Sisma Bonus: cos'è, a chi spetta e come funziona

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Sono passati ben 8 anni dal quel 6 aprile 2009, data che tutti ricorderemo per il violento terremoto che ha colpito L’Aquila, capoluogo abruzzese situato proprio sulla catena appenninica, che attraversa l’Italia da nord a sud. Da quel giorno vivere nel Bel Paese non è più la stessa cosa. Non solo perché sono seguiti i due tragici episodi di Amatrice e Norcia, senza dimenticare l’ultimo, meno doloroso ma per questo non meno importante di Ischia, ma soprattutto perché da quel momento milioni di persone non si sono più sentite al sicuro. Da quasi 9 anni a questa parte, infatti, l’Italia trema e alle scosse più violente sono susseguiti tantissimi episodi sismici minori, segnalati dall’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) su una mappa che mostra una serie interminabile di puntini, sparsi da nord a sud dello Stivale e prevalentemente concentrati lungo la catena montuosa degli Appennini.

Benché la scienza che studia i terremoti abbia in questi anni registrato non pochi progressi, è opinione comune dei sismologi che prevedere i terremoti, in particolare la loro potenza distruttiva, è assolutamente impossibile. E allora come ci si difende in un paese così fortemente sismico? In un solo modo: dando la giusta priorità agli interventi di ristrutturazione delle proprie abitazioni, cercando per quanto possibile di ridurre la loro vulnerabilità agli eventi sismici. Molte famiglie hanno provveduto a effettuare lavori sulle proprie abitazioni, per questo la Finanziaria 2017 ha introdotto il cosiddetto Sisma Bonus, una misura di agevolazione che ha lo scopo di rendere gli interventi edili meno gravosi sulle tasche degli italiani. Se l’argomento ti interessa, continua a leggere questa guida: scoprirai di cosa si tratta, come funziona, a chi spetta e quali lavori possono essere agevolati grazie al Sisma Bonus Italia.

Sisma Bonus: linee guida

Cos’è il Sisma Bonus? Detto in parole povere si tratta di un’agevolazione, prevista dal Governo Italiano nella Legge di Stabilità 2017, che prevede una detrazione fiscale con percentuali variabili per tutte quelle famiglie che hanno sostenuto interventi edilizi finalizzati a migliorare l’assetto antisismico degli immobili.

Si può beneficiare del Bonus per tutti i lavori effettuati a partire dal 1° gennaio 2017 fino al 31 dicembre 2021. La Finanziaria prevede che i contribuenti possano richiedere l’agevolazione per l’abitazione principale e per eventuali seconde case, per immobili che ospitano attività produttive e per le parti comuni dei condomini. Il consolidamento dei fabbricati ai criteri antisismici è oggetto di detrazione ovunque essi siano ubicati: si può chiedere il Bonus sia per gli immobili siti nella Zona 1 (altissimo rischio sismico) e nella Zona 2 (alto rischio sismico), sia per gli immobili siti nella Zona 3 (medio rischio sismico).

Nella parte introduttiva di questa guida abbiamo accennato alla variabilità della detrazione ottenibile. Cosa significa? Cercheremo di spiegartelo senza troppi giri di parole. Esistono interventi che comportano una detrazione minore, altri che danno luogo ad un’agevolazione più elevata in termini percentuali. Il motivo? È molto semplice: tutto dipende dal tipo di lavoro che si esegue e dalla sua efficacia sul piano antisismico. Per essere più precisi la detrazione è più elevata se gli interventi portano ad una maggiore riduzione del rischio sismico.

Ora nel caso di abitazioni e edifici utilizzati per attività produttive la detrazione è calcolata su una spesa massima di 96 mila euro per unità immobiliare ed arriva al:

  • 70% se si passa a 1 classe di rischio inferiore;
  • 80% se si passa a 2 o più classi di rischio inferiori.

Se gli interventi di consolidamento antisismico vengono realizzati sulle parti comuni di un edificio condominiale, le detrazioni fiscali sono ancora più elevate. In particolare, spettano nelle seguenti misure:

  • 75% nel caso di passaggio a una classe di rischio inferiore;
  • 85% quando si passa a due classi di rischio inferiori.

Attenzione perché le agevolazioni non finiscono qui. Infatti la Legge di Bilancio 2018 ha previsto un ulteriore sconto. In pratica nel caso in cui le spese relative agli interventi su parti comuni di edifici condominiali ricadenti nelle zone sismiche 1, 2 e 3, sono mirati non solo al contenimento del rischio sismico ma anche all’efficientamento energetico, è possibile richiedere una detrazione dell’80% (se si migliora di una classe di rischio) o dell’85% (se si migliora di due classi di rischio) che si applica su un ammontare massimo di spesa di 136.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio. In questo caso la detrazione va ripartita in 10 quote annuali di pari importo.

Sisma Bonus: come funziona e come richiederlo

Ti è già capitato di fruire delle agevolazioni statali? Allora sappi che il Sisma Bonus funziona esattamente allo stesso modo. Finora su questo portale abbiamo redatto diverse guide sui benefici concessi dal Governo alle famiglie italiane: il bonus ristrutturazioni (a cui è agganciato il bonus mobili) , quello per l’efficientamento energetico, il bonus verde e così via. Devi sapere che il Sisma Bonus non fa eccezione: si tratta di una detrazione fiscale dal 70 all’85% destinata ai privati, ai condomini e alle imprese che provvedono all’adeguamento sismico degli immobili, di modo da renderli meno vulnerabili alle scosse di terremoto. Per ottenere la detrazione è sufficiente indicare l’importo della spesa sostenuta nella dichiarazione dei redditi, dunque nel Modello 730 o nel Modello Unico Persone Fisiche.

A differenza delle agevolazioni appena elencate, la detrazione IRPEF o IRES del Sisma bonus verrà suddivisa in 5 quote annuali di pari importo (10 anni per le operazioni combinate di messa in sicurezza ed efficientamento energetico in condominio). Ciò significa che potrai beneficiare di uno sconto più sostanzioso, non solo perchè la percentuale di detrazione è più alta rispetto alle altre forme di agevolazione, ma anche per il fatto che la quota complessivamente detraibile è spalmata in un arco temporale più breve (5 anziché 10 anni). Ti facciamo un esempio, cosicché tu possa comprendere meglio: se hai intenzione di rendere la tua casa in montagna antisismica lavorando sulle fondamenta puoi iniziare subito i lavori. La prossima estate, quando saranno completamente ultimati fai un calcolo generale dei costi. Hai speso 50.000 euro? Ottimo, poiché il limite massimo è fissato a 96.000 euro per ogni unità abitativa e per ciascun anno. A questo punto se la classe di rischio si è abbassata di due livelli, l'importo della detrazione sarà pari a 42.5000, che ripartita in 5 anni ti consentirà di portare ogni anno in dichiarazione una somma pari a 8.500 euro.

Chiaramente le spese effettuate dovranno essere registrate con regolare fattura oltre ad essere pagate secondo precise modalità. Ci spieghiamo meglio. Le imprese che si occuperanno dei lavori dovranno essere pagate tramite il cosiddetto "bonifico parlante", che richiede l'inserimento di alcuni dati:

  • nome, cognome e codice fiscale della persona che effettua il pagamento;
  • nome impresa beneficiaria e relativa partita IVA (o codice fiscale);
  • causale: tipo di intervento effettuato, i riferimenti normativi utili per identificare la legittimità della detrazione, gli estremi della fattura da corrispondere.

Se l'immobile su cui si effettuano gli interventi antisismici è in comproprietà, sulla distinta di versamento vanno riportati gli estremi di tutti i soggetti che partecipano alle spese.

A parte questo, sappi che puoi effettuarlo in banca (tutti gli istituti dispongono ormai di specifici modelli) ma anche comodamente da casa, tramite il servizio di home banking (anche in questo caso è quasi sempre disponibile un modulo online ad hoc per questo genere di pagamenti).

Attenzione però: la sua compilazione deve essere impeccabile, poiché qualora ci fossero errori, l’amministrazione finanziaria potrebbe non riconoscerti il diritto di accedere alle detrazioni. Se per caso dovessi incappare in un errore (indichi una partita IVA errata oppure un diverso numero di fattura) non hai che un rimedio a disposizione: chiedere all'impresa di rimborsarti la somma versata emettendo in tuo favore una nota credito. Quindi procedere ad un nuovo versamento sulla base della nuova fattura che riceverai.

In alternativa al bonifico parlante, puoi utilizzare anche carte di credito, carte prepagate o bancomat: l’importante è conservare le ricevute (ricorda di fare una fotocopia, poiché la carta chimica degli scontrini tende a sbiadire in fretta).

Altra cosa a cui prestare attenzione è la data di pagamento: sappi che in questo specifico caso essa coincide con il giorno in cui è stata effettuata la transazione e non con il giorno in cui la somma è stata addebitata sul conto corrente.

Sisma Bonus: a chi spetta la detrazione

Possono fruire del sisma bonus sia i contribuenti soggetti all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) sia quelli soggetti all’imposta sul reddito delle società (Ires). Chiaramente la detrazione relativa al sisma bonus può essere fruita appieno solo se il contribuente è tenuto al pagamento delle imposte per un importo superiore allo sgravio, ossia alla somma da portare in detrazione. Così nel caso in cui l'imposta dovuta fosse inferiore agli importi da portare in detrazione, la parte eventualmente eccedente non potrebbe essere recuperata e andrebbe definitivamente persa. Si parla in proposito di capienza fiscale.

