Truffe prestiti: consigli per difendersi

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Qualche tempo fa sono stati pubblicati dal CRIF, uno dei principali Sistemi di Informazioni Creditizie presenti in Italia, i dati relativi alle "truffe prestiti" avvenute nel primo semestre del 2017. Preparati, perché quello che stiamo per scrivere ti lascerà senza fiato: tra il mese di Gennaio e il mese di Giugno sono state commesse 11.000 frodi creditizie. Questo significa 60 frodi al giorno, per l’ammontare di un danno stimato di oltre 80 milioni di euro. Ciò che è ancora peggio è che la maggior parte delle vittime non hanno avuto modo di accorgersi di nulla per diversi mesi, per poi ritrovarsi nei guai. Il 20% delle truffe hanno come oggetto una somma limitata, che varia dai 1.500 ai 3.000 euro, tuttavia nel 21,6% dei casi la somma in questione supera ampiamente i 10.000 euro. In un caso o nell’altro, l’importante è prevenire. Prima di farlo, però, occorre sapere con precisione di cosa stiamo scrivendo: cosa sono le "truffe prestiti" o frodi creditizie? Cosa bisogna fare per escludere la possibilità che qualcuno rubi la tua identità e la utilizzi per commettere richiedere un prestito a tua insaputa? Continua a leggere i prossimi paragrafi e lo capirai.

Truffe prestiti cosa sono

In questo articolo cercheremo di farti capire, senza troppi giri di parole, cosa sono le "truffe prestiti", come avvengono e a che scopo. La frode creditizia è un’attività di tipo criminale, che viene premeditata e messa in atto da un soggetto con l’intenzione di chiedere un prestito per poi non pagare un solo centesimo. Come può accadere ciò? È molto semplice: i criminali utilizzano documenti falsi per chiedere il prestito, “rubando” l’identità altrui. La vera vittima della frode creditizia non è la banca, ma il soggetto di cui è stata utilizzata l’identità.

Alla base delle truffe prestiti, infatti, c’è un altro illecito non meno importante: quello del furto d'identità (ne abbiamo parlato nell’articolo “Furto d'identità informatica: come difendersi”). Il furto d’identità in questi casi può essere parziale, se il criminale decide di utilizzare solo i dati reali, relativi alla vittima; oppure può essere totale, se il criminale decide di aggiungere ai dati reali anche una serie di informazioni inventate. Addentriamoci più nello specifico, illustrandoti con un esempio pratico, ma totalmente inventato, come avviene una frode creditizia.

Il criminale, un certo Ugo Ughetti, con l’intento di acquistare un’auto sportiva, utilizza illecitamente l’identità di Mario Rossi, che è la vittima della frode. Ugo, esperto hacker, riesce ad introdursi nella casella di posta elettronica di Mario, acquisendo tutti i dati di cui ha bisogno. In poco tempo riesce a procurarsi dei documenti clonati e si reca al concessionario per acquistare l'auto e contestualmente richiedere il finanziamento. Ugo, al concessionario, si presenta come Mario Rossi, che possiede una casa di proprietà, ha un lavoro stabile (presenta una falsa busta paga o una Certificazione Unica) e risulta essere un buon pagatore. La finanziaria collegata al concessionario auto, dunque, non si oppone al prestito e glielo concede. Ugo Ughetti riesce ben presto ad ottenere la liquidità che gli serve per comprare l’auto (questa volta a suo nome) e sparire nel nulla. Dopo qualche tempo e qualche rata del prestito non pagata, la finanziaria si rivolge a Mario, che si ritrova coinvolto in una terribile situazione di cui non è assolutamente a conoscenza e soprattutto con un debito da pagare.

Truffe sui prestiti: vittime

Esaminando i dati pubblicati dal CRIF è possibile individuare delle caratteristiche comuni alla maggior parte delle vittime scelte dai criminali per questa particolare tipologia di frode. Capire quale tipo di soggetto è più incline a subire delle truffe prestiti può aiutarti a drizzare le orecchie e apprendere cosa bisogna fare per escludere la possibilità di essere vittima di un simile crimine. Ma andiamo con ordine.

Vediamo, innanzi tutto cos’è il CRIF, come effettua le statistiche relative a questo fenomeno e qual è la vittima “tipo” che i criminali prediligono. Punto primo: il CRIF è un’azienda italiana, con sede a Bologna, che opera in 4 continenti ecome detto è specializzata in Sistemi di Informazioni Creditizie (SIC) e di business information, servizi di outsourcing e processing e soluzioni per il credito. Il CRIF si occupa, da anni, di monitorare l’incidenza del fenomeno delle frodi creditizie, studiando quali sono le tecniche utilizzate dai truffatori, quali sono le conseguenze per i cittadini, che tipo di impatto ha sulla comunità questo genere di frode, ma soprattutto quali sono i comportamenti errati che generano un rischio molto alto di restarne vittima.

Punto secondo: lo strumento grazie al quale i criminali riescono ad acquisire la maggior parte dei dati è internet. I dati che inserisci online possono essere facilmente intercettati da malviventi specializzati nei crimini informatici. Per evitare truffe prestiti su Internet di ricordiamo di utilizzare strumenti di sicurezza: opta per password complesse e non scontate (ad esempio legate al nome e/o alla data di nascita di tuo giglio o di tua moglie), effettua operazioni solo su siti sicuri. Un altro consiglio che ti diamo è quello di non rispondere mai ad una e-mail che ti chiede dati anagrafici, codice fiscale e altri dati personali con cui poi realizzare documenti falsi (phishing). Inoltre non dire o non pubblicare troppo di te sui social network. Installa e mantieni sempre aggiornato l’antivirus.

Per non cadere nelle truffe prestiti online, ti raccomandiamo di fornire i tuoi dati personali solo a società conosciute e con una buona reputazione. Se la finanziaria dovesse risultare poco conosciuta, prima di sottoscrivere qualunque impegno fai delle verifiche rivolgendoti a persone del settore o consultando il suo sito internet (se ce l'ha). In questo modo eviterai che i tuoi dati, una volta forniti, possano essere utilizzati in maniera fraudolenta.

Tuttavia anche nel mondo reale ci sono tantissimi modi in cui un truffatore può acquisire dati illecitamente. Pensa a quante persone ricevono l’estratto conto della banca o le bollette tramite posta. Si tratta di comunicazioni che non arrivano tramite raccomandata, quindi basta forzare la cassetta della corrispondenza per rubarle e accedere a diversi preziosissimi dati: codice fiscale, numero e saldo di conto, ecc.

Veniamo ora all’identikit vero e proprio della vittima. Dall’analisi delle informazioni pubblicate dal CRIF, le vittime preferite dai criminali interessati alle truffe prestiti sono uomini, con un’età compresa tra i 30 e i 40 anni, liberi professionisti e residenti in Lombardia, Sicilia, Campania, Puglia e Lazio. Sarebbe molto utile avere anche un identikit dei truffatori, ma purtroppo è stato possibile risalire alla loro identità solo nel 6% dei casi: una percentuale troppo esigua per questo proposito.

Truffe prestiti: come proteggersi

Vuoi sapere come si combattono le truffe prestiti? La prima cosa da fare è guardarsi le spalle da soli, adottando comportamenti consoni e responsabili, atti a proteggere i propri dati personali sia online che offline. In più ci sono degli strumenti che puoi utilizzare, di cui parleremo tra poco. Ora concentriamoci su come proteggersi dalle frodi: Beatrice Rubini, Direttore della linea Mister Credit di CRIF, sostiene che il primo passo è quello di controllare i propri dati personali. “Per i consumatori è indispensabile tenere sotto controllo i propri dati personali, per poter usufruire di tutte le opportunità offerte dalla Rete ma senza temere che la propria identità possa essere sottratta o falsificata per compere un reato”. La Rubini, chiaramente, si riferisce nello specifico agli acquisti online, quando i consumatori per ignoranza o superficialità finiscono molto spesso per effettuare transazioni finanziarie non sicure.

Moduli.it questo lo sa bene, tanto da aver dedicato un articolo specifico sull'argomento con il preciso intento di fornire al consumatore quelle informazioni utili per cercare di evitare le truffe durante lo shopping. Al tempo stesso abbiamo dedicato degli approfondimenti sui metodi di pagamento sicuri, come Paypal e la carta ricaricabile Paypal, senza tralasciare consigli e suggerimenti per evitare furti e addebiti animali con bancomat e carte di credito.

Come sicuramente sai, però, il mondo telematico non è il solo a nascondere delle insidie: molti furti d’identità avvengono anche offline, nel mondo reale. Prima abbiamo accennato come sia possibile (e anche abbastanza facile) accedere ai dati personali semplicemente rubando la corrispondenza. Dopotutto non tutti i condomini sono sorvegliati dai portieri, mentre nelle abitazioni indipendenti le cassette sono posizionate all’esterno e sono facilmente manomettibili. Come difendersi? Innanzi tutto controllando spesso la cassetta della corrispondenza, facendo caso alla cadenza con cui ricevi, ad esempio, l’estratto conto cartaceo dalla banca o altre tipologie di comunicazioni recanti i tuoi dati personali.

Un altro modo molto efficace per ottenere dati personali gratis è quello di rubarli dalla spazzatura. Hai idea di quanti sono gli uffici che non utilizzano i dispositivi distruggi-documenti? Basta poco per risalire ai sacchi relativi alla carta e accedere ai dati personali di tantissime persone. Certo, effettuare questi tipi di controllo può non essere abbastanza.

Per una protezione maggiore, il CRIF ha realizzato un servizio di tutela che avverte i consumatori in caso di illeciti. Questo servizio si chiama IDENTIKIT, è della linea Mister Credit ed è stato messo a punto per aiutare i cittadini a monitorare con più attenzione la propria situazione creditizia. Come? È molto semplice: ogni qual volta che l’abbonato sottoscriverà una nuova carta di credito, un finanziamento o un prestito, il servizio lo avviserà prontamente con una comunicazione (un po’ come accade se attivi il servizio SMS della banca, che ti avvisa ogni qual volta avviene un addebito sul tuo conto) di modo che in presenza di anomalie si possa immediatamente segnalare l’irregolarità all’istituto e avvisare le forze dell’ordine.

Finanziamenti falsi come fare

Anche se di certo non ti auