Bonus antisismico: guida aggiornata su requisiti e modalità di fruizione

Sappiamo che prevedere i terremoti, in particolare la loro potenza distruttiva, è assolutamente impossibile. E allora come ci si difende in un paese così fortemente sismico? In un solo modo: dando la giusta priorità alla realizzazione di opere per la messa in sicurezza statica degli edifici. Lo Stato favorisce la realizzazione degli interventi antisismici attraverso la concessione di detrazioni fiscali, la cui misura varia in funzione del risultato ottenuto con l’esecuzione dei lavori, della zona sismica in cui si trova l’immobile e della tipologia di edificio. Di seguito tutte le caratteristiche del sisma bonus 2020.

Sisma Bonus 2020: cos'è

Come detto si tratta di una misura che prevede una detrazione fiscale con percentuali variabili in favore di tutte quelle famiglie ed imprese che hanno sostenuto interventi edilizi finalizzati a migliorare l’assetto antisismico degli immobili.

Si può beneficiare del Bonus per tutti i lavori effettuati a partire dal 1° gennaio 2017 fino al 31 dicembre 2021.

Su quali immobili si può intervenire

I contribuenti possano richiedere l’agevolazione per l’abitazione principale e per eventuali seconde case, per immobili che ospitano attività produttive e per le parti comuni dei condomini.

Il consolidamento dei fabbricati ai criteri antisismici è oggetto di detrazione ovunque essi siano ubicati: si può chiedere il Bonus sia per gli immobili siti nella Zona 1 (altissimo rischio sismico) e nella Zona 2 (alto rischio sismico), sia per gli immobili siti nella Zona 3 (medio rischio sismico).

Quali sono le zone sismiche in Italia?

Queste le zone sismiche identificate sul suolo italiano:

  • la Zona 1 è la zona più pericolosa. Qui possono verificarsi fortissimi terremoti. Il territorio è abbastanza esteso e comprende più di 700 comuni ubicati in diverse regioni, come Abruzzo, Friuli, Campania, Calabria, Marche, Lazio;
  • la Zona 2 è pericolosa poiché c’è il rischio di forti scuotimenti del terreno. Comprende ben 2.345 comuni italiani;
  • la Zona 3 è caratterizzata da un’attività sismica estremamente rara, tuttavia non è escluso il rischio di una forte scossa.

Infine c’è la Zona 4, esclusa dal Sisma Bonus perché ritenuta la più tranquilla sotto il punto di vista sismico. Tuttavia chi possiede degli immobili in questa zona e intende comunque effettuare degli interventi di consolidamento antisismico può beneficiare del bonus ristrutturazioni.

Come si fa a capire se il proprio Comune rientra nella Zona 1, 2 o 3? È molto semplice: puoi scaricare e consultare questo documento che contiene una classificazione sismica per comune elaborata dalla Protezione Civile ed aggiornata a marzo 2015.

Va precisato in proposito che il rischio non viene valutato solo in base alla violenza delle scosse o alla loro frequenza nel corso degli anni. Al contrario, la valutazione tiene conto anche del PGA, acronimo di Peak Ground Acceleration. Detto in parole povere il PGA è un valore che misura il livello di accelerazione massima del suolo durante un terremoto. Ogni zona ha un determinato PGA, anche se talvolta in una stessa zona potrebbero esserci diverse sottozone con PGA diversi, questo perché gli effetti del moto sismico cambiano in funzione della composizione del sottosuolo e di alcune caratteristiche topografiche.

A quanto ammonta il bonus terremoto

E' bene puntualizzare che le detrazioni sono concesse in misura variabile. Il motivo? È molto semplice: tutto dipende dal tipo di lavoro che si esegue e dalla sua efficacia sul piano antisismico. Per essere più precisi la detrazione è più elevata se gli interventi portano ad una maggiore riduzione del rischio sismico.

Ora nel caso di abitazioni e edifici utilizzati per attività produttive la detrazione è calcolata su una spesa massima di 96 mila euro per unità immobiliare ed arriva al:

  • 70% se si passa a una classe di rischio inferiore;
  • 80% se si passa a due o più classi di rischio inferiori.

Se gli interventi di consolidamento antisismico vengono realizzati sulle parti comuni di un edificio condominiale, le detrazioni fiscali sono ancora più elevate. In particolare, spettano nelle seguenti misure:

  • 75% nel caso di passaggio a una classe di rischio inferiore;
  • 85% quando si passa a due classi di rischio inferiori.

