Per tutelarsi da banche e finanziarie si può ricorrere all'ABF

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Se hai una controversia con la tua banca e sei più che mai deciso a far valere le tue ragioni, ricorda che prima di portare la controversia in tribunale è obbligatorio ricorrere all'Arbitro Bancario Finanziario (ABF). Si tratta di un organismo indipendente e imparziale, introdotto dalla legge 262/2005, che garantisce una risoluzione stragiudiziale delle controversie in tempi rapidi e con costi minimi

Cosa si intende per risoluzione stragiudiziale?

Come lascia intuire la parola stessa, attraverso la procedura stragiudiziale la controversia non viene portata all'attenzione di un Giudice, ma si tenta di risolverla al di fuori del tribunale attraverso un accordo tra le parti. Le banche sono tenute, peraltro, ad informare con ogni mezzo i propri clienti circa la possibilità di fare ricorso all'ABF in caso di controversie con l'istituto.

Cos'è esattamente l'Arbitro Bancario Finanziario?

E' un organismo indipendente e imparziale che in maniera rapida decide chi ha ragione e chi ha torto nella controversia insorta tra banca e cliente. In particolare attraverso l'ABF è possibile trovare una risoluzione più semplice, facile ed economica rispetto a quella che può scaturire da una causa in Tribunale. Pensa che non richiede neppure l'assistenza di un legale o di un professionista.

Com'è organizzato l'ABF?

L’Arbitro Bancario Finanziario si articola in 7 Collegi (Milano, Torino, Bologna, Roma, Napoli, Bari e Palermo), ciascuno dei quali prende in carico i ricorsi presentati dai consumatori tenendo conto del loro domicilio. Ogni collegio si compone di 5 membri nominati rispettivamente da Banca d'Italia (3), Associazioni di categoria degli intermediari finanziari (1), Associazioni di Consumatori e Imprese (1).

Questi i recapiti dei Collegi:

  • Collegio di Milano Via Cordusio, 5 - 20123 Milano Tel.: 02.724.242.46 - Fax: 02.724.244.72
  • Collegio di Torino Via Arsenale, 8 - 10121 Torino Tel.: 011.551.85.90 - Fax: 011.551.85.72
  • Collegio di Bologna Piazza Cavour, 6 - 40124 Bologna Tel.: 051.643.01.20 - Fax: 051.643.01.45
  • Collegio di Roma Via Venti Settembre, 97/e - 00187 Roma Tel.: 06.4792.92.35 - Fax: 06.4792.94.208
  • Collegio di Napoli Via Miguel Cervantes, 71 - 80133 Napoli Tel.: 081.797.53.50 - Fax: 081.797.53.55
  • Collegio di Bari Corso Cavour, 4 - 70121 Bari Tel.: 080.573.15.10 - Fax: 080.573.15.33
  • Collegio di Palermo Via Cavour, 131/A - 90133 Palermo Tel.: 091.607.43.10 - Fax: 091.607.42.65

Le segreterie tecniche di ciascun collegio ricevono il ricorso e ne valutano l'ammissibilità, raccolgono la documentazione, richiedono eventuali integrazioni, curano le comunicazioni tra le parti. In generale non forniscono informazioni se non con riferimento ai ricorsi già presentati. Il servizio è fornito dal lunedì al venerdì dalle 8,30 alle 13,30.

Posso fare ricorso per qualsiasi tipo di problema?

Fondamentalmente si. Per quanto riguarda Poste Italiane il ricorso è ammesso unicamente per le attività di Bancoposta. Così puoi far ricorso all'ABF se ti è stata applicata una commissione non dovuta, se non ti sono stati rimborsati degli addebiti, se un assegno è stato erroneamente pagato, se hai notato errori nell’estratto conto bancario, se il conto è stato chiuso con notevole ritardo e così via.

L'importo oggetto controversia è rilevante?

Si. A tal proposito devi sapere che l'ABF può decidere su tutte le controversie che riguardano conti correnti, mutui e prestiti personali. Tuttavia come cliente non puoi chiedere alla banca, sotto forma di rimborso, risarcimento o altro, una somma di denaro superiore a 100.000 euro. Per somme superiori devi rivolgerti al Conciliatore Bancario Finanziario.

Se, invece, il ricorso ha solo l'obiettivo di difendere un tuo diritto o una tua facoltà (ad esempio quello di accesso agli atti o di cancellazione dell'ipoteca subito dopo l'estinzione del mutuo) che risultano violati, allora non c'è alcun limite di importo.

Quando l'Arbitro Bancario Finanziario non può intervenire?

L'ABF non può intervenire per controversie:

  • che riguardano servizi e attività di investimento (gestione patrimoni, collocamento titoli, consulenza in tema di investimenti, ecc.). In questi casi occorre rivolgersi all'Arbitro per le Controversie Finanziarie;
  • che riguardano somme superiori a 100.000 euro;
  • che riguardano beni o servizi diversi da quelli bancari e finanziari, quali il bene concesso in leasing o venduto mediante operazioni di credito al consumo, ecc.;
  • già all’esame dell’autorità giudiziari, di arbitri o di conciliatori. Il ricorso all’ABF è tuttavia possibile se una procedura di conciliazione non va a buon fine;
  • relative a fatti anteriori al 1° Gennaio 2009.

Posso rivolgermi all'ABF sin dall'inizio?

No. Puoi possibile ricorrere all'Arbitro Bancario Finanziario solo dopo che hai tentato di risolvere il problema direttamente con la banca, attraverso un reclamo scritto, e quest'ultima non ti ha fornito alcuna risposta nei 30 giorni successivi oppure ti ha fornito una soluzione che tu reputi non soddisfacente.

Come inoltro il reclamo alla banca?

Il consiglio che ti diamo è di farlo sempre per iscritto. Per talune controversie abbiamo pensato di mettere a tua disposizione i seguenti modelli:

C'è un tempo massimo per rivolgersi all'ABF?

Si. Puoi ricorrere all’ABF al massimo entro 12 mesi dalla presentazione del reclamo alla banca. Superato questo termine sarai costretto a presentare un nuovo reclamo alla banca.

Quanto costa il ricorso all'Arbitro Bancario Finanziario?

Devi pagare un contributo spese di appena 20 €, che tra l'altro viene rimborsato dall’Intermediario se il ricorso viene accolto. Il versamento può essere effettuato:

  • con bonifico bancario sul conto corrente intestato a "Banca d'Italia - Segreteria tecnica dell'Arbitro Bancario Finanziario"- IBAN IT71M0100003205000000000904; 
  • con versamento sul conto corrente postale n. 98025661 intestato a "Banca d'Italia - Segreteria tecnica dell'Arbitro Bancario Finanziario"; 
  • in contanti presso tutte le Filiali della Banca d'Italia aperte al pubblico con eccezione delle unità specializzate nella vigilanza.

In tutti i casi occorre indicare la causale "Ricorso ABF" e il tuo codice fiscale o la tua Partita IVA. La ricevuta di versamento, come detto, va allegata alla domanda. Se si sceglie la modalità online, va scansionata e allegata come un normale file durante la procedura di immissione dei dati.

Come presentare il ricorso all'Arbitro Bancario Finanziario?

Dal 5 Febbraio 2018 il ricorso all'ABF si può presentare solo online. Pensa puoi utilizzare il tuo computer, il tablet o lo smartphone e monitorare la tua pratica in totale autonomia. Chiaramente per poter far questo occorre preventivamente registrarsi al portale.

A tal fine basta cliccare sulla voce "Area riservata" presente sulla barra in alto a destra (https://adr.arbitrobancariofinanziario.it/newRegistration/login), quindi sul pulsante "Registrati". Per qualsiasi problema puoi scrivere all'indirizzo autoregistrazione@bancaditalia.it. E' a tua disposizione anche un numero verde (800196969), oltre naturalmente a questa guida sull'utilizzo del portale.

A questo punto con le credenziali sei pronto per inserire il tuo ricorso all'Arbitro Bancario Finanziario: è sufficiente premere il pulsante “Crea il tuo ricorso”. Prima di procedere, tuttavia, accertati di avere sotto mano tutta la documentazione utile e in particolare:

  • il tuo documento o quello della persona o della società per la quale presenti ricorso;
  • il reclamo inviato alla banca, gli estratti conto, il contratto sottoscritto con l'istituto, ecc.
  • la ricevuta di pagamento di 20 euro all'ABF.

E' possibile presentare ricorso all'ABF anche in modalità cartacea?

Si. Esattamente fino al 30 Giugno 2019 ma solo se per tuo conto o assistito da un professionista, persona di fiducia o da un'associazione di categoria, intendi presentare ricorso nei confronti di due o più istituti contemporaneamente, di un confidi oppure di un intermediario estero che opera in Italia. Questo è il modulo di ricorso all'Arbitro Bancario Finanziario che devi compilare (è disponibile la versione in formato editabile, con allegate le relative istruzioni).

Quanto tempo occorre aspettare?

L’ABF si pronuncia sul tuo ricorso entro 60 giorni al massimo. Tale termine tuttavia può essere sospeso fino a un massimo di ulteriori 60 giorni nel caso in cui il Collegio abbia la necessità di richiedere ulteriori informazioni e/o documenti. Per ricevere poi la comunicazione con le motivazioni da parte dell'ABF devi poi attendere altri 30 giorni.

Cosa accade se il ricorso viene accolto?

La decisione viene presa a maggioranza ed è motivata. Se il tuo ricorso è accolto, anche solo in parte, il Collegio fissa il termine entro il quale la banca deve adempiere a quanto indicato nella decisione, compresa la restituzione del contributo spese di 20 euro che hai versato. Se il termine non viene fissato, la banca deve comunque adempiere entro 30 giorni dalla comunicazione della decisione.

Le decisioni dell'ABF vanno sempre applicate?

Le decisioni assunte dall’ABF non sono vincolanti come quelle del giudice, ma se la banca non le rispetta il suo inadempimento è reso pubblico. Infatti sul sito dell'ABF è presente una specifica sezione denominata "Intermediari inadempienti": una lista di tutti quegli istituti che non hanno rispettato le decisioni adottate dall'Arbitro Bancario Finanziario o che comunque non hanno collaborato alla risoluzione della controversia.

Se non mi ritengo soddisfatto della decisione dell'ABF?

Qualora non rimanessi soddisfatto delle decisioni assunte dall’ABF, potresti comunque rivolgersi al giudice. La stessa cosa può fare chiaramente anche la tua banca.

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50947 - Marianne
21/11/2017
Dal 25/11/2008 ho cominciato ad usare una carta revolving da parte della Findomestic -mi era stata spedita- per la necessità che avevo in quel momento, per un fido concesso di 1.500 euro. A fine 2010 il fido concesso era stato aumentato da loro a 4.000 euro. Io non avevo richiesto niente. Il 04/02/2011 faccio un versamento a Findomestic di 2.000 euro per fare diminuire tale cifra, il che non è successo... Sono andata nei loro uffici alcuni anni fa e mi sono sentita rispondere che non avevano questo pagamento nei loro archivi (io ho la copia!) e che la cifra era stata aumentata "perchè avevo una nuova carta". Assolutamente NO!! Non ne vengo più fuori...aiuto.

50106 - Redazione
29/08/2017
Maria Teresa, purtroppo le informazioni contenute nella Centrale Rischi e nel Sistema di Informazioni Creditizie vengono conservate per sei mesi, indipendentemente da fatto che si sia avuta una rinuncia del cliente o un rifiuto da parte della banca.

50093 - Maria Teresa
21/08/2017
Nel mese di Maggio ho "rinunciato" ad un prestito con Ingdirect non presentando la necessaria documentazione. L'operatore finanziario che mi seguiva mi ha inviato emai dicendo che la pratica era chiusa. Ad oggi, fine Agosto, in banca dati risulta ancora una "richiesta" di prestito a mio nome che mi vincola per l'erogazione da parte di un'altra banca. Ingdirect si rifiuta di rilasciarmi la liberatoria. A cosa posso appellarmi per risolvere il problema?

50070 - Marta
27/07/2017
Buongiorno, in caso non venissero rispettati i 12 giorni previsti dalla legge per quanto riguarda la richiesta di chiusura e portabilità di un conto corrente e non venisse erogato alcun indennizzo automatico da parte della banca in questione, come ci si potrebbe muovere? Presentando un particolare modello all'ABF?

49267 - Redazione
09/05/2017
Mario, a questo punto riteniamo ci sia ben poco da fare, avrebbe dovuto rinunciare da subito alla carta dichiarando di non averla mai richiesta. Se ne ha fatto uso è evidente che a questo punto il rimborso è d'obbligo.

49254 - mario
08/05/2017
5 anni fa mi è arrivata una carta già attiva, senza richiesta da parte mia, senza firmare nulla. ho utilizzato la carta, adesso chiedono il rimborso e fotocopie dei documenti, cosa fare.

46761 - Redazione
27/09/2016
Mauro, in effetti è molto strano; chiaramente non possiamo conoscerne i motivi, per cui l'unico consiglio che possiamo darle è quello di inoltrare un sollecito all'ABF.

46755 - mauro
27/09/2016
Alla fine di luglio 2015 ho presentato ricorso all'ABF contro la banca dove intrattenevo un conto corrente. Il 27 aprile 2016, non ricevendo alcuna notizia, ho inviato PEC all'ABF chiedendo che fine avesse fatto il mio ricorso. Mi è stato risposto via PEC che il ricorso era stato già discusso e che a breve avrei ricevuto la decisione. Cosa che ad oggi ancora non ho ricevuto. Cosa può essere successo perchè l'ABF ancora non mi ha inviato la decisione a distanza di 14 mesi?

46295 - Daniela
26/07/2016
Salve, ho noleggiato con 4 amiche un auto in Guadalupa a inizio marzo. Abbiamo pagato in contanti ed ho lasciato la mia carta come garanzia. L'auto e' stata riconsegnata integra. Il 1 aprile mi sono stati prelevati 750 euro dal conto che solo il 16 maggio sono apparsi sull'estratto conto. Ho con cartasi' attivato la mail di allerta e oltre i 150 euro devono mandarmi avviso di spesa, cosa che non è stata fatta! Ovvio che dopo quasi 2 mesi io non ho conservato nulla della agenzia presso la quale ho noleggiato l'auto x cui fatico ad aprire una disputa! Posso rivalermi su carta si in quanto non mi ha avvisato con un SMS dell'avvenuto prelievo? E che sono venuta a conoscenza dei soldi tolti solo dopo un mese e mezzo tramite estratto conto? Help me..please!

43441 - Redazione
04/01/2016
Claudio, purtroppo le pronunce dell'ABF non sono vincolanti per la banca. Tuttavia se quest'ultima non esegue la prestazione stabilita dall'ABF in favore del cliente, la notizia dell’inadempimento viene resa pubblica. Il cliente da parte sua può far valere detta pronuncia proponendo ricorso al Giudice.

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