Bonus Nido 2020: requisiti e modalità di richiesta dell'assegno

Il Bonus Nido - confermato dall'ultima Legge di Bilancio - è un contributo pensato per tutte quelle famiglie che iscrivono i propri figli ad un asilo nido, pubblico o privato che sia, o che necessitano di assistenza domiciliare per il fatto di avere bambini affetti da gravi patologie croniche. In questo articolo vedremo quali sono i requisiti da soddisfare per godere di questa agevolazione, a quanto ammonta, come presentare la domanda.

Bonus Nido 2020: cos’è

Il Bonus Nido è un’agevolazione concessa alle famiglie residenti in Italia che

  • sostengono il pagamento delle rette per la frequenza di asili nido pubblici e privati o che
  • richiedono assistenza domiciliare per il fatto di avere bambini con meno di 3 anni affetti da gravi patologie croniche.

In pratica il bonus nido altro è un assegno che le famiglie possono spendere per pagare le rette dei nidi pubblici e privati autorizzati o le spese dei servizi assistenziali domiciliari. 

Ricordiamo che nel 2020 sarà possibile richiedere sia il Bonus Nido Inps che il Bonus Mamma Domani, quest'ultimo concepito per aiutare le mamme in stato di gravidanza che si trovano a sostenere non poche spese per visite, esami dignostici e prodotti per la prima infanzia.

A quanto ammonta il bonus

Il bonus nido nel 2019 era stato innalzato da 1.000 a 1.500 euro. Con l'ultima legge di bilancio si è stabilito di graduare il contributo in base al valore dell'ISEE della famiglia del minore. In particolare sono stati fissati i seguenti importi:

  • 3.000 euro per i nuclei familiari con ISEE (minorenni) di valore fino a 25.000 euro;
  • 2.500 euro per i nuclei familiari con ISEE (minorenni) di valore compreso da 25.001 e 40.000 euro;
  • 1.500 euro per i nuclei familiari con ISEE (minorenni) di valore superiore a 40.000 euro.

Bonus Nido senza limiti di reddito: come funziona

Il bonus nido viene pagato direttamente dall’Inps al genitore che lo richiede per:

CONTRIBUTO ASILO NIDO

In questo caso il bonus, che serve a pagare le rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati autorizzati, è parametrato alle 11 mensilità, mentre la sua erogazione avviene con cadenza mensile.

Il contributo mensile erogato dall’Istituto non potrà mai superare l’importo della retta, dunque se il genitore paga meno (ad es. 50 €) del bonus spettante (ad es. 60 €), potrà al massimo ricevere 50 euro.

Come si è fatto cenno, gli asili nido privati devono essere "autorizzati", ossia devono avere ottenuto il benestare dall'amministrazione comunale all’apertura e al funzionamento. Questo significa che gli asili nido privati devono essere in possesso di tutti i requisiti tecnico-strutturali, igienico-sanitari, pedagogici e di qualità previsti dalle leggi vigenti nei confronti di quelle strutture che svolgono servizi educativi per l'infanzia.

Di conseguenza non sarà possibile ricevere il bonus nido se si iscrive il proprio figlio a strutture come il pre-scuola, la ludoteca, gli spazi gioco e così via. Dunque il genitore che compila la domanda di accesso al bonus, deve tra le altre cose riportare anche gli estremi del provvedimento autorizzativo rilasciato alla struttura alla quale si è rivolta per il proprio figlio.

Cosa importante, il bonus nido non è cumulabile con la detrazione fiscale del 19% prevista per la frequenza asili nido (leggi il post sulla detrazione spese scolastiche).

CONTRIBUTO DI ASSISTENZA DOMICILIARE

In questo caso il contributo serve per beneficiare di un supporto assistenziale presso la propria abitazione dal momento che il proprio figlio, affetto da una grave patologia cronica, non è nelle condizioni di frequentare l’asilo nido. A tal fine è importante che il pediatra di libera scelta rilasci un apposito attestato.

A differenza del contributo asilo nido, in questo caso l'importo spettante viene erogato in un'unica soluzione direttamente al genitore richiedente.