Tra le spese detraibili per la realizzazione degli interventi antisismici rientrano anche quelle relative alle consulenze tecniche per la classificazione e verifica sismica degli immobili. Tuttavia tali spese restano escluse dal calcolo se non sfociano automaticamente in interventi di messa in sicurezza.

Ecobonus e sismabonus

Se le spese relative agli interventi su parti comuni di edifici condominiali ricadenti nelle zone sismiche 1, 2 e 3, sono mirati non solo al contenimento del rischio sismico, ma anche all’efficientamento energetico, è possibile richiedere una detrazione dell’80% (se si migliora di una classe di rischio) o dell’85% (se si migliora di due classi di rischio) che si applica su un ammontare massimo di spesa di 136.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio.

In questi casi la detrazione va ripartita in 10 quote annuali di pari importo.

Bonus antisismico: come funziona

Il bonus antisismicoSisma Bonus funziona esattamente come le altre agevolazioni fiscali concesse dallo stato. Alludiamo al bonus ristrutturazioni (a cui è agganciato il bonus mobili), all'ecobonus, al bonus verde e così via.

Questo significa che per fruire della detrazione è sufficiente indicare l’importo della spesa sostenuta nella dichiarazione dei redditi, dunque nel Modello 730 o nel Modello Unico Persone Fisiche.

A differenza delle agevolazioni appena elencate, la detrazione IRPEF o IRES del Sisma bonus viene suddivisa in 5 quote annuali di pari importo (10 anni per le operazioni combinate di messa in sicurezza ed efficientamento energetico in condominio). Ciò significa che potrai beneficiare di uno sconto più sostanzioso, non solo perchè la percentuale di detrazione è più alta rispetto alle altre forme di agevolazione, ma anche per il fatto che la quota complessivamente detraibile è spalmata in un arco temporale più breve (5 anziché 10 anni).

Ti facciamo un esempio, cosicché tu possa comprendere meglio: se hai intenzione di rendere la tua casa in montagna antisismica, lavorando ad esempio sulle fondamenta, puoi iniziare subito i lavori. La prossima estate, quando saranno completamente ultimati fai un calcolo generale dei costi. Hai speso 50.000 euro? Ottimo, poiché il limite massimo è fissato a 96.000 euro per ogni unità abitativa e per ciascun anno. A questo punto se la classe di rischio si è abbassata di due livelli, l'importo della detrazione sarà pari a 42.5000, che ripartita in 5 anni ti consentirà di portare ogni anno in dichiarazione una somma pari a 8.500 euro.

Cosa si intende per capienza fiscale?

Chiaramente la detrazione relativa al sisma bonus può essere fruita appieno solo se il contribuente è tenuto al pagamento delle imposte per un importo superiore allo sgravio, ossia alla somma da portare in detrazione.

Questo significa che nel caso in cui l'imposta dovuta fosse inferiore agli importi da portare in detrazione, la parte eventualmente eccedente non potrebbe essere recuperata e andrebbe definitivamente persa. Si parla in proposito di capienza fiscale.

Come effettuare i pagamenti

Le spese effettuate dovranno essere registrate con regolare fattura ed essere pagate con le seguenti modalità.

BONIFICO PARLANTE

Il cosiddetto "bonifico parlante" è un bonifico che richiede l'inserimento di alcuni dati:

  • nome, cognome e codice fiscale della persona che effettua il pagamento;
  • nome impresa beneficiaria e relativa partita IVA (o codice fiscale);
  • causale: tipo di intervento effettuato, i riferimenti normativi utili per identificare la legittimità della detrazione, gli estremi della fattura da corrispondere.

Se l'immobile su cui si effettuano gli interventi antisismici è in comproprietà, sulla distinta di versamento vanno riportati gli estremi di tutti i soggetti che partecipano alle spese.

A parte questo, sappi che puoi effettuarlo in banca (tutti gli istituti dispongono ormai di specifici modelli) ma anche comodamente da casa, tramite il servizio di home banking (anche in questo caso è quasi sempre disponibile un modulo online ad hoc per questo genere di pagamenti).

