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Denuncia fake: in quali casi è possibile rivolgersi alla Polizia Postale

Oggi con l'emergenza Coronavirus si è assistito ad un vero e proprio boom di notizie false, esagerate o tendenziose. In realtà le bufale o fake news ci sono sempre state, ciò che è mutato nel tempo è soltanto la capacità di propagazione di certe notizie, conseguenza questa della diffusione di Internet ed in modo particolare dei social. Ma come riconoscere una bufala? Come comportarsi di fronte a certe notizie? Quali sono le condizioni affinché si possa sporgere una denuncia fake alla Polizia Postale?

Fake news: traduzione

Fake news è un termine inglese che è possibile tradurre in italiano con “notizie false”. Sul web ce ne sono milioni, alcune rappresentano delle vere e proprie storielle, inventate di sana pianta, altre invece riportano fatti inventanti ancorati, però, ad episodi reali. In Italia siamo soliti chiamarle “bufale”, anche se con queste ultime tendiamo generalmente ad identificare notizie totalmente false e inverosimili per antonomasia, mentre le fake news potrebbero essere parzialmente vere o parzialmente verosimili.

Fake news: perché ci sono

Scrivere che le fake news sono notizie false non basta, non è abbastanza. In realtà, diversi esperti in comunicazione digitale e giornalismo assimilano alle fake news anche tutta quella serie di notizie dai contenuti tendenziosi e ingannevoli, che si basano sull’interpretazione distorta della realtà e di quanto accaduto. Ti sembrerà banale, ma la stessa notizia può essere scritta in un migliaio di modi differenti e dunque generare altrettante interpretazioni, da parte di chi legge. Talvolta, basta alzare un poco i toni e scrivere qualche titolo sensazionalistico per distorcere il contenuto originale che sta alla base della notizia.

Come scritto in premessa le fake news sono sempre esistite. Nel 1500 a Roma c’era l’usanza di diffondere notizie (per lo più false) sui personaggi politici del tempo, scrivendole su foglietti poi diffusi tra la folla o affissi sulle statue della città. Si chiamavano “Pasquinate” ed avevano il medesimo scopo di oggi: quello di generare scompiglio e manipolare le coscienze dei soggetti più deboli.

Oggi possiamo etichettare le fake news come notizie false, fuorvianti, non oggettive o non complete, che provengono da fonti non accreditate e che hanno come unico obiettivo quello di alterare la realtà dei fatti e modificare o comunque confondere le opinioni che si hanno verso un certo argomento o verso un certo personaggio. In sintesi l'obiettivo delle fake news è quello di diffondere disinformazione.

C'è da aggiungere che oggi la pubblicazione di contenuti falsi e tendenziosi è approdata in rete, si è estesa a macchia d’olio ed è stata aggravata dal mercato dei click.

Chi diffonde fake news, infatti, molte volte lo fa per ottenere visualizzazioni, dalle quali ricava un guadagno, non di certo per condividere informazioni e generare conoscenza e apprendimento. Ora capisci a cosa servono quei titoli altisonanti, scritti in stampatello e accompagnati da fotografie esplicite? L’obiettivo è quello di farti cliccare sul link e leggere l’articolo, poco importa se al suo interno manchi una reale notizia oppure se quanto scritto provenga dalla più fervida delle fantasie.

Ma le fake news vengono diffuse anche con il preciso intento di generare terrore o indignazione, di incitare all’odio razziale, religioso e sessuale.

Segnaliamo altresì che in alcuni casi il fenomeno delle fake news può correlarsi con quello del phishing. Proprio in questi giorni è stata rilevata una nuova truffa che sfrutta la campagna vaccinale contro il Coronavirus. In buona sostanza ai soggetti appena sottoposti a vaccinazione viene inviato un SMS apparentemente proveniente dalla Regione Lazio e contenente un link ad un sito malevolo, che induce a fornire i propri dati personali e bancari in cambio dell'ottenimento di un buono spesa, denominato “Lazio Christmas”.

Spesso e volentieri le fake news possono perfino avere l'obiettivo di alterare l’andamento delle quotazioni azionarie: la comunicazione di una finta proposta di Opa, oppure la diffusione di un avviso di garanzia nei confronti dell'amministrazione di una holding quotata in borsa, ecc.

Fake news: alcuni esempi

Di esempi potremmo farne tanti. Dalla storia degli alligatori che vivono nelle fogne di New York alla notizia secondo cui i Testimoni di Geova sono contrari al vaccino, dalla notizia della gomma da masticare che se ingoiata impiega 7 anni per essere digerita a quella della donna che partorisce a 101 anni.

Il fenomeno si è talmente esteso negli ultimi anni che parallelamente sono nati portali che hanno come preciso intento quello di smascherare le bufale online. Uno di questi è Bufale.net (www.bufale.net), un blog che ha come obiettivo quello di "capire se una notizia è alterata, falsa, presentata in maniera diversa...insomma una BUFALA". In particolare sul blog è presente la sezione "The Black List", la lista nera dei siti che hanno pubblicato bufale o fatto disinformazione. 

