Carta di credito: cos’è e come funziona

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La carta di credito è uno strumento di cui sentiamo spesso parlare. Nell’ultimo ventennio, infatti, abbiamo assistito all’ascesa dei metodi di pagamento elettronici, perché più comodi, pratici e in alcuni casi anche più sicuri del contante. C'è anche da dire che i divieti fissati relativamente al trasferimento di denaro contante verso un soggetto terzo, hanno favorito non poco l'utilizzo di forme di pagamento come carta di credito o altri strumenti (bonifici, assegni, ecc.) in grado di assicurare la tracciabilitè e combattere il fenomeno del "nero".

Parlando quotidianamente con chi ci sta accanto, ci accorgiamo che la definizione di “carta di credito” viene spesso associata ad una serie di prodotti che condividono con l’originale solo le dimensioni del supporto, ma che in realtà si basano su un funzionamento di tutt’altro tipo. Ecco perché vogliamo approfondire con te questo argomento, redigendo una guida semplice ma completa nella quale ti presentiamo la CARTA DI CREDITO: funzionamento, tipologie, servizi e sicurezza. In ultimo, poi, ci soffermeremo anche sulla differenza che c’è tra carta di credito, debito e prepagata.

Carta di credito: definizione

La carta di credito è uno strumento di pagamento. Grazie ad essa si possono effettuare acquisti nei negozi, via internet e via telefono, in ogni angolo del mondo, pur non disponendo in quel preciso istante della liquidità necessaria sul conto corrente. Se la società che emette la fattura è convenzionata con i circuiti di pagamento è possibile domiciliare sulla carta anche le utenze (bollette, abbonamenti ecc.).

Si presenta come una tessera di plastica, le cui dimensioni sono definite dall'Organizzazione internazionale per la normazione, che si occupa di stabilire le caratteristiche dei documenti di identità. Lo standard adottato è ID01 che prevede queste dimensioni: 85,60 × 53,98 mm × 0,76 mm di spessore. Sul fronte di ogni carta di credito è possibile trovare i dati identificativi del titolare, il numero della carta e la data di scadenza. Il retro, invece, riporta il codice di controllo (che può essere il CVV2 o CVC2) per i pagamenti online e lo spazio per la firma.

La carta di credito contiene due dispositivi: la banda magnetica e il microchip, che contiene i dati identificativi del titolare e dell'istituto bancario o finanziario emittente e le altre informazioni inerenti la sicurezza. Diciamo che il microchip ha una maggiore capacità di memoria rispetto alla banda magnetica e soprattutto garantisce una maggiore sicurezza. È molto importante avere cura della propria carta di credito, custodendola al riparo da fonti di calore e magnetiche, poiché potrebbero comprometterne il funzionamento.   

Carta di credito: come funziona

Dopo aver capito cos’è e come si presenta, passiamo ora a spiegarti come funziona. Come abbiamo già anticipato, con la carta di credito è possibile:
- fare acquisti online;
- fare acquisti nei negozi dotati di POS, senza utilizzare contanti e senza commissioni;
- prelevare contanti presso gli ATM autorizzati.

Qual è la particolarità della carta di credito? In pratica gli acquisti effettuati mediante l’utilizzo di questo strumento non vengono addebitati sul conto corrente immediatamente, ma in un momento successivo. La data dell’addebito viene concordata dal titolare e dalla banca al momento della sottoscrizione. Per esempio, è possibile stabilire che l’addebito debba avvenire sempre il giorno 15 del mese successivo. Si può addirittura decidere se l’addebito debba avvenire in un’unica soluzione (in questo caso deve essere fissato entro 30 giorni) oppure in rate mensili, come accade con le carte di credito revolving.

Solitamente la carta di credito viene offerta dalle banche ai clienti che decidono di aprire o che già dispongono di un conto corrente. La carta di credito, che può essere concessa gratuitamente o sotto il pagamento di un canone, è dunque uno strumento che viene offerto come servizio aggiuntivo al conto, proprio come il bancomat, l'addebito delle utenze, l’accredito dello stipendio e così via.

