Tassa sui rifiuti: rispondiamo alle vostre domande

tari, tassa sui rifiuti

Torniamo a parlare della TARI, la tassa che serve a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Come abbia precisato nell'articolo "Tassa sui rifiuti: esenzioni, riduzioni, agevolazioni e modelli", il presupposto impositivo della TARI (che insieme ad IMU e TASI va a comporre l'Imposta Unica Comunale - IUC) è il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo (dunque non solo a titolo di proprietà, ma anche di usufrutto, locazione, comodato od altro) di fabbricati, compresa l'abitazione principale e le pertinenze della stessa, di aree scoperte (ad es. distributori carburanti, banchi di vendita all'aperto), nonché di aree fabbricabili, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani.

Attenzione, non è necessario che i locali e le aree vengano effettivamente utilizzati, ma è sufficiente che risultino predisposti all'uso. Si considerano predisposti all'uso quelle abitazioni dotate di almeno un'utenza attiva ai servizi di rete (acqua, energia elettrica o gas) o di arredamento o presso le quali - secondo le risultanze dell'anagrafe - risulti residente un nucleo famigliare, oppure quei locali e aree per i quali è stata rilasciata licenza o autorizzazione per l'esercizio di attività.

Sull'argomento siamo tornati di recente parlando dei casi in cui è possibile chiedere all'amministrazione comunale la disdetta della Tari, specificando anche le modalità con cui avanzare l'eventuale richiesta (leggi "Disdetta tassa rifiuti: quando e come richiederla"). In questo articolo invece abbiamo pensato di raccogliere le domande più comuni, naturalmente sul tema Tari, rivolte dagli utenti alla nostra redazione e raggruppate per categoria con le relative risposte. L'intento è fornirti un aiuto immediato su una problematica ricorrente di cui già esiste la soluzione.

Prima di procedere con l'elenco delle domande e delle risposte, ci corre l'obbligo di precisare che ciascuna amministrazione approva sulla Tari un proprio regolamento, che integra la disciplina legislativa della tassa secondo i criteri fissati dalla legge. Tale regolamento, in particolare, contiene le disposizioni per la definizione dei criteri e dei meccanismi per la determinazione del tributo, dei casi di esenzione e riduzione, delle agevolazioni previste per la raccolta differenziata e via discorrendo. Dunque il nostro invito è quello di fare comunque riferimento al regolamento vigente nel proprio comune e nel caso in cui permangano dei dubbi di non esitare a contattare i relativi uffici.

Chi paga la Tari

D - Io e i miei fratelli siamo comproprietari di un immobile che ci è stato lasciato in eredità da nostro padre: possiamo intestarci separatamente la TARI, ciascuno per la propria quota?

R - Purtroppo non è possibile. Nel caso specifico uno di voi dovrà assumersi l’onere di presentare all'Ufficio tributi del comune la dichiarazione TARI a nome proprio e per conto di tutti gli altri. Nel modello oltre a riportare il suo nome, quale dichiarante, dovrà specificare i nomi di tutti gli altri comproprietari. Così facendo il Comune invierà l'avviso di pagamento al solo dichiarante, mentre gli altri comproprietari risponderanno in solido del pagamento della Tari. Questo significa che nel caso in cui il dichiarante non provvedesse al pagamento, il Comune sarebbe autorizzato ad intentare le azioni di recupero nei confronti degli altri comproprietari.

D - Il servizio di gestione dei rifiuti, sebbene istituito e attivato, non viene svolto nella mia zona di residenza (o di esercizio dell’attività). Sono tenuto ugualmente al pagamento della TARI?

R - Premesso che si tratta di una grave violazione delle prescrizioni del contratto di servizio, se il servizio non viene svolto o se si verifica una interruzione del servizio superiore ai 30 giorni, il tributo è dovuto nella misura del 20% della tariffa applicabile. Tuttavia per beneficiare di questa tariffa minima è necessario inviare una diffida scritta al gestore del servizio. Su Moduli.it è possibile scaricare gratuitamente un fac simile di esposto per mancata o carente gestione del servizio di raccolta, trasporto e smaltimento rifiuti. Normalmente gli effetti hanno decorrenza dal primo giorno del mese successivo alla data di ricevimento della comunicazione e/o diffida. E' bene ricordare che l'interruzione temporanea del servizio di raccolta e gestione dei rifiuti per motivi sindacali o per imprevedibili impedimenti organizzativi non comporta l'esonero della tariffa.

D - Siamo degli studenti ed abbiamo preso in affitto assieme un appartamento: possiamo intestarci separatamente la TARI, ciascuno per una parte?

R – No, non è possibile. Uno degli studenti dovrà presentare in Comune la dichiarazione ai fini TARI, con la conseguenza che sarà lui a figurare quale soggetto passivo del tributo e, dunque, sarà lui che dovrà provvedere materialmente al versamento dell'imposta. Chiaramente lo stesso potrà poi rivalersi nei confronti di tutti gli altri ed esigere le quote di spettanza di ciascuno. Ma c’è di più. Nel presentare la dichiarazione, lo studente prescelto dovrà indicare gli altri coinquilini nella parte del modello relativa ai componenti, ai fini della determinazione della categoria tariffaria. Questo è un aspetto importante in quanto costoro risponderanno in solido del pagamento del tributo. Resta inteso che nel caso in cui il contratto di locazione abbia una durata inferiore a sei mesi nel corso del medesimo anno solare, gli inquilini non dovranno fare nulla, in quanto la TARI è dovuta dal proprietario dell'abitazione.

D - Io non produco rifiuti, perché per impegni di lavoro sono costantemente fuori città oppure … perché quella casa l’ho ereditata e di fatto non la uso .. quindi non voglio pagare la TARI.

R - Purtroppo non è possibile. La TARI è stata istituita per finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. La mancata utilizzazione del servizio di gestione dei rifiuti da parte dell'utente non comporta l'esonero dal tributo. Tuttavia in alcuni casi il cittadino può essere esentato dal pagamento oppure godere di riduzioni. Per maggiori informazioni rimandiamo alla lettura dell'articolo "Tassa sui rifiuti: esenzioni, riduzioni, agevolazioni e modelli".

I presupposti della Tari

D - Ci sono superfici che non risultano essere soggette alla TARI?

R - Si, sono quelle superfici che non possono produrre rifiuti o che non ne producono in misura apprezzabile per la loro natura o per l'uso al quale sono destinate. Ad esempio per quanto riguarda le utenze domestiche non sono soggetti alla TARI:
- le abitazioni prive di mobilio ed utenze attive (acqua, gas, internet, luce, telefono);
- i balconi e le terrazze scoperte;
- i posti auto scoperti, i cortili, i giardini ed i parchi;
- le aree comuni condominiali come androni, scale, ascensori, stenditoi, ecc.;
- le unità immobiliari per le quali sono stati rilasciati atti abilitativi per restauro, risanamento conservativo o ristrutturazione edilizia (limitatamente al periodo dalla data di inizio dei lavori fino alla data di inizio dell’occupazione).

Con riferimento, invece, alle utenze non domestiche non sono soggetti alla TARI:
- i locali privi di arredi ed utenze attive;
- i locali per i quali non si ritiene compatibile la presenza di persone: celle frigorifere, silos, locali di essicazione e stagionatura senza lavorazione, ecc.;
- le superfici destinate al solo esercizio di attività sportiva;
- i locali adibiti a sale espositive di musei e pinacoteche;
- le aree scoperte adibite in via esclusiva al transito o alla sosta gratuita dei veicoli;
- le unità immobiliari per le quali sono stati rilasciati atti abilitativi per restauro, risanamento conservativo o ristrutturazione edilizia.
- le superfici agricole produttive di paglia, sfalci e potature nonché di altro materiale agricolo o forestale naturale utilizzato in agricoltura o nella selvicoltura quali legnaie, fienili e simili depositi agricoli;
- le superfici adibite all’allevamento di animali;
- le superfici delle attività produttive ove si formano, in via continuativa e nettamente prevalente, rifiuti speciali e/o pericolosi.

D - Nella mia abitazione svolgo l'attività di avvocato. Pago la Tari come utenza domestica o non domestica?

R - Nel suo caso ai fini Tari le saranno applicate due diverse tariffe: in particolare per la stanza dove svolge la sua professione le sarà applicata la tariffa dell'utenza non domestica corrispondente, mentre per il resto dell’abitazione la tariffa sarà quella delle utenze domestiche. Perché questo si verifichi è necessario che in sede di dichiarazione Tari, lei riporti la sua situazione sull’apposito modello, specificando le superfici destinate rispettivamente all'abitazione e all’attività professionale.

D - Il locale da me detenuto risulta vuoto e inutilizzato, per questo motivo non intendo pagare la Tari

R - Si considerano soggetti al pagamento della tassa tutti i locali predisposti all’uso anche se di fatto non utilizzati. A tal fine l’arredo, le attrezzature e l’attivazione anche di uno solo dei pubblici servizi di erogazione del gas, acqua, energia elettrica è condizione sufficiente a far presumere la detenzione o conduzione dell’immobile. Dunque se non vuole pagare la Tari deve portare via il mobilio e disdire tutte le utenze. Tuttavia le abitazione tenute a disposizione vuote, ma con il mobilio e/o anche una sola delle utenze attive fruiscono di una specifica agevolazione.

D - Ho preso in affitto (oppure acquistato) un garage: devo pagare la Tari come utenza domestica o come utenza non domestica?

R - Dipende se lei possiede o meno altre utenze abitative nel Comune. Da regolamento infatti le cantine, i solai e le autorimesse condotti da una persona fisica priva di utenze abitative nel Comune si considerano e vengono tariffate come utenze domestiche. Mentre i medesimi locali si considerano e vengono tariffati come utenze non domestiche se condotti da una persona fisica con utenze abitative nel Comune.

D - Nei paraggi della mia abitazione non ci sono cassonetti per il conferimento dei rifiuti organici e indifferenziati, tanto da essere costretto ogni giorno ad utilizzare l'auto. Per questo motivo non intendo pagare la Tari.

R - Il tributo è dovuto per intero nelle zone in cui è effettuata la raccolta dei rifiuti. Si considerano ubicati in zone servite tutti quelle abitazioni che distano non oltre una certa distanza dal più vicino punto di raccolta. Tale distanza è stabilita dal regolamento comunale e può essere ad esempio di 200, 300 oppure 500 metri. Nel caso di aree private la distanza dal punto di raccolta dei rifiuti si calcola a partire dal loro confine con aree e strade pubbliche. Per le utenze ubicate fuori dalla zona servita, il tributo può subire una riduzione anche del 70-80% in funzione della distanza registrata. Per richiedere l'applicazione di questriduzione, occorre inoltrare una specifica istanza al Comune. Questo il fac simile di dichiarazione per zone non servite che puoi utilizzare.

La tariffa della Tari

D - Mio figlio, pur risultando residente nella mia famiglia a Pescara, in realtà studia a Bologna: posso toglierlo dal numero dei componenti il nucleo familiare ai fini della TARI?

R - Purtroppo no. I membri del nucleo familiare temporaneamente domiciliati altrove sono considerati presenti nella famiglia anagrafica ai fini della TARI e le eccezioni sono soltanto quelle tassativamente previste dal regolamento. Il principio è questo: suo figlio ha la propria residenza anagrafica a Pescara, ma di fatto vive a Bologna dove studia, dunque è una persona che si sposta continuamente da un Comune all'altro e quindi è giusto che paghi la TARI in entrambi i Comuni. Per essere escluso dal nucleo famigliare e dunque trarne beneficio in termini di Tari, suo figlio dovrebbe trasferire la propria residenza da Pescara a Bologna.

D - Mio padre ha una badante in casa. Va conteggiata anche lei ai fini del calcolo della Tari?

R – Sì va conteggiata. In particolare se la badante è presente nel nucleo familiare anagrafico allora non occorre far nulla, in quanto l’amministrazione ne tiene già conto ai fini del calcolo della tariffa. Se al contrario la badante non fa parte del nucleo familiare anagrafico, ma dimora presso l’abitazione di suo padre per almeno sei mesi nell’anno solare, allora occorre dichiararlo ai fini dell'attribuzione del numero dei componenti per il calcolo della tariffa.

D - Nel mio nucleo familiare anagrafico è presente ancora mio marito, che in realtà si è trasferito nell’abitazione di un’altra donna. E’ possibile non prenderlo in considerazione ai fini Tari?

R - Certamente si. Tuttavia poiché il numero degli occupanti ai fini TARI è per regolamento, e salvo talune eccezioni, quello dei componenti il nucleo familiare risultante dall'Anagrafe Comunale, è necessario che lei si rivolga all'Ufficio Anagrafe del Comune e richieda la variazione anagrafica.

Documenti correlati



50298 - Redazione
15/09/2017
Giovanni, per il calcolo della Tari si tiene conto di più elementi: tipologia di immobile, superficie calpestabile dell’immobile, componenti del nucleo familiare. Dunque avere due o 5 componenti all'interno del nucleo familiare non è la stessa cosa ai fini del calcolo del tributo. Le tariffe TARI 2017 sono state approvate con delibera del Consiglio Comunale n. 5 del 30 gennaio 2017

50278 - Giovanni M.
13/09/2017
Da quasi un anno e mezzo mia figlia non fa più parte del nucleo familiare avendo cambiato residenza x cui siamo rimasti in due persone (io e mia moglie). Abbiamo diritto ad una riduzione della tari e se si' di quanto? Grazie M. Giovanni Milano

49985 - giorgio
20/07/2017
Sono il custode di uno stabile, sono obbligato???? a pagare il servizio di nettezza urbana dell'allogio di servizio, faccio presente che gia pago la tariffa in un altro comune dove ho la residenza.

49884 - Roberto
08/07/2017
Mia suocera (89 anni) è residente a Milano ma da Aprile 2017 è stata ricoverata, in modo permanente, in Casa di Riposo ad Arese (MI). Gli spetta qualche esenzione per la TARI?

48945 - Redazione
05/04/2017
Antonio, in teoria la diffusione della raccolta diferenziata dovrebbe avere un impatto non solo sull'ambiente ma anche sulle tariffe (riducendole), ciò detto ogni amministrazione ha una sua politica.

48938 - Redazione
05/04/2017
Michele, la tariffa va pagata per ogni singolo fabbricato.

48932 - antonio
05/04/2017
Nel mio comune viene effettuata una articolata raccolta differenziata (umido, carta, plastica, vetro, lattine). Pertanto il cd. "residuo secco" risulta molto modesto (depongo circa un sacchetto ogni tre settimane). Ciò nonostante l'importo della TARI è costantemente aumentato e risulta di notevole consistenza. E' legittimo tutto ciò? Grazie per l'attenzione

48926 - riky
05/04/2017
E' possibile non pagare la tassa sulle tasse. Xke la tassa sui rifiuti è una tassa sentenza passata in giudicato dalla suprema corte

48925 - Massimo
04/04/2017
Agli inizi del 2014 sono andato a vivere in affitto in un appartamento. Mi sono recato presso gli uffici comunali per la comunicazione. Mi fecero compilare un modulo ove dovevo indicare i mq della casa e le persone che vi abitavano. Chiesi come mi dovevo comportare per il pagamento e mi risposero che dovevo attendere comunicazioni. Dopo 3 anni mi é arrivata dal comune di napoli una multa per non aver pagato la tari per il 2014. Come mi devo comportare?

48918 - Michele R.
04/04/2017
Un contribuente con più fabbricati (tutti ad uso domestico) paga la tariffa variabile più volte per ogni fabbricato o solo una volta per l'unica tipologia di occupazione (domestica)?

Lascia un commento
Attenzione: prima di inviare una domanda, controlla se è già presente una risposta ad un quesito simile.

I pareri espressi in forma gratuita dalla redazione di Moduli.it non costituiscono un parere di tipo professionale o legale. Per una consulenza specifica è sempre necessario rivolgersi ad un professionista debitamente qualificato.

Obbligatorio
Non verrà pubblicata