Automobilisti e multe: 10 cose che devi sapere

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Gli italiani hanno uno strano rapporto con le multe: dicono di odiarle, ma continuano ad accumularne milioni ogni anno. A tal proposito, possiamo fornirti qualche dato, pubblicato sul sito del Corriere della Sera solo qualche settimane fa. Il sistema informativo Siope, nel 2016, ha registrato un incremento sulle contravvenzioni del 3,8% rispetto all’anno precedente, con un importo totale pari a un miliardo e 415 milioni di euro. Milano è la città che conta il maggior numero di verbali pagati, con oltre 157 milioni di introiti, mentre Roma la segue al secondo posto, con un incasso di 144 milioni di euro. Considerate le cifre astronomiche, viene da pensare che la repulsione per le regole imposte dal Codice della Strada sia più forte dell’avversione per le sanzioni amministrative che ne conseguono.

Da parte nostra diciamo che è giusto rispettare il codice della strada, ma i cittadini non sono mucche da mungere. Del resto che ci sia un utilizzo fortemente “distorto”, ad esempio, degli apparecchi di rilevazione della velocità col solo fine di fare cassa a spese della sicurezza stradale è indiscutibile.

Fatte queste premesse, ti consigliamo di leggere la guida che segue per scoprire quali sono le 10 cose che tutti dovrebbero sapere sulle multe.

Punto 1: multe ridotte se pagate entro 5 giorni

Se hai preso una multa a causa di una violazione del Codice della Strada e non ci sono i presupposti per fare ricorso, puoi fare affidamento sulla tua intraprendenza e velocità, così da ottenere uno sconto sull’importo da pagare. Per essere precisi, chi paga una multa entro 5 giorni potrà avvalersi di una riduzione del 30%. Non male, vero? Chiaramente i 5 giorni vanno calcolati in base al tipo di contestazione ricevuta. Ad esempio, se ti fermano al posto di blocco e gli agenti compilano e ti consegnano un verbale di contravvenzione, perché non avevi la cintura di sicurezza allacciata (contestazione immediata), allora i 5 giorni decorrono dal giorno successivo alla consegna del verbale. Al contrario, se il verbale ti viene notificato tramite raccomandata (contestazione differita) allora i 5 giorni dovranno essere calcolati dal giorno successivo alla data in cui ti è stata notificata la multa dal postino. Se il termine di pagamento cade un giorno festivo la scadenza viene portata al primo giorno feriale utile.

Attenzione: se paghi la multa mediante bonifico, bancomat o carta di credito, devi sapere che viene considerata la data di accredito e non quella di pagamento. Vuoi saperne di più? Leggi “Sconto multe a chi paga subito”.

Punto 2: ci sono 3 modalità di ricorso

Se prendi una multa che ritieni essere illegittima, puoi fare ricorso al Prefetto della Provincia nella quale si è verificata la violazione, oppure presso gli uffici del Giudice di Pace. Non tutti sanno che nel caso in cui il verbale sia palesemente ingiusto o errato (il veicolo è stato rubato o venduto prima dell’infrazione, la targa e il modello non sono quelli della tua auto, ci sono 2 verbali per la medesima violazione, ecc.) puoi fare ricorso in autotutela, rivolgendoti direttamente agli agenti dell’organo accertatore, ovvero le forze di Polizia che hanno elevato il verbale. Fondamentalmente, l’autotutela amministrativa è un’alternativa economica concessa all’automobilista, al fine di evitare ulteriori conflitti e il coinvolgimento di altri soggetti, come i legali, il giudice, i Prefetti e così via. Questa è l’istanza di annullamento multa in autotutela che puoi scaricare gratuitamente da Moduli.it. Per approfondire l’argomento leggi “Multe: come proporre il ricorso in autotutela”.

Punto 3: la notifica delle multe dopo 90 giorni ne giustifica l’annullamento

Se il portalettere ti consegna il verbale di contravvenzione oltre i 90 giorni dalla data in cui è stata materialmente comessa l'infrazione, puoi non pagarlo e chiederne l’annullamento, dato che sono scaduti i termini utili per la notifica. A tal proposito, ci teniamo a specificare che è proprio il Codice della Strada, nell'articolo 201, a stabilire che “Qualora la violazione non possa essere immediatamente contestata, il verbale, con gli estremi precisi e dettagliati della violazione e con la indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata, deve, entro novanta giorni dall'accertamento, essere notificato all'effettivo trasgressore …”.