Ad essere precisi per avere una carta di credito non necessariamente occorre disporre di un conto corrente. Ad esempio ci sono finanziarie che offrono carte di credito revolving non collegate ad alcun conto corrente. In questi casi il pagamento delle rate avviene generalmente attraverso il pagamento di bollettini postali premarcati. Seppure non assimilabili alle carte di credito vere e proprie, anche le carte prepagate o ricaricabili che aderiscono ad un certo circuito, possono essere utilizzate senza l'appoggio ad un conto corrente: è il caso della carta Paypal o della Postepay.

I circuiti che registrano il maggior volume di transazioni sono Visa e Mastercard (il marchio Cirrus/Maestro è sempre di proprietà di MasterCard). Poi ci sono Diners e American Express, quest'ultima anche nel ruolo di emettitore di carte di credito. Gli esercizi normalmente espongono vetrofanie sulle loro vetrine e/o loghi sui propri siti proprio col fine di indicare al cliente il circuito al quale risultano convenzionati e in definitiva le carte di credito accettate.

Carta di credito: come si utilizza

Utilizzare la carta di credito è semplicissimo. Se ti serve per effettuare un acquisto in un negozio, ti basterà consegnarla all’esercente, fornire un documento d’identità e controllare l’importo digitato, inserire il codice segreto oppure firmare la ricevuta che ti consegneranno dopo aver effettuato la transazione. Se devi effettuare un pagamento online, invece, dovrai inserire gli estremi della carta (il numero, la scadenza e il codice di sicurezza riportato sul retro) e autorizzare il pagamento.

In alternativa, puoi anche collegare la carta di credito a Paypal, per un’ulteriore sicurezza sulla transazione. Se invece ti servi della carta di credito per prelevare contante dagli ATM autorizzati, non dovrai far altro che inserire la carta e poi seguire la procedura guidata, che ti chiede l’inserimento del codice personale e la scelta dell’importo da prelevare. Chiaramente lo Sportello ATM deve esporre il marchio del circuito della tua carta (Visa,  Mastercard, American Express, ecc.). L'operazione può essere eseguita sia in Italia che all'estero, ma ricorda che - come per il bancomat - è previsto un limite giornaliero di prelievo. Tieni conto, inoltre, che al prelievo sarà applicata una commissione pari a quanto comunicato nel contratto da te sottoscritto.

Chiaramente devi fare attenzione e controllare se il saldo disponibile sul conto è sufficiente a coprire le spese effettuate nel mese tramite la carta di credito. Puoi consultare le movimentazioni del tuo conto corrente e il relativo saldo attraverso il servizio di home banking oppure attivando la specifica funzione prevista dallo sportello bancomat.

Carta di credito: quanto costa

Se hai intenzione di richiedere una carta di credito alla banca, ti consigliamo di prenderti il tempo necessario per valutare attentamente i costi della carta: nell’informativa che la banca ha il dovere di rilasciarti, allo scopo di permetterti una migliore comprensione delle caratteristiche e dei costi del prodotto, c’è scritto tutto quello che devi sapere a riguardo.

C'è da dire comunque che le carte di credito generalmente prevedono il pagamento di un canone annuale, anche se in taluni casi le banche offrono ai propri clienti carte di credito gratis, ossia senza l'addebito di alcun canone. L'unico limite di queste carte è che possono prevedere dei plafond più ristretti rispetto alle carte di credito con canone annuale. In questi casi la cosa da fare è semplicemente quella di valutare quale plafond soddisfa le proprie esigenze di spesa.

Alcune carte possono, inoltre, prevedere dei costi aggiuntivi, ad esempio quando si utilizzano per effettuare un prelievo presso un ATM. Se si utilizza una carta di credito revolving, si è tenuti anche al pagamento degli interessi calcolati sul fido concesso dalla banca: in questo caso, infatti, la somma utilizzata viene restituita a rate nei mesi successivi e non in unica soluzione a fine mese.

