Assegni familiari: a chi spettano in caso di separazione o divorzio

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Gli assegni familiari (ANF) sono dei sussidi erogati dall’Inps a lavoratori dipendenti e pensionati da lavoro dipendente, iscritti alla gestione separata, lavoratori domestici. L'importo della prestazione varia in funzione della tipologia di nucleo familiare, del numero dei componenti il nucleo familiare e del reddito. Ma a chi spettano gli assegni familiari in caso di separazione?

A chi spettano gli assegni familiari in caso di separazione

La regola generale è questa: in caso di separazione o divorzio gli assegni familiari spettano al genitore affidatario, ovvero quello a cui vengono affidati i figli.

Dunque spetta a quest'ultimo

  • presentare domanda per gli assegni familiari
  • percepire gli assegni familiari anche nel caso in cui ne sia titolare l’altro coniuge
  • percepire gli assegni familiari anche in aggiunta all’assegno di mantenimento, qualunque sia il suo importo.

Chiaramente nulla vieta ai coniugi di trovare, in sede di separazione o divorzio, un diverso accordo.

Ma in caso di affido condiviso cosa succede?

Assegni familiari: separazione con affido condiviso

Se due coniugi ottengono l'affido condiviso dei figli, dopo una separazione di tipo consensuale, conservano entrambi il diritto agli assegni familiari.

Solo uno, però, potrà effettivamente incassarlo. In questo caso è bene che i due genitori raggiungano un accordo che soddisfi le esigenze di entrambi, altrimenti sarà il giudice a stabilire chi dei due percepirà gli assegni familiari. E in questo caso il giudice, nel rispetto di quanto previsto dall’art. 9 della Legge 903 del 1977, è tenuto ad accordare l’assegno al genitore con cui convive formalmente la prole.

Quale reddito si prende in considerazione?

Ai fini dell'accertamento dei requisiti e della determinazione dell'importo degli assegni familiari, il reddito da prendere in considerazione è unicamente quello del nucleo familiare composto dal coniuge affidatario e dai figli.

Se il genitore non affidatario si appropria dell'assegno?

Il genitore non affidatario che non corrisponde l’importo degli assegni familiari alla controparte, commette a tutti gli effetti il reato di “appropriazione indebita”.

Ciò significa che, nel caso in cui il genitore affidatario si rivolgesse al tribunale per ottenere il rimborso degli importi non corrisposti, avrebbe buone possibilità di avere indietro le somme riconosciute all’ex coniuge nel decennio precedente.

Assegni familiari: separazione giudiziale

Nel caso di separazione giudiziale, le regole non cambiano: gli assegni familiari spettano al genitore affidatario o in caso di affido condiviso, al genitore presso cui sono formalmente domiciliati i figli.

Cosa deve fare il genitore affidatario

Se l'assegno viene corrisposto dal datore di lavoro, il genitore che ha ottenuto l'affido dal giudice deve presentare innanzitutto all'Inps una richiesta di autorizzazione a percepire gli assegni familiari. Lo deve fare attraverso il sito ufficiale dell'Inps, ma se ritiene di non esserne capace può rivolgersi ad un patronato.

Alla domanda dovrà allegare:

  • la dichiarazione sottoscritta dal coniuge circa la propria situazione lavorativa, la mancata percezione degli assegni familiari e l'impegno a non richiederli in futuro;
  • una autocertificazione di rinuncia assegni familiari da parte del coniuge (in caso di affidamento congiunto).

Una volta ottenta l'autorizzazione dall'Inps (valida 5 anni dalla data del rilascio), il genitore affidatario o che convive con i figli, può presentare - sempre online - la richiesta vera e propria degli assegni familiari.

E se il genitore affidatario non ha i requisiti?

Cosa accade se il genitore affidatario non possiede i requisiti necessari per richiedere gli assegni familiari perché, ad esempio, non ha un rapporto di lavoro dipendente o non è un  lavoratore parasubordinato o autonomo iscritto alla gestione separata?

In questo caso egli può comunque presentare richiesta per gli assegni familiari, ma sulla posizione dell'ex coniuge non affidatario. Naturalmente il reddito di quest'ultimo non verrà preso in considerazione.

Se il genitore affidatario decide di risposarsi perde il diritto all'ANF.

Assegni familiari: cosa accade se si dichiara il falso

Compilando il modulo per la richiesta degli assegni familiari è bene prestare molta attenzione alla veridicità di quanto attestato. Le dichiarazioni mendaci o non più corrispondenti a realtà sono considerate a tutti gli affetti degli atti falsi, e verranno punite secondo quanto previsto dal Codice Penale ed altre norme specifiche, come il DPR 445/2000.

Si consiglia di prestare attenzione anche al numero di domande inviate all’Inps, in quanto l’invio di più moduli, da parte di un unico nucleo familiare, viola la regolamentazione relativa all’assegnazione degli assegni familiari.

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