Chiaramente, per ottenere l’annullamento, bisogna fare ricorso. Questo è il modulo da utilizzare. E' importante calcolare in modo corretto i 90 giorni, sapendo che si può sforare tale termine solo in precise circostanze che trovi riassunte nell’articolo “Multe notificate oltre i 90 giorni: come contestarle

Punto 4: le multe prese all’estero vanno sempre pagate

Se hai sempre trascurato le sanzioni amministrative prese all’estero, sappi che non sei l’unico. Il fenomeno ha raggiunto proporzioni tali da indurre gli Stati Membri dell’Unione Europea ad adottare un sistema che consenta il reciproco riconoscimento delle sanzioni pecuniarie. Tra le tante novità introdotte nel 2016 è bene ricordare anche l’attuazione della decisione quadro 2005/214/GAI e il decreto legislativo n. 37/2016 che, in pratica, attribuisce alle multe elevate all’estero la stessa validità di quelle comminate in Italia.

Ciò vuol dire che le conseguenze sono le stesse, mentre le modalità di notifica si adeguano a quelle dei diversi stati europei (ad esempio, potrai ricevere la notifica anche tramite posta semplice, e non mediante l’invio della raccomandata). Per saperne di più ti consigliamo di leggere l’articolo che abbiamo dedicato all’argomento: “Hai preso delle multe all’estero? Devi pagarle, ecco perché”.

Punto 5: si alla rateazione delle multe

L’articolo 202-bis dalla Legge 120 del 29 luglio 2010 stabilisce che alcuni soggetti, in possesso di determinati requisiti, possono chiedere la rateazione delle sanzioni amministrative con importo superiore a 200 euro. Non resta che specificarti quali siano questi requisiti: il soggetto può avvalersi della rateazione solo se dimostra di vivere in una condizione economica disagiata. Nello specifico, egli deve dimostrare, tramite l’ultima dichiarazione dei redditi, di essere titolare di un reddito imponibile IRPEF non superiore a 10.628,16 euro. Se il richiedente vive con il coniuge o con altri familiari, il reddito complessivo si calcola sommando i redditi di ciascun membro del nucleo familiare. Il limite, inoltre, viene elevato di 1.032,91 euro per ogni familiare convivente. Quindi se la tua famiglia è composta da moglie e due figli, la soglia si alza a 13.726,89 euro.

Questo è il modulo di richiesta rateazione da inviare all’organo accertatore entro 30 giorni dalla data di ricezione del verbale. Al presente modulo va allegata una copia dell’ultima dichiarazione dei redditi e una copia del verbale di contravvenzione. Ti consigliamo di leggere anche l’articolo “Pagare una multa a rate: si può, ecco come”, nel quale troverai altre informazioni utili allo svolgimento della procedura.

Punto 6: le multe con autovelox e le bufale sulla contestazione immediata

Non è difficile trovare informazioni fuorvianti in rete, che incentivano gli automobilisti al ricorso per multe elevate da autovelox, anche quando non c’è una motivazione valida. Ci riferiamo, nello specifico, ai casi in cui viene proposto il ricorso se la multa non viene elevata con contestazione immediata (ovvero fermando il veicolo al posto di blocco). Tutto ciò è una grande bufala, tuttavia ci sono dei rari casi che fanno eccezione.

Se l’autovelox è fisso, mobile o automatico ed è posto su autostrade (tipo A), strade extraurbane principali (tipo B), strade extraurbane secondarie (tipo C) p strade urbane di scorrimento (tipo D) non è prevista la contestazione immediata al conducente. Tuttavia il verbale deve contenere il richiamo all’art.201 comma 1 bis lettera F del Codice della Strada o al decreto prefettizio che disciplina l’uso e il posizionamento dell’apparecchio in quel determinato punto.

Devono essere contestate immediatamente solo le multe autovelox elevate su strade urbane, il cui territorio non rientra fra le competenze del Prefetto. Attenzione però: se il tratto stradale è pericoloso e non consente l’arresto del veicolo in tutta sicurezza, il verbale può altresì essere inviato presso il domicilio dell’automobilista, completo di adeguate motivazioni e riferimenti legislativi. Nell’articolo Come e quando fare ricorso per multe da autovelox” trovi l’elenco completo dei casi in cui è possibile fare ricorso.

Punto 7: quando contestare le multe sulle strisce blu

Se hai preso una multa per aver parcheggiato sulle strisce blu senza pagare il ticket, sappi che c’è una possibilità per fare ricorso e ottenerne l’annullamento. Lo si capisce leggendo l’articolo 7, comma 8 del Codice della Strada “Qualora il comune assuma l’esercizio diretto del parcheggio con custodia o lo dia in concessione ovvero disponga l’installazione dei dispositivi di controllo di durata della sosta, su parte della stessa area o su altra parte nelle immediate vicinanze, deve riservare una adeguata area destinata a parcheggio rispettivamente senza custodia, o senza dispositivi di controllo di durata della sosta”.

In pratica, se nelle immediate vicinanze di un area di sosta con strisce blu non ci sono parcheggi gratuiti o con disco orario, la multa può essere contestata facendo ricorso al Giudice di Pace (questo è il modulo che puoi scaricare gratuitamente da questo portale). Ottima notizia no? C’è solo una restrizione a questa regola, che riguarda il posizionamento del parcheggio. Se, infatti, questo si trova all’interno di zone a traffico limitato o pedonali, oppure di particolare pregio che giustificano una diversa amministrazione del traffico e dela circolazione urbana, non sarà possibile far valere il proprio diritto al parcheggio gratuito. Modulistica e ulteriori indicazioni sul da farsi, nel caso in cui desiderassi contestare la multa, sono disponibili nell’articolo che Moduli.it ha dedicato all’argomento: “Multe e Strisce blu: quando è possibile ricorrere”.

Concludiamo ricordando che la notizia diffusa dai maggiori mezzi di informazione, secondo cui con il parchimetro sprovvisto di dispositivi attrezzati col bancomat il parcheggio sulle strisce blu è da considerarsi gratuito, è parzialmente vera. Nell'articolo "Parcometro senza POS? Multa nulla ... ma non sempre" ti spieghiamo perché.

Punto 8: multe in prescrizione e richiesta di annullamento

Sono in molti a non saperlo, ma le multe hanno una precisa data di scadenza. L’articolo 209 del Codice della Strada contiene rimandi alla legge n. 689 del 24 novembre 1981, articolo 28, nella quale si legge che "il diritto a riscuotere le somme dovute per le violazioni indicate dalla presente legge si prescrive nel termine di cinque anni dal giorno in cui è stata commessa la violazione”. Se, dunque, ti viene recapitata una multa per l’infrazione commessa più di 5 anni fa, sappi che non sei tenuto a pagarla, in quanto è andata in prescrizione.

Tuttavia qualora avessi ricevuto, con riferimento allo stesso verbale di contravvenzione, delle notifiche successive (come ad esempio una cartella Equitalia o un preavviso di fermo amministrativo), con tutta probabilità non potrai considerare la multa automaticamente “scaduta”. Questo perché le comunicazioni recapitate dal portalettere hanno riavviato la prescrizione, facendola ripartire da zero. Se invece, dai calcoli fatti, la multa risulta effettivamente prescritta, allora non devi far altro che compilare questo fac simile di istanza di sgravio cartella per multa prescritta. Ulteriori approfondimenti li trovi nell'articolo “Prescrizione multe: quando e come farla valere”.

Punto 9: multe non pagate? Ecco quali sono le conseguenze

È un consiglio spassionato, quello che ti diamo: se non ci sono i presupposti per fare ricorso, mettiti l’anima in pace e paga la multa. Ti risparmierai ulteriori e non poco onerosi problemi. Ora ti spieghiamo, in breve, cosa succede se non corrispondi l’importo del verbale entro 60 giorni e non avvii nessun procedimento di ricorso. Per prima cosa, riceverai una comunicazione tramite il servizio postale “Atti Giudiziari”: si tratta di un avviso bonario che ti sollecita al pagamento della contravvenzione entro 30 giorni. Oltre al verbale, dovrai corrispondere anche le spese di notifica, che solitamente non superano i 15,00 euro. Attenzione, perché se passa il postino a consegnarti la raccomandata, ma in casa non c’è nessuno, egli ti lascerà il tagliando per ritirarla presso l’ufficio postale. Questa specifica modalità di ritiro ti costerà 3,40 euro in più.

