Bonus Bebè 2018: ecco come cambia

bonus bebè, assegno di natalità

Si chiama assegno di natalità, ai più conosciuto come bonus bebè, e rappresenta una delle tante misure a sostegno della genitorialità varate dal governo. In particolare il bonus bebè è un assegno riconosciuto alla famiglia per ogni figlio nato, adottato o affidato dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2018. Per quanto riguarda le risorse finanziarie, lo Stato ha stanziato 185 milioni di euro per l'anno 2018 e 218 milioni di euro per l’anno 2019. La Legge di Bilancio 2018 se da un lato ha reso la misura strutturale a partire dal 2019, dall'altro ha introdotto alcune limitazioni in termini di durata ed importo rispetto per così dire alla versione originale del bonus bebè. La finalità di questo articolo, dunque, è quella di spiegarti quali sono le nuove caratteristiche, gli importi e le modalità di richiesta di questo strumento.

Che cos’è il bonus bebè

Come detto il bonus bebè è un sussidio riconosciuto a quelle famiglie bisognose che hanno un figlio nato, adottato (se minorenne) o in affido preadottivo nel corso del 2018. Una prima novità, entrata in vigore proprio dal 2018, riguarda la durata di questa agevolazione. Ci spieghiamo meglio.

Fino allo scorso anno l'assegno veniva corrisposto mensilmente per un massimo di 36 mensilità, a partire dal giorno di nascita o di ingresso del figlio nella famiglia (in caso di adozione o di affido preadottivo) e fino al compimento del terzo anno di età o al terzo anno dall’ingresso nel nucleo (o, se precedente, al compimento della maggiore età). A partire dal 2018, invece, il contributo sarà versato fino al compimento del primo anno di età ovvero del primo anno di ingresso nel nucleo familiare a seguito di adozione. Una novità questa che non riguarda coloro che hanno fatto richiesta del Bonus Bebè negli anni 2015, 2016 e 2017: costoro continueranno, infatti, a percepire il contributo per la durata di tre anni.

Tuttavia come vedremo meglio in seguito, questa non è l'unica novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2018.

Il bonus bebè si affianca ad altri misure di sostegno alla famiglia, quali:

- il voucher baby sitter e asilo nido, che consente di beneficiare di contributi e voucher INPS finalizzati al servizio di baby sitter e asilo nido (strutture pubbliche o private accreditate);

- il bonus mamma domani, che consente a tutte le donne, dunque senza limiti di reddito o Isee, di ottenere un contributo una tantum di 800 euro a copertura dei costi legati alla gravidanza, alla nascita o all’adozione di un bambino;

- il bonus nido, che permette di beneficiare di un contributo di massimo 1.000 euro, per il pagamento di rette per la frequenza di asili nido pubblici e privati e di forme di assistenza domiciliare in favore di bambini con meno di tre anni affetti da gravi patologie croniche.

Bonus bebè: i requisiti

Per richiedere il bonus bebè occorre che il richiedente, al momento della presentazione della domanda, sia in possesso dei seguenti requisiti:

  • possesso della cittadinanza italiana oppure di uno Stato dell’Unione Europea. Se si è un cittadino extracomunitario occorre avere il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo. Ai fini dell’assegno, ai cittadini italiani sono equiparati i cittadini stranieri aventi lo status di rifugiato politico o di protezione sussidiaria;
  • possesso della residenza in Italia;
  • convivenza con il proprio figlio. In altri termini genitore e figlio devono coabitare ed avere dimora abituale nello stesso Comune;
  • possesso di un ISEE non superiore a 25.000 euro annui. L’ISEE di riferimento è l’ISEE minorenni del bambino per il quale si richiede l’assegno, che differisce dall’ISEE ordinario ad esempio nei casi di genitori non coniugati e non conviventi fra loro. Dunque per poter richiedere l’assegno occorre presentare, preliminarmente, una Dichiarazione Sostitutiva Unica. Ciò consentirà all'Inps di rilasciare l’ISEE minorenni del bambino e quindi di stabilire, in virtù di questo documento, il diritto e la misura della prestazione. Questo significa che la DSU non può essere presentata prima della nascita o dell’ingresso in famiglia del figlio nato, adottato o in affido preadottivo. Facciamo un esempio: Esempio: se si presenta la DSU a Febbraio 2018 e il bimo nasce ad Aprile 2018, per la richiesta del bonus bebè 2018 non può essere utilizzata la DSU presentata a Febbraio, benchè valida, ma occorre presentarne un’altra nella quale appunto sia incluso il minore.
    Qualora il figlio sia concesso in affidato temporaneo, il requisito dell’ISEE è calcolato con riferimento al nucleo familiare del quale fa parte il minore affidato.

