertamento sul parabrezza.

Come avrai avuto modo di intuire ci sono più situazioni che possono minare la validità di una multa, per cui le elencheremo qui sotto, di modo che tu possa distinguerle con più chiarezza.

SOSTA DOVUTA AD URGENZE E NECESSITÀ - La multa divieto di sosta può essere contestata qualora si riuscisse a dimostrare che la violazione sia stata commessa per via di un’urgenza o di uno stato di assoluta necessità. Come si attesta uno stato di necessità? Solitamente con certificati, dichiarazioni, referti, fatture, insomma con delle prove che testimonino il reale bisogno dell’automobilista in quel momento. Si può chiedere l’annullamento della sanzione nel caso in cui ti fossi sentito male e avessi lasciato l’auto davanti ad un passo carrabile in attesa dei soccorsi, oppure se avessi accompagnato un familiare al pronto soccorso lasciando l’auto per un limitato periodo di tempo in doppia fila e così via. È molto importante che tu riesca a provare la gravità della situazione, dimostrando di aver fatto il possibile per evitare l'infrazione, ma di non aver avuto molta scelta. La sosta vietata non è giustificata se, ad esempio, devi recarti in farmacia per prendere medicine che usi abitualmente e che non servono per curare malattie gravi; non puoi parcheggiare dove capita nemmeno se devi recarti dal medico curante per una visita che non è urgente o all’università per sostenere un esame oppure ad un colloquio di lavoro e così via.

DIVIETO NON SEGNALATO – Puoi contestare la sanzione per divieto di sosta se riesci a dimostrare che l’area nella quale hai parcheggiato non era segnalata con l’apposito cartello stradale (art 496). Come probabilmente saprai spetta al Comune (o in generale al proprietario della strada) definire le zone adibite alla sosta dei veicoli e quelle in cui il parcheggio è assolutamente vietato. È di sua competenza, fra l’altro, anche posizionare la segnaletica stradale facendo in modo che sia sempre visibile. Chiaramente nelle zone in cui è sempre proibito sostare (in prossimità di incroci, di scivoli e rampe, sui marciapiedi ecc.) la segnaletica non è necessaria. Qualora prendessi una multa per divieto di sosta non segnalato o una multa divieto di sosta segnale non visibile, a causa ad esempio di un cartello completamente scolorito dal sole o offuscato dalla vegetazione potresti, dunque, fare ricorso, ma assicurati di procurarti delle prove, come ad esempio delle fotografie scattate con un preciso riferimento temporale (ora e data) che deve coincidere con la data della presunta violazione, quindi nel giorno in cui la multa è stata elevata. In alternativa, ti serviranno dei testimoni pronti ad affiancarti durante il ricorso.

MULTA CON GRAVI VIZI DI FORMA – Se il verbale riporta dei gravi vizi di forma è possibile chiedere l’annullamento della sanzione. Vuoi un esempio? Puoi opporti alla sanzione se la targa dell’automobile non corrisponde a quella inserita sul verbale; così come puoi opporti se sul verbale mancano alcuni elementi, come ad esempio l'indicazione della data e dell'ora in cui è avvenuta l'infrazione, l'indicazione (o errata indicazione) della norma violata, l'indicazione dell’agente che ha accertato il fatto, ecc.

Come dici, si tratta di una multa per divieto di sosta in un luogo in cui non sei mai stato? In questo caso potrebbe trattarsi di un semplice errore di rilevamento da parte dell'agente o di trascrizione in sede di redazione del verbale, oppure di una targa clonata. Qualunque sia il motivo ha la possibilità di chiedere l’annullamento del verbale, anche tramite ricorso in autotutela,  ma capisci che in questo caso a supporto della tua tesi servono elementi di prova certi ed inconfutabili. 

IL PARCOMETRO NON FUNZIONA - Nella zona in cui devi sostare ci sono prevalentemente aree a pagamento. Tuttavia quel giorno i parcometri non funzionano, così dopo aver girato in lungo e in largo alla ricerca di un parcheggio non a pagamento, decidi di sostare sulle strisce blu. Torni e trovi la multa sul parabrezza. Bene devi sapere che in una situazione simile ci sono tutti i presupposti per un ricorso. Chiaramente devi poter dimostrare che il parcometro presente fosse effettivamente fuori servizio e che non ci fossero altri dispositivi nelle vicinanze. Tieni presente che il problema è stato parzialmente risolto grazie alle app per pagare il parcheggio che ti consentono di esporre il talloncino dell’applicazione utilizzata di modo che gli agenti possano effettivamente controllare la validità della sosta tramite i database telematici.