Mettiamo il caso che tu rifiutassi di pagare. Cosa potrebbe accadere? Diciamo che la stragrande maggioranza delle volte l’importo della sanzione viene iscritto a ruolo da un ente di riscossione. In tal caso, l’importo da pagare si alzerà notevolmente, in quanto verranno applicati sanzioni, interessi di mora e spese di notifica della cartella esattoriale. Considera che nel 2017 le multe hanno anche subito un sensibile aumento, dunque lascando che le cose facciano il loro corso, rischi di ritrovarti in una situazione assai più spiacevole, come ad esempio essere vittima del recupero forzoso dei crediti. Approfondisci questo argomento, leggendo “Multe non pagate: ecco quali sono le conseguenze”.

Attenzione perchè dal 1° Luglio 2017 per multe (e tasse) non pagate il fisco potrà prelevare le somme dovute direttamente dal tuo conto corrente, senza chiedere una preventiva autorizzazione al giudice. Tuttavia il blocco del conto non avverrà in maniera automatica, visto che il contribuente riceverà avvisi e solleciti di pagamento e avrà 60 giorni di tempo per pagare la multa, contestarla o chiederne la rateizzazione.

Punto 10: quali multe possono elevare gli ausiliari del traffico

Gli ausiliari del traffico non sono dei veri e propri agenti di polizia, dunque hanno delle competenze estremamente limitate, per quanto riguarda l’argomento “multe”. A tal proposito, è bene che tu sappia, quanto disposto dalla Corte di Cassazione, nella sentenza 2973 del 15 gennaio 2016. In pratica, la Corte ha stabilito che gli ausiliari del traffico possono contestare solo le infrazioni relative alla sosta dei veicoli, ciascuno secondo le proprie competenze. Ecco perché sta all’automobilista che riceve il verbale indagare sull’effettiva legittimità della sanzione. Vediamo, nello specifico, chi può contestare cosa.

1. Gli agenti ausiliari, dipendenti dall’Amministrazione Comunale e/o dalla società che gestisce i parcheggi a pagamento nell’area comunale, possono multare solo i veicoli in sosta sulle strisce blu, oppure quelli parcheggiati nello spazio adiacente l’area di sosta, che impediscono l’entrata e l’uscita delle altre autovetture e così via;

2. Il personale ispettivo delle aziende di trasporto pubbliche può multare i veicoli che sostano sulle corsie riservate ai mezzi di trasporto (leggi "Multa corsia preferenziale: quando e come presentare ricorso").

3. Gli ausiliari del traffico possono procedere alla rimozione dei veicoli, qualora essi si trovino maldestramente in sosta, in area adiacente all’area contrassegnata dalle strisce blu, impedendo il passaggio agli altri veicoli;

4. Il personale ispettivo delle aziende di trasporto pubbliche, può disporre la rimozione dei veicoli che sostano negli spazi e sulle corsie riservate ai mezzi pubblici, oppure si trovano in seconda fila, impedendo la normale circolazione urbana.

Se hai ricevuto delle multe stradali, elevate da ausiliari, che contestano altre violazioni del Codice della Strada, sappi che puoi fare ricorso al Giudice di Pace e chiederne l’annullamento. Questo è il modulo di ricorso al Giudice di Pace per multa elevata da ausiliare al traffico che puoi liberamente scaricare da questo portale, mentre nell’articolo “Multe degli ausiliari del traffico: quando è possibile fare ricorso”  troverai ulteriori indicazioni utili all’espletamento della procedura.

Per conoscere altre curiosità ed approfondire l’argomento multe, invece, puoi scaricare la guida completa che Moduli.it ha redatto in formato ebook di modo che tu possa consultarla quando e dove vuoi.

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49730 - Redazione
22/06/2017
Domenico, riteniamo che con la denuncia dell'impiegato ACI non risolverebbe nulla. Il consiglio che le diamo è di recarsi presso lo sportello di Equitalia con le ricevute pagate e chiedere lo sgravio della cartella.

49704 - Domenico V.
20/06/2017
Posso denunciare l'impiegato dell'ACI Puglia che ogni anno, nonostante io abbia dimostrato con raccomandata senza busta e con AR che i bolli della mia macchina sono sempre stati fatti, addirittura quest'anno mi ha fatto scrivere da Equitalia, solo perchè, forse, non ha tempo di vedere l'archivio.