Bonus baby sitter e asilo nido: cosa sono e come richiederli

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Dopo la conferma del Bonus bebè e l'introduzione del Bonus nido da 1.000 euro e del Bonus Mamma Domani, il Governo ha confermato per il biennio 2017-2018, nei limiti delle risorse economiche stanziate pari a 40 milioni di euro per ciascuno dei due anni, anche la concessione di ulteriori contributi per l'infanzia in favore delle madri lavoratrici. Ci riferiamo in particolare alla possibilità di richiedere contributi economici per pagare il servizio di baby sitter e la retta dell'asilo nido. Contributi che sono appannaggio anche per quest'anno non solo delle lavoratrici dipendenti, ma anche delle professioniste, delle imprenditrici e delle lavoratrici autonome (leggi "Voucher asilo nido anche per le lavoratrici autonome").

Con l'entrata in vigore del Decreto Legge n. 25 del 2017 e la conseguente abolizione dei buoni lavoro o voucher, sembrava che si sarebbero state ripercussioni anche su questa particolare forma di bonus. In realtà dopo un primo momento di l'emissione dei voucher baby sitting è stata ripristinata. A confermarla è stata l'Inps stessa con un proprio comunicato del 31 Marzo scorso, dopo aver ricevuto semaforo verde dal Ministero del Lavoro e dal Dipartimento Politiche per la Famiglia.

In questo articolo vogliamo illustrarti caratteristiche, importi, durata e modalità di richiesta del bonus baby sitter e asilo nido.

Bonus baby sitter e asilo nido: cos'è

Allo scopo di favorire il rientro delle neo mamme sul posto di lavoro ed offrire un sostegno alla genitorialità, è prevista fino al 31 Dicembre 2018 la possibilità di fruire di contributi e voucher INPS per il servizio di baby sitter e asilo nido (strutture pubbliche o private accreditate). In pratica ogni madre lavoratrice può chiedere, in alternativa al congedo parentale, la corresponsione di un contributo da utilizzare per pagare una baby sitter che si prenda cura di suo figlio oppure per pagare la retta dell'asilo nido per un massimo di 6 mesi.

Le lavoratrici possono accedere al beneficio anche per più figli, nel qual caso devono presentare una domanda per ogni figlio.

Bonus baby sitter e asilo nido: beneficiari

I bonus baby sitter e asilo nido 2017 possono essere richiesti dalle madri lavoratrici dipendenti di amministrazioni pubbliche o di privati datori di lavoro, oppure iscritte alla gestione separata, che al momento della presentazione della domanda, siano ancora negli undici mesi successivi al termine del periodo di congedo di maternità obbligatorio. 

Possono richiederlo anche le lavoratrici che abbiano già usufruito in parte del congedo parentale. In questo caso, il contributo potrà essere richiesto per un numero di mesi pari ai mesi di congedo parentale non ancora usufruiti, con conseguente riduzione di altrettante mensilità di congedo parentale.

Non possono invece fruire del beneficio le lavoratrici che non hanno diritto al congedo parentale (ad esempio le colf, le lavoratrici a domicilio e quelle disoccupate), le lavoratrici in fase di gestazione e tutte quelle che, relativamente al figlio per il quale intendono richiedere il beneficio, risultano esentate totalmente dal pagamento della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati convenzionati.

Come accennato in premessa, possono beneficiare dei bonus baby sitter e asilo nido 2017 anche le madri lavoratrici autonome.

Bonus baby sitter e asilo nido: importo e durata

Il contributo è pari ad un importo massimo di 600,00 euro mensili. Il contributo viene corrisposto per un periodo massimo di sei mesi (dunque 3.600 euro in totale). In particolare il contributo viene erogato, in alternativa alla fruizione del congedo parentale, solo per frazioni mensili intere. Ai fini del calcolo le frazioni di mese si sommano tra di loro fino a raggiungere il numero di trenta giorni, mentre i mesi interi si computano come tali, qualunque sia il numero delle giornate di cui sono formati. Così Febbraio equivale ad un mese anche se conta 28 o 29 giorni. Se la lavoratrice ha fruito di 3 mesi e due giorni di congedo parentale, potrà richiedere il bonus per due mesi, residuandole 28 giorni da utilizzare solo come congedo parentale.

