Indennità di accompagnamento: requisiti e modalità per ottenerla

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L'indennità di accompagnamento è un sostegno economico assegnato dallo Stato ed erogato dall'Inps in favore di quelle persone a cui è stata riconosciuta una invalidità totale e permanente a causa di malattie fisiche o psichiche. In particolare sono persone che hanno una incapacità a camminare e a compiere gli atti della vita quotidiana (vestirsi, lavarsi, cucinarsi, mangiare, andare in bagno, ecc.) e per questo hanno bisogno del sostegno continuo di un accompagnatore. L'indennità di accompagnamento spetta anche ai ciechi assoluti, indipendentemente dall'età e dalle condizioni reddituali. Ma vediamo adesso quali requisiti bisogna soddisfare, a quanto ammonta il trattamento e cosa occorre fare per vederselo riconosciuto.

Indennità di accompagnamento: quali requisiti

L’indennità di accompagnamento è riconosciuta a tutti coloro che sono in possesso di determinati requisiti, indipendentemente dall'età, dalle condizioni di reddito e dalla composizione del nucleo familiare. Ad alcuni di questi requisiti abbiamo già fatto cenno in premessa e in particolare:

  • riconoscimento di uno stato di inabilità totale per affezioni fisiche o psichiche;
  • impossibilità a camminare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore oppure a compiere gli atti quotidiani della vita senza un’assistenza continua;

A questi se ne aggiungono poi altri. In particolare chi richiede l'indennità di accompagnamento deve:

  • essere cittadino italiano o cittadino UE residenti in Italia, o cittadino extracomunitario in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo;
  • avere la residenza stabile ed abituale sul territorio nazionale;
  • non essere ricoverato in strutture sanitarie con retta a carico dello Stato o di altro ente pubblico o ricoverato in reparti di lungodegenza o riabilitativi.

Superati i 65 anni di età l'indennità di accompagnamento viene concessa se la persona che ne ha fatto richiesta dimostra di avere difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie dell'età.

A quanto ammonta l'indennità di accompagnamento

L'importo dell'indennità di accompagnamento è pari a 516,35 euro euro al mese per 12 mensilità, con un incremento nel 2018 dello 0,4%. Dunque l'importo annuale è pari a 6.196,20 euro. L’indennità non è soggetta a tassazione, dunque non va riportata nel 730 o nel modello unico. Non essendo assimilabile ad un reddito, ma costituendo una prestazione assistenziale, l'indennità di accompagnamento non va riportata neppure nell'ISEE.

L’indennità non è reversibile, dunque non trasmissibile agli eredi ed è compatibile con lo svolgimento di un’attività lavorativa. Inoltre è compatibile e cumulabile con la pensione di inabilità civile, con le pensioni e le indennità di accompagnamento per i ciechi totali o parziali.

L’assegno non è compatibile, invece, con indennità simili per causa di guerra, di lavoro o di servizio. Tuttavia l’interessato può optare per il trattamento più favorevole.

Come richiedere l'indennità di accompagnamento

Per richiederla è necessario innanzitutto recarsi dal proprio medico di base e chiedere il rilascio del certificato medico introduttivo. Si tratta di un certificato che riporta le generalità e il codice fiscale del paziente, ma soprattutto le informazioni circa la natura e la diagnosi delle patologie da cui si è affetti. Il certificato viene inviato telematicamente all'Inps dallo stesso medico curante, che contestualmente provvede a rilasciare al paziente una ricevuta con il codice identificativo della pratica. Sul nostro portale trovi tutte le informazioni sull'accertamento sanitario: "Accertamento sanitario: in cosa consiste e come richiederlo".

A questo punto si può inoltrare la domanda all’Inps per il riconoscimento dell’invalidità. Come al solito la compilazione e la trasmissione della domanda va fatta telematicamente attraverso il sito web dell’Inps. A tal fine occorre essere in possesso del Pin Inps dispositivo o dello Spid. Se si possiede il Pin Inps, si può anche ricorrere al Call center Inps, chiamando il numero 803.164.

Se non si possiede Pin Inps o Spid, ci si può affidare ad un CAAF (Centro autorizzato di assistenza fiscale), ad un Patronato o ad associazioni nazionali di categoria dei disabili (ANMIC - Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili, ENS - Ente Nazionale Sordi, UIC - Unione Italiana Ciechi, ecc.). Ricordiamo a tal proposito che il loro supporto è completamente gratuito.

Alla domanda va allegata tutta la documentazione sanitaria che supporti le patologie indicate nel certificato redatto dal medico di base.

Una volta presentata la domanda non resta che attendere l’appuntamento da parte dell’INPS per la visita presso la Commissione medica della ASL. La Commissione, dopo aver effettuato la visita della persona e aver preso visione della documentazione medica, redige un verbale su cui viene riportata la percentuale di invalidità. A questo punto l’INPS provvede a trasmettere al cittadino, tramite raccomandata A/R o all’indirizzo PEC, una copia del verbale di invalidità civile. Una copia del verbale resta comunque disponibile nella cassetta postale online sul sito dell'Inps.

Nel caso in cui la commissione medica accerti le condizioni per la concessione dell'indennità di accompagnamento, l’Inps invita il richiedente ad inserire online una serie di dati ed informazioni, quali le coordinate bancarie, l’eventuale ricovero a carico dello Stato, la frequenza di centri di riabilitazione e così via.

L'indennità di accompagnamento viene erogata a partire dal mese successivo alla presentazione della domanda di riconoscimento dell’invalidità.

Cosa succede se la domanda non viene accolta

Se la Commissione ASL non riconosce l’invalidità civile e quindi la relativa indennità di accompagnamento, il richiedente può proporre ricorso entro 6 mesi dalla notifica. Tuttavia prima di dare avvio alla causa giudiziaria vera e propria, deve obbligatoriamente effettuare un accertamento tecnico preventivo per la verifica delle condizioni sanitarie.

A tal fine deve presentare una specifica istanza al Tribunale di competenza (quello di residenza). A questo punto il Giudice nomina un consulente tecnico che, alla presenza di un medico legale dell’Inps, provvede ad effettuare l'accertamento medico. Quindi redige una relazione e la trasmette sia al ricorrente che all'Inps. La relazione può confermare la pronuncia dell'Inps, in base al quale la persona non ha diritto all'indennità di accompagnamento, oppure ribaltarla. Per questo motivo il Giudice fissa un termine, comunque non superiore a 30 giorni, entro il quale le parti possono opporsi per iscritto (l'atto va depositato in Cancelleria), alle conclusioni riportate dal consulente tecnico nella relazione.

Se il ricorrente e l'Inps non manifestano alcuna opposizione, il Giudice omologa con decreto quanto riportato nella relazione del consulente tecnico. Contro il decreto del Giudice non ci si può appellare.

Invece se il ricorrente o l'Inps intendono contestare le conclusioni del consulente tecnico e, dunque, andare in giudizio, devono presentare con l'assistenza di un legale un ricorso introduttivo che specifichi i motivi per cui sostanzialmente sono in disaccordo con la pronuncia del consulente tecnico. A questo punto si può dare avvio alla causa vera e propria che si concluderà con una sentenza inappellabile.

Dichiarazione periodica

Entro il 31 marzo di ogni anno, i titolari di indennità di accompagnamento sono tenuti a presentare una dichiarazione periodica, utilizzando il modello Icric, relativa alla permanenza delle condizioni che consentono di ottenere il beneficio. Il modello Icric va inoltrato esclusivamente per via telematica. A tal fine si può utilizzare il Pin rilasciato dall’Inps (questo il modello di richiesta di abilitazione ai servizi telematici) oppure farsi assistere da un CAAF o da un professionista abilitato.

Indennità di accompagnamento: quando si perde

Non si acquisisce o si perde il diritto all’indennità di accompagnamento nel momento in cui la persona invalida è ricoverata gratuitamente (ossia con retta a carico dello Stato) in un istituto per un periodo superiore a 30 giorni oppure percepisce altre indennità concesse a seguito di invalidità contratta per causa di guerra, di lavoro (INAIL) o di servizio. E' comunque nella facoltà della persona invalida scegliere per il trattamento più favorevole.

Non determina la sospensione dell'indennità di accompagnamento il ricovero in day hospital oppure il ricovero in una struttura sanitaria in cui la retta risulta totalmente o parzialmente a carico del disabile o dei familiari.

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