Mutuo consolidamento debiti: cos'è e come richiederlo

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Anni fa hai contratto un mutuo ipotecario per la casa dove oggi vivi con la tua famiglia. Un impegno economico importante da sostenere nel tempo, ma grazie ad una rinegoziazione con la tua banca prima e ad una surroga sei riuscito sempre e con puntualità a pagare le rate. Poi un fulmine a ciel sereno: l'auto che usi tutti i giorni per andare a lavoro ti abbandona. Fai il rappresentante e soluzioni alternative come i mezzi pubblici o il car sharing non si prestano al tipo di lavoro che svolgi, così decidi ad acquistare una nuova autovettura in leasing. Nel frattempo arrivano due figli, si moltiplicano le esigenze e decidi di acquistare una city car a tua moglie attraverso il ricorso ad un prestito finalizzato (credito al consumo). Per una casa più confortevole ed efficiente, decidi anche di sostituire le finestre (la possibilità di godere delle relative detrazioni fiscali è troppo ghiotta): tuttavia prendi questa decisione solo perchè la ditta ti offre l’opportunità di rimborsare a rate gli acquisti. Infine con la tua carta di credito revolving acquisti un tablet, la lavatrice e il nuovo televisore con tecnologia Oled.

Tutto fila liscio, quando una malattia prolungata oppure una contrazione dei guadagni o semplicemente il mancato raggiungimento di certi obiettivi professionali, determina un'immediata ed inaspettata situazione di crisi: in pratica con il reddito prodotto non riesci più a far fronte ai debiti contratti. Come si esce da questa situazione? A chi rivolgersi?

Devi sapere che la Legge n. 3 del 27 gennaio 2012 ha introdotto un importante strumento in grado di evitare o comunque risolvere condizioni di questo tipo: il mutuo consolidamento debiti. Nel prosieguo di questo articolo vedremo quali sono le caratteristiche di questo strumento e soprattutto come fare per attivarlo.

Mutuo consolidamento debiti: cos'è

La situazione che abbiamo appena descritto identifica chiaramente una crisi da sovraindebitamento. La Legge n. 3 del 27.01.2012 la definisce come "la situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, che determina la rilevante difficoltà di adempiere le proprie obbligazioni, ovvero la definitiva incapacità di adempierle regolarmente". Tradotto la crisi da sovraindebitamento si determina quando per una serie di cause il soggetto non riesce più a ripagare i debiti con le proprie disponibilità economiche.

Quali strumenti si hanno a disposizione per risolvere o quantomeno tamponare crisi di questo tipo? Potresti chiedere ad esempio di sospendere le rate del mutuo e del credito al consumo, nella speranza che un miglioramento della situazione economica nell'immediato futuro possa consentirti di riprendere con regolarità il pagamento delle rate.

Un'altra possibilità potrebbe consistere nel chiedere alla banca o alla finanziaria una chiusura del finanziamento a saldo e stralcio. Si tratta di una transazione con la quale cliente e banca accettano di risolvere bonariamente la posizione di sofferenza che si è determinata: in pratica il cliente ottiene una riduzione del debito residuo (dovevo 15.000, propongo di pagare 10.000) e la banca ottiene in cambio l’immediato pagamento della somma in un’unica soluzione. In questo modo evita di agire in giudizio e di procedere al pignoramento dei beni del debitore, con conseguente aggravio di spese. Si tratta chiaramente di una soluzione che presuppone la disponibilità di una certa liquidità da parte del debitore.

Ma il nostro ordinamento prevede un ulteriore strumento a sostegno di coloro che si trovano ad affrontare una crisi da sovraindebitamento: ci riferiamo al mutuo consolidamento debiti. In breve si tratta di una forma di finanziamento che raccoglie tutti i prestiti in corso in una sola rata mensile, più bassa della somma di tutte le rate accorpate, a tassi di interesse e condizioni più vantaggiosi (la durata del mutuo consolidamento debiti può arrivare a 30 anni). Tra l'altro il fatto di pagare una sola rata mensile, invece che tre, quattro o cinque, può consentire al debitore di gestire con più ordine le proprie spese (incluse le bollette e tutte le altre spese familiari), tenendole costantemente sotto controllo.

In defintiva una soluzione che consente di avviare un piano di ristrutturazione e risanamento della tua situazione debitoria, così da rendere più semplice riuscire a saldare i debiti contratti.

Da tener presente che il mutuo consolidamento debiti consente, in taluni casi, anche di beneficiare di una liquidità aggiuntiva che il debitore può impiegare per sanare eventuali situazioni di emergenza.

