Polizza vita scadute: come verificarne l'esistenza

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Con un comunicato stampa del 27 Giugno 2017 l'IVASS, l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, ha reso noto che ci sono ben 4 milioni di polizze vita che risultano scadute negli ultimi 5 anni, ma che non sono state ancora liquidate. Come può accadere una cosa del genere? Le cause possono essere diverse: il soggetto che ha stipulato la polizza per il caso di morte, ha indicato genericamente quali beneficiari gli "eredi legittimi" senza specificare altro; oppure i beneficiari di una polizza di risparmio sottoscritta dal proprio parente (padre, nonno, ecc.) non si fanno avanti per la riscossione semplicemente perchè ignorano l'esistenza di quella polizza oppure non sanno che proprio loro sono stati designati come destinatari di quelle somme; oppure i beneficiari pur essendo a conoscenza dell'esistenza di una polizza vita ne ritardano la riscossione al punto tale da rischiare perfino di dimenticarsene e per questo di incorrere nella prescrizione.

Per evitare che si verifichino situazioni di questo tipo, l'IVASS nel suo comunicato ha suggerito un paio di azioni da attuare per verificare se un familiare deceduto aveva anni addietro stipulato una polizza vita. Ma procediamo con ordine e vediamo innanzitutto quali sono i rischi che si corrono con una polizza vita scaduta.

Polizza vita: quando cade in prescrizione

Abbiamo appena detto che se le polizze scadute non vengono riscosse entro un determinato lasso di tempo cadono in prescrizione. Con il termine prescrizione si intende l'estinzione di un diritto (o di un credito, di un reato, ecc.) determinato dal mancato esercizio da parte del titolare per un determinato periodo di tempo previsto dalla legge. Ricordiamo che la materia è regolata dagli articoli 2934 - 2963 del Codice Civile.

Dunque nel momento in cui un diritto si prescrive, il titolare non può più avanzare alcuna pretesa: per stare al caso specifico, il titolare della polizza o i beneficiari della stessa non possono più chiederne il pagamento.

Ma quali sono i termini per la prescrizione? Non esiste un unico termine di prescrizione: esso varia a seconda del tipo di diritto o delle specifiche situazioni. In linea generale se la legge non dispone nulla in ordine al periodo di tempo necessario ai fini della estinzione del diritto, si applica la prescrizione ordinaria, che è di 10 anni. Tuttavia ci sono termini diversi ad esempio per il diritto alle indennità spettanti per la cessazione del rapporto di lavoro (5 anni), per il diritto ai compensi vantati dai professionisti per l'opera prestata (3 anni) o per il diritto dei prestatori di lavoro, per le retribuzioni corrisposte a periodi non superiori al mese (1 anno).

E per le polizze vita? Inizialmente il termine era di 2 anni, poi il Governo lo ha giudicato insufficiente a garantire la possibilità di riscatto di una polizza vita scaduta e dimenticata, soprattutto in caso di morte dell’intestatario. Per questo motivo, con il secondo Decreto Sviluppo (D.L. n. 179/2012), ha portato il termine prescrizionale a 10 anni. Ma c'è un limite: la nuova normativa si applica, infatti, solo alle polizze che si sarebbero dovute prescrivere a partire dalla data di entrata in vigore del provvedimento, ossia il 20 Ottobre 2012. In definitiva:

- tutto ciò che si è prescritto entro il 19/10/2012 rimane prescritto nel termine di 2 anni;
- mentre tutto ciò che si sarebbe dovuto prescrivere dal 20/10/2012 si prescrive in 10 anni.

Da quando inizia a decorrere la prescrizione? Secondo la legge il termine di prescrizione decorre dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere. Questo principio traslato sulle polizza vita fa si che la prescrizione decorra:

- dal giorno della scadenza, per le polizze vita che hanno una scadenza prevista in contratto;
- dal giorno del decesso, nel caso si verifichi la morte dell'assicurato nel corso della durata contrattuale.

In definitiva trascorsi 10 anni dalla scadenza o dal decesso, il beneficiario della polizza vita perde il diritto a incassare la prestazione prevista e la stessa si prescrive.

Naturalmente è sempre possibile interrompere i termini prescrizionali. Come? Semplicemente inviando alla compagnia assicurativa una semplice comunicazione. In questo modo il periodo già trascorso si azzera e comincia a decorrere un nuovo periodo di prescrizione pari sempre a 10 anni. Ma facciamo un esempio: il beneficiario della polizza vita, dopo 5 anni di inattività decide di inviare alla compagnia assicurativa, mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento o posta elettronica certificata (PEC), una lettera di sollecito, un atto di diffida o una richiesta di informazioni. Bene dal momento della ricezione della comunicazione comincerà a decorrere un nuovo periodo di prescrizione di dieci anni entro il quale il beneficiario della polizza vita potrà sempre richiedere il pagamento della prestazione.

Polizza vita: come verificare se il familiare deceduto ne aveva stipulata una

Tutte quelle polizze vita che non sono state pagate dalle compagnie assicurative e che giacciono in attesa della prescrizione prendono il nome di "polizze dormienti". La domanda che probabilmente ti starai ponendo a questo punto è: come fare a sapere se un nostro familiare appena deceduto aveva in passato stipulato una polizza vita e chi aveva indicato come beneficiari? In proposito l'IVASS ha individuato due possibili strade. Vediamole singolarmente.