Carta di credito: dove e come richiederla

La richiesta della carta di credito non prevede particolari formalità. E' sufficiente recarsi in banca o presso gli uffici dell'istituto emittente, avendo cura di portare al seguito un documento d’identità e il codice fiscale. Non è tutto: la banca deve poter valutare con attenzione l’importo massimo che potrà affidarti attraverso la concessione della carta di credito. E' chiaro che se sei un cliente storico, oppure uno che ha certe disponibilità sul conto, titolare magari di un conto titoli, la banca non avrà problemi a concederti uno o più carte di credito.

Al contrario se sei un cliente nuovo, oppure se il tuo saldo è sempre piuttosto esiguo o in passato sei stato soggetto a sconfinamenti, è del tutto evidente che la banca avrà bisogno di certe garanzie. E' probabile, dunque, che ti richieda la consegna di documenti che attestino il tuo reddito e, dunque, la tua capacità di rimborsare le somme spese attraverso l'utilizzo della carta. Se sei un lavoratore dipendente basterà portare con te una busta paga, se invece sei un lavoratore autonomo dovrai portare la dichiarazione dei redditi, mentre se sei un pensionato occorre il cedolino rilasciato dalle Poste. Come diciamo sempre, l'importante in questi casi è non comparire nell’elenco dei cattivi pagatori.

A questo punto la banca o l'istituto emittente farà le proprie valutazioni e deciderà se rilasciarti o meno la carta di credito ed eventualmente con quale fido o plafond. D'ora in avanti non resta che compilare e e firmare il modulo di richiesta messo a disposizione dall'istituto, corredato da tutte le informazioni inerenti ai dati anagrafici e al conto corrente.

Naturalmente per richiedere una carta di credito non necessariamente occorre recarsi allo sportello, ma lo si può fare anche on line, attraverso una specifica funzione prevista nell'home banking.

Carta di credito: le tipologie

Non esiste una sola tipologia di carta di credito, anzi è possibile individuarne 4: la carta di credito a saldo, la carta di credito revolving, la carta di credito co-branded e la carta di credito privativa. Vediamo nello specifico quali sono le caratteristiche specifiche di ciascuna tipologia.

La carta di credito a saldo è quella che le banche offrono ai clienti come servizio aggiuntivo al conto corrente. È sicuramente la tipologia di carta più diffusa in Italia perché consente di posticipare l’addebito della spesa al mese successivo senza dover pagare penali o commissioni. Sia chiaro, però, l’importo totale degli acquisti effettuati con carta di credito nel corso dell’intero mese deve essere restituita alla banca o all’istituto che la emette in una sola ed unica soluzione. Non è possibile dilazionare ulteriormente l’importo. Per permetterti di capire meglio, ti facciamo un esempio: se nel mese di Dicembre hai pagato i regali di Natale con la carta di credito per un totale di 300 euro, dovrai restituirli alla banca il mese successivo, o comunque non oltre 45 giorni. Solitamente il giorno dell’addebito viene stabilito in accordo tra le parti al momento della sottoscrizione. Mettiamo il caso tu abbia scelto il 15, allora il 15 gennaio dovrai provvedere al pagamento degli acquisti fatti il mese precedente.

La carta di credito revolving è anche detta “rateale”, in quanto consente al cliente di restituire la somma spesa rateizzando l’importo e dilazionandolo per un periodo di tempo maggiore. Chiaramente questa rateazione genera degli interessi, ai quali occorre prestare molta attenzione. Se da una parte si ha più tempo per restituire alla banca il denaro utilizzato, dall’altra occorre valutare con attenzione l’importo degli interessi da corrispondere. Per saperne di più ti consigliamo di leggere l’articolo che abbiamo dedicato all’argomento: “Carte di credito revolving: cosa sono e come tutelarsi”.