SEGNALETICA DI DIVIETO TEMPORANEA – Il divieto di sosta può anche essere temporaneo e non permanente. Pensa, ad esempio, alla segnaletica utilizzata in concomitanza con la pulizia delle strade, di interventi sul manto stradale, di eventi quali sfilate, maratone, parate e così via. L’ente proprietario delle strade ha l’obbligo di avvertire gli automobilisti con un congruo anticipo che è fissato a 48 ore. Durante questo lasso di tempo è possibile spostare le auto per parcheggiarle altrove. Chi non recepisce l’avviso e non sposta la vettura riceverà una multa per divieto di sosta e rimozione forzata della vettura. È possibile opporsi alla sanzione solo nel caso in cui gli agenti non avessero rispettato il preavviso di 48 ore e tu potessi provarlo con fotografie o testimoni.

NOTIFICA DEL VERBALE OLTRE 90 GIORNI - Se il verbale della multa per divieto di sosta ti viene notificato dopo più di 90 giorni dalla violazione, la multa è nulla, dunque potrai intraprendere la procedura di ricorso. Secondo la normativa vigente, infatti, sebbene la violazione sia stata evidenziata da un preavviso di accertamento, l'amministrazione deve obbligatoriamente spedire all’automobilista il verbale di contravvenzione, e deve farlo entro 90 giorni dalla data in cui l’infrazione è stata commessa. Per sapere come si contano i 90 giorni ti consigliamo di affidarti a questa guida .

DUE MULTE PER DIVIETO DI SOSTA LO STESSO GIORNO - Come abbiamo accennato all’inizio di questo articolo, la multa per divieto di sosta ha una validità di 24 ore, ciò vuol dire che non possono essere elevate due multe per il medesimo divieto di sosta nello stesso giorno. Dunque qualora trovassi sul parabrezza due preavvisi di accertamento o ricevessi a casa due verbali (magari da parte della Polizia Municipale e dei Carabinieri) per due divieti si sosta violati lo stesso giorno e nello stesso luogo, sappi che puoi intraprendere la procedura di ricorso. Se, invece, le multe si riferiscono a giorni diversi giorni diversi, non puoi far altro che pagarle (a meno che non ci sia un altro valido motivo che giustifichi l’annullamento). Dunque un consiglio: controlla bene gli orari delle infrazioni riportati sui verbali.

Ricorso multa divieto di sosta

Prima di lasciarti alle tue incombenze vogliamo fornirti qualche indicazione circa le procedure di ricorso che puoi intraprendere, qualora avessi ricevuto un verbale di contravvenzione per divieto di sosta. Nel caso in cui ci fossero palesi errori sul verbale di contravvenzione (ad esempio una errata indicazione del tipo e della targa del veicolo) o qualora ricorrano determinate condizioni (ad esempio l'auto incriminata è stata da tempo venduta o risulta rubata), hai la possibilità di proporre il ricorso in autotutela, rivolgendoti direttamente all’organo accertatore. Questo il fac simile di istanza di annullamento multa in autotutela.

Se il verbale contenga dei vizi di forma (mancano i riferimenti circa il luogo dell'infrazione, manca la firma dell’agente che ha redatto il verbale, manca l'indicazione dell'orario in cui l'infrazione sarebbe stata commessa o mancano le indicazioni per impugnare la multa o pagarla in misura ridotta) puoi invece tentare il ricorso al Prefetto della città nella quale è stata elevata la multa. Il modulo di ricorso, in questo caso, può essere inviato all’organo accertatore  oppure direttamente in Prefettura entro 60 giorni dalla notifica. Sul nostro portale puoi scaricare gratuitamente il modello ricorso per multa divieto di sosta.

Infine puoi tentare il ricorso al Giudice di Pace se la questione risulta piuttosto delicata oppure la multa è particolarmente onerosa: chiaramente anche in questi casi devono sussistere validi motivi, diversamente si andrebbe incontro solo ad una perdita di tempo e ad un aggravio di spese. È possibile inoltrare il modulo di ricorso al Giudice di Pace entro 30 giorni presso gli uffici del Tribunale competente nel luogo in cui è stata commessa la violazione.  

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