Il ricorso al mutuo consolidamento debiti è possibile indipendentemente dal fatto che i diversi debiti (mutui, prestiti personali, cessioni del quinto, apertura di credito di conto corrente, ecc.) siano stati contratti con lo stesso istituto oppure con più istituti bancari.

E' del tutto evidente che per poter ricorrere al mutuo consolidamento debiti occorre comunque disporre di un patrimonio e/o di un reddito sufficienti a fornire adeguate garanzie. Diversamente si renderebbe necessario un garante terzo, che si impegni a subentrare al debitore e ad adempiere al suo posto nel caso si manifestino delle difficoltà nel rimborso delle rate.

Mutuo consolidamento debiti: chi può richiederlo e chi no

Possono farvi ricorso innanzitutto i privati consumatori. Questo non significa che chi svolge un'attività professionale o imprenditoriale è escluso a prescindere: anche costoro possono ricorrere al mutuo consolidamento debiti, a condizione però che i debiti siano stati contratti per scopi estranei all'attività stessa. Possono altresì farvi ricorso tutti quei soggetti generalmente esclusi dalle procedure fallimentari.

Non possono invece presentare istanza:

- chi ha fatto ricorso a questa procedura nei cinque anni precedenti la richiesta;
- chi pur essendo stato ammesso ai benefici della Legge 3/2012 si è visto successivamente revocare il provvedimento per cause a lui imputabili;
- chi non è stato in grado di fornire la documentazione utile a ricostruire nel dettaglio la propria situazione patrimoniale e economica.

Il mutuo consolidamento debiti non può essere concesso a favore di un soggetto condannato per il reato di usura. Infine il richiedente non deve avere a suo carico segnalazioni come cattivo pagatore; questo significa che nel momento in cui avanza la richiesta del mutuo  consolidamento debiti, il soggetto deve risultare in regola con i pagamenti delle rate. Dunque il consiglio è quello di monitorare costantemente la propria situazione finanziaria e muoversi con tempestività nel momento in cui si incontrano le prime difficoltà, prima insomma che la situazione degeneri rendendo impossibile il pagamento delle rate.

Mutuo consolidamento debiti: le procedure previste

Le procedure previste dalla Legge 3/2012 sono differenti per consumatori e imprese. In particolare è previsto:

- il Piano del Consumatore: può essere presentato solo dal privato consumatore e non dall’azienda. Questi in pratica presenta al Tribunale della città di residenza un piano di rientro dal debito. Il Tribunale da parte sua verifica le condizioni del debitore e valuta se il piano è sostenibile, ossia se quanto proposto può essere effettivamente pagato. In questo occorre anche verificare che il piano riservi una somma sufficiente a garantire il sostentamento del nucleo famigliare del privato in crisi da sovraindebitamento;

- Accordo con i creditori: è riservato alle imprese non fallibili (piccolo artigiano, commerciante, professionista, ecc.). Sostanzialmente presenta le stesse caratteristiche del Piano del Consumatore, con l’unica differenza che in questo caso il piano deve essere approvato da tanti creditori che rappresentino almeno il 60% di tutti i debiti del soggetto;

- Liquidazione dei Beni: se la situazione debitoria risulta particolarmente complessa, si può chiedere al Tribunale di pagare il debito con la liquidazione del proprio patrimonio. Secondo la Legge 3/2012  possano optare per questa soluzione non solo i professionisti e le piccole imprese non fallibili, ma anche i privati consumatori.

Come presentare la richiesta

La Legge 3/2012 stabilisce che il debitore nella predisposizione del piano di rientro dal debito deve essere assistito da un Organismo di Composizione delle Crisi da Sovraindebitamento (O.C.C.). Questi organismi sono promossi ad esempio dalle Camere di Commercio o dagli Ordini Professionali ed hanno appunto il compito di assistere il debitore nell’elaborazione del piano di ristrutturazione e nella formulazione di una proposta per un pagamento dilazionato o anche parziale ai creditori (banche, società di leasing, società finanziarie, ecc), nello spiegare le ragioni che hanno condotto alla situazione di sovraindebitamento, nel verificare la veridicità dei dati contenuti nella proposta, nel curare le comunicazioni con i creditori, ecc.

A tal proposito il decreto ministeriale 202 del 2014 ha anche istituito un registro e ha disciplinato requisiti e modalità per l’iscrizione di tali organismi, la formazione e perfino la determinazione dei compensi e dei rimborsi per l'attività svolta, che sono a carico dei ricorrenti. Il registro è tenuto presso il Dipartimento per gli affari di giustizia del Ministero della giustizia.

