Rimborso ticket sanitario: quando e come richiederlo

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Per una buona parte delle prestazioni fornite dal Servizio sanitario pubblico, come visite specialistiche ed esami di diagnostica strumentale (radiografie, ecografie, scintigrafie, analisi cliniche di varia natura) e di laboratorio (esami epatici, esami immunoematologici, metabolitici, ormonali, renali, prostatici, ecc.), prestazioni di pronto soccorso con codici bianchi (non urgenti) e non seguite da ricovero e cure termali, è previsto il pagamento di un ticket, un contributo con cui il cittadino partecipa al costo delle prestazioni sanitarie di cui usufruisce. Ma cosa accade se per una qualche ragione non usufruisci della prestazione? E se hai pagato il ticket pur non essendone tenuto? In questi casi hai diritto oppure no al rimborso ticket sanitario?

Ticket sanitario: per quali prestazioni non è dovuto

Abbiamo specificato in premessa le prestazioni per le quali è previsto il pagamento del ticket sanitario. Si tratta in particolare di prestazioni sanitarie incluse nei cosiddetti Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), definiti con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 12 gennaio 2017.

Tuttavia ci sono determinate prestazioni a carico del Servizio Sanitario Nazionale che non prevedono il versamento di alcun contributo da parte del cittadino. Ci riferiamo in particolare:
- agli esami di diagnostica strumentale e di laboratorio e alle altre prestazioni di assistenza specialistica effettuate ad esempio per la diagnosi precoce del tumore del seno (mammografia), del collo dell'utero (Pap test) o del colon-retto (esame delle feci ed eventualmente colonscopia);
- agli esami di diagnostica strumentale e di laboratorio che si rendessero necessarie ad esempio in presenza di una potenziale epidemia (gli esami su coloro che entrano o sono entrati in contatto con persone affette da meningite); 
- alle prestazioni sanitarie ricevute dal paziente nel corso di un ricovero ospedaliero (l’elettrocardiogramma, la radiografia, ecc.);
- agli alimenti destinati a particolari categorie di soggetti (es. alimenti senza glutine alle persone affette da celiachia) e ai dispositivi medici per persone affette da diabete (misuratori della glicemia, iniettori insulinici, ecc.);
- alle protesi e agli ausili tecnologici destinati alle persone con disabilità.

Il ticket non è previsto altresì per le prestazioni finalizzate:
- alla tutela della maternità (prima visita ginecologica, prelievo sangue venoso, ecografia ginecologica, ecc.);
- all'avviamento al lavoro derivanti dagli obblighi di legge;
- alla prevenzione della diffusione dell’infezione da HIV;
- alla promozione di donazioni del sangue, organi e tessuti, midollo osseo, limitatamente alle prestazioni connesse alle attività di donazione;
- alla prevenzione della diffusione di patologie infettive (vaccinazioni).

Ticket sanitario: a quanto ammonta

L'entità del ticket varia a seconda della regione italiana dove ci si trova e a seconda della prestazione richiesta dal cittadino-paziente. Va detto comunque che il ticket non può essere superiore alla soglia di 36,15 € per ricetta. Sono esclusi chiaramente coloro che godono del diritto di esenzione.

A questa somma può aggiungersi una ulteriore tariffa la cui determinazione è lasciata alle singole Regioni. Tale quota aggiuntiva può essere fissa (ad es. 10 euro per ogni ricetta) o variabile, in funzione cioè del tipo di prestazione, della situazione familiare e reddituale del paziente, delle sue condizioni di salute, ecc.

Una stessa ricetta può contenere al massimo otto prestazioni della stessa branca specialistica. Fanno eccezione le prestazioni di terapia fisica riabilitativa.

Ticket sanitario: chi ne è esente

Come abbiamo visto ci sono molte prestazioni sanitarie che risultano esenti dal pagamento del ticket, indipendentemente dalla condizione sociale, economica e sanitaria dell'assistito. Per contro ci sono forme di esenzione dal ticket sanitario che sono legate non alla specifica prestazione di cui si beneficia, ma alle condizioni particolari in cui versa l'assistito. Così godono dell'esenzione ticket sanitario coloro che:
- versano in particolari situazioni di reddito associate all’età o alla condizione sociale;
- risultano affette da determinate patologie (croniche o rare);
- risultano invalide.

