ISEE Precompilato: come funziona e cosa cambierà dal 2018

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Dopo le importanti modifiche apportate all’Isee solo qualche anno fa (il 2015 è stato l’anno del Nuovo ISEE contro gli evasori) pensavi di poter stare tranquillo, che per un po’ non sarebbe più cambiato niente. Invece eccoci qua, ad annunciarti un’importantissima novità, che interesserà la Dichiarazione Sostitutiva Unica o DSU, ovvero il modello che contiene informazioni di carattere anagrafico , reddituale e patrimoniale, essenziali per determinare la situazione economica del nucleo familiare. Cosa cambierà? In pratica si ridurranno i tempi e le difficoltà legate alla compilazione, in quanto dal mese di Settembre 2018 utilizzeremo l’ISEE precompilato. Vorresti saperne di più? Allora non ti resta che proseguire la lettura dei prossimi paragrafi.

ISEE precompilato 2018: come funzionerà

Fondamentalmente la funzione resta la stessa: come sai l’ISEE, acronimo di Indicatore della Situazione Economica Equivalente, è uno strumento che si utilizza per valutare la situazione economica dei nuclei familiari che richiedono delle prestazioni sociali agevolate. L'ISEE non va confuso con la dichiarazione dei redditi, visto che combina i dati riportati su quest'ultima con quelli relativi al patrimonio (case, disponibilità finanziarie, ecc.) e con le caratteristiche del nucleo familiare. Tutti fattori questi che consentono di determinarne con precisione le condizioni economiche di una determinata famiglia.

Le modifiche introdotte all’ISEE nel 2015 l’hanno reso più attendibile, in quanto basato su una serie di riscontri con dati provenienti direttamente dai database dell’Inps, dell’Agenzia delle Entrate, del Catasto e così via, sostituendo la prassi precedente, che si basava sui dati autocertificati dal dichiarante.

Solo qualche mese fa dal Consiglio dei Ministri è stato approvato il decreto che sancisce un altro importante cambiamento: i dati contenuti nei database saranno utilizzati per compilare la DSU, di modo che ogni cittadino interessato possa disporre di un modello praticamente già completo ed ottenere così in tempi più brevi l'ISEE precompilato. La riforma prevede in particolare che dal 1° Settembre 2018, la Dsu precompilata sarà l’unico modo per ottenere l’indicatore Isee. Insomma è un processo identico a quello che in questi ultimi anni ha interessato la dichiarazione dei redditi, portandoci via via ad ottenere il modello 730 precopilato e il modello Unico precompilato.

Nuovo ISEE precompilato: dove si trova il modulo

La dichiarazione DSU utile per ottenere l’ISEE precompilato 2018 sarà disponibile nella propria area riservata sul sito dell’INPS www.inps.it. Come sai, per accedervi, è necessario essere in possesso del PIN INPS di cui abbiamo parlato nell’articolo “Ecco come richiedere il Pin Inps”. In alternativa puoi utilizzare SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale, del quale invece abbiamo parlato nell’articolo “SPID: cos'è e come funziona".

Se non disponi di un computer, non hai una connessione Internet o se ritieni semplicemente di non essere in grado di far tutto da solo senza commettere errori, allora non ti resta che rivolgerti al CAF. Questi i modelli da presentare al Caf per l'Isee.

ISEE precompilato Inps: quali dati contiene

La DSU che potrai scaricare autonomamente sul sito dell’Inps sarà già precompilata. Ciò vuol dire che non scaricherai un modulo qualunque, bensì la TUA Dichiarazione Sostitutiva Unica. I dati che troverai già riportati al suo interno sono di natura anagrafica, reddituale e patrimoniale. Per essere più specifici, la DSU precompilata conterrà:

- dati anagrafici relativi al nucleo familiare;
- dati relativi ai redditi prodotti nel periodo di riferimento, ovvero quelli riportati nella dichiarazione dei redditi;
- dati relativi alle prestazioni assistenziali erogate dall’Inps, come le Indennità di disoccupazione (ad esempio NASPI e DISCOLL), il Reddito d’inclusione  e così via;
- dati relativi alle retribuzioni percepite dall’attività lavorativa (questo sarà possibile grazie alla Co. Unilav, ovvero la comunicazione che dovranno inviare i datori di lavoro per determinare l’importo della rimunerazione lavorativa annua);
- dati relativi alle proprietà immobiliari (ottenute grazie alla banca dati del Catasto);
- dati relativi a patrimoni mobiliari e finanziari, come il conto corrente, eventuali titoli, libretti, carte di credito, prepagate e così via.

