Bonus caldaie 2018: ecco cosa cambia

ecobonus caldaie , ecobonus caldaie 2016

Siamo in pieno inverno e con l'ondata di gelo di questi ultimi giorni non si può certo correre il rischio di restare senza riscaldamento e acqua calda. Hai sottoposto la tua caldaia alle revisioni e manutenzioni di ogni anno, ma in occasione dell'ultima visita il tecnico che ti assiste ti ha consigliato caldamente di provvedere quanto prima alla sua sostituzione. Purtroppo si tratta di un impianto obsoleto e a lungo andare potrebbe diventare anche un pericolo per la tua stessa salute. In una simile circostanza potresti valutare l’ipotesi di una sua sostituzione con una caldaia più innovativa e dalla resa migliore, così da consentirti di risparmiare energia, abbattere il costo della bolletta e salvaguardare l’ambiente. Tra l’altro l’installazione di impianti di riscaldamento evoluti è fortemente incentivata dallo stato italiano attraverso la concessione di forti detrazioni fiscali da far valere in sede di dichiarazione dei redditi (leggi "Ecobonus 2018: spese, procedure e novità"). Ma vediamo in particolare in che cosa consiste il bonus caldaie e soprattutto quali sono le novità introdotte dalla Legge di Blancio 2018.

Bonus caldaie 2018

Se hai deciso di sostituire la caldaia o l'impianto di climatizzazione invernale della tua abitazione ti consigliamo di approfittare di questo momento. E' vero, rispetto allo scorso anno l'entità del beneficio fiscale per certi versi si è ridotta, ma resta pur sempre un bel risparmio per consumatori ed imprese. Devi sapere, infatti, che fino allo scorso anno la detrazione si attestava al 65%, poi la Legge di Bilancio 2018 ha previsto una riduzione del bonus fiscale non solo per le caldaie, ma anche per interventi rientranti nell'ecobonus ed esattamente per la sostituzione di serramenti ed infissi e l'installazione di schermature solari.

Ad essere precisi la riduzione della detrazione - dal 65% al 50% - non ha interessato tutte le caldaie, ma solo quelle a biomassa e a condensazione (con termoregolazione del calore) di Classe A o superiore. Invece per le nuove caldaie a condensazione di classe A o superiore dotate di sistemi di termoregolazione o domotica evoluti, la detrazione resta - sempre per gli acquisti effettuati a partire dal 1 Gennaio 2018 - pari al 65%. Il motivo di questa differenziazione? Semplicemente la necessità di agevolare unicamente quegli interventi che consentono un reale risparmio energetico.

Attenzione: per beneficiare della detrazione fiscale, di qualunque importo esso sia, vale il principio di cassa, ovvero fa fede non la data della sostituzione della caldaia, tantomeno quella della fattura bensì la data del bonifico. Questo significa che i pagamenti dovranno essere effettuati tutti entro e non oltre il 31.12.2018.

L’agevolazione fiscale consiste in una detrazione dall’Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche) o dall’Ires (Imposta sul reddito delle società), da ripartire in dieci rate annuali di pari importo. Chiaramente è possibile fruire dell’agevolazione nel limite dell’imposta annua derivante dalla dichiarazione dei redditi. In altri termini se l’importo della detrazione supera l’ammontare dell’imposta, la differenza non può essere chiesta a rimborso ("capienza fiscale"). Chiaramente la detrazione va inserita nella dichiarazione dei redditi presentata a partire dall’anno successivo a quello in cui è stata sostenuta la spesa, per intenderci nell'Unico o 730/2019.

C'è poi da aggiungere una ulteriore agevolazione oltre a quella della detrazione fiscale: ci riferiamo all'IVA agevolata al 10%.

Bonus caldaie 2018: per quali impianti

Il bonus caldaia 2018 è riconosciuto innanzitutto per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2018. La sua entità - come detto - varia in funzione del tipo di caldaia acquistata e in particolare:

- se si tratta di un impianto di climatizzazione invernale con impianto dotato di caldaia a biomassa oppure di caldaia a condensazione di classe energetica pari alla A o superiore, è riconosciuta una detrazione fiscale pari al 50% dell’importo entro il limite di 30.000 euro di spesa. Così se per una caldaia a biomassa, ossia alimentata a pellets, cippato o legna, spendi 6.500 euro, puoi portarti in detrazione per 10 anni dalla tua dichiarazione dei redditi l'importo di 325 euro (50% di 6.500 / 10). Il bonus caldaia non spetta se il nuovo impianto è di classe energetica B o inferiore;

- se si tratta, invece, di caldaie a condensazione di classe A o superiore dotate di sistemi di termoregolazione evoluti appartenenti alle classi V, VI oppure VIII e di impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, allora la detrazione sale al 65%. Anche in questo caso la percentuale di detrazione si applica ad un importo massimo di spesa di 30.000 euro.

Il nuovo generatore di calore a condensazione può essere ad aria o ad acqua.