Abbiamo affrontato il tema con l'articolo "Esenzione ticket sanitario: requisiti e modalità di richiesta", dunque se desideri approfondirlo non ti resta che dedicare cinque minuti del tuo tempo alla sua lettura.

Ticket pronto soccorso

Sono soggetti al pagamento del ticket i pazienti che si rivolgono al pronto soccorso e le cui visite vengono identificate dall'infermiere con codice bianco, ossia non rivestono carattere d'urgenza. Tuttavia il ticket con codice bianco non deve essere corrisposto se il paziente subito dopo la visita viene ricoverato in ospedale. Per le visite identificate con codice "verde" (paziente poco critico), "giallo" (paziente mediamente critico) o "rosso" (paziente molto critico e in pericolo di vita) non si paga alcun ticket.

L'importo del ticket legato alle prestazioni di pronto soccorso varia da regione a regione. Per l'Emilia-Romagna, ad esempio, il ticket ammonta a 25 euro per la prima visita del medico di pronto soccorso, a cui si aggiunge un ulteriore ticket di 23 euro per ogni eventuale successiva visita di consulenza richiesta dal medico di Pronto soccorso. In Lombardia, invece, l'importo è fissato in 25 euro per la visita specialistica, comprese eventuali altre prestazioni diagnostiche-terapeutiche. La Regione Basilicata non prevede l'applicazione di alcun ticket per il pronto soccorso.

Sono esenti dal pagamento del ticket di pronto soccorso:
- i cittadini di età inferiore a 14 anni;
- i cittadini di età superiore a 65 anni;
- tutte le categorie esenti, indipendentemente dal motivo per cui ci si è rivolti al pronto soccorso;
- le prestazioni seguite da ricovero;
- le prestazioni effettuate a seguito di infortunio sul lavoro coperti da assicurazione INAIL;
- le prestazioni effettuate su richiesta degli organi di pubblica sicurezza o polizia giudiziaria;
- le prestazioni di pronto soccorso identificate con codice verde, giallo o rosso.

Ticket per i farmaci: qual'è l'importo

E’ da anni che a livello nazionale non dovrebbe essere più previsto il pagamento del ticket per l’acquisto di farmaci. Nel 2000, infatti, lo Stato aveva stabilito che determinati farmaci fossero totalmente gratuiti mentre altri fossero a pagamento (classe C).

Ma abbiamo utilizzato il condizionale non a caso. Già perché essendo la sanità gestita dalle singole regioni in autonomia e avendo le stesse accumulato negli anni disavanzi da capogiro, è accaduto che ciò che era uscito dalla porta è poi rientrato dalla finestra. Così la maggior parte delle Regioni ha deciso di introdurre sui farmaci di fascia A un ticket, che in genere consiste in una quota fissa per ricetta o per confezione. Il ticket non va versato, chiaramente, se si acquista il farmaco di tasca propria.

Le stesse Regioni hanno individuato alcune categorie o i soggetti esenti. Va anche detto per onor di cronaca che in alcune regioni per il ritiro di una confezione di medicinale dietro ricetta del servizio sanitario non è previsto il pagamento di alcun ticket.

A prescindere dalla corresponsione del ticket, se il cittadino chiede espressamente il medicinale “di marca” invece del “generico” o “equivalente”, sarà tenuto al pagamento della differenza tra il prezzo del farmaco acquistato ed il prezzo del farmaco equivalente.

Nella pagina di Federfama (www.federfarma.it/Ticket-Regionali.aspx), la Federazione Nazionale unitaria dei titolari di farmacia, è possibile conoscere l'incidenza del ticket sulla spesa farmaceutica. In alternativa è possibile consultare i siti delle Regioni o chiedere informazioni alla propria Azienda sanitaria locale (Asl). Ti segnaliamo anche questa pagina del sito del Ministero della Saluta, che contiene una serie di link alle sezioni dei siti regionali contenenti informazioni su ticket ed esenzioni. In questa pagina, invece, puoi trovare l'elenco e i riferimenti delle Aziende Sanitarie Locali regione per regione.

In quali casi si può chiedere il rimborso del ticket sanitario

Cosa accade se dopo aver prenotato una ecografia o un esame di laboratorio e aver regolarmente corrisposto il ticket, si verifica un qualsiasi evento (ad es. una malattia, un appuntamento di lavoro, ecc.) che ti impedisce di presentarti il giorno dell'appuntamento? In questi casi hai diritto oppure no al rimborso ticket sanitario?