Le lavoratrici impiegate con un rapporto part-time beneficeranno di un contributo proporzionale all'entità della prestazione lavorativa.

Le lavoratrici iscritte alla gestione separata possono usufruire del contributo per un periodo massimo di tre mesi.

Bonus baby sitter e asilo nido: modalità di erogazione

Se utilizzato per il servizio di baby sitter, il contributo è corrisposto attraverso il sistema dei voucher o buoni lavoro. Come anticipato sembrava che l'abrogazione delle disposizioni in materia di lavoro accessorio (cosiddetto "lavoro a voucher"), per effetto dell'entrata in vigore del Decreto Legge n. 25 del 2017, avesse determinato anche l’abolizione dei voucher baby sitting. In pratica a partire dal 22 marzo 2017 non sarebbe più stato possibile richiedere i voucher per pagare i compensi spettanti alla baby sitter. E chi aveva già prenotato i voucher prima del 22 Marzo? Anche in questo caso l'Inps aveva fatto sapere, attraverso una circolare, che si sarebbe premurata di fornire le istruzioni necessarie in favore di questi soggetti.

Questo significava che a partire dal 22 Marzo 2017 sarebbe stato possibile beneficiare del bonus unicamente nella forma di contributo per il servizio di asilo nido erogato da strutture pubbliche o private accreditate. In questo caso, infatti, il pagamento viene effettuato dall'Inps direttamente alla struttura prescelta dalla lavoratrice madre e specificata nel modulo di domanda (dunque non si utilizzano voucher), fino ad un massimo di 600,00 euro mensili per ogni bambino e per un periodo massimo di sei mesi. Come vedremo meglio in seguito, per poter ricevere il pagamento, la struttura che ha erogato il servizio deve inoltrare una specifica richiesta all'Inps corredata della documentazione necessaria.

A questa prima decisione è seguito, a distanza di pochi giorni, un contrordine da parte dell'Inps, che su parere del Ministero del Lavoro, ha pubblicato una nota ufficiale con cui conferma la possibilità di continuare ad acquistare e utilizzare i voucher baby sitting, nonostante il Governo li abbia aboliti con il decreto legge 25/2017.

Bonus baby sitter: modalità di utilizzo dei voucher

Come detto i voucher (o buoni lavoro) si possono continuare ad acquistare per il servizio di baby sitter, nonostante l'abolizione del lavoro accessorio voluta dal Governo.

I voucher sono corrisposti in modalità telematica, secondo le istruzioni fornite dall’INPS con la circolare n. 75/2016 e descritte in questo articolo. Al termine della prestazione lavorativa, la madre lavoratrice deve riportare su ciascun buono il proprio codice fiscale, il codice fiscale del prestatore/prestatrice e il periodo relativo all'erogazione della prestazione e apporre la propria firma, prima di consegnarlo al prestatore/prestatrice.

I voucher emessi per servizi di baby sitting e non utilizzati non possono essere rimborsati in alcun modo.

Bonus asilo nido: come viene erogato

Il contributo per la fruizione dei servizi di asili nido erogati da strutture pubbliche e private accreditate, potrà essere corrisposto solo se la struttura scelta dalla lavoratrice risulta presente nell’apposito elenco gestito dall’Inps. Tale elenco è aggiornato in tempo reale, cosicché le madri possano consultarlo prima di effettuare l’iscrizione del bambino.

