Abrogato il voucher babysitting o asilo nido per lavoratrici autonome

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Dal 2017 la possibilità di usufruire dei voucher asilo nido era stata estesa anche alle mamme imprenditrici, professioniste o più in generale alle lavoratrici autonome. Nello specifico le mamme potevano utilizzare il "Libretto Famiglia" per pagare le babysitter oppure potevano richiedere il contributo destinato al pagamento della retta dell’asilo nido. Abbiamo utilizzato i verbi al passato non a caso, visto che l'Inps ha comunicato che il voucher babysitter non è stato prorogato per il 2019. Questo significa che potranno beneficiare del contributo solo coloro aveva già presentato domanda.

Voucher per asilo nido: chi poteva richiederli

In un primo momento i voucher babysitting e asilo nido potevano essere richiesti dalle lavoratrici dipendenti del settore pubblico o privato e dalle lavoratrici iscritte alla Gestione Separata (in questa categoria rientrano anche le libere professioniste). Successivamente furono estesi anche alle lavoratrici autonome, quindi anche alle imprenditrici. Gli unici requisiti che le mamme dovevano possedere erano legati ai congedi di maternità previsti dall’Inps, nello specifico:

  • le mamme lavoratrici, per poter richiedere i voucher asilo nido e babysitter, dovevano presentare la domanda entro gli 11 mesi successivi alla conclusione del congedo obbligatorio di maternità;
  • al momento della presentazione della domanda le mamme lavoratrici non devono aver fruito dell’intero congedo parentale, altrimenti detto maternità facoltativa.

Il voucher asilo nido, messo a disposizione dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, era una forma di sostegno dedicata alle lavoratrici che consisteva in un contributo mensile di 600 euro. La durata dell’erogazione di tale bonus variava in relazione al tipo di impiego della lavoratrice: ad esempio le dipendenti nel settore pubblico o privato ricevevano il contributo per una durata di 6 mesi, mentre le libere professioniste potevano fruire del voucher asilo nido per una durata di 3 mesi.

Chiaramente, la somma assegnata alle lavoratrici per il pagamento dei servizi di babysitting o asilo nido variava anche in base al tipo di contratto e alle ore di lavoro. Il voucher di 600 euro era destinato alle lavoratrici full time, mentre chi lavorava part time riceverà un contributo di importo proporzionalmente ridotto.

Qualora sussistevano i requisiti che abbiamo appena elencato, la lavoratrice poteva usufruire dei voucher babysitting o asilo nido anche per più figli, producendo una domanda diversa per ciascuno di essi. Le mamme lavoratrici che godevano dell’esenzione totale dal pagamento dei servizi pubblici (o privati convenzionati) per l’infanzia non potevano chiaramente richiedere i voucher asilo nido, così come erano escluse dal beneficio le lavoratrici che ricevevano ulteriori bonus dal Fondo per le Politiche relative ai diritti e alle Pari Opportunità. 

Voucher asilo nido Inps: come veniva erogato il contributo

A differenza del contributo destinato ai servizi di baby sitting, che veniva erogato mediante il cosiddetto "Libretto Famiglia", il contributo per gli asili nido veniva pagato direttamente alla struttura scelta dalla madre, a patto che questa fosse presente nell’elenco pubblicato sul sito ufficiale dell’Inps www.inps.it. In più, per ricevere il contributo, la lavoratrice doveva produrre e consegnare nella sede Inps più vicina:
- la richiesta di pagamento;
- il modello di delegazione liberatoria;
- la dichiarazione di utilizzo del contributo economico.

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