Gli O.C.C. sono presenti su gran parte del territorio italiano (qui l'elenco completo), tuttavia nel caso in cui nella tua città non fosse disponibile, puoi rivolgerti al Tribunale competente per il tuo comune di residenza e chiedere di provvedere alla nomina di un professionista abilitato (ad esempio un avvocato oppure un commercialista) che ne svolge le stesse funzioni dell'O.C.C. Sul nostro portale puoi scaricare l'istanza di composizione crisi da sovraindebitamento da presentare Presidente del Tribunale.

Alla domanda il debitore deve allegare la lista completa di tutti i creditori, con l'indicazione delle somme dovute, l'elenco completo dei beni di proprietà (immobili, terreni, autovetture, ecc.), una copia delle dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni, l'elenco degli eventuali atti di disposizione relativi agli ultimi 5 anni (vendite, donazioni, ecc.), l’elenco delle spese correnti necessarie al sostentamento suo e della sua famiglia, così come risulta dal relativo certificato.

Il debitore deve proporre la ristrutturazione dei propri debiti e la soddisfazione dei creditori in qualsiasi modo, anche con l'eventuale cessione di beni di proprietà (ad esempio immobili) o di crediti futuri (ad es. il Tfr). Occorre in altri termini che il debitore fornisca elementi tali da far ritenere che l'accordo o il piano che egli propone sia concretamente fattibile. In tal senso è necessario che vi sia coerenza tra l'ammontare delle rate mensili da pagare e le entrate del soggetto.

Chi richiede il mutuo consolidamento debiti deve essere anche in grado di spiegare come si è arrivati alla situazione di crisi e quali sono le ragioni che lo hanno determinato (contrazione del reddito, malattia, ecc.).

Qualora sia necessario a tal fine l'intervento di terzi che offrano garanzie, occorre acquisire il loro consenso scritto con l’indicazione dei redditi o beni che essi mettono a disposizione.

Mutuo consolidamento debiti: quali costi

Per la presentazione dell’istanza al Tribunale ai fini della nomina di un professionista occorre sostenere un costo di 125 euro: 98 euro di contributo unificato e 27 euro di marca da bollo. A questi costi si aggiungono quelli relativi all’attività di consulenza ed assistenza tecnica prestata dai professionisti o dall’O.C.C. Tali costi variano in funzione di molteplici fattori, a cominciare dal numero di soggetti coinvolti.

Come si svolge la procedura

Il piano predisposto dal professionista viene presentato al Giudice assegnatario che, dopo averlo esaminato, fissa nell'arco di 60 giorni un'udienza con i creditori allo scopo di raccogliere le loro osservazioni. L'accordo richiede il voto favorevole dei titolari di almeno il 60% dei crediti. Se si raggiunge questo accordo, il Giudice provvede all’omologazione emanando un provvedimento che rende vincolante l’accordo o il piano per tutti i creditori.

Uno degli effetti immediati è la sospensione di tutte le procedure di riscossione da parte dei creditori coinvolti, ad eccezione di coloro che vantano crediti impignorabili.

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50024 - Redazione
24/07/2017
Laura, scegliere un prestito con cui coprire i saldi delle carte di credito revolving è sicuramente una buona soluzione. Consideri che ottenendo un prestito di 15.000 euro, potrebbe avere una rata di circa 300 euro per 60 mesi. Va detto però che con un reddito di quel tipo e una esposizione di 15.000 non sarà facile ottenere la concessione di un prestito.

50008 - Laura b.
23/07/2017
Buongiorno, volevo esporvi il mio problema. Ho un debito di 500 euro con 4 carte revolving di 2 banche diverse. Mi trovo in difficoltà a pagare, guadagno 1260 euro al mese, ho ancora una figlia studetessa a carico. Non riesco ad andare avanti a fine mese. Vorrei chiedere alle banche di rifinanziarmi il tutto con un prestito personale, chiudere le carte e pagare rate piu piccole, si potrebbe fare? Anche perchè le carte vedo che vengono rimborsate la metà di quello che verso In tutto devo rimborsare 15000 euro e 500 euro al mese di questo passo dovro versarli per molti anni.

27903 - Piero Sarina
09/12/2013
Volevo complimentarmi per la chiarezza dell'articolo. Sempre su questo argomento consiglio la lettura di diversi articoli d’autore contenuti sul sito www.ilfallimentarista.it .

26682 - massimo
04/10/2013
è una cosa utile.

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