Sistemi di informazioni creditizie: ecco come difendersi

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Quando ti rechi in banca o presso una società finanziaria per richiedere un prestito, il funzionario incaricato prima di decidere se concederlo o meno, ha il dovere di raccogliere una serie di dati e di informazioni che ti riguardano. Queste informazioni, che ottiene attraverso la consultazione di particolari banche dati di natura privata - chiamate Sistemi di Informazioni Creditizie (SIC) - e pubblica (Centrale Rischi della Banca d'Italia), sono necessarie alla banca o alla finanziaria per valutare la tua solvibilità e affidabilità e quindi il rischio creditizio. Senza tali informazioni l’istituto difficilmente potrebbe deliberare la concessione di un finanziamento in tuo favore.

Si parla, in proposito, di referenza creditizia, ad indicare appunto la reputazione che tu cliente hai presso gli istituti di credito con riferimento ai rapporti di finanziamento.

E' importante che il funzionario ti informi adeguatamente del fatto che l’attività di raccolta dati è regolamentata dal Codice sula Privacy e che il loro trattamento è effettuato esclusivamente per finalità correlate alla tutela del credito e al contenimento dei relativi rischi e, in particolare, per una valutazione della tua affidabilità, solvibilità e puntualità nei pagamenti.

Naturalmente l’istituto finanziario prima di decidere se concederti o meno un prestito o una carta di credito, non si limita ad una valutazione dei dati contenuti nei Sistemi di Informazioni Creditizie, ma raccoglie una serie di altre informazioni: alcune sarai tu stesso a fornirgliele (reddito, situazione patrimoniale, ecc.), altre le trarrà da registri o elenchi pubblici (elenco dei protesti, informazioni dai registri dei tribunali e uffici di pubblicità immobiliare, ecc.).

Sistemi di Informazioni Creditizie: cosa sono

Come abbiamo detto, le banche dati a cui accedono gli intermediari finanziari (banche, società finanziarie, società di leasing, ecc.) si chiamano Sistemi di Informazioni Creditizie (SIC), un tempo conosciuti come "centrali rischi private". Esse raccolgono appunto una serie di informazioni che riguardano un determinato soggetto (privato o impresa) in merito ai finanziamenti che gli sono stati concessi o di cui ha fatto semplicemente richiesta: prestiti personali, mutuo ipotecario, credito al consumo, cessioni del quinto, carte di credito revolving, ecc.

I SIC attivi in Italia sono sono:

- CRIF S.p.A. (Centrale Rischi Finanziari)
Ufficio Relazioni con il Pubblico Via Zanardi 41 - 40131 Bologna Tel. 0516458900, Fax 0516458940 Sito internet: www.consumatori.crif.com

- EXPERIAN CERVED INFORMATION SERVICE S.p.A.
Servizio Tutela Consumatori Piazza dell’Indipendenza 11/b - 00185 Roma Tel 06/454861 - Fax 06/45486480 Sito internet: www.experian.it (Area Consumatori)

- CTC (Consorzio Tutela del Credito) Corso Italia 17 – 20122 Milano Tel. 02/66710235-29, Fax 0267479250 Sito internet: www.ctconline.it

I Sistema di Informazioni Creditizie non vanno confusi con il CAI - Centrale Allarme Interbancaria. Il CAI, infatti, è un archivio che raccoglie i dati sull’emissione di assegni scoperti o sull’utilizzo di carte di credito senza autorizzazione o prive di copertura. I Sistemi di Informazioni Creditizie non contengono informazioni su cambiali o assegni protestati.

Sistemi di Informazioni Creditizie: cosa contengono

I SIC contengono i dati anagrafici del soggetto, lo stato dei prestiti (anche di quelli già estinti), la puntualità o i ritardi nel rimborso delle rate e ogni altra informazione indicativa di un comportamento più o meno rischioso da parte di quel determinato cliente: incaglio nei pagamenti (inadempimenti continuati a causa di una situazione di difficoltà economica), situazione di insolvenza (credito difficilmente recuperabile per la banca ma situazione ancora teoricamente sanabile), passaggio a sofferenza (credito giudicato dalla banca irrecuperabile), passaggio a perdita, blocco della carta di credito per morosità, comportamento fraudolento con la propria carta di credito, ecc.).

Queste banche dati sono alimentate dagli stessi istituti finanziari, nel senso che questi ultimi da un lato vi accedono per conoscere non solo l’esposizione debitoria del cliente al fine di cautelarsi contro i rischi derivanti dalla concessione di più finanziamenti in suo favore da parte di diversi istituti, ma anche per avere ad esempio informazioni circa la regolarità con cui effettua i pagamenti, e dall’altro immettono loro stessi i dati relativi ai rapporti di credito con la propria clientela.

Questo significa che nel momento in cui ti rechi in banca per una richiesta di prestito oppure in un centro commerciale per acquistare a rate un elettrodomestico, il tuo nominativo verrà automaticamente segnalato e inserito nei Sistemi di Informazioni Creditizie. Naturalmente è necessario che tu abbia ricevuto l'informativa specifica ed abbia prestato il consenso al trattamento dei dati nell’ambito del SIC. Consenso che invece non è necessario per la registrazione dei tuo dati al SIC nel caso in cui si verificano ad esempio ritardi nel rimborso del prestito (“dati negativi”).

Ciò comporterà che nel momento in cui deciderai di rivolgerti ad un altro istituto per richiedere un altro prestito o una nuova carta di credito, quest’ultimo potrà sapere immediatamente se ci sono altre richieste di finanziamento pendenti, se hai in corso una cessione del quinto, se paghi regolarmente le rate, se ti è stato rifiutata la concessione di una carta di credito prestito e così via.

E’ bene precisare comunque che essere presenti nei Sistemi di Informazioni Creditizie non equivale ad essere inseriti in una black list di cattivi pagatori. Non a caso la stragrande maggioranza dei soggetti presenti, paga regolarmente le rate e non può essere in alcun modo identificato come un cattivo pagatore.

Sistemi di Informazioni Creditizie: chi vi accede

Ai Sistemi di Informazioni Creditizie accedono, oltre alle banche, società finanziarie e di leasing, anche le imprese che nell’ambito della propria attività commerciale o professionale concedono dilazioni di pagamento nella fornitura di beni e servizi.

Considerato che l’accesso al SIC è concesso esclusivamente per finalità di prevenzione e controllo del rischio di insolvenza, i soggetti appena indicati non possono in alcun modo utilizzare quei dati per finalità di marketing (ad esempio reperire l’indirizzo di Caio per inviargli una comunicazione commerciale).

Sistemi di Informazioni Creditizie: per quanto tempo sono conservati i dati

Col fine di tutelare i diritti di quanti risultano censiti nelle banche dati, dal 2005 esiste per i SIC un “Codice di deontologia e di buona condotta”, che come prima cosa fissa i tempi di conservazione delle informazioni contenute nella banca dati. In pratica esse vengono conservate in banca dati per un periodo che varia a seconda della tipologia e della gravità dell'irregolarità. Allo scadere di tale periodo esse vengono automaticamente cancellate dai SIC. Di seguito si riporta lo schema riassuntivo:

- Richieste di finanziamento
Non possono essere mantenute per più di 6 mesi, tuttavia se la richiesta non viene accolta o il cliente rinuncia al finanziamento, la cancellazione deve avvenire entro un mese;

- Ritardi nel pagamento di due rate (o di una rata per due mesi), poi regolarizzati
Le informazioni restano visibili in banca dati per la durata di 12 mesi dal momento in cui la morosità è stata sanata. Così se non si pagano le rate di Febbraio e Marzo 2017, poi saldate a Giugno 2017, la segnalazione riguardante le 2 rate pagate in ritardo verrà cancellata automaticamente solo a Giugno 2018, dodici mesi dopo la regolarizzazione.

- Ritardi superiori, poi regolarizzati
Le informazioni restano visibili per la durata di 24 mesi dalla data della regolazione debitoria Così se non si pagano le rate di Febbraio, Marzo e Aprile 2017, poi saldate a Luglio 2017, la segnalazione riguardante le 3 rate pagate in ritardo sarà presente in banca dati fino a Giugno 2018, dunque per ventiquattro mesi dalla regolarizzazione.

- Eventi negativi (ossia morosità, gravi inadempienze, sofferenze) non sanati
Le informazioni in questo caso sono mantenute in archivio per 36 mesi dalla data di scadenza contrattuale del rapporto, o dalla data in cui si è registrato un aggiornamento sul rapporto di credito (passaggio a perdita, cessione del credito, ecc).

- Rapporti che si sono svolti positivamente (senza ritardi o altri eventi negativi)
In questo caso le informazioni rimangono visibili per 36 mesi dalla cessazione del rapporto o di scadenza del contratto o dal primo aggiornamento del mese successivo a tali date.

Prima della scadenza dei termini sopra indicati, la persona interessata non può chiedere ed ottenere la cancellazione dei dati che lo riguardano, anche se nel frattempo ha provveduto a sanare l’irregolarità. Sulla questione è intervenuto anche il Garante per la Privacy, il quale ha tenuto a ribadire che le segnalazioni ai Sistemi di Informazioni Creditizie vengano effettuate dagli intermediari finanziari solo nel caso in cui si rilevino mancati pagamenti di somme consistenti o, nel caso di importi bassi, nel caso in cui si riscontri una morosità di due mesi consecutivi o due rate.

Inoltre al verificarsi di tale ipotesi, l’intermediario finanziario prima di effettuare la segnalazione al SIC, deve - 15 giorni prima - darne comunicazione al cliente, così da consentirgli di intervenire ed eventualmente sanare la propria posizione. Il cliente in buona sostanza può evitare la segnalazione ai SIC solo in occasione del primo ritardo nei rimborsi, effettuando il versamento della rata scaduta.

Chiaramente l’intermediario finanziario ha l'obbligo di controllare l'esattezza delle informazioni segnalate, di provvedere al loro costante aggiornamento e di mantenere il più assoluto riserbo sulle informazioni di cui viene in possesso.

Sistemi di Informazioni Creditizie: come modificare o cancellare i propri dati

Ma i Sistemi di Informazioni Creditizie se da un lato hanno rappresentano strumenti utili agli intermediari finanziari per valutare il grado di affidabilità dei propri clienti nell’onorare i debiti, dall’altro hanno l’importante funzione di tutelare i diritti di chi vi è iscritto, nel senso che a ciascuno è data la possibilità di rettificare, aggiornare o cancellare le informazioni non corrette che lo riguardano.

Così potrebbe capitare di recarti in banca e vederti rifiutare la concessione di un finanziamento o di una carta di credito perché il SIC ti identifica - magari erroneamente - come un cattivo pagatore. In questi casi come comportarsi? La risposta è semplice: devi verificare se c'è stato un errore o se sei effettivamente moroso, magari per errore o per semplice dimenticanza.

Non è necessario che ti rivolga alle società di intermediazione che offrono questo servizio, dal momento che è sufficiente inviare al proprio istituto finanziario o direttamente alla società che gestisce il SIC, una richiesta di accesso ai dati personali, ai sensi dell’art. 7 del D.Lgs 206/93 (Codice della Privacy). Questo il fac simile di richiesta di accesso ai dati personali presenti nel SIC. Si fa presente comunque che alcune società rendono disponibile sul proprio sito anche un modulo online di richiesta di accesso agli atti.

Con la lettera che abbiamo predisposto e che puoi scaricare gratuitamente dal nostro portale, puoi chiedere la conferma circa l’esistenza di determinate informazioni che ti riguardano, ma anche la loro rettifica o cancellazione. In particolare la cancellazione delle informazioni può essere richiesta ad esempio perché ritieni che esse siano illegittimamente trattenute, visto che è trascorso più di un anno (o più di due anni se i ritardi sono superiori a due rate o due mesi o sono passati tre anni se le sofferenze non sono mai state regolarizzate) da quando esse sono state comunicate.

Si può chiedere la cancellazione dei propri dati dai Sistemi di Informazioni Creditizie anche quando si ha la certezza di essere rimasti vittima di un furto di identità. A tal proposito ti ricordiamo di conservare sempre con molta cura i tuoi documenti personali, le carte di credito/debito (leggi ad esempio "Frodi con carta di credito: come difendersi") e perfino le ricevute dei pagamenti effettuati con carta o bancomat. Se finissero in mani sbagliate, infatti, il rischio di un loro utilizzo illecito sarebbe estremamente elevato. Al verificarsi di una simile ipotesi sarebbe opportuno allegare alla richiesta la denuncia presentata alle Forze dell’Ordine per dichiarare l’estraneità al rapporto di credito.

La società che gestisce quel SIC deve inviarti una risposta nel tempo massimo di 15 giorni, nel caso in cui ciò non avvenga si può far ricorso all’Autorità Giudiziaria e/o al Garante per la Privacy.

Dalla risposta che ottieni puoi scoprire che si tratta chiaramente di un errore, nel qual caso hai la possibilità di chiedere la loro cancellazione, allegando ad esempio un documento che dimostra che il pagamento è avvenuto nei tempi previsti. Visto che il SIC non può autonomamente procedere alla rettifica o cancellazione dei dati (dovrà confrontarsi prima con l’istituto finanziario), per accelerare l’iter, ti consigliamo di recarti personalmente in banca o presso la finanziaria con la documentazione in tuo possesso, così da consentire a quest’ultima di comunicare rapidamente la rettifica o l’aggiornamento dei dati ai Sistemi di Informazioni Creditizie.

Ma potresti anche scoprire che la segnalazione presente nei SIC in effetti corrisponde al vero. In questo caso hai comunque il diritto che i dati ti vengano trasmessi e che gli stessi siano conservati nel rispetto della tempistica sopra indicata.

La richiesta normalmente è gratuita, a meno che la stessa non si dimostri infondata, nel senso che nella banca dati non risultino presenti informazioni che ti riguardano. In questo caso la società che gestisce la banca dati può addebitarti un contributo che in ogni caso non può superare l’importo di 10 euro.

Per la richiesta di accesso agli atti puoi giovarti anche dell'assistenza delle Associazioni per la difesa dei consumatori, in particolare di quelle che con le quali sono stati sottoscritti specifici protocolli d'intesa, con la finalità di migliorare la conoscenza circa il funzionamento dei Sistemi di Informazioni Creditizie (SIC) e offrire ai consumatori un canale preferenziale nell'accesso ai dati del SIC che li riguardano. Ad esempio il Crif ha sottoscritto un accordo con le associazioni Adiconsum, Assoutenti, Codacons e Federconsumatori, mentre Experian lo ha fatto con Adiconsum, Movimento Difesa del Cittadino, Codacons, Assoutenti e Asso-Consum.

I protocolli siglati hanno anche l'importante scopo di facilitare la risoluzione di eventuali controversie insorte tra cliente e istituto finanziario e/o SIC relativamente al trattamento dei dati, attraverso il ricorso alla conciliazione.

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