Tutti questi requisiti devono essere posseduti dal genitore anche se minorenne o incapace di agire per altri motivi: in questo caso, tuttavia, la domanda può essere presentata dal legale rappresentante in nome e per conto del genitore incapace. 

Se il figlio nato o adottato nel periodo indicato, viene collocato temporaneamente presso un'altra famiglia, la domanda di assegno può essere presentata dall’affidatario (domanda presentata dopo quella del genitore naturale o adottivo ovvero in luogo del genitore naturale o adottivo). In una ipotesi simile a stabilire se si ha diritto o meno al bonus bebè non è la data di affidamento, ma quella di nascita, adozione o affido preadottivo del minore che, come detto, deve cadere nell’anno 2018.

Bonus bebè: a quanto ammonta

Il sussidio ha un importo di 80 euro al mese (960 euro l’anno). Se l’ISEE risulta inferiore ai 7.000 euro annui, l’importo del sussidio raddoppia, quindi 160 euro mensili (1.920 euro l’anno) anziché 80 euro. Come già accennato per il 2018 sono confermati gli stessi importi, mentre a partire dal 2019 la misura viene dimezzata (40 euro al mese, ossia 480 euro per l'intero anno). La notizia buona è che dal 2019 la misura diventerà strutturale, dunque non sarà più soggetta all'approvazione della legge finanziaria.

L’importo del bonus bebè è netto e non rientra nell'imponibile del reddito, questo significa che non dovrà essere riportato nella dichiarazione annuale dei redditi.

Nel modulo di domanda il richiedente deve specificare le modalità con le quali intende ricevere l'assegno di natalità, ossia se tramite bonifico domiciliato, accredito su conto corrente bancario o postale, libretto postale o carta prepagata con IBAN. Va da se che il mezzo di pagamento prescelto deve essere intestato al richiedente.

Durata del bonus bebè

Come detto il bonus bebè spetta con riferimento ad ogni figlio nato o adottato o in affido preadottivo tra il 1° gennaio 2018 e il 31 dicembre 2018 esclusivamente fino al compimento del primo anno di età ovvero del primo anno di ingresso nel nucleo familiare a seguito dell’adozione o affido preadottivo. Questa significa che dal 2018, a differenza di quanto accadeva fino allo scorso anno, la durata massima per tale misura è di 12 mensilità.

Questa novità non incide tuttavia sui diritti acquisiti: dunque per ogni figlio nato o adottato o in affido preadottivo tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017 l’assegno continua ad avere una durata massima di 36 mensilità.

La corresponsione del bonus bebè viene comunque interrotta quando il figlio raggiunge i 18 anni di età, quando il richiedente perde uno dei requisiti previsti dalla legge (ad esempio trasferisce la sua residenza all’estero, perde il requisito della cittadinanza o il titolo di soggiorno, perde la convivenza con il figlio, il suo ISEE supera la soglia dei 25.000 euro annui, ecc.). Cessa altresì quando si verifica una causa di decadenza (vedi relativo paragrafo).

Come richiedere il bonus bebè

Per richiedere il sussidio occorre, subito dopo la nascita o l’avvenuta adozione, presentare all’Inps apposita domanda. Questo il modello di richiesta del Bonus Bebè. La domanda deve essere inoltrata attraverso il sito dell'Inps, a condizione che si sia in possesso del Pin dispositivo. A chi non sapesse come richiederlo, sarà sufficiente leggere questo articolo.

Questo il percorso da seguire sul sito dell'Inps: Servizi per il cittadino -> Autenticazione con PIN –> Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito –> Assegno di natalità –> Bonus Bebè.

Il servizio consente anche di allegare la documentazione necessaria per la fruizione dell'agevolazione (documenti di nascita, dichiarazione Isee, ecc.). Se il genitore che ha i requisiti per avere l’assegno è minorenne o incapace di agire per altri motivi, la domanda è presentata, in nome e per conto del genitore minorenne/incapace, dal suo legale rappresentante.

In caso di parto gemellare e/o adozione contestuale di più bambini, occorre presentare tante domande quanti sono i figli nati o adottati. A tal fine, subito dopo la compilazione e l'invio della prima domanda, il richiedente non deve far altro che cliccare sul pulsante "NUOVA DOMANDA" e procedere con l'inserimento dei dati relativi al secondo figlio.

Chi non avesse dimestichezza con il computer può utilizzare il Contact Center integrato INPS - INAIL al numero 803164 gratuito da rete fissa oppure al numero 06164164 da rete mobile. In alternativa ci si può rivolgere ad un Caf o ad un Patronato.

