Detrazione fiscale caldaie: guida completa agli adempimenti

Come ogni anno hai sottoposto la tua caldaia a revisione e manutenzione, ma in occasione dell'ultima visita il tecnico che ti assiste ti ha consigliato caldamente di provvedere quanto prima alla sua sostituzione. Purtroppo si tratta di un impianto obsoleto e a lungo andare potrebbe diventare anche un pericolo per la tua stessa salute. In una simile circostanza potresti valutare l’ipotesi di una sua sostituzione con una caldaia più innovativa e dalla resa migliore, così da consentirti di risparmiare energia, abbattere il costo della bolletta, salvaguardare l’ambiente e perché no beneficiare del cosiddetto "bonus caldaia", una forma di detrazione fiscale da far valere in sede di dichiarazione dei redditi.

Bonus caldaie 2020: in che cosa consiste

L’agevolazione fiscale consiste in una detrazione dall’Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche) o dall’Ires (Imposta sul reddito delle società), da ripartire in dieci rate annuali di pari importo.

Chiaramente è possibile fruire dell’agevolazione nel limite dell’imposta annua derivante dalla dichiarazione dei redditi. In altri termini se l’importo della detrazione supera l’ammontare dell’imposta, la differenza non può essere chiesta a rimborso ("capienza fiscale").

La detrazione va inserita nella dichiarazione dei redditi presentata a partire dall’anno successivo a quello in cui è stata sostenuta la spesa, dunque per le spese sostenute nel corso di quest'anno nell'Unico o nel 730/2021 (redditi 2020).

C'è poi da aggiungere una ulteriore agevolazione oltre a quella della detrazione fiscale: ci riferiamo all'IVA agevolata al 10%.

A quanto ammonta la detrazione fiscale caldaie

Se hai deciso di sostituire la caldaia o l'impianto di climatizzazione invernale della tua abitazione ti consigliamo di approfittare di questo momento. E' vero, rispetto al passato l'entità del beneficio fiscale per certi versi si è ridotta, ma resta pur sempre un bel risparmio per consumatori ed imprese. 

Ad essere precisi la riduzione della detrazione - dal 65% al 50% - non ha interessato tutte le caldaie, ma solo quelle a biomassa e a condensazione (con termoregolazione del calore) di Classe A o superiore

Invece per le nuove caldaie a condensazione di classe A o superiore dotate di sistemi di termoregolazione o domotica evoluti di classe V, VI o VII, la detrazione resta - anche per gli acquisti effettuati a partire dal 1 Gennaio 2020 - pari al 65%. Il motivo di questa differenziazione? Semplicemente la necessità di agevolare unicamente quegli interventi che consentono un reale risparmio energetico.

Va detto che tra le spese detraibili è possibile considerare non solo l'acquisto dell'impianto, ma anche la sua posa in opera, lo smontaggio e la dismissione della vecchia caldaia e perfino le opere idrauliche e murarie necessarie.

Inoltre la detrazione fiscale è estesa all'acquisto delle valvole termostatiche di ultima generazione da collegare ai propri caloriferi

Ai fini della detrazione vale il principio di cassa

Per beneficiare della detrazione fiscale, di qualunque importo esso sia, vale il principio di cassa, ovvero fa fede non la data della sostituzione della caldaia, tantomeno quella della fattura bensì la data del bonifico. Questo significa che i pagamenti dovranno essere effettuati tutti entro e non oltre il 31.12.2020.

Detrazione fiscale caldaie: a quali impianti si applica?

Il bonus caldaia è riconosciuto innanzitutto per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2020. La sua entità - come detto - varia in funzione del tipo di caldaia acquistata e in particolare:

  • se si tratta di un impianto di climatizzazione invernale con impianto dotato di caldaia a biomassa oppure di caldaia a condensazione di classe energetica pari alla A o superiore, è riconosciuta una detrazione fiscale pari al 50% dell’importo entro il limite di 30.000 euro di spesa. Così se per una caldaia a biomassa, ossia alimentata a pellets, cippato o legna, spendi 6.500 euro, puoi portarti in detrazione per 10 anni dalla tua dichiarazione dei redditi l'importo di 325 euro (50% di 6.500 / 10). Il bonus caldaia non spetta se il nuovo impianto è di classe energetica B o inferiore;
  • se si tratta, invece, di caldaie a condensazione di classe A o superiore dotate di sistemi di termoregolazione evoluti appartenenti alle classi V, VI oppure VIII e di impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, allora la detrazione sale al 65%. Anche in questo caso la percentuale di detrazione si applica ad un importo massimo di spesa di 30.000 euro. Il nuovo generatore di calore a condensazione può essere ad aria o ad acqua.

Attenzione, si parla di sostituzione, integrale o parziale, di un impianto di climatizzazione invernale esistente, il che significa che non è agevolabile l’installazione di un sistema di climatizzazione invernale in un edificio che ne era sprovvisto. 