La risposta è si, a patto però di aver disdetto la prenotazione entro i tempi e con le modalità indicati sulla ricevuta di prenotazione che ti ha rilasciato il Cup. Già perchè sei libero di non presentarti ad una visita o ad un esame, ma devi obbligatoriamente comunicarne la disdetta. Tale comunicazione, in particolare, va inoltrata almeno due giorni lavorativi pieni prima della prenotazione (escludendo il giorno dell'appuntamento stesso). Ti consigliamo di conservare la notifica di avvenuta disdetta.

Se ti dimentichi di disdire la prenotazione o non lo fai nei termini stabiliti, non solo non avrai diritto al rimborso ticket sanitario ma stai certo che prima o poi ti verrà notificata anche una sanzione da parte della Asl. La lettera riporterà il codice della prenotazione, la data dell’appuntamento, l’entità della sanzione (può essere al massimo pari al costo del ticket della prestazione), le modalità di pagamento e le indicazioni per presentare eventuali giustificativi. La sanzione viene comminata anche se risulti esente per reddito, età e patologia.

Oltre che per motivi personali (disdetta), è possibile chiedere il rimborso parziale o totale del ticket sanitario nei seguenti casi:
- quando è stato effettuato un versamento per il quale l’Azienda USL ha riconosciuto un errore nella determinazione dell'importo;
- per mancata fruizione della prestazione per motivi organizzativi e/o tecnici imputabili alla struttura sanitaria;
- quando la prestazione è stata regolarmente erogata, ma l'utente è risultato esente (sulla ricetta non è stata trascritta dal medico un'esenzione già registrata al Distretto sanitario);
- quando il cittadino ha usufruito solo di parte delle prestazioni per le quali ha pagato il ticket;
- quando è stato rilevato un errore nella registrazione dei dati (omonimia, residenza, prestazione).

Rimborso ticket sanitario: cosa fare in caso di mancata disdetta prenotazione

Si è detto che in caso di mancata fruizione della prestazione per motivi personali, è possibile chiedere il rimborso ticket sanitario a condizione di comunicare la disdetta nei termini. Come dici, ti sei dimenticato di fare la comunicazione alla Asl o sei fuori tempo massimo per il fatto che l’appuntamento è fissato per domani? Niente paura, in questi casi talune Asl consentono ai propri pazienti di evitare l’applicazione della sanzione attraverso l’invio di una lettera con cui giustificare la mancata disdetta. Su Moduli.it puoi scaricare gratuitamente il fac simile di lettera giustificativa per mancata disdetta prenotazione prestazione sanitaria.

Queste le possibili cause giustificative: malattia, ricovero in ospedale, nascita di un figlio, calamità naturali, furto dell’auto, ecc. Ognuna di queste deve essere opportunamente documentata: certificato medico, certificato di nascita, denuncia di furto, ecc.

Talune Asl consentono di giustificare la mancata disdetta della prenotazione anche dopo la notifica della sanzione. In questo caso per evitare il pagamento e annullare la sanzione occorre trasmettere, entro 30 giorni dalla notifica, l'apposito modulo allegato al verbale ricevuto a casa.

Rimborso ticket sanitario: come richiederlo

Questo il fac simile per la richiesta di rimborso del ticket sanitario. Una volta compilato va trasmesso alla Direzione Amministrativa della struttura o all'ufficio cassa/CUP in cui è stato effettuato il pagamento, allegando l'originale del documento di pagamento del ticket.

Il cittadino può fare richiesta di rimborso entro 5 anni dalla data in cui è stato effetuato il pagamento iniziale.

Il rimborso può avvenire tramite bonifico bancario presso il conto corrente indicato dall'utente, presso il servizio di tesoreria dell'Azienda o tramite assegno di traenza non trasferibile da inviare all'indirizzo specificato dall'utente.

Rimborso ticket sanitario: documentazione da allegare

Nel caso in cui la domanda di rimborso ticket sanitario sia presentata da persona diversa dall’interessato, allegare la delega del diretto interessato e gli estremi di un documento di riconoscimento della persona delegata.