Anche in questo caso l’importo massimo erogabile è in funzione del valore dell'ISEE. Nel prossimo paragrafo vedremo quali requisiti occorre soddisfare per fruire di questo beneficio.

Bonus Nido 2020: chi ne ha diritto

Il contributo per pagare la retta dei nidi pubblici e privati o il sostegno domestico per i bambini con patologie gravi spetta a tutte le famiglie che:

  • sono in possesso della cittadinanza italiana oppure di uno Stato dell’Unione Europea. Se il richiedente è un cittadino extracomunitario, occorre il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, ovvero una delle carte di soggiorno per familiari extracomunitari di cittadini dell’Unione Europea previste dagli artt. 10 e 17 del D.Lgs. n.30/2007. I cittadini italiani sono equiparati i cittadini stranieri aventi lo status di rifugiato politico o lo status di protezione sussidiaria;
  • sono residenti in Italia;
  • sostengono personalmente il pagamento della retta all’asilo nido;
  • coabitano con il figlio ed hanno dimora abituale nello stesso Comune (ciò nel caso in cui richieda il bonus "assistenza domiciliare").

Nel caso in cui sia presente un legale rappresentante, tali requisiti devono essere, comunque, posseduti dal genitore minorenne o incapace.

Tutti i requisiti devono essere posseduti alla data di presentazione della domanda. In caso di adozioni o affidamenti preadottivi verrà presa in considerazione la data più favorevole tra il provvedimento di adozione e la data di ingresso in famiglia del minore.

Bonus Nido: quando e come richiederlo

Le domande vanno presentate esclusivamente in via telematica. Per accedere alla sezione “Servizi Online” dell’Inps è necessario disporre del Pin Inps dispositivo.

In presenza di un legale rappresentante (perchè ad esempio il genitore avente diritto è un minorenne o una persona incapace di agire) il PIN Inps viene attribuito al richiedente, ma fisicamente rilasciato al legale rappresentante, che in questo modo potrà effettuare l’accesso al sistema con i dati identificativi del richiedente e procedere alla presentazione della domanda con i dati dello stesso.

Chi ne fosse in possesso potrebbe utilizzare anche le credenziali SPID.

Se non sei capace o non hai i mezzi per utilizzare la piattaforma online, puoi farti assistere da patronati e intermediari autorizzati. Ti ricordiamo che in quest'ultimo caso l'assistenza è totalmente gratuita.

Chiaramente nella compilazione della domanda occorre precisare quale delle due agevolazioni intendi richiedere:

  • asilo nido;
  • assistenza domiciliare.

Vediamo cosa occorre specificare ed allegare nell'uno e nell'altro caso.

Domanda per il contributo "asilo nido"

Se quale genitore richiedi il contributo previsto per il pagamento delle rette dell'asilo nido, dovrai specificare il periodo di frequenza scolastica.

Al momento della presentazione della domanda, devi indicare il periodo di frequenza scolastica (tra Gennaio e Dicembre 2020) per il quale intendi ottenere il beneficio. Se richiedi il bonus per un certo periodo (ad es. Gennaio - Giugno) e poi chiedi una integrazione (ad es. da Settembre a Dicembre), sei tenuto a presentare una nuova domanda anche se il bonus si riferisce allo stesso minore.

Alla domanda devi allegare la ricevuta che attesta il pagamento almeno della retta relativa al primo mese di frequenza. La prova del pagamento potrai fornirla attraverso una ricevuta, una quietanza di pagamento, una fattura quietanzata, un bollettino bancario o postale oppure attraverso una attestazione del datore di lavoro o dell’asilo nido circa l’avvenuto pagamento. Qualora si tratti di un asilo nido pubblico che prevede il pagamento delle rette in via posticipata, come documentazione sostitutiva puoi presentare la graduatoria da cui risulta la presenza del bambino.

Le ricevute di pagamento delle rette relative ai mesi successivi dovrai trasmetterle entro la fine del mese di riferimento (dunque la retta di Febbraio va trasmessa entro il 28 dello stesso mese, quella di Marzo entro il 31 del mese e così via). In ogni caso è previsto un termine ultimo che è quello del 31 Gennaio 2021 (per gli asili pubblici il 1 Aprile 2021). Chiaramente prima alleghi la ricevuta e prima ottieni il rimborso.