Qualora nella dichiarazione DSU precompilata ci fossero errori o imprecisioni, sappi che sarà possibile correggerli, a meno che essi siano dati forniti dall’INPS oppure informazioni di natura fiscale (cioè provenienti dall’Agenzia delle Entrate).

Modulo precompilato ISEE: cambia anche il periodo di validità

Le modifiche varate per il nuovo ISEE non sono finite, poiché a cambiare sarà anche il periodo di validità. A differenza dell’ISEE 2017 (che scade il 15 gennaio dell’anno successivo a quello della presentazione) il nuovo ISEE precompilato 2018 sarà valido dal 1° settembre (giorno in cui diventano effettivi gli aggiornamenti dei redditi e dei patrimoni) fino al 31 agosto dell’anno successivo. Di conseguenza ogni anno i dati in esso presenti saranno aggiornati e si riferiranno all’anno precedente.

Isee precompilato 2018: istruzioni per la presentazione

Da questo punto di vista non cambia molto, in quanto il modulo precompilato potrà essere presentato come avviene di consuetudine, e cioè:

- tramite procedura telematica sul sito dell’Inps www.inps.it (ti ricordiamo che puoi inoltrare la richiesta di ottenimento dell’ISEE solo se possiedi una casella di Posta Elettronica Certificata);
- tramite il CAF (Centro di Assistenza Fiscale) più vicino.

Stando a quanto stabilito dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, insieme al Ministero dell'Economia e delle Finanze, saranno presto fornite delle indicazioni per accedere, in via del tutto sperimentale, alla presentazione della DSU precompilata. Per capirci: dobbiamo soltanto aspettare il decreto che conterrà le indicazioni per l’utilizzo in via sperimentale del nuovo ISEE precompilato. Questo “periodo di prova” dovrà essere di almeno 6 mesi, nei quali sarà altresì possibile utilizzare la DSU per ottenere l’ISEE corrente.

Quali sono i vantaggi ottenibili dal nuovo ISEE precompilato

I vantaggi che le famiglie potrebbero riscontrare dall’utilizzo del nuovo ISEE precompilato sono essenzialmente di tipo pratico. Innanzitutto il carico dei documenti da presentare al commercialista o al CAF si riduce notevolmente, in più si rende ancora più difficile (se non praticamente impossibile) produrre errori o falsificare la propria situazione reddituale, patrimoniale o fiscale.

A tal proposito vogliamo ricordarti che il Rapporto 2015 condotto dal Ministero del Lavoro ha evidenziato quanto sia stata utile la riforma dell’ISEE, poiché grazie ai controlli incrociati la situazione economica delle famiglie italiane è apparsa subito più limpida e realistica. Se nel 2014 l’80% degli Italiani dichiarava di non avere un conto corrente, nel 2015 la percentuale è scesa al 14%; se nel 2014 il 70% degli italiani non aveva una casa di proprietà, nel 2015 la percentuale si è ridotta al 14%; infine, se nel 2014 1 famiglia su 3 faceva richiesta per l’ottenimento di un’agevolazione statale, dopo l’introduzione del nuovo ISEE formalizza la richiesta solo 1 famiglia su 7. Merito di un’improvvisa crescita economica? Purtroppo non possiamo ritenerla un’ipotesi valida, al contrario sembra che la riforma dell’ISEE abbia permesso di identificare chiaramente le "reali" condizioni economiche in cui versano le famiglie italiane.