Come detto, in questo caso il pagamento sarà corrisposto direttamente dall’INPS alla struttura scelta, la quale per ricevere il pagamento dovrà predisporre e consegnare presso la sede provinciale INPS territorialmente competente, unitamente alla richiesta di pagamento, il modello di delegazione liberatoria e la dichiarazione della madre beneficiaria di utilizzo del contributo economico.

Bonus baby sitter e asilo nido: come presentare la domanda

Le mamme interessate devono presentare domanda esclusivamente online tramite il sito dell'Inps, utilizzando il seguente percorso: Servizio per il cittadino -> Autenticazione con PIN –> Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito > Voucher o contributo per l’acquisto dei servizi per l’infanzia.

Le lavoratrici madri interessate alla presentazione della domanda, dovranno richiedere preventivamente il Pin online e convertirlo in tempo utile in Pin dispositivo. Circa le modalità di richiesta e rilascio del PIN "dispositivo", si rimanda all'articolo "Ecco come richiedere il Pin Inps". Dunque le domande pervenute mediante canali diversi come email o PEC, non saranno prese in considerazione.

Nella domanda la madre lavoratrice deve:
- indicare i propri dati anagrafici, di residenza ed eventualmente del proprio domicilio nel caso in cui sia diverso dalla residenza;
- inserire i dati relativi al padre del minore per cui si chiede il beneficio (nome, cognome, codice fiscale, data e luogo di nascita, cittadinanza, residenza, tipo di rapporto lavorativo, codice fiscale del datore di lavoro, ecc.);
- inserire i dati del minore (cognome, nome, codice fiscale, data e luogo di nascita, in caso di adozione o affidamento la data di ingresso in famiglia, la data di ingresso in Italia, la data di adozione/affidamento, numero dei bambini, ecc.);
- inserire i dati riguardanti il congedo di maternità relativo al minore indicato (data ultimo giorno del congedo);
- indicare i periodi di congedo parentale già fruiti per il minore stesso;
- indicare a quale dei due benefici intende accedere e per quante mensilità. In caso di scelta del contributo per fruire del servizio di asilo nido, specificare la struttura presso la quale ha effettuato l’iscrizione del minore;
- dichiarare di aver presentato la dichiarazione ISEE valida.

Nella domanda va riportato anche il numero di telefono cellulare e l'indirizzo PEC o email per la ricezione delle comunicazioni da parte dell'Inps. In particolare sulla PEC la lavoratrice madre potrà ricevere la comunicazione del provvedimento di accoglimento o di rigetto della domanda. Se non dispone della PEC, la stessa comunicazione sarà resa disponibile sulla piattaforma informatica. La classica casella di posta elettronica, invece, così come il numero di cellulare saranno utilizzati per eventuali altre comunicazioni.

Se la lavoratrice madre non vuole o non è in grado di utilizzare la piattaforma web dell'Inps, può rivolgersi ad un Caf o ad un Patronato.

La madre lavoratrice che abbia la necessità di sostituire la struttura che eroga i servizi per l’infanzia scelta inizialmente, dovrà utilizzare la medesima procedura telematica presente sul sito dell'Inps oppure affidarsi ad un patronato. Altrettanto dovrà fare qualora decida di rinunciare al bonus baby sitter o asilo nido subito dopo la pubblicazione del provvedimento di accoglimento della domanda. In caso la rinuncia avvenga successivamente all’appropriazione dei voucher, i voucher non ancora utilizzati potranno essere restituiti.

Chiaramente l'Inps effettuerà dei controlli su quanto dichiarato nel modello di domanda e se riscontrerà dichiarazioni non veritiere provvederà a recuperare tutte le somme eventualmente erogate.

Le domande dovranno essere presentate entro il 31 dicembre 2018 e saranno comunque accolte fino ad esaurimento delle risorse stanziate.

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45769 - Kelinda
25/05/2016
La mia bimba è nata il 04/02/2015 il mio congedo finisce nel 2018, posso fare la domanda il prossimo anno ?? Visto che prenderò i giorni per l'inserimento al nido, come posso fare? grazie !!!!

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