Multe: ecco quali sono le più diffuse in Italia

multe più diffuse, infrazioni più diffuse

Che gli italiani siano un popolo affezionato alle proprie abitudini non è una novità, ma di certo non potevamo immaginare che questa propensione implicasse anche collezionare multe per le medesime violazioni. Invece pare proprio che sia così (Leggi “Infrazioni: più del 50% degli italiani viola il CdS”). Ora se correliamo questa tendenza con i risultati di una indagine sulle multe condotta da Adnkronos e basata sui bilanci di previsione dei comuni italiani per il 2018, il quadro che emerge per gli automobilisti è decisamente preoccupante.

Che quello delle contravvenzioni per violazioni del Codice della Strada fosse uno dei principali strumenti a disposizione dei comuni per far quadrare i propri bilanci, pensiamo fosse noto a tutti. Dal Rapporto delle Polizie Locali elaborato da Anci, l'Associazione dei Comuni Italiani, emerge come nel corso del 2017 siano state complessivamente rilevate 7.900.399 violazioni delle norme di comportamento sulla strada (guida senza cintura, sorpasso vietato, violazione limite di velocità, ecc.) e 8.222.441 sanzioni per sosta irregolare (doppia fila, sul marciapiede, nello spazio riservato ai disabili, in prossimità di una curva, ecc.). I dati appaiono ancora più impressionanti se si pensa che nell'indagine risultano coinvolte "soltanto" 146 città dove vivono in tutto 20 milioni di abitanti, il 34% della popolazione italiana.

Alle attività di controllo e repressione degli illeciti condotte dai comuni, dobbiamo poi aggiungere quelle svolte da tutte le altre forze dell'ordine. In particolare la Polizia Stradale ha reso noto di aver accertato nel corso del 2017 poco meno di 2 milioni di multe, con oltre 44 mila patenti di guida e 45.875 carte di circolazione ritirate.

A questi dati vanno poi aggiunti le cifre relative alle entrate per multe che i Comuni hanno inserito nei bilanci di previsione 2018. A tal proposito i dati che emergono dal rapporto diffuso da Adnkronos fanno riflettere non poco. Si pensi che Firenze stima in questo 2018 di incassare con le multe ben 66 milioni di euro, 8 in più rispetto a quanto incassato nel 2017. Bologna, invece, stima un gettito di 38 milioni di euro circa e Padova poco meno con i suoi 33 milioni. Nel bilancio previsionale di Roma, la giunta stima entrate per contravvenzioni in materia di circolazione stradale di 208 milioni e 211 milioni rispettivamente nel 2018 e 2019. A Milano per il 2018 si stimano, incassi per sanzioni stradali di 300 milioni. Anche in piccoli comuni di provincia come ad esempio Imola o Rovigo, la voce di bilancio riservata alle "sanzioni per violazioni al Codice della strada" assume un peso di non poco conto: rispettivamente 2,8 e 2,2 milioni.

Insomma sono cifre impressionanti che denotano un urgente cambio di rotta. Ognuno ha il dovere di correggere i propri comportamenti alla guida, evitando distrazioni e cattive abitudini che mettono continuamente a rischio sicurezza stradale e portafogli. Invece, in questo articolo, vogliamo fare sulle sulle multe più diffuse sul territorio italiano. Ti informeremo anche sulle relative sanzioni e sullo sconto che è possibile ricevere, ma faremo anche un ripasso sulle modalità per chiedere l’annullamento del verbale al Prefetto o al Giudice di Pace.

Multe per eccesso di velocità

La Polizia Stradale ha comunicato che l’utilizzo del solo Tutor ha consentito di accertare, dal 1° gennaio al 30 novembre 2017, ben 468.389 violazioni dei limiti di velocità, il 21,2% in più rispetto all’anno prima. Il sistema Vergilius, invece, attivo su alcuni tratti delle strade statali (Aurelia, ecc.), nello stesso periodo ha accertato 20.160 violazioni dei limiti di velocità, l’87% in più rispetto al 2016. 

