Occupazione spazio comune condominiale: modello di diffida

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Descrizione

Fac simile con cui il condominio, nella persona del suo amministratore, diffida un condomino a provvedere allo sgombro immediato di tutti gli oggetti di sua proprietà posti illegittimamente nel vano condominiale, dal momento che ciò comporta un notevole pregiudizio a tutti i condomini. L'occupazione illegittima di spazi comuni costituisce una delle cause delle liti condominiali.

Appropriazione di parti comuni condominiali: quando si verifica

Una simile situazione si verifica ogni qual volta il singolo condomino occupa uno spazio condominiale in modo tale da impedire agli altri di farne parimenti uso.

Già perché tutti i condomini hanno un uguale diritto di uso delle parti comuni, indipendentemente dalla quota millesimale posseduta o dalla percentuale di contribuzione alle spese condominiali.

Facciamo qualche esempio. Il condomino deve provvedere alla ristrutturazione della propria abitazione, ma finisce per occupare l'intero cortile con sacchi in cemento, attrezzature e utensili vari per l'edilizia; oppure il condomino usa riporre le bici a sua disposizione sul pianerottolo del proprio appartamento, impedendo di fatto ai vicini di accedere comodamente al vano ascensore; oppure il condomino è solito parcheggiare la propria auto nel cortile comune che al contrario è adibito al solo passaggio (leggi la scheda sul "divieto di parcheggio in area condominiale").

Chiaramente l'utilizzo dei beni comuni è regolato dalle norme del regolamento condominiale. Dunque è importante che il singolo condomino si attenga scrupolosamente alle disposizioni in esso contenute e più in generale utilizzi le parti comuni rispettando la loro normale destinazione d'uso così da non pregiudicarne l'utilizzo da parte degli altri condomini. 

Occupazione spazio comune condominiale: chi fa la diffida

L'art. 1130 del Codice Civile stabilisce che è l'amministratore di condominio la persona tenuta a disciplinare l'uso delle cose comuni e la fruizione dei servizi nell'interesse comune, in modo che ciascuno possa goderne nel migliore dei modi e soprattutto senza alcuna limitazione.

Nel caso in cui si arrivi a giudizio è lo stesso amministratore a rappresentare i singoli condomini, senza che sia neppure necessaria una specifica autorizzazione assembleare.

Dunque se il condomino o i condomini intendono agire nei confronti del vicino di casa, devono rivolgersi all'amministratore il quale, dopo aver constatato la situazione e aver richiamato verbalmente (ma senza successo) il condomino, provvede ad inoltrargli una diffida scritta.

Con la lettera l'amministratore è tenuto a specificare che il comportamento tenuto dal condomino è da considerarsi illegittimo (ad es. occupa in modo permanente con svariati oggetti un vano di proprietà comune a tutto il condominio posto al vano solaio dello stabile), che ciò comporta un notevole pregiudizio a tutti gli altri condomini e che per questi motivi è tenuto a provvedere allo sgombro immediato di tutti gli oggetti di sua proprietà posti nel vano condominiale.

Sulla lettera si specifica, infine, che in difetto di riscontro e perdurando l’occupazione senza titolo, il condominio si riterrà libero di procedere nelle più opportune sedi giudiziarie per ottenere la liberazione delle suddetta unità immobiliare e l’integrale risarcimento dei danni subiti e subendi.

E' opportuno che la lettera di diffida sia inoltrata a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, in modo da consentire di provare la data del ricevimento.

Tags:  condominio

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