L'Inps a quel punto analizzerà la documentazione pervenuta e deciderà se erogare o meno l'assegno di natalità o bonus bebè.

Quando va presentata la domanda

La domanda va presentata entro 90 giorni dalla nascita del bambino o dall’ingresso in famiglia se si tratta di adozione o affidamento preadottivo. In tale caso, l’assegno viene concesso a decorrere dal mese di nascita o di ingresso in famiglia del figlio adottato.

Se la domanda viene presentata dopo i 90 giorni, il bonus decorrerà dal mese in cui viene effettuata la richiesta, con la conseguenza che si perderanno le mensilità precedenti.

Se il genitore che ha richiesto l’assegno decade dalla patria potestà oppure il figlio viene affidato all’altro genitore, quest’ultimo per subentrare nel diritto all’assegno di natalità deve presentare una nuova domanda. In particolare questa domanda va presentata entro i 90 giorni successivi all’emanazione del provvedimento con cui il giudice ha disposto la decadenza dalla potestà oppure ha affidato il figlio all’altro genitore. L’assegno, in questo caso, spetta al nuovo genitore richiedente dal mese successivo a quello in cui è stato emanato il provvedimento del giudice. Anche in questo caso se la domanda viene presentata oltre il termine di 90 giorni l’assegno decorre dal mese di presentazione della domanda.

Infine in caso di decesso del genitore che ha presentato la richiesta, l’erogazione dell’assegno di natalità continua a favore dell’altro genitore. Chiaramente quest’ultimo dovrà comunicare all’Inps le modalità con le quali intende ricevere il bonus; ha 90 giorni dalla data del decesso per farlo.

Per il calcolo dei 90 giorni si applica il solito principio: vengono presi in considerazione anche i giorni festivi, non si computa il giorno iniziale e il termine di scadenza coincide con il 90esimo giorno di calendario. Se il termine scade in un giorno festivo, è prorogato di diritto al giorno seguente non festivo.

Nuove modalità di comunicazione del codice Iban

Nel caso in cui il richiedente opti per l'accredito del bonus bebè sul conto corrente bancario o postale, libretto postale e carta prepagata, oltre a riportare il codice Iban nella domanda, il richiedente è tenuto a compilare e presentare anche il modello SR163 (“Richiesta di pagamento delle prestazioni a sostegno del reddito”). Ciò al fine di verificare la corrispondenza tra l’Iban indicato nella domanda di assegno e la titolarità del conto a cui l’iban stesso si riferisce.

Il modello SR163 può essere inviato contestualmente alla domanda o in un momento successivo. In ogni caso il richiedente dovrà scannerizzare ed allegare il modello SR163 avvalendosi della funzione ”allega documento”. In tutto questo può naturalmente avvalersi del supporto del patronato.

In alternativa può inviare il tutto alla casella PEC della sede Inps competente per territorio. Chi non fosse in possesso di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) potrà scannerizzare e inviare il modello SR163, con allegata la copia di un documento d’identità in corso di validità, da una casella di posta elettronica ordinaria, alla casella istituzionale delle Prestazioni a sostegno del reddito della sede Inps competente per territorio. Tutti gli indirizzi PEC e di posta elettronica tradizionale delle Strutture territoriali dell'Inps sono reperibili nel sito www.inps.it, nella sezione “Le Sedi INPS”.

Nulla vieta che il richiedente possa recarsi personalmente presso la Struttura Inps territorialmente competente e presentare il modello in originale, con allegata copia del documento di identità.

Bonus bebè: attestazioni ISEE incomplete o errate

Attenzione perchè dal 2017 l'Inps ha messo a punto nuove funzioni per intercettare automaticamente quelle attestazioni ISEE che contenessero dati incompleti o errati sui rapporti finanziari. Come abbiamo spiegato in questo articolo, l'ISEE viene calcolato sulla base di taluni dati autodichiarati dal cittadino, dei dati forniti dall’Agenzia delle Entrate e di quelli in possesso all’INPS.

In particolare sui dati che si riferiscono al patrimonio mobiliare del richiedente (azioni, conti correnti, fondi comuni, ecc.), l'Agenzia delle Entrate effettuerà dei riscontri e nel caso in cui dovessero emergere difformità o omissioni, informerà prontamente l'Inps che a sua volta provvederà a porre in stand-by la pratica o a sospendere il pagamento della prestazione (se questo è in corso).

Chiaramente informa il richiedente inviandogli una comunicazione all’indirizzo di posta elettronica certificata indicato nella domanda (PEC dell’utente o del Patronato) o, in mancanza, all’indirizzo di residenza/domicilio del richiedente tramite  raccomandata con avviso di ricevimento.