Qualora la prestazione sia a favore di un minore, il rimborso ticket sanitario può essere richiesto da un genitore oppure da chi ne ha la potestà, oppure da persona delegata dagli stessi.

Se il cittadino risulta esente, occorre allegare alla domanda di rimborso la certificazione sull’impegnativa da parte del sanitario del punto erogatore se si tratta di esenzione per patologia o esenzione parziale, oppure il certificato di esenzione rilasciato dalla Asl per gli altri casi di esenzione.

Infine nel caso ci sia stato un errore di prenotazione, ai fini del rimborso è opportuno allegare la lettera della Asl con cui la stessa riconosce il proprio errore nella prenotazione.

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51808 - Redazione
24/03/2018
Mario, per aver diritto all'effettiva esenzione (e quindi al rimborso) deve prima richiedere la tessera di esenzione: si tratta di un documento personale rilasciato dalla ASL territoriale a seguito di una valutazione della sua domanda. La tessera di esenzione nel suo caso riporterà il codice 048 (patologie neoplastiche), ma nelle generalità dei casi potrebbe riportare anche altri codici (C01, C02, C03, C04) a seconda delle patologie invalidanti.

51793 - Mario
20/03/2018
Buonasera a mia moglie è stata diagnosticato un tumore alla mammella. Già facendo il citologico siamo stati a Milano e abbiamo pagato tutte le visit; alla fine ci hanno fatto l'esenzione 048, posso chiedere il rimborso?

51633 - Redazione
24/02/2018
Tommaso, oggi può sicuramente chiedere l'esenzione. Per quanto riguarda la questione del rimborso, invece, consideri che molte Asl consentono di inoltrare la relativa richiesta entro 30 gg. dalla data prevista per l’erogazione della prestazione dal diretto interessato o da persona delegata.

51624 - Tommaso
23/02/2018
Buongiorno, nel 2015 sono stato operato per una neoplasia al testicolo sx, avrei diritto alle esenzione ticket 048 che non ho mai richiesto, adesso sto facendo altre visite per problemi analoghi. Posso richiedere l'esenzione oggi e richiedere il rimborso delle visite effettuate fino ad oggi??? Grazie. Attendo risposta

51555 - Redazione
16/02/2018
Mauro, se non ha ricevuto un responso dalle analisi a cause di precise responsabilità imputabili al personale sanitario (hanno rotto le provette come lei dice), è chiaro che lei ha il diritto di pretendere il rimborso di quanto pagato per prestazione non goduta. Non può invece pretendere di rifare le analisi facendo appello alla vecchia ricetta.

51531 - Mauro
13/02/2018
Salve, vorrei domandarvi se è possibile chiedere un rimborso parziale o totale per un ticket pagato per 3 valori di esami nel sangue, ma solo uno è stato eseguito, mentre gli altri due non sono pervenuti perchè hanno rotto le due provette. La spesa è anche irrisoria per assurdo, però primo mi hanno creato un "danno", nel senso che non ho potuto verificare in quel momento cosa potessi avere e come curarmi e secondo vorrei avere la possibilità di rifarli in un eventuale nuova richiesta da parte del mio medico curante senza dover ripagare di nuovo. Grazie

51369 - FRANCESCA D.
21/01/2018
Buongiorno il mio medico curante mi ha dato degli esami del sangue da fare, dai quali sono risultati sballati dei valori e per i quali sono stata indirizzata a fare ulteriori controlli che mi hanno portato a una visita specialistica finale nella quale mi è stata diagnosticata una patologia per la quale sarò esente. Posso richiedere il rimborso per gli esami fatti prima della visita? Grazie

51240 - Redazione
04/01/2018
Giovanna, purtroppo no.

51216 - GIOVANNA
02/01/2018
ho effettuato degli esami diagnostici regolarmente prescritti dal mio medico curante e paradossalmente per due esami dal costo complessivo di 2,84 € ne ho dovuto sborsare ben 12,84 €. E' accaduto in Puglia a causa della quota ricetta fissa che ammonta a 10€; in poche parole se avessi effettuato gli stessi esami diagnostici in un laboratorio privato avrei risparmiato ben 10€!!! E' possibile chiedere il rimborso dei 10€ dimostrando l'assurda imposizione?

50673 - Redazione
23/10/2017
Ludovica, si è così purtroppo.

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