Va detto che tra le spese detraibili è possibile considerare non solo l'acquisto dell'impianto, ma anche la sua posa in opera, lo smontaggio e la dismissione della vecchia caldaia e perfino le opere idrauliche e murarie necessarie.

Attenzione, si parla di sostituzione, integrale o parziale, di un impianto di climatizzazione invernale esistente, il che significa che non è agevolabile l’installazione di un sistema di climatizzazione invernale in un edificio che ne era sprovvisto. 

Bonus caldaie su edifici esistenti

Condizione indispensabile per fruire della detrazione è che la sostituzione dell’impianto sia eseguita su un edificio esistente, di qualunque categoria catastale, inclusi quelli utilizzati per l’attività d’impresa o professionale. La prova dell’esistenza dell’edificio può essere fornita dalla sua iscrizione in catasto o dalla richiesta di accatastamento, oppure dal pagamento dell’Imu, se dovuta. Non sono agevolabili, quindi, le spese effettuate in corso di costruzione dell’immobile.

Qualora si provvedesse all’installazione di un nuovo impianto centralizzato di climatizzazione invernale in un edificio in cui non tutti gli appartamenti hanno il riscaldamento, la detrazione non sarebbe riconosciuta sull’intera spesa bensì pro-quota sulla parte di spesa imputabile alle unità nelle quali tale impianto era presente.

Bonus caldaie: chi può usufruirne

Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti residenti e non residenti, anche se titolari di reddito d’impresa, che possiedono, a qualsiasi titolo, l’immobile oggetto di intervento. In particolare, sono ammessi all’agevolazione: persone fisiche, esercenti arti e professioni, società, associazioni tra professionisti, ecc..

I titolari di reddito d’impresa possono fruire della detrazione solo se i fabbricati sono utilizzati per l’esercizio dell’attività imprenditoriale.

Bonus caldaie 2018: adempimenti necessari

Va detto che per le caldaie a condensazione (e per le pompe di calore) di potenza inferiore a 100 kW non è necessaria l'asseverazione di un tecnico, visto che è sufficiente conservare il certificato del produttore della caldaia. Così come non è più richiesta la presentazione dell’attestato di qualificazione energetica.

Occorre invece trasmettere all'ENEA il cosiddetto "Allegato E", una scheda descrittiva relativa all'intervento effettuato. Tale operazione va effettuata entro i 90 giorni successivi alla fine dei lavori, come da collaudo delle opere. La trasmissione va fatta telematicamente attraverso il sito dell'ENEA. A tal proposito c'è da dire che nel momento in cui scriviamo, l'indirizzo http://finanziaria2018.enea.it per trasmettere i dati relativi agli interventi di riqualificazione energetica degli edifici conclusi a partire dal 1° gennaio 2018, non è ancora attivo (lo sarà a breve).

Per fruire dell’agevolazione fiscale, inoltre, non è necessario effettuare alcuna comunicazione preventiva nei confronti dell’Agenzia delle Entrate, del comune o della Asl.

A sostituzione avvenuta occorre innanzitutto farsi rilasciare la fattura che deve essere intestata al soggetto che fruisce della detrazione. Il bonifico va fatto utilizzando un apposito modello reperibile in ogni banca. In particolare nel modulo di bonifico devono risultare:
- causale del versamento “Intervento di risparmio energetico - detrazione 65% ai sensi dell'art. 1, comma 347 Legge 296/2006";
- codice fiscale del soggetto che paga;
- codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento;
- dati relativi alla fattura.

Al momento del pagamento (bonifico), da parte del contribuente che intende avvalersi della detrazione, le banche e le Poste Italiane devono operare una ritenuta a titolo di acconto dell’imposta sul reddito dovuta dall’impresa che effettua i lavori. Dal 1° gennaio 2015 la ritenuta è pari all’8%.

Tutta la documentazione dovrà essere conservata con cura perché potrebbe essere richiesta dagli uffici finanziari che controllano le dichiarazioni dei redditi. Ci riferiamo in particolare;

  • alla fattura relativa alla spesa sostenuta;
  • alla ricevuta di bonifico;
  • alla ricevuta dell’invio effettuato all’ENEA(codice CPID). Se invece si è provveduto alla spedizione postale, occorre conservare la ricevuta della raccomandata;
  • alle schede tecniche;
  • agli originali degli Allegati inviati all’ENEA firmati (dal tecnico e/o dal cliente).
Documenti correlati



49908 - paolo
11/07/2017
Desidero sapere se tra i professionisti abilitati alla compilazione della comunicazione all'Enea per le detrazioni fiscali sono contemplati anche i certificatori energetici. Ringrazio e attendo Vostra gentile risposta. Paolo

46941 - andrea p.
17/10/2016
Buongiorno se io acquisto una stufa a pellet per mia madre che abita presso un'altra abitazione posso recuperare in sede di dichiarazione dei redditi la detrazione decennale del 65%?