Grazie al nuovo ISEE precompilato la situazione non potrà che migliorare ulteriormente. I dati di natura patrimoniale, fiscale e reddituale saranno quelli registrati nelle banche dati istituzionali: ciò garantirà più giustizia e più equità, in quanto sarà possibile ottenere un visione più realistica delle condizioni di vita in Italia.

I vantaggi ottenibili, tuttavia, non finiscono qua: devi sapere che dal 2018 potrebbero ridursi i tempi per il rilascio dell’ISEE da parte di commercialisti e CAF. Come sai, attualmente, ci vogliono circa 10 giorni lavorativi per ottenere l’ISEE, mentre in futuro la tempistica potrebbe essere drasticamente inferiore, in quanto il lavoro di compilazione e di controllo verrebbe minimizzato grazie al previo inserimento dei dati da parte dell’Inps e dell’Agenzia delle Entrate.

Quali sono le agevolazioni che puoi richiedere con l'ISEE

Grazie all’Indicatore della Situazione Economica Equivalente potrai sapere in breve tempo se ti è concesso richiedere l’accesso a determinate prestazioni sociali e socio sanitarie. Ci capita spesso di scrivere articoli o piccole guide dedicate proprio agli aiuti economici e ai servizi sociali di assistenza fruibili dai cittadini italiani in funzione di una condizione economica e sociale di svantaggio (bassi redditi, nuclei familiari numerosi, anziani soli non autosufficienti, ecc.)

Ebbene, nella maggior parte dei casi tra i requisiti di accesso figura proprio l’ISEE: l’indicatore della situazione economica, infatti, deve attestarsi sotto una certa soglia per poter garantire l’accesso al beneficio erogato dallo Stato. Tale soglia non è univoca, ma può cambiare in funzione del tipo di agevolazione, oppure modificarsi di anno in anno. Per evitare qualsiasi tipo di errore, ti consigliamo di eseguire una ricerca ad hoc, googlando la tipologia di agevolazione che vorresti richiedere, oppure cercando informazioni direttamente su Moduli.it. Ti basterà inserire una breve didascalia nella barra di ricerca che trovi nella parte alta della nostra homepage, cliccare su CERCA e osservare i risultati ottenuti.

Prima di lasciarti, ti invitiamo a consultare questo breve elenco, nel quale abbiamo incluso alcune tra le prestazioni economiche ed assistenziali agevolate alle quali è possibile accedere grazie all’ISEE: Assegni al nucleo familiare, Assegno di maternità, Bonus Bebè, Bonus energia, Carta acquisti, Reddito d’inclusione, ecc.

Come funziona il simulatore online dell'ISEE

In attesa che entri in vigore l’ISEE precompilato, puoi sempre provare a simulare il calcolo dell'ISEE ordinario e/o degli ISEE specifici (come quello per l'Università, per i minorenni, per le prestazioni socio sanitarie non residenziali a favore di persone maggiorenni, ecc.), attraverso di uno specifico servizio fornito dall'Inps sul proprio sito. Questo l'indirizzo che devi digitare nella barra degli indirizzi: https://servizi2.inps.it/servizi/Iseeriforma/FrmSimHome.aspx. Per la simulazione non occorre disporre del PIN Inps.

Chiaramente non si tratta di un vero ISEE, ma di semplice test che ti consente di verificare, sulla base di una serie di informazioni autodichiarate, se puoi avere diritto o meno ad una certa prestazione. Anche perchè la griglia predisposta per raccogliere dati e informazioni è molto più semplice rispetto a quella del modello DSU. In ogni caso dopo aver immesso tutte le informazioni richieste (numero dei componenti il nucleo familiare, valore complessivo ai fini IMU degli immobili di proprietà, dati sul patrimonio mobiliare, redditi dichiarati e riferiti al secondo anno solare precedente quello di simulazione della DSU), non resta che premere il pulsante blu "Simula ISEE". Come detto il risultato che ottieni non sostituisce in alcun modo l’attestazione ISEE rilasciata dall’INPS.

Pubblicato il 05/10/2017
Tags: dsu isee
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