A partire da quest'anno è possibile inviare i documenti di spesa necessari per ottenere il rimborso anche tramite l’App "Inps Mobile". A tal fine sarà sufficiente allegare una semplice fotografia dell’attestazione di pagamento. La App è scaricabile dagli store ufficiali su dispositivi mobili con sistemi Apple e Android.

Ricordiamo che la documentazione attestante la spesa sostenuta dovrà riportare:

  • la denominazione e la Partita Iva dell’asilo nido;
  • il CF del minore;
  • il mese di riferimento;
  • gli estremi del pagamento;
  • il nominativo del genitore che sostiene l’onere della retta.

Domanda per il contributo "assistenza domiciliare"

Se invece intendi richiedere una forma di assistenza presso la tua abitazione perché tuo figlio non ha la possibilità di frequentare l’asilo nido in quanto affetto da una grave patologia cronica, allora devi procurarti ed allegare alla domanda l’attestazione rilasciata dal pediatra sulla base di idonea documentazione.

L’Inps nella sua circolare tiene a rimarcare che l’impossibilità di frequentare l’asilo nido deve dipendere solo da una condizione di salute, per di più grave e cronica, e non può mai essere riconducibile ad aspetti organizzativi dell’asilo nido eventualmente prescelto.

L’attestazione rilasciata dal pediatra deve:

  • contenere i dati anagrafici del minore (data di nascita, città, indirizzo e n. civico di residenza dello stesso);
  • attestare la impossibilità di frequentare l’asilo nido per l’intero anno solare di riferimento, in ragione di una grave patologia cronica.

Come viene pagato il bonus nido

Le modalità con le quali ricevere l’assegno sono:

  • bonifico domiciliato
  • accredito su conto corrente bancario o postale
  • libretto postale o carta prepagata con IBAN.

Ad erogare gli importi spettanti è, come detto, l'Inps.

Chiaramente il mezzo di pagamento prescelto deve essere intestato al richiedente. Nel caso in cui quest’ultimo sia minorenne o incapace di agire, la domanda deve essere presentata dal legale rappresentante in nome e per conto dell’avente diritto; il mezzo di pagamento prescelto dev’essere comunque intestato a quest’ultimo (minorenne o incapace di agire).

Chi sceglie l’accredito su un conto corrente con Iban è tenuto a presentare anche il mod. SR163 (“Richiesta di pagamento delle prestazioni a sostegno del reddito”), a meno che tale modello non sia stato già presentato all’INPS in occasione di altre domande di prestazione.

Il modello SR163 serve a verificare la corrispondenza tra l’Iban indicato nella domanda di bonus nido e la titolarità del conto a cui l’Iban stesso si riferisce. Per questo motivo nel modello SR163 vanno riportati:

  • il codice fiscale del richiedente;
  • la modalità di pagamento scelta;
  • i dati di riferimento della banca o delle Poste;
  • il codice Iban.

Il tutto con tanto di data, timbro e firma del funzionario del competente Ufficio postale o della Banca.

Quando si perde il bonus nido

Se richiedi il bonus nido ricorda di confermare ad ogni mensilità, nello stesso momento in cui alleghi le ricevute di pagamento della retta, che i requisiti sono rimasti gli stessi rispetto a quanto dichiarato nella domanda.

L’Inps nel momento in cui viene a conoscenza di un evento che causa la decadenza dal bonus (perdita della cittadinanza, decesso del genitore richiedente, decadenza dall’esercizio della responsabilità genitoriale, affidamento esclusivo del minore al genitore che non ha presentato la domanda, affidamento del minore a terzi), provvede - a partire dal mese successivo - ad interrompere l’erogazione dell’assegno.

In questi casi nulla impedisce ad un altro soggetto di subentrare al genitore che aveva fatto domanda del bonus nido, ma è necessario che:

  • per quest’ultimo siano soddisfatti i requisiti di legge fin dalla data di presentazione della prima domanda;
  • la richiesta di subentro venga avanzata entro 90 giorni dal verificarsi di una delle cause di decadenza.
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