La carta di credito co-branded viene emessa da un istituto finanziario o da una banca in collaborazione con un'altra azienda che si occupa della fidelizzazione dei clienti e della promozione del prodotto. Come si incentivano i clienti a richiederla? È semplice: si offrono loro dei servizi aggiuntivi garantendo il medesimo funzionamento e le garanzie di sicurezza di una comune carta di credito.

La carta di credito privativa si differenzia da tutte le carte elencate finora perché viene emessa da un istituto di credito, esclusivamente per aziende industriali. In alcuni casi può anche essere emessa da una società commerciale, con lo scopo di essere distribuita ai clienti. Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad una carta di credito che ha l’obiettivo di fidelizzare i clienti, ecco perché è anche chiamata “Fidelity card”.

Carta di credito e sicurezza: 10 modi per tutelarsi

Nonostante la carta di credito sia pensata e realizzata per garantirti la massima sicurezza nelle transazioni, ti invitiamo a prestare sempre una certa attenzione a tutte le comunicazioni e agli estratti conto che ricevi dall’istituto che l’ha emessa. Ad oggi le frodi architettate per svuotarti le tasche avvengono principalmente online, tramite l’uso di comunicazioni subdole e siti-clone. Ecco, perciò, una breve lista di cose che devi sempre tenere a mente dopo aver richiesto la carta di credito:

1. Tenere il PIN separato dalla carta. Tenere a mente il Pin o registrarlo nella rubrica del proprio cellulare è fondamentale in caso di furto o smarrimento della carta. Va inoltre ricordato che per una questione di sicurezza, qualora il PIN venga digitato in maniera non corretta per tre volte consecutive, la carta di credito vie automaticamente bloccata. Se utilizzata in uno sportello ATM, la stessa viene trattenuta al suo interno e poi spedita alla banca emittente. Chiaramente non tutte le carte richiedono l’utilizzo del PIN. Oltre a quelle per le quali è sufficiente apporre la firma sulla ricevuta rilasciata dal POS, ci sono le carte di credito con tecnologia contactless o "senza contatto". Sono carte che, per importi di spesa inferiori ai 25 euro, consentono di effettuare i pagamenti senza strisciarle o inserirle nel terminale (dunque senza digitare il PIN o firmare lo scontrino), ma semplicemente avvicinandole al POS.

2. Attivare il servizio SMS Alert. È quanto mai opportuno attivare sulla propria carta di credito il servizio SMS Alert. Si tratta di una funzione estremamente utile grazie alla quale si viene avvisati con un semplice SMS, ogni qual volta si registra una operazione di pagamento o prelievo sulla propria carta.

3. Attivare il sistema di geo blocking. Il servizio di geolocalizzazione, attivabile direttamente online, è molto utile in quanto consente l’utilizzo della carta solo all’interno di una determinata area geografica. Si può ad esempio fare in modo che le transazioni effettuate nel resto dell’Europa o negli Stati Uniti non siano autorizzate. Chiaramente se è in programma un viaggio a Parigi piuttosto che a New York, poco prima di partire si richiede la modifica del proprio profilo per autorizzare temporaneamente l’utilizzo della carta anche in questi paesi.

4Tenere a disposizione i numeri per il blocco. Ciò si rende necessario in caso di furto o smarrimento della carta di credito. Si tratta di una procedura che garantisce un'elevata sicurezza dal momento che il blocco della carta si attiva in maniera istantanea e con una semplice telefonata. Tra l'altro dal momento in cui viene disposto il blocco, il titolare della carta è tutelato per le spese che eventualmente sostenute. Lo stesso risulta tutelato anche per quelle spese effettuate prima del blocco e per un ammontare superiore a 150 euro.