Attenzione però: la sua compilazione deve essere impeccabile, poiché qualora ci fossero errori, l’amministrazione finanziaria potrebbe non riconoscerti il diritto di accedere alle detrazioni. Se per caso dovessi incappare in un errore (indichi una partita IVA errata oppure un diverso numero di fattura) non hai che un rimedio a disposizione: chiedere all'impresa di rimborsarti la somma versata emettendo in tuo favore una nota credito. Quindi procedere ad un nuovo versamento sulla base della nuova fattura che riceverai.

CARTE DI PAGAMENTO

In alternativa al bonifico parlante, puoi utilizzare carte di credito, carte prepagate o bancomat: l’importante è conservare le ricevute (ricorda di fare una fotocopia, poiché la carta chimica degli scontrini tende a sbiadire in fretta).

Altra cosa a cui prestare attenzione è la data di pagamento: sappi che in questo specifico caso essa coincide con il giorno in cui è stata effettuata la transazione e non con il giorno in cui la somma è stata addebitata sul conto corrente.

Sisma Bonus: a chi spetta la detrazione

Possono fruire del sisma bonus

  • i contribuenti soggetti all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef)
  • i contribuenti soggetti all’imposta sul reddito delle società (Ires).

Il contribuente deve, inoltre, essere proprietario o titolare di diritti reali/personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e deve sostenere personalmente le relative spese di ristrutturazione.

Come detto deve trattarsi di immobili di tipo abitativo oppure utilizzati per le attività produttive, situati sia nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) sia nelle zone sismiche a minor rischio (zona sismica 3). Sono incluse nel beneficio sia le case designate come abitazioni principali, sia le eventuali seconde case.

Le detrazioni per gli interventi antisismici possono essere fruite anche dagli Istituti autonomi per le case popolari.

Asseverazione sismabonus

Spostiamo ora l’attenzione sulla tipologia di interventi. Come detto questi dovranno determinare sull’immobile una riduzione del rischio sismico di una o due classi.

Effettuare questa valutazione è molto importante, poiché da essa dipende la percentuale di detrazione ottenibile. Non a caso tra i documenti necessari per fruire delle detrazioni, l'Agenzia delle Entrate prescrive una copia dell'asseverazione della classe di rischio dell’edificio precedente l’intervento e quella conseguibile a seguito dell’esecuzione dell’intervento progettato.

Ecco l'Allegato B che il professionista abilitato è chiamato per legge a compilare (decreto ministeriale 7 marzo 2017, n. 65).

Cessione credito sismabonus

Abbiamo detto che gli interventi di consolidamento antisismico possono essere realizzati anche sulle parti comuni di un edificio condominiale.

Nella fattispecie la detrazione è pari al 75% delle spese sostenute, se gli interventi portano ad una classe inferiore di rischio sismico, e all'85% delle medesime spese se dall'intervento derivi il passaggio a due classi inferiori di rischio.

Ora l'Agenzia delle Entrate ha previsto la possibilità per i condomini di cedere a terzi il credito corrispondente alla detrazione fiscale (devono chiaramente informare l'amministratore di condominio). Possono fare questo anche quei condomini che non sono tenuti al versamento dell’imposta sul reddito (incapienti); è sufficiente, infatti, che siano beneficiari della detrazione.

Ma esattamente a chi possono cedere il credito d'imposta? Ad esempio agli stessi fornitori coinvolti nella realizzazione degli interventi oppure altri soggetti privati quali persone fisiche, aziende, ecc. Questi a loro volta possono cedere il credito ad altri. Non è possibile, invece, cedere il credito a banche e amministrazioni pubbliche.

La cessione del credito non è ammessa per la ristrutturazione del 50%, mentre è consentita per l'ecobonus.

Sisma bonus sconto in fattura

Con l’entrata in vigore del decreto legge n. 34/2019 (articolo 10, comma 2), chi effettua interventi antisismici può scegliere tra:

  • detrazione fiscale
  • sconto in fattura.

Questa seconda opzione consiste di fatto in un contributo di pari ammontare sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto al soggetto che ha effettuato i lavori. Quest'ultimo otterrà il rimborso della somma sotto forma di credito d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione in 5 quote annuali di pari importo.

Chi ha effettuato i lavori può a sua volta cedere il credito d’imposta ai suoi fornitori di beni e servizi (sono esclusi istituti di credito e a intermediari finanziari).

La scelta va fatta inviando una comunicazione all'Agenzia delle Entrate entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello di sostenimento delle spese che danno diritto alle detrazioni.

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