Un analogo dato emerge dal Rapporto delle Polizie Locali: in pratica il comportamento più sanzionato è l’eccesso di velocità con più di 2 milioni di sanzioni fatte nel 2016.

Viaggiare ad una velocità superiore a quella stabilita dai limiti del Codice della Strada implica non solo una sanzione di importo variabile, ma anche la decurtazione dei punti sulla patente. Gli effetti della violazione sono specificati nell’articolo 142 del codice della Strada, tuttavia puoi farti un’idea precisa di ciò a cui vai incontro anche leggendo l’articolo che Moduli.it ha dedicato all'argomento: “Multa per eccesso di velocità: cosa è importante sapere”.

Multe per mancato rispetto segnaletica verticale e semafori

Stando sempre al Rapporto delle Polizie Locali, la seconda causa di sanzione è la mancanza di rispetto della segnaletica verticale e dei semafori. Nel corso del 2017 sono state rilevate 279.321 infrazioni.

E' vero, quando la segnaletica verticale non è chiaramente visibile o leggibile è possibile proporre ricorso, ma per dimostrare di aver adottato tutta la diligenza necessaria nella guida, è opportuno che l'automobilista fornisca in sede di ricorso adeguata documentazione fotografica ed eventualmente dichiarazioni di testimoni. Ricordiamo che la segnaletica verticale prevale su quella orizzontale quando quest'ultima risulti contraddittoria in quanto assenti o sbiaditi i segnali sull'asfalto.

Per ciò che riguarda le infrazioni con semaforo rosso, va detto che oggi gran parte dei comuni ha provveduto ad installare ogni tipo di telecamera in prossimità degli incroci con semaforo: Photored, T-Red, ecc. A tal proposito va rimarcato che, con luce rossa, si è passibile di multa non solo quando si attraversa l'incrocio, ma anche quando ci si arresta al di là della zona demarcata dalla linea bianca. E le sanzioni in questo caso sono piuttosto pesanti: la multa va da 163 a 646 euro con decurtazione di 6 punti dalla patente. Per i neopatentati la decurtazione di punti è ancora maggiore, pari a 12.

Leggi “Ricorso multa semaforo rosso: quando e come farla”.

Multe per casco, cinture e cellulare 

Tante anche le multe elevate per violazioni delle norme sul corretto utilizzo del casco, delle cinture di sicurezza e del cellulare.

L'articolo 171 del Codice della Strada impone a chi viaggia su un veicolo a due ruote di indossare il casco protettivo omologato, in conformità con i regolamenti emanati dall'Ufficio europeo per le Nazioni Unite - Commissione economica per l'Europa e con la normativa comunitaria. Sono esenti solo i ciclomotori e motoveicoli a tre o a quattro ruote dotati di carrozzeria chiusa e i ciclomotori e motocicli a due o a tre ruote dotati di cellula di sicurezza a prova di crash, sistemi di ritenuta e dispositivi atti a garantire l'utilizzo del veicolo in condizioni di sicurezza. Ai trasgressori spetta il pagamento di una sanzione amministrativa che va dagli 81 ai 326 euro, oltre al fermo del veicolo per novanta giorni in caso di recidiva.

Invece l'articolo 172 del Codice della Strada impone a conducente e passeggeri di indossare le cinture di sicurezza una volta a bordo dell’autovettura. È necessario indossare la cintura e provvedere a sistemare i bambini di statura inferiore a 1,50 metri nei vari sistemi di ritenuta. I trasgressori vengono puniti col pagamento di una sanzione che va da 81 fino a 326 euro. Inoltre al comma 10 viene specificato che “quando il mancato uso riguarda il minore, della violazione risponde il conducente ovvero, se presente sul veicolo al momento del fatto, chi è tenuto alla sorveglianza del minore stesso”. In caso di recidiva oltre alla multa verrà disposta anche la sospensione della patente da quindici giorni a due mesi.

Ma a preoccupare sono soprattutto i comportamenti digitali: fare sms, scattare foto o telefonate mentre si è alla guida è diventata un'abitudine piuttosto comune. Non è un caso che la distrazione al volante sia tra le prime cause di incidenti stradali con feriti. Serve un corso di buone maniere anche al volante.

Ricordiamo che il comma 2 dell’articolo 173 del Codice della Strada impedisce agli automobilisti di utilizzare il cellulare alla guida. Eppure questa è una delle violazioni più contestate negli ultimi anni. Sebbene per i trasgressori sia prevista una sanzione che va dai 161 a 647 euro, più la sospensione della patente di guida da uno a tre mesi in caso di recidiva, sembra proprio che guidare col telefono all’orecchio sia un’abitudine difficile da estirpare. Peccato, perché basterebbe utilizzare gli auricolari, attivare il vivavoce (purché non presupponga l’uso delle mani) o il bluetooth. Se hai preso una multa per guida con il cellulare e volessi sapere in quali occasioni è possibile contestarla alle autorità e chiederne l’annullamento, potrebbe esserti utile leggere “Guida con cellulare: quando contestare la multa”.

Multe per utilizzo di alcool e sostanze stupefacenti

Negli ultimi anni, le opere di sensibilizzazione condotte dallo Stato e dalle Forze di Polizia hanno limitato il fenomeno, che tuttavia resta una delle violazioni maggiormente verbalizzate in Italia. Nel suo rapporto la Polizia Stradale ci comunica che nel corso del 2017 sono stati eseguiti sulle strade di 80 province italiane controlli finalizzati ad accertare l'assunzione di alcool e, soprattutto, di sostanze stupefacenti o psicotrope. I conducenti controllati sono stati 36.861, il 5,7% dei quali è risultato positivo all’alcol con un tasso superiore a 0,5 g/l, mentre l’1,5% è risultato positivo ad una o più sostanze stupefacenti. Dati importanti emergono anche dal Rapporto delle Polizie Locali: in questo caso le violazioni accertate nelle 146 città coinvolte nell’indagine sono 6.923. 

Ne approfittiamo anche in questo caso per ricordare che l’articolo 186 del Codice della Strada impedisce, a chi si mette alla guida di un veicolo, di assumere bevande alcoliche. Chi viola questa disposizione può essere punito con una sanzione che, nei casi meno gravi (tasso alcolemico superiore  a 0,5 e non superiore a 0,8 grammi per litro), si attesta dai 532 ai 2.127 euro, con sospensione della patente di guida da 3 a 6 mesi. Anche in questo caso, per evitare la multa e tutto ciò che ne consegue (è previsto perfino l’arresto o lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità “presso lo Stato, le regioni, le province, i comuni o presso enti o organizzazioni di assistenza sociale e di volontariato, o presso i centri specializzati di lotta alle dipendenze”) basterebbe una piccola e semplice rinuncia, che tuttavia in molti non riescono a fare. 

Sanzioni pesanti anche per chi si mette alla guida in stato di alterazione psico-fisica dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope: in questo caso la legge prevede un'ammenda da euro 1.500 a euro 6.000 e l'arresto da sei mesi ad un anno. All'accertamento del reato consegue in  ogni caso la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a due anni.

Multe per guida senza assicurazione

Quelle che abbiamo appena citato sono solo alcune delle violazioni più diffuse in Italia. Si potrebbe enunciarne altrettante, basti pensare a tutti i veicoli che circolano con la revisione scaduta o senza assicurazione. Basta pensare che, secondo il Rapporto Anci, le Polizie Locali hanno elevato nel corso del 2017, nelle solite 146 città, la bellezza di 55.358 multe per mancanza di copertura assicurativa. E le conseguenze in questo caso sono salatissime: sanzione amministrativa, sequestro del veicolo e della relativa carta di circolazione. Leggi in proposito quanto abbiamo scritto in "Auto senza assicurazione? Ecco le conseguenze".

Probabilmente c'è da dire che la stragrande maggioranza di queste infrazioni è stata possibile grazie all'utilizzo di apparecchiature tecniche come Targa System e Nuvola. Si tratta di strumenti che grazie ad una potente telecamera riescono a leggere la targa, ad inviare le informazioni ad un server collegato con il Ministero dei Trasporti e a verificare in tempo reale la regolarità dell'assicurazione o della revisione di un determinato veicolo.

Multe: sconto 30% a chi le paga entro 5 giorni

Se hai preso una multa a causa di una violazione che reputi legittima, ti consigliamo di non perdere tempo e pagarla entro 5 giorni dalla data in cui hai ricevuto la contestazione o la notifica del verbale. In questo modo potrai usufruire di uno sconto del 30% sul totale. Ti spieghiamo come fare nell’articolo “Sconto multe a chi paga subito”.

Multe non pagate: cosa succede

Se hai preso una multa ma non l’hai pagata, ci auguriamo che sia perché intendi contestarla, rivolgendoti al Prefetto o al Giudice di Pace. Qualora non avessi intenzione di chiederne l’annullamento, ma al contempo non volessi corrispondere l’importo del verbale, ti anticipiamo che non andrai incontro a niente di buono. Ecco cosa succederà: una volta trascorsi i 60 giorni utili per pagare la multa, probabilmente riceverai un avviso bonario tramite il servizio postale “Atti Giudiziari”, con l’invito a saldare l’importo della contravvenzione più spese di notifica, che si aggirano sulle 15 euro.

Qualora non pagassi entro il termine, sperando che le forze dell’ordine si dimentichino del tuo debito, non faresti altro che aggravare la situazione, in quanto, nella maggior parte dei casi, l’importo della sanzione viene iscritto a ruolo da un ente di riscossione. In questo modo all’importo già maggiorato si sommeranno anche gli interessi di mora e le spese di notifica della cartella esattoriale. Per farla breve: ti conviene pagare subito e toglierti il pensiero. Nell’articolo “Multe non pagate: ecco quali sono le conseguenze” avrai modo di informarti circa gli effetti del mancato pagamento di una contravvenzione e leggere quali opzioni hai a disposizione, qualora non ritenessi giusto pagare la multa.

Multe non legittime: come individuarle e contestarle

Finora ti abbiamo consigliato di pagare sempre e in ogni caso le multe, quando il verbale risulti formalmente così come ineccepibile l’infrazione contestata. Al contrario, se i tempi di notifica non fossero stati rispettati, il verbale presentasse dei vizi di forma o errori sostanziali che ne comprometterebbero la legittimità, allora il consiglio che ti diamo è quello di procedere al ricorso, secondo i modi e i tempi stabiliti dalla legge, sperando in un annullamento della sanzione.

Per quanto riguarda i tempi di notifica, possiamo dirti che la multa deve essere consegnata al destinatario entro 90 giorni dall’infrazione. Qualora tale termine non venisse rispettato, avresti diritto a chiederne l’annullamento seguendo la procedura illustrata nell’articolo “Multe notificate oltre i 90 giorni: come contestarle”.

Per quanto riguarda la presenza di errori nel verbale, ti raccomandiamo di controllare sempre il numero di targa e i riferimenti dell’autoveicolo sanzionato, la presenza della firma da parte dell’agente, la corrispondenza tra la norma violata e l’articolo del Codice della Strada o l’eventuale decreto prefettizio per l'installazione degli autovelox. Ad ogni modo potrebbe esserti utile leggere: “Multa: quando è nulla per un vizio di forma”. 

Qualora l’errore riportato sul verbale fosse estremamente evidente (ad esempio, se la targa e il modello del veicolo non corrispondessero alla tua auto) puoi tentare la contestazione della sanzione con il ricorso in autotutela, mentre qualora l’illegittimità del verbale non fosse così evidente, ma al contrario sarebbe opportuno dimostrarla mediante una procedura di ricorso più complessa, sarebbe preferibile il ricorso al Giudice di Pace. 

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