Il contribuente deve, inoltre, essere proprietario o titolare di diritti reali/personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e deve sostenere personalmente le relative spese di ristrutturazione. Come detto deve trattarsi di immobili di tipo abitativo oppure utilizzati per le attività produttive, situati sia nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) sia nelle zone sismiche a minor rischio (zona sismica 3). Sono incluse nel beneficio sia le case designate come abitazioni principali, sia le eventuali seconde case.

Le detrazioni per gli interventi antisismici possono essere fruite anche dagli Istituti autonomi per le case popolari.

Spostando l’attenzione sulla tipologia di interventi, è importante specificare che questi dovranno determinare sull’immobile la riduzione del rischio sismico di 1 o di 2 classi. Effettuare questa valutazione è molto importante, poiché da essa dipende la percentuale di detrazione ottenibile. Ti ricordiamo che per i privati e i proprietari di immobili adibiti ad attività produttiva le percentuali variano dal 70 all’80% mentre per i condomini si parte dal 75 e si arriva anche all’85% di sconto fiscale.

La spesa deve rientrare nel limite massimo di 96.000 euro, da riferirsi a ciascuna unità immobiliare. Tra le varie spese sono incluse anche quelle sostenute per la classificazione e la verifica sismica degli immobili. Tali verifiche sono compiute da professionisti abilitati, i quali sono chiamati anche ad una valutazione sulla efficacia degli interventi messi in campo. In buona sostanza il professionista deve asseverare la classe di rischio dell’edificio prima dei lavori e quella ottenibile con l’esecuzione degli interventi previsti dal progetto. Ecco l'Allegato B che il professionista per legge è chiamato a compilare (decreto ministeriale 7 marzo 2017, n. 65).

Una volta aver stabilito l'importo complessivo della detrazione spettante, questa potrà essere ripartita in in 5 quote di pari importo e riportate in dichiarazione dei redditi.

Ora non rimane che una domanda: quali sono le zone 1, 2 e 3?

- La Zona 1 è la zona più pericolosa. Qui possono verificarsi fortissimi terremoti. Il territorio è abbastanza esteso e comprende più di 700 comuni ubicati in diverse regioni, come Abruzzo, Friuli, Campania, Calabria, Marche, Lazio.

- La Zona 2 è pericolosa, poiché c’è il rischio di forti scuotimenti del terreno. Comprende ben 2.345 comuni italiani.

- La Zona 3 è caratterizzata da un’attività sismica estremamente rara, tuttavia non è escluso il rischio di una forte scossa.

Infine c’è la Zona 4, esclusa dal Sisma Bonus perché ritenuta la più tranquilla sotto il punto di vista sismico. Tuttavia chi possiede degli immobili in questa zona e intende comunque effettuare degli interventi di consolidamento antisismico può beneficiare del bonus ristrutturazioni 50%, che scade a fine 2018.

Le scosse sono praticamente assenti e qualora ci fossero non sarebbero comunque di forte intensità. Come si fa a capire se il proprio Comune rientra nella Zona 1, 2 o 3? È molto semplice: puoi scaricare e consultare questo documento che contiene una classificazione sismica per comune elaborata dalla Protezione Civile ed aggiornata a marzo 2015. Va precisato in proposito che il rischio non viene valutato solo in base alla violenza delle scosse o alla loro frequenza nel corso degli anni. Al contrario, la valutazione tiene conto anche del PGA, acronimo di Peak Ground Acceleration. Detto in parole povere il PGA è un valore che misura il livello di accelerazione massima del suolo durante un terremoto. Ogni zona ha un determinato PGA, anche se talvolta in una stessa zona potrebbero esserci diverse sottozone con PGA diversi, questo perché gli effetti del moto sismico cambiano in funzione della composizione del sottosuolo e di alcune caratteristiche topografiche.

Sisma bonus: cessione del credito d'imposta

Abbiamo detto che gli interventi di consolidamento antisismico possono essere realizzati anche sulle parti comuni di un edificio condominiale. Nella fattispecie la detrazione è pari al 75% delle spese sostenute, se gli interventi portano ad una classe inferiore di rischio sismico, e all'85% delle medesime spese se dall'intervento derivi il passaggio a due classi inferiori di rischio. Ora l'Agenzia delle Entrate ha stabilito che, per tutte quelle spese sostenute dal 1º gennaio 2017 al 31 dicembre 2021, i condomini possono cedere a terzi il credito corrispondente alla detrazione fiscale (devono chiaramente informare l'amministratore di condominio). Possono fare questo anche quei condomini che non sono tenuti al versamento dell’imposta sul reddito (incapienti); è sufficiente, infatti, che siano beneficiari della detrazione.

Ma esattamente a chi possono cedere il credito d'imposta? Ad esempio agli stessi fornitori coinvolti nella realizzazione degli interventi oppure altri soggetti privati quali persone fisiche, aziende, ecc. Questi a loro volta possono cedere il credito ad altri. Non è possibile, invece, cedere il credito a banche e amministrazioni pubbliche.

La cessione del credito non è ammessa per la ristrutturazione del 50%, mentre è consentita per l'ecobonus.

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