Come difendersi dalle telefonate anonime di disturbo

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L'abbonato che riceve chiamate anonime di disturbo sul proprio telefono può richiedere che il proprio gestore telefonico renda temporaneamente inefficace la soppressione dell'identificazione della linea chiamante, in altre parole renda in chiaro il numero, e conservi i dati relativi alla provenienza delle chiamate ricevute.

Lo stabilisce l’art. 127 del Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 "Codice in materia di protezione dei dati personali".

L'inefficacia della soppressione può essere disposta per i soli orari durante i quali si verificano le chiamate di disturbo e per un periodo non superiore a quindici giorni.

La richiesta va fatta per iscritto dall'abbonato, questo il fac simile da utilizzare. Nel caso in cui sia preceduta da una richiesta telefonica, il modulo va inoltrato entro le quarantotto ore successive.

I dati possono essere comunicati all'abbonato che dichiari di utilizzarli per esclusive finalità di tutela rispetto a chiamate di disturbo. Per tale servizio il gestore telefonico può richiedere un contributo spese non superiore ai costi effettivamente sopportati.

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