A questo punto il richiedente ha due possibilità:
a) avvalersi della stessa  attestazione ISEE ma presentando la documentazione che prova che non vi è alcun errore o omissione. Tale documentazione va richiesta esclusivamente all’istituto (Banca, Poste Italiane, ecc.) che ha comunicato i rapporti finanziari all’Agenzia delle Entrate;
b) presentare una nuova DSU, che questa volta includa le informazioni in precedenza omesse o riportate in maniera errata.

Nell’uno e nell’altro caso ha 30 giorni di tempo a disposizione.

Nel merito è opportuno sottolineare che se si vogliono sanare delle situazioni per le quali sono stati rilevati errori o omissioni nell’attestazione ISEE, è opportuno attivarsi con la presentazione della nuova Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) prima della fine dell’anno. In caso contrario il rischio concreto è quello di non recuperare le mensilità sospese dall’Inps a seguito dei riscontri effettuati.

Bonus bebè e ISEE corrente

In presenza di rilevanti variazioni della situazione reddituale che non rappresentano fedelmente la reale situazione economica del nucleo familiare si rende necessario il ricorso all’ISEE corrente. A tal proposito è utile ricordare che ll modello Isee corrente può essere utilizzato solo nel caso in cui per lo stesso nucleo familiare esista già un Isee in corso di validità. La validità dell’Isee corrente è pari a due mesi, e decorre dal momento della presentazione del modulo sostitutivo della dichiarazione.

Disponendo di un ISEE corrente si può presentare la domanda di assegno in presenza entro e non oltre i suoi due mesi di validità e comunque a condizione che tale non superi la soglia dei 25.000 euro. In tal caso l’importo dell’assegno viene determinato in base al valore dell’ISEE corrente.

L’ISEE corrente, prima della scadenza dei due mesi di validità, può essere rinnovato previa presentazione di una nuova DSU Modulo sostitutivo.

Perdita del bonus bebè

Il nucleo familiare che beneficia del bonus bebè decade dall'assegno qualora si verifichi una delle seguenti cause:

  • compimento di un anno di età, compimento di un anno dall’ingresso in famiglia del minore a seguito dell’adozione o dell’affidamento preadottivo;
  • raggiungimento della maggiore età del figlio adottato;
  • perdita, da parte del richiedente, di uno dei requisiti previsti dalla legge (trasferimento della residenza all’estero, perdita del requisito della cittadinanza, ISEE superiore a 25.000 euro, revoca dell’affidamento preadottivo da parte del giudice, ecc.).
  • revoca dell’adozione;
  • decadenza dall’esercizio della responsabilità genitoriale;
  • affidamento esclusivo del minore al genitore che non ha presentato la domanda;
  • affidamento del minore a persona diversa dal richiedente.

Al verificarsi di uno di questi casi, l'Inps interrompe l'erogazione dell'assegno a partire dal mese successivo.

Il genitore che richiede il bonus bebè ha l'obbligo di comunicare tempestivamente all'Inps l'eventuale verificarsi di una delle cause di decadenza, fermo restando il recupero da parte dell'Istituto delle somme indebitamente erogate.

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51848 - Redazione
30/03/2018
Laura, purtroppo la domanda va presentata entro 90 giorni dalla nascita del bambino.

51825 - laura
27/03/2018
Figlia nata 25/3/17 Ho inserito domanda bonus bebe 1 mese fa, ma il CAF non mi ha ancora fatto isee 2017 con redditi 2016 posso ancora allegare isee o ho perso diritto a presentare la domanda???

51107 - Redazione
12/12/2017
Francesca, la domanda va presentata entro 3 mesi dalla nascita del figlio. Se la stessa viene inoltrata successivamente, il Bonus bebè viene erogato a partire dalla data di presentazione della domanda e fino al compimento dei 3 anni del figlio, senza il diritto a ricevere gli arretrati.

51072 - FRANCESCA C.
06/12/2017
Mio figlio ha 15 mesi, non sapevo del bonus bebè, ho i requisiti richiesti per poterlo avere. Posso fare domanda ora? Potrò avere anche gli arretrati? Per quanto tempo potrò averlo? Grazie

41759 - Redazione
05/10/2015
Marilena, se rispetta i limiti stabiliti per l'Isee può comunque fare domanda; legga in proposito questo articolo.

39464 - Redazione
29/05/2015
Maria, avendone i requisiti perchè no.

39463 - maria
29/05/2015
Si può richiedere sia il bonus bebè che la carta acquisti?