A - La prima possibilità consiste nel rivolgersi al "Servizio ricerca coperture assicurative vita" dell’ANIA (Associazione Nazionale delle Imprese Assicurazione). Si tratta di un servizio che, grazie al supporto delle imprese associate, fornisce alle persone interessate (ad esempio i coniugi o i figli delle persone decedute) informazioni sull'esistenza o meno, all'interno del mercato italiano, di polizze vita intestate a persone decedute, ossia di polizze per le quali esse risultano contraenti e assicurate.

Per avere queste informazioni di questo tipo naturalmente non basta una semplice telefonata o una e-mail. Al contrario occorre una richiesta scritta e a tal finne è necessario servirsi di specifici moduli predisposti dall’ANIA. Questo il modulo di richiesta per ricerca polizze vita intestate a defunto (ANIA). Da precisare che l’ANIA ha predisposto un modulo ad hoc nel caso in cui la richiesta sia avanzata dall’Amministratore di sostegno della persona assistita e deceduta.

Una volta compilati e sottoscritti ai moduli deve essere allegata una copia di un documento di riconoscimento del richiedente e, in caso di delega, anche una copia di un documento di riconoscimento della persona delegata.

Tutta la documentazione va trasmessa a:

ANIA
Servizio ricerca coperture assicurative vita
Via di San Nicola da Tolentino, 72 - 00187 Roma

Se non si vuole ricorre alla raccomandata, si può inviare il tutto via fax al numero 02/780870 o via posta elettronica semplice (non PEC), all'indirizzo: ricerca_vita@ania.it.

Da precisare che la richiesta consente anche di verificare se il nome di colui che richiede le informazioni compaia o meno tra i beneficiari della polizza. Se i potenziali beneficiari sono più di uno (ad esempio il coniuge e i figli), si consiglia di presentare tante istanze quanti sono i richiedenti.

L'ANIA ricevuta la richiesta provvede a smistarla alle imprese del ramo vita. Se la ricerca ha esito positivo, ossia se si riscontra l’esistenza di una polizza vita legata al richiedente, quest’ultimo viene prontamente informato dalla stessa compagnia assicurativa.

B - Un seconda possibilità, che può non escludere la prima, consiste nel rivolgersi direttamente alla compagnia assicurativa o alla banca di cui si serviva il familiare deceduto. In questo caso non è previsto l'obbligo di inviare una comunicazione scritta, ma è caldamente consigliato.
Questo il fac simile di richiesta informazioni sull'esistenza della polizza vita.

Se avessi bisogno di chiarimenti o maggiori informazioni a riguardo, puoi telefonare al Contact Center Consumatori dell’IVASS, al numero verde 800 - 486661 dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 14.30.

Polizza vita: devoluzione al Fondo rapporti dormienti

Arriva la risposta della banca o della compagnia assicurativa, una lettera che ti informa si dell'esistenza di una polizza vita sottoscritta tanti anni fa dal tuo parente, ma anche dell'avvenuta prescrizione del diritto alla liquidazione della prestazione; sono infatti trascorsi più di dieci anni dal decesso dell'assicurato. In questi casi che fine fa la polizza vita? Si perde ogni diritto sulla stessa o i beneficiari hanno ancora qualche possibilità di entrare in possesso delle relative somme?

Nel momento in cui si compie la prescrizione, la polizza vita viene girata al "Fondo rapporti dormienti": si tratta di un fondo istituito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze con la finalità di risarcire i tanti risparmiatori incappati nei crack finanziari degli ultimi anni (Cirio, Parmalat, bond argentini, ecc.). A gestire il fondo è la Consap, società interamente partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Per completezza di informazione va detto che a confluire nel fondo non sono solo le polizze vita dormienti, ma anche quei depositi e quei conti correnti non più movimentati da anni dai rispettivi titolari (cd "depositi dormienti").

Quando la polizza vita confluisce nel "Fondo rapporti dormienti" c'è comunque la possibilità di chiedere che vengano "risvegliate". Chiaramente questa possibilità non può essere fatta valere in ogni momento dalle persone interessate, ma solo in occasione di finestre temporali aperte da Consap attraverso la pubblicazione di avvisi pubblici. Recentemente è stato pubblicato il quinto avviso con finestra 1° marzo 2017 - 30 aprile 2017 (leggi "Polizze scadute e mai riscosse: come chiedere il rimborso"). L'istruttoria da parte di Consap si concluderà entro il 29 Settembre 2017. Questo significa che al momento non c'è possibilità di avanzare istanza di rimborso.

In pratica in questo lasso di tempo occorre trasmettere a Consap un modulo di domanda di rimborso polizze dormienti appositamente predisposto a cui allegare una attestazione, conforme al modello predisposto da Consap, in cui la compagnia assicurativa o la banca dichiara di aver devoluto la polizza al Fondo dormienti. Per richiedere questa attestazione si può utilizzare questo modulo di richiesta attestazione di devoluzione "polizze dormienti".

Attenzione però: se la domanda viene accolta, viene corrisposto al beneficiario solo il 60% dell'importo spettante. Una somma che potrebbe subire una ulteriore riduzione nel caso in cui le richieste siano superiori alle risorse disponibili.

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