Bonus caldaie solo su edifici esistenti

Condizione indispensabile per fruire della detrazione è che la sostituzione dell’impianto sia eseguita su un edificio esistente, di qualunque categoria catastale, inclusi quelli utilizzati per l’attività d’impresa o professionale. La prova dell’esistenza dell’edificio può essere fornita dalla sua iscrizione in catasto o dalla richiesta di accatastamento, oppure dal pagamento dell’Imu, se dovuta. Non sono agevolabili, quindi, le spese effettuate in corso di costruzione dell’immobile.

Qualora si provvedesse all’installazione di un nuovo impianto centralizzato di climatizzazione invernale in un edificio in cui non tutti gli appartamenti hanno il riscaldamento, la detrazione non sarebbe riconosciuta sull’intera spesa bensì pro-quota sulla parte di spesa imputabile alle unità nelle quali tale impianto era presente.

Chi può beneficiare della detrazione sostituzione caldaia

Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti residenti e non residenti, anche se titolari di reddito d’impresa, che possiedono, a qualsiasi titolo, l’immobile oggetto di intervento. In particolare, sono ammessi all’agevolazione: persone fisiche, esercenti arti e professioni, società, associazioni tra professionisti, ecc..

I titolari di reddito d’impresa possono fruire della detrazione solo se i fabbricati sono utilizzati per l’esercizio dell’attività imprenditoriale.

Quali sono gli adempimenti da compiere

Va detto che per le caldaie a condensazione (e per le pompe di calore) di potenza inferiore a 100 kW non è necessaria l'asseverazione di un tecnico, visto che è sufficiente conservare il certificato del produttore della caldaia. Così come non è più richiesta la presentazione dell’attestato di qualificazione energetica.

Occorre invece trasmettere all'ENEA il cosiddetto "Allegato E", una scheda descrittiva relativa all'intervento effettuato. Tale operazione va effettuata entro i 90 giorni successivi alla fine dei lavori, come da collaudo delle opere. La trasmissione va fatta telematicamente attraverso il sito dell'ENEA (www.acs.enea.it).

Per fruire dell’agevolazione fiscale, inoltre, non è necessario effettuare alcuna comunicazione preventiva nei confronti dell’Agenzia delle Entrate, del comune o della Asl.

A sostituzione avvenuta occorre innanzitutto farsi rilasciare la fattura che deve essere intestata al soggetto che fruisce della detrazione. Il bonifico va fatto utilizzando un apposito modello reperibile in ogni banca. In particolare nel modulo di bonifico devono risultare:

  • causale del versamento “Intervento di risparmio energetico - detrazione 65% ai sensi dell'art. 1, comma 347 Legge 296/2006";
  • codice fiscale del soggetto che paga;
  • codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento;
  • dati relativi alla fattura.

Si parla in proposito di bonifico parlante. Al momento del pagamento (bonifico), da parte del contribuente che intende avvalersi della detrazione, le banche e le Poste Italiane devono operare una ritenuta a titolo di acconto dell’imposta sul reddito dovuta dall’impresa che effettua i lavori. Dal 1° gennaio 2015 la ritenuta è pari all’8%.

Tutta la documentazione dovrà essere conservata con cura perché potrebbe essere richiesta dagli uffici finanziari che controllano le dichiarazioni dei redditi. Ci riferiamo in particolare;

  • alla fattura relativa alla spesa sostenuta;
  • alla ricevuta di bonifico;
  • alla ricevuta dell’invio effettuato all’ENEA (codice CPID). Se invece si è provveduto alla spedizione postale, occorre conservare la ricevuta della raccomandata;
  • alle schede tecniche;
  • agli originali degli Allegati inviati all’ENEA firmati (dal tecnico e/o dal cliente).
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54307 - michele
22/06/2020
Salve, sono costretto ad installare nuovamente una caldaia a camera aperta perché la canna fumaria condominiale non è adatta a quelle a condensazione. posso ugualmente usufruire delle detrazioni fiscali? Se si, come? Grazie

53630 - Redazione
05/02/2020
Mariangela, se è disoccupata dobbiamo presumere che non presenti alcuna dichiarazione. In una situazione simile non può recuperare il bonus fiscale previsto dal Governo.

53620 - Mariangela
04/02/2020
Salve, una casalinga disoccupata può ottenere il "rimborso" sulla dichiarazione dei redditi?

49908 - paolo
11/07/2017
Desidero sapere se tra i professionisti abilitati alla compilazione della comunicazione all'Enea per le detrazioni fiscali sono contemplati anche i certificatori energetici. Ringrazio e attendo Vostra gentile risposta. Paolo

46941 - andrea p.
17/10/2016
Buongiorno se io acquisto una stufa a pellet per mia madre che abita presso un'altra abitazione posso recuperare in sede di dichiarazione dei redditi la detrazione decennale del 65%?


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