Un altro blog specializzato nello smascherare siti che diffondono notizie volutamente gonfiate, alterate, inventate o diffamatorie è Butac.it (www.butac.it). Anche in questo blog è presente la Black list del web.

Come puoi difenderti dalle fake news? È semplice: devi solo imparare a riconoscerle. Ti spiegheremo come fare nel prossimo paragrafo.

Fake news online: come riconoscerle

Come è possibile riconoscere una notizia falsa da una vera? Ecco alcuni consigli utili:

  • Non ti fidare dei titoli: le notizie false spesso hanno titoli altisonanti scritti tutti in maiuscolo e con ampio uso di punti esclamativi. Se le affermazioni contenute in un titolo ti sembrano esagerate, probabilmente sono false.
  • Guarda bene l'URL: un URL fasullo o molto simile a quello di una fonte attendibile potrebbe indicare che la notizia è falsa. Molti siti di notizie false si fingono siti autentici effettuando cambiamenti minimi agli URL di questi siti. Puoi accedere al sito per confrontare l'URL con quello della fonte attendibile.
  • Fai ricerche sulla fonte: assicurati che la notizia sia scritta da una fonte di cui ti fidi e che ha la reputazione di essere attendibile. Se la notizia proviene da un'organizzazione che non conosci, controlla la sezione "Informazioni" della sua Pagina per scoprire di più.
  • Fai attenzione alla formattazione: su molti siti di notizie false, l'impaginazione è strana o il testo contiene errori di battitura. Se vedi che ha queste caratteristiche, leggi la notizia con prudenza.
  • Fai attenzione alle foto: le notizie false spesso contengono immagini e video ritoccati. A volte, le immagini potrebbero essere autentiche, ma prese fuori contesto. Puoi fare una ricerca dell'immagine o della foto per verificarne l'origine.
  • Controlla le date: le date degli avvenimenti contenuti nelle notizie false potrebbero essere errate e la loro cronologia potrebbe non avere senso.
  • Verifica le testimonianze: controlla le fonti dell'autore per assicurarti che siano attendibili. La mancanza di prove o il riferimento a esperti o opinion leader di cui non vengono fatti i nomi potrebbe indicare che la notizia è falsa.
  • Controlla se altre fonti hanno riportato la stessa notizia: se gli stessi avvenimenti non vengono riportati da nessun'altra fonte, la notizia potrebbe essere falsa. Viceversa se la notizia viene proposta anche da altre fonti, magari che ritieni più attendibili, è più probabile che sia vera.
  • La notizia potrebbe essere uno scherzo: a volte può essere difficile distinguere le notizie false da quelle satiriche o scritte per divertire. Controlla se la fonte è nota per le sue parodie e se i dettagli e il tono della notizia ne rivelano lo scopo umoristico.
  • Alcune notizie sono intenzionalmente false: usa le tue capacità critiche quando leggi le notizie online e condividile solo se non hai dubbi sulla loro veridicità.

Altri consigli utili per difendersi dalle fake news. Il primo consiste nell’arte di usare internet per capovolgere la situazione a tuo favore: non subire gli effetti della notizia passivamente, ma al contrario esegui nuove ricerche per capire se quel dato, quella fotografia o quella news diffusa in rete oppure la dichiarazione di quel personaggio illustre corrispondono per filo e per segno alla realtà.

La stessa verifica puoi farla anche rispetto ai fatti descritti. Sebbene ci siano una marea di articoli online sul medesimo argomento, ognuno dei quali è scritto in modo diverso, se un particolare rilevante è stato omesso dalle fonti più autorevoli, molto probabilmente è stato inserito per aumentare la condivisione del post e ottenere più visualizzazioni. Per farla breve, estrapola un qualunque particolare che ti sembra esagerato e distorto, copialo e incollalo sulla barra di ricerca di Google. Dai risultati che otterrai riuscirai facilmente a capire se la notizia è falsa o meno.

Il secondo consiglio, invece, è quello di analizzare con cura il sito da cui proviene la notizia: potrebbe essere una brutta copia dell’originale (come sottolineato anche in precedenza) o essere una sorta di “specchietto per allodole”. Cosa vuol dire? In pratica, se il sito tratta notizie di attualità, toccando temi anche molto seri, come la politica internazionale, l’economia o la salute, ma li affronta con la leggerezza di un sito di gossip, allora probabilmente non è affidabile. È inevitabile arrivare alla medesima conclusione anche nel caso in cui gli articoli siano scritti in un italiano non proprio forbito, magari riportando errori di grammatica anche piuttosto grossolani o un lessico scadente.

Lo stesso vale anche per i portali che sembrano occuparsi solo di satira, ingigantendo particolari di una notizia fino a distorcerne completamente il senso. Imparare a riconoscere le fake news è il primo passo per evitare di farsi coinvolgere e peggiorare la situazione condividendola con amici, parenti e conoscenti, online e offline.

Ricorda, dunque, di verificare l’affidabilità del portale e qualora continuassi ad avere dubbi e incertezze, visita il sito delle più grandi testate giornalistiche italiane, oppure direttamente le agenzie di stampa, come l’Ansa ad esempio, che vanta nel suo archivio notizie provenienti da tutto il mondo.

Denuncia fake: quando e a chi farla

La prima domanda da porsi è: in quali casi si può denunciare una fake news alla Polizia Postale? 

Perché si possa denunciare una notizia palesemente falsa e tendenziosa alle forze dell'ordine, è necessario che la stessa sia in grado di turbare l'ordine pubblico, in altri termini sia tale da destare apprensione, timore e preoccupazione in coloro che ne vengono a conoscenza. Per una simile ipotesi l'art. 656 del Codice Penale prevede, se il fatto non costituisce un più grave reato, l'arresto fino a tre mesi o l'ammenda fino a euro 309.

Le pene aumentano se la fake news annuncia disastri, infortuni o pericoli inesistenti, e suscita allarme presso la comunità (reato di procurato allarme): una notizia diffusa in rete annuncia un imminente attacco terroristico presso un centro commerciale della città. In questo caso l'art. 658 del Codice Penale prevede l'arresto fino a sei mesi o l'ammenda da euro 10 a euro 516.

Ma non è tutto perché il Codice Penale contempla anche l'ipotesi dell'abuso della credulità popolare. Così se qualcuno cerca, attraverso la diffusione di notizie false, di abusare della credulità popolare, può essere punito - se dal fatto può derivare un turbamento dell'ordine pubblico - con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.000 a euro 15.000 (art. 6661 Codice Penale).

Se ricorrono, qdunque, queste condizioni è possibile procedere con la denuncia alla Polizia Postale.

Si può anche effettuare una semplice segnalazione, col fine di mettere la Polizia Postale nelle condizioni di verificare la reale illiceità dei fatti rappresentati. Il form da compilare è a questo indirizzo: www.commissariatodips.it/segnalazioni/segnala-online/index.html.

Denuncia a parte ricorda comunque che se la notizia falsa o tendenziosa è stata pubblicata su un social network, puoi segnalarla tramite le apposite funzioni presenti ai margini dello stesso post.

In alternativa puoi servirti dei blog che ti abbiamo segnalato in precedenza, ossia Bufale.net, Butac.it e tanti altri.

Fake news: come difendersi se riguardano la tua persona

Se la notizia falsa o la diffamazione riguarda la tua persona, la tua famiglia o la tua azienda puoi tutelarti semplicemente inoltrando all'autore del post una

Se la lettera non dovesse sortire alcun effetto, allora non ti resta che sporgere querela nei confronti di chi ha diffuso la "fake news". La diffamazione è un reato punito dall'art. 595 del Codice Penale. In particolare se l'offesa è recata a mezzo stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero con atto pubblico, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a 516,00 euro. Sul nostro portale puoi scaricare un

Ti ricordiamo che la querela va proposta entro tre mesi dal giorno in cui hai avuto conoscenza della notizia.

Chiaramente devi fare attenzione a non confondere idee e opinioni con notizie false: se ti sei candidato alle amministrative della tua città e un militante dell'opposizione scrive su Facebook che il voto non ti va dato perchè secondo lui sei incapace di amministrare la città, non puoi querelarlo per diffamazione o diffusione di fake news. Caso diverso è se il militante diffondesse ad arte con l'unico obiettivo di screditarti, notizie circa una tua presunta relazione con una amante o una tangente che avresti intascato in occasione di una tua precedente esperienza politica.

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57280 - Fabio G.
26/01/2022
Gentilissimi, devo denunciare una mancanza di totale di informazione corretta riguardo ai dati ufficiali riportati dall'ISS. un esempio è il seguente https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/01/24/covid-le-terapie-intensive-iniziano-a-calare-ma-i-decessi-ancora-no-chi-muore-oggi-la-comorbidita-peggiore-e-non-essere-vaccinati/6462977/ molti giornali riportano insistentemente ed erroneamente un rischio di 30/40 volte superiore. questo dato è un falso ideologico. è il dato medio con una variabilità che va da 2 a quasi 70 dipendentemente dalla fascia di età in cui si verifica il decesso. I giornali riportano questo dato senza ulteriore specifica e senza menzionare il fatto che la numerosità campionaria per le fasce al di sotto dei 40 anni renda la significatività del dato statistico nulla. una numerosità campionaria bassa destabilizza il dato riportato rendendolo non credibile statisticamente. la cifra media di 30-40 è mirata ad un sensazionalismo giornalistico (capisco la necessità di vaccinazione) che sta pilotando l'informazione e la scelta delle persone. Vorrei sporgere denuncia per questo modo di comunicazione ormai diffuso. se avete bisogno di ulteriori chiarimenti posso fornire le prove scientifiche di quello che affermo. nello specifico ho già contattato la redazione del FQ per permetterli di chiarire le cifre che riportano senza capire quello che stanno scrivendo. cordiali saluti, dott Fabio G.


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