Multa: quando e come presentare ricorso al Prefetto

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Stai rientrando a casa dopo una lunga ed estenuate giornata di lavoro, quando scorgi dalla fessura della cassetta della posta il classico scontrino bianco che rilascia il postino quando non trova nessuno in casa. E già, si tratta proprio di un avviso di giacenza per una raccomandata non recapitata. Improvvisamente ansia e preoccupazione ti assalgono e non ti mollano più per il resto della serata. A cosa potrà mai riferirsi quella raccomandata: un accertamento fiscale, una citazione in Tribunale, una multa? In attesa di ritirare la raccomandata, puoi intanto acquisire informazioni sul possibile mittente e sull’oggetto della raccomandata attraverso il codice univoco riportato sull'avviso di giacenza. Leggi in proposito quanto abbiamo scritto nell'articolo "Avviso di giacenza: come capire da chi arriva la raccomandata". Il mattino successivo ti rechi all'ufficio postale e ritiri il plico. Purtroppo le informazioni acquisite la sera prima attraverso il codice unico confermano la tua prima ipotesi: si tratta proprio di una multa. Certo non ci voleva, ma adesso occorre affrontare la situazione e decidere se pagarla (magari nei 5 giorni per fruire dello sconto) oppure se proporre ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace.

In questo articolo ti offriremo in particolare una serie di spunti e suggerimenti per affrontare al meglio un eventuale ricorso al Prefetto.

Ricorso al Prefetto: quando è preferibile desistere e pagare la multa

Come prima cosa devi capire a cosa si riferisce la contravvenzione: un eccesso di velocità rilevato a mezzo autovelox, un divieto di sosta, una guida senza cintura o con uso di cellulare e così via. Se i tuoi ricordi sono nitidi e non hai dubbi sul fatto che l'infrazione che ti viene contestata sia stata effettivamente commessa da te o da un tuo familiare e, soprattutto, se non riscontri la presenza di vizi formali del verbale di accertamento, non hai che due strade da percorrere:

Un consiglio: non pagare mai in ritardo la multa, neppure con un solo giorno di ritardo, altrimenti è come se non l'avessi mai pagata.

Se non paghi la multa ma neppure proponi un ricorso, allora stai certo che prima o poi ti vedrai recapitare una cartella esattoriale con conseguente aggravio di costi. Ti abbiamo spiegato tutto nell'articolo "Multe non pagate? Ecco quali sono le conseguenze".

Come dici, ritieni che i presupposti della multa non siano validi? Hai rilevato la presenza di errori sul verbale? Bene, in questi casi puoi valutare la possibilità di proporre un ricorso in autotutela, al Prefetto o al Giudice di Pace. Nel prosieguo di questo articolo ci concentreremo in particolare sull'opzione del ricorso al Prefetto: quando va fatto, entro quali termini, con quali modalità va proposto.

Ricorso al Prefetto: quando conviene presentarlo

Come detto un possibile ricorso è quello che puoi indirizzare al Prefetto del luogo in cui è stata commessa l'infrazione. In alternativa puoi proporre sempre il ricorso al Prefetto, ma per il tramite dell'organo che ha materialmente elevato la multa (Polizia Municipale, Carabinieri o Polizia Stradale).

Come vedremo meglio in seguito, mentre con il ricorso diretto al Prefetto il termine di emissione del provvedimento di accoglimento o di rigetto del ricorso è di 210 giorni, nel caso di ricorso al Prefetto indirizzato all'organo accertatore lo stesso termine si riduce a 180 giorni. Entrambi i termini decorrono dalla data di ricezione degli atti da parte del Prefetto.

Il ricorso al Prefetto rende inammissibile il ricorso al Giudice di Pace, il che significa che i due ricorsi sono alternativi e come tali non possono essere presentati contemporaneamente.

Nel momento in cui proponi ricorso al Prefetto devi considerare che normalmente l'autorità in questione si limita a chiedere all'agente di polizia che ha elevato la multa se conferma o meno la stessa o poco altro, non entrando quasi mai nel merito della questione e quindi dei fattori che hanno determinato l'infrazione e delle ragioni indicate nel ricorso. Ragion per cui è consigliabile proporre ricorso al Prefetto solo nel caso in cui tu abbia ravvisato un palese errore nel verbale o comunque delle motivazioni potenzialmente fondate.

Devi sapere, infatti, che durante la redazione del verbale di accertamento, gli agenti possono commettere degli errori di compilazione o di trascrizione. Taluni di questi errori, ossia quelli che ad esempio rendono difficile se non impossibile ricostruire la dinamica dei fatti e o identificare esattamente i soggetti sanzionati, comportano la nullità del verbale e possono essere fatti valere con ricorso al Prefetto.

A questo punto vediamo di elencare alcuni dei motivi per i quali è consigliabile presentare ricorso al Prefetto piuttosto che a Giudice di Pace:

- sul verbale non è indicata la norma violata (art. 157 c. 2 del CdS), ma solo il tipo di infrazione commessa (ad es. "il veicolo sostava lontano dal margine destro della carreggiata e non secondo il senso di marcia"). L'agente oltre a citare l'articolo deve anche specificare il comma o la parte dell'articolo che si ritiene violato. Questo perchè ci sono articoli del Codice della Strada che contemplano al proprio interno diverse ipotesi di violazione, per cui attraverso l'indicazione del comma occorre specificare a quale violazione esattamente si fa riferimento con quel verbale;

- sul verbale è indicata la norma violata (art. 157 c. 2 del CdS), ma la descrizione dell'infrazione non è adeguatamente specificata (ad es. "sostava in maniera non corretta");

- sul verbale non è riportata l'indicazione dell'ora in cui è stata commessa l'infrazione;

- il verbale non contiene gli elementi sufficienti per identificare il luogo esatto in cui è stata commessa l'infrazione. Per fare un esempio non si può contestare un divieto di sosta in una via lunga 3 km senza indicare un punto preciso, come "all'altezza dell'intersezione con via Italia" oppure "in corrispondenza del numero civica 244";

- il verbale non riporta le indicazioni relative al termine e alle modalità per presentare ricorso;

- nel verbale non sono presenti le informazioni obbligatorie per il pagamento della sanzione in misura ridotta;

- nel verbale mancano le indicazioni relative alle modalità e/o ai termini per poter effettuare il pagamento della multa;

- l'agente che ha redatto il verbale ha dimenticato di sottoscriverlo, oppure manca l'indicazione dell'agente accertatore (è sufficiente l'assenza del numero di matricola), oppure il verbale non contiene il nominativo del soggetto responsabile del procedimento amministrativo;

- il verbale non reca le dichiarazioni rese dal trasgressore al momento della contestazione. Se in quella occasione il trasgressore non fa osservazioni, l'agente deve riportare sul verbale la dicitura "nulla da dichiarare" o una frase simile;

- il verbale notificato al proprietario del mezzo non specifica che una copia del verbale è stata comunque consegnata all'effettivo trasgressore in occasione della contestazione immediata;

- l'infrazione non è stata immediatamente contestata (perchè ad esempio il veicolo viaggiava a forte velocità) e non sono indicate le motivazioni specifiche della mancata contestazione;

- non c'è corrispondenza tra il numero di targa riportato nel verbale e quello della propria auto;

- i dati anagrafici del proprietario del veicolo non corrispondono a quelli indicati sul verbale di contravvenzione;

- l'infrazione è stata accerta da un ausiliario del traffico sprovvisto dei relativi poteri (ad es. l'ausiliario ha accertato una violazione per divieto di sota al di fuori delle strisce blu; leggi in proposito "Multe degli ausiliari del traffico: quando è possibile fare ricorso");

- l'infrazione è stata elevata nei confronti di un soggetto che nel momento in cui è stata commessa la violazione aveva regolarmente venduto il veicolo o semplicemente non ne era in possesso perchè oggetto di furto solo pochi giorni prima. In questi casi è chiaro che occorrerà produrre della documentazione a supporto di questi tesi: il certificato che attesta il passaggio di proprietà al PRA, la denuncia di furto effettuata in Questura, ecc.;

- il veicolo nel momento in cui è stata rilevata l'infrazione si trovava in un altro luogo. In questo caso è necessario allegare ogni documento che possa avvalorare questa versione dei fatti: una dichiarazione del meccanico, una ricevuta del telepass, ecc. (leggi "Multa in un luogo dove non siete mai stati: come comportarsi?")

- il conducente si trovava in una situazione di emergenza. Ad esempio è stata elevata una infrazione per eccesso di velocità, ma il trasgressore trasportava un ferito grave all'ospedale. Anche in questo caso occorre produrre degli elementi di prova: certificato del pronto soccorso, ecc.

- la notifica del verbale di accertamento presenta delle chiare irregolarità: ad esempio in assenza del destinatario è stato consegnato ad un parente non convivente oppure agli eredi del trasgressore o del proprietario del veicolo (ricordiamo che la sanzione si estingue con la morte della persona interessata). Leggi anche "Notifica verbale: cosa accade se il destinatario è assente";

- la notifica è avvenuta chiaramente oltre i termini (90 giorni). Leggi in proposito "Notifica multa: come si calcolano i 90 giorni".

Ricorso al Prefetto: quando NON conviene presentarlo

Come detto il Prefetto si limita più che altro a valutare il ricorso sulla base della validità formale, dunque è preferibile questa via solo quando la nullità del verbale appare evidente e lampante.

Se il motivo del ricorso, invece, riguarda questioni di merito o legate comunque ad una interpretazione delle norme del codice della strada, allora è preferibile un ricorso al Giudice di Pace. Così presentare un ricorso al Prefetto sostenendo ad esempio che nel luogo in cui è stata rilevata l'infrazione non era presente un'adeguata segnaletica (il cartello stradale era coperto dalla vegetazione o era parzialmente girato), oppure che l'autovelox ai tempi dell'infrazione non era preventivamente segnalato o non era ben visibile, oppure "che non si è d'accordo con l'interpretazione data dal poliziotto alla propria manovra", presenta non pochi rischi visto che tutto quanto dovrà poi essere adeguatamente dimostrato.

In generale non conviene presentare ricorso al Prefetto quando la sanzione è di importo elevato.

Su una cosa non vi è alcun dubbio: quando si presenta un ricorso al Prefetto, ma lo spesso vale nel caso in cui ci si rivolga al Giudice di Pace, non ci si può limitare a sostenere che la "versione dei fatti prodotta dall'agente di polizia non corrisponde al vero". Devi sapere, infatti, che quanto attestato dal pubblico ufficiale fa piena prova fino a querela di falso.

Ricorso al Prefetto: mai con il preavviso di accertamento

Devi sapere che il foglietto giallo, rosa o bianco che l'agente ha posizionato sotto il tergicristallo della tua auto non costituisce un verbale di contravvenzione, ma solo un preavviso di accertamento di infrazione che tuttavia ti consente di pagare l'importo della sanzione senza l'aggravio delle spese di accertamento e notifica.

Il verbale di contravvenzione vero e proprio ti sarà recapitato a casa mediante raccomandata a/r una volta che quell'avviso non risulterà pagato nei tempi indicati sull'avviso stesso. A quel punto, come detto, all'importo della sanzione si sommeranno le spese di notifica (10-15 €). Naturalmente le multe per infrazioni al Codice della Strada sono valide anche se il vigile non lascia il preavviso sul parabrezza del veicolo multato.

In ogni caso sappi che il preavviso di accertamento di infrazione non è opponibile, ma solo contro il verbale di contravvenzione, notificato al domicilio o contestato immediatamente e consegnato a mano, puoi presentare alternativamente ricorso al Prefetto (ex art. 203 C.d.S.) o al Giudice di pace (ex art. 204 C.d.S.). Occorre precisare che ai fini del ricorso è necessario non aver pagato la multa oggetto di contestazione.

Ricorso al Prefetto: chi può presentarlo

Il ricorso può essere presentato dal conducente che ha materialmente commesso l'infrazione, identificato al momento della contestazione immediata, oppure dal proprietario del veicolo, nel caso in cui la contestazione venga fatta in un secondo momento.

Se si tratta di un auto a noleggio, la multa sarà in prima battuta notificata al proprietario del veicolo, ossia all’azienda di noleggio. Questa poi comunicherà i dati dell’effettivo conducente al momento dell’infrazione all'autorità verbalizzante, al fine di consentire a quest'ultima di rinotificare il verbale all’effettivo trasgressore, che a quel punto potrà proporre ricorso del Prefetto.

Lo stesso discorso può essere fatto nel caso in cui il veicolo sia in leasing.

Se il verbale viene notificato sia al proprietario che al conducente/trasgressore, entrambi potranno proporre ricorso al Prefetto, eventualmente anche in maniera autonoma. Il conducente, invece, dovrà proporre ricorso insieme al proprietario del veicolo se la notifica è avvenuta esclusivamente nei confronti di quest'ultimo.

Ricorso al Prefetto: i dati del conducente vanno comunque comunicati?

In generale se non vi è stata contestazione immediata e la multa comporta anche la decurtazione dei punti dalla patente, è necessario che il destinatario del verbale comunichi i dati di chi era alla guida al momento in cui è stata commessa l'infrazione. Se non lo fa o lo comunica oltre i tempi previsti (60 giorni), il soggetto subirà una nuova sanzione ai sensi dell'articolo 126bis del Codice della Strada. A nulla servirà sostenere di averlo dimenticato o che per via dell'eccessivo tempo trascorso non si è in grado di ricordare chi era alla guida in quel momento (leggi "Comunicazione dati conducente: ecco perchè va fatta").

Ma se si presenta ricorso al Prefetto, occorre comunque comunicare i dati del conducente? C'è da dire che nella giurisprudenza si registrano pareri contrastanti. Il nostro consiglio è di inviare tale comunicazione in ogni caso, dunque anche nel caso in cui si presenti ricorso al Prefetto, proprio per evitare di incorrere in una sanzione molto più onerosa.

Ricorso al Prefetto: il termine da rispettare

Il ricorso va presentato alla Prefettura della Provincia ove l'infrazione è stata accertata oppure presso l'organo accertatore (ad esempio Vigili urbani, Polizia stradale ecc.), tramite lettera raccomandata con ricevuta di ritorno (alcune Prefetture accettano il ricorso anche tramite PEC - Posta Elettronica Certificata) entro 60 gg. dalla data di notifica del verbale di contravvenzione, in altri termini dalla data della consegna del portalettere o del ritiro presso l'ufficio postale nel caso sia stata rilasciata nella cassetta della posta l'avviso di giacenza. Se il ritiro del plico alle poste avviene dopo il 10° giorno, il decorre in ogni caso a partire dall’11° giorno.

Se l'infrazione è stata contestata nell'immediato da una pattuglia di polizia, i 60 giorni decorrono da tale giorno. Le domeniche e le festività si computano nel termine.

Per il rispetto dei termini fa fede il timbro postale di invio della raccomandata.

Ricorso al Prefetto: mancato rispetto del termine

Cosa accade se non si propone ricorso al Prefetto nel termine stabilito, ma non viene neppure pagata la sanzione? In questo caso il verbale costituisce un titolo esecutivo, ossia un titolo che consente all'autorità che lo ha emesso di effettuare, attraverso l’ufficiale giudiziario, la cosiddetta “esecuzione forzata” nei confronti del destinatario della multa.

In particolare il titolo esecutivo ha un valore pari alla metà del massimo della sanzione amministrativa, oltre alle spese di procedimento. Per fare un esempio, se è stato contestato il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza, per il quale il Codice della Strada prevede una sanzione amministrativa da 80 euro a 323 euro, il verbale costituirà titolo esecutivo per un importo pari a 161,50 euro più le spese di procedimento.

Ricorso al Prefetto: la modulistica da utilizzare

Se intendi proporre ricorso direttamente al Prefetto devi scaricare e compilare questo specifico modello di ricorso diretto al Prefetto contro verbale di contravvenzione. Se, invece, il ricorso al Prefetto vuoi indirizzarlo direttamente all'organo accertatore devi utilizzare questo modello di ricorso al Prefetto tramite organo accertatore.

Su Moduli.it trovi anche i seguenti moduli:

- modulo di ricorso al Prefetto per multa su corsia preferenziale;
- modulo di ricorso al Prefetto per multa su strisce blu in assenza di ticket;
- modulo di ricorso al Prefetto per multa elevata da ausiliare al traffico;

Non è ammissibile il ricorso presentato da persona che non risulti destinataria di contestazione immediata o di notificazione del verbale di accertamento, ovvero che non sia il conducente accertato al momento della violazione né il proprietario del veicolo.

Nei casi in cui il verbale sia manifestamente errato, si può richiedere espressamente, nel ricorso, di essere ascoltati di persona dal Prefetto. Va detto, tuttavia, che l'ordinanza del Prefetto resta valida anche nel caso in cui questi non abbia ritenuto necessario convocare il ricorrente.

Alla richiesta il ricorrente deve allegare copia del verbale di contravvenzione, unitamente alla sua relazione di notifica o alla busta in cui era contenuto (al fine di dimostrare il giorno di ricezione) e ogni altra eventuale documentazione comprovante i motivi del ricorso (fotografie, denunce di furto, certificati passaggio di proprietà, ecc.).

Ricorda, infine, che il modulo di ricorso al Prefetto va firmato in originale.

Una volta aver predisposto il tutto, non resta che presentarlo direttamente agli uffici della Prefettura, avendo cura di farti rilasciare una ricevuta di avvenuta consegna. In alternativa puoi inoltrare il ricorso mediante raccomandata con ricevuta di ritorno.

Come già detto, puoi anche ricorrere alla Posta Elettronica Certificata (PEC), utilizzando l'indirizzo riportato sul verbale o presente sul sito della Prefettura. In questo caso, tuttavia, dovrai aver cura di rispettare le seguenti indicazioni, pena l'inammissibilità del ricorso stesso:
- la PEC deve essere intestata a te, ossia al ricorrente;
- il ricorso deve essere firmato digitalmente dal titolare della PEC.

Se non hai utilizzato la PEC, il consiglio è di conservare una copia del ricorso cartaceo con la relativa ricevuta di ritorno della raccomandata per un periodo di almeno 5 anni.

Ricorso al Prefetto: tempi per la conclusione del procedimento

Nel momento in cui riceve il ricorso, il Prefetto ai fini dell'istruttoria trasmette l'intera documentazione, nel termine massimo di 30 giorni (comma 1bis art. 203 CdS), all'ufficio o comando che ha elevato la multa.

L'organo accertatore, a sua volta, è tenuto a ritrasmettere gli atti al Prefetto nell'arco dei 60 giorni successivi (comma 2 art. 203 CdS).

A questo punto il Prefetto ha 120 giorni per decidere se accogliere o respingere il ricorso (comma 1 art. 204 CdS). Se accoglie il ricorso emetterà ordinanza di archiviazione degli atti, informando l'organo accertatore, il quale ne darà notizia al ricorrente.

Se lo respinge ordinerà di pagare la multa, il cui ammontare è pari almeno al doppio di quanto dovuto in partenza (più le spese di notifica), così come previsto dall'articolo 204 del Codice della Strada. Non raddoppia, invece, la sanzione amministrativa accessoria (decurtazione dei punti della patente).

E’ importante sottolineare che tutti i termini di cui ai commi 1-bis (30 gg.) e 2 dell'articolo 203 (60 gg.) e al comma 1 dell'art. 204 (120 gg.) si cumulano tra loro ai fini dell'adozione dell'ordinanza-ingiunzione nei termini di legge. Detto in altri termini il Prefetto ha 210 giorni di tempo per emettere il provvedimento, che si riducono a 180 giorni se il ricorso avviene per il tramite dell'organo di polizia (vengono in pratica sottratti i 30 giorni di invio della pratica dal Prefetto all'organo accertatore). Come già detto entrambi questi termini decorrono dalla data di ricezione degli atti da parte del Prefetto.

I termini sopra indicati restano sospesi se il ricorrente chiede di essere ascolta di persona dal Prefetto. In particolare la sospensione parte dal giorno in cui il ricorrente riceve la convocazione, fino al giorno fissato per lo svolgimento dell'audizione (anche in caso di mancata presentazione del ricorrente).

Decorsi questi termini senza che sia stata adottata l’ordinanza da parte del Prefetto, il ricorso si intende accolto (si applica il principio del silenzio assenso).

In caso di rigetto del ricorso, l'ingiunzione di pagamento del Prefetto a pagare la multa, dovrà poi essere notificata entro 90 giorni dalla sua emissione. Nel caso in cui questo temine non venga rispettato, si potrà proporre ricorso davanti al Giudice di pace.

Chiaramente sarà possibile ricorrere al Giudice di pace anche contro il provvedimento del Prefetto. In questo caso il secondo ricorso va presentato entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento del Prefetto. Questo il modulo di ricorso al Giudice di Pace contro ordinanza-ingiunzione del Prefetto.

Su moduli trovi anche:
- modulo di ricorso contro ordinanza di ingiunzione pagamento multa del Prefetto;
- modulo di ricorso contro ordinanza-ingiunzione del Prefetto per multa pagata;

Pro e contro di un ricorso al Prefetto

Concludiamo questo articolo proponendoti una sintesi di quelli che secondo noi costituiscono i pro e i contro di un ricorso al Prefetto.

PRO

- il ricorso al Prefetto può essere presentato su carta semplice, non ci sono versamenti da effettuare o marche da bollo da applicare. Dunque nessun costo per il ricorrente;
- il Prefetto ha l'obbligo di fornire una risposta entro un certo termine (210 giorni o 180 giorni), superato il quale il ricorso si intende automaticamente accolto. In considerazione delle lungaggini burocratiche tipiche della nostra Pubblica Amministrazione, è facile che si possa verificare un mancato rispetto dei tempi da parte del Prefetto;
- non richiede la partecipazione a udienze;
- contro l'ordinanza del Prefetto si può sempre proporre ricorso al Giudice di Pace.

CONTRO

- in caso di rigetto il Prefetto ordinerà di pagare la multa, il cui ammontare è pari almeno al doppio di quanto dovuto in partenza (più le spese e la notifica);
- non garantisce l’imparzialità e il rispetto del contraddittorio come accade con il ricorso al Giudice di Pace.

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50177 - Ernesto
05/09/2017
Salve, ho ricevuto un verbale per mancato grattino (ma era esposto visibilmente) dopo 2 mesi ho ancora il grattino del giorno in questione e di tutti i giorni che ho parcheggiato in quella zona (ho lavorato saltuariamente e posso confermarlo tramite ricevuta inail). Ho qualche possibiltà di non pagare questa multa? Grazie

49918 - Redazione
12/07/2017
Stefano, la cosa appare decisamente insensata ... ma più che il ricorso al Prefetto le consigliamo il ricorso in autotutela.

49914 - Stefano
12/07/2017
Sono un NCC. Ho inoltrato al comune di Milano i documenti per la circolazione nelle corsie riservate ai mezzi pubblici nel 2014. Ho sempre circolato senza problemi. Nel mese di Giugno 2017 mi sono arrivati 7 verbali per aver circolato nelle predette corsie. Ho rimandato la solita richiesta corredata dei soliti documenti e il corpo di polizia urbana mi ha risposto che avrebbe reinserito i miei dati dal giorno del loro ricevimento, ma per i verbali non possono annullarli e occorre proporre ricorso. E' una cosa sensata?

49853 - Redazione
04/07/2017
Giovanni, le consigliamo di recarsi presso il comando di polizia municipale del luogo e con la documentazione in suo possesso spiegare l'accaduto.

49836 - Giovanni
03/07/2017
Salve, volevo sapere se posso fare qualcosa in merito a un mio ingresso dentro l'area C a Milano non avendo diritto all'accesso visto che il mio veicolo è un euro4 diesel senza FAP. Mi sono accorto dopo essere andato al pronto soccorso in via pace, 9 che si trova all'interno dell'area C. Potrei dimostrare il tutto con referto medico. Vi ringrazio anticipatamente della risposta in merito.

49576 - Redazione
05/06/2017
Davide, ha ragione. La contestazione immediata con conseguente rilascio del verbale non può essere eseguita solo nei casi in cui il trasgressore non è presente nel momento in cui gli agenti rilevano l’infrazione, oppure quando l’illecito viene accertato con mezzi che non permettono l’immediato arresto del veicolo. Non ci sembra che nel suo caso si sia verificato l'uno o l'altro. L'agente di polizia non ha la facoltà di decidere se contestare immediatamente l’infrazione oppure no: se può farlo, ed è questo il suo caso, deve farlo. Il fatto di non avere la modulistica al seguito non è una giustifazione contemplata dalla legge.

49548 - Davide
01/06/2017
Buongiorno, un poliziotto fuori servizio mi contesta un divieto di sosta chiedendomi documenti e mi trattiene fino all'arrivò di due pattuglie di suoi colleghi da lui chiamate per farmi il verbale, salvo poi dirmi che il verbale non potevano farlo perché non avevano la modulistica con loro e che il verbale sarebbe stato spedito a casa. Io vorrei contestare non tanto la multa per divieto di sosta, ma le spese di notifica, che non ritengo giusto pagare a causa di un mancato rilascio di un verbale solo a loro imputabile.

49443 - Redazione
23/05/2017
Vincenzo, temiamo che non ci siano molte possibilità di un accoglimento del ricorso. Il rischio tra l'altro nel caso specifico è quello di vedersi anche raddoppiare la sanzione.

49430 - vincenzo r.
22/05/2017
Buongiorno, sono entrato a Milano nella zona ZTL ho comprato il tagliando dell'Area C ho telefonato e parlato con l'operatore ma ho comunicato il numero di targa sbagliato (anche se solo di una lettera). Mi sono arrivati 2 verbali per "non aver provveduto al pagamento della tariffa prevista". ho inviato email ai vigili di Milano chiedendo l'archiviazione dei verbali comunicando i numeri dei tagliandi. Solo con la loro risposta mi è stato chiaro di aver sbagliato a comunicare la targa. L'istanza non può essere accolta. Se presento ricorso al Prefetto (per il GdP sono già scaduti i termini), secondo voi, posso avere qualche possibilità di non pagare queste 2 multe (95 euro cad)?. Grazie

49245 - Redazione
08/05/2017
Enzo, è opportuno acquisire prima la documentazione a supporto della sua tesi.

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