5. Attivare le protezioni per gli acquisti online. Chi fa acquisti online può beneficiare dei sistemi di protezione creati dai Circuiti Visa e Mastercard. In pratica chi effettua un pagamento online su un sito convenzionato con "Verified by Visa" e "Mastercard SecureCode", dovrà inserire un ulteriore codice numerico che verrà comunicato tramite SMS al numero di cellulare su cui è attivo il servizio. Si tratta di un codice "usa e getta" e serve per verificare che chi sta effettuando il pagamento è effettivamente il titolare di carta.

6. Controllare periodicamente gli estratti conto. In questo modo potrai verificare con regolarità tutte le spese fatte nel mese con la carta di credito. A tal proposito sarebbe opportuno che conservassi le ricevute rilasciate dal POS, dallo sportello ATM (in caso di prelievo) o dal sito su cui hai effettuato l'acquisto, così da procedere ad un rapido riscontro con i movimenti presenti sull'estratto conto. Tieni conto che le banche o gli istituti che emettono le carte, offrono ai propri clienti la possibilità di monitorare in tempo reale le "movimentazioni della carta di credito": basta collegarsi al proprio home banking e accedere alla specifica funzione riservata alle carte di credito oppure registrarsi all'Area Clienti del sito della società che ha emesso la carta. 

7. Inviare un reclamo alla società o alla banca che l’ha emessa in caso di addebiti sospetti. Nel caso in cui riscontrassi dei pagamenti che non ricordi di aver eseguito, ti consigliamo di avvisare immediatamente la banca o l’istituto emittente e chiedere maggiori spiegazioni. Cerca di fare caso anche agli importi più bassi, quelli di qualche decina di euro, poiché potrebbero comunque aiutarti a riconoscere eventuali frodi prima che accada il peggio (leggi anche “Frodi con carta di credito: come difendersi”). Ad ogni modo, qualora volessi contestare l’estratto conto, potresti inviare un reclamo scritto (qui i modelli per la contestazione degli addebiti su carta di credito da scaricare gratuitamente) alla banca o all’istituto che ha emesso la carta entro 60 giorni dalla data in cui hai ricevuto l’estratto conto. Per approfondire questo argomento ti consigliamo di leggere “Carte di credito: come contestare un addebito” .

8. Fare attenzione a messaggi, alle e-mail e ad altre comunicazioni telematiche. Tali comunicazioni, infatti, potrebbero nascondere dei tentativi di phishing, dunque prestare sempre la massima attenzione e non rispondere mai d'impulso;

9. Eseguire acquisti online solo su portali accreditati, oppure proteggersi utilizzando metodi di pagamento sicuri, come Paypal. In quest'ultimo caso è sufficiente aprire un conto PayPal e associare ad esso la carta di credito o la carta prepagata;

10. Bloccare immediatamente la carta, qualora ti accorgessi di qualche anomalia o movimento sospetto. Anche in questo caso è opportuno rivolgersi immediatamente all’istituto con un reclamo scritto. Se nel giro di 30 giorni il problema non accenna a risolversi, rivolgiti all’Arbitro Bancario Finanziario. Nell’articolo “Problemi con la tua banca? Rivolgiti all'Arbitro Bancario e Finanziario” ti illustriamo esattamente come fare.

Carta di credito, debito e prepagata: quali sono le differenze

Prima di concludere vogliamo illustrarti quali sono le differenze tra carta di credito, carta di debito e carta prepagata.

Cominciamo da quella tra carta di credito e carta di debito o bancomat. Fondamentalmente con la carta di credito puoi compiere degli acquisti pur non disponendo materialmente dei soldi in quel preciso istante. Ciò è reso possibile grazie al fido o plafond che la banca o l'istituto ti ha accordato nel momento in cui hai fatto richiesta della carta. Puoi, dunque, acquistare il nuovo modello smartphone e pagarlo 900 euro, pur disponendo di un saldo sul conto corrente pari a 500 euro. L'importante è che a fine mese, quando le spese sostenute saranno effettivamente addebitate, il conto presenti una disponibilità sufficiente a consentire tale operazione.

Ti consigliamo di non trascurare questo aspetto, eviterai in questo modo di andare incontro a spiacevoli conseguenze. C'è di dire, infatti, che in una simile ipotesi ti ritroveresti immediatamente con il conto in rosso, il che comporterebbe l'addebito di commissioni e l'applicazione di salatissimi interessi passivi sullo scoperto (leggi "Conto corrente in rosso: quando reclamare"). Ma non è tutto: un conto in rosso potrebbe portare al blocco non solo della carta di credito, ma anche degli addebiti sulle utenze, delle rate di mutuo e così via. Nel caso in cui tu non fossi in grado di ripristinare celermente il saldo, correresti anche il rischio di essere segnalato alla Centrale Rischi della Banca d’Italia e, dunque, di essere automaticamente identificato come un "cattivo pagatore".

Questi rischi con il bancomat non si corrono, per il semplice fatto che con questa carta di pagamento vai a spendere dei soldi di cui sei già in possesso, depositati sul conto corrente. Per tornare all'acquisto dello smartphone, con il bancomat la transazione non sarebbe mai autorizzata se sul tuo conto non ci fosse una disponibilità almeno pari al prezzo del prodotto. 

Da quanto fin qui detto emerge anche con chiarezza la differenza che c'è tra carta di credito e di debito riguardo alla tempistica con cui avviene l’addebito sul conto degli importi spesi con la carta. Si è visto, infatti, che quando utilizzi la carta di credito l’addebito del denaro sul conto avviene dopo il pagamento (come abbiamo scritto, orientativamente il mese successivo). Ecco perché questa tipologia di carta si basa su una formula conosciuta come Pay Later, ovvero “paga dopo”. Al contrario quando utilizzi la carta di debito o bancomat, l’addebito dell’importo spesso avviene nello stesso momento in cui si effettua il pagamento di un determinato bene o servizio. Questo perché l’addebito viene effettuato direttamente sul conto corrente dell’intestatario della carta. La formula con cui si definisce la carta di debito o bancomat è appunto la Pay Now, ovvero “paga ora”.

La carta prepagata, invece, va caricata con una determinata somma di denaro prima di effettuare un qualsiasi acquisto. Il denaro, in questo caso, viene spostato dal conto corrente alla carta prepagata. In altri casi è possibile caricare la carta prepagata anche con le banconote presentate allo sportello, presso gli ATM abilitati ai versamenti oppure mediante bonifico online. Ad ogni modo il credito viene inserito nella carta e solo in un secondo momento può essere speso dal titolare stesso. Come vedi, con la carta prepagata l’addebito sul conto avviene prima dell’acquisto, ecco perché la formula utilizzata per descriverla è detta Pay Before, ovvero “paga prima”. Il limite delle prepagate sta nel fatto che potrebbero non funzionare su alcuni siti: ciò potrebbe dipendere da una scelta del negozio online che decide di non accettarle, oppure da una restrizione presente sulla carta. In quest'ultimo caso si consiglia di parlare con la banca per capire se e come togliere questa limitazione.

Carta di credito: come chiedere la disdetta

Se dopo aver richiesto la carta di credito ti accorgi che il prodotto non fa al caso tuo, magari perché non ne fai un gran uso o perché vuoi tagliare i costi relativi al canone annuale, puoi effettuare la disdetta della carta. Come si fa la disdetta della carta di credito? È semplicissimo, ancor di più dopo il 2010, anno in cui è entrato in vigore il decreto legislativo n° 11: da allora, infatti, è possibile chiedere la disdetta della carta in qualsiasi momento, senza avere il timore di eventuali penali o spese accessorie legate alla chiusura della carta. L’unica accortezza da avere è quella di avvisare la banca o la società che l’ha emessa con il dovuto anticipo. Nello specifico, dovrai comunicare la volontà di disdire la carta di credito con un preavviso di almeno 2 mesi. Per saperne di più, ti consigliamo di leggere “Disdetta carta di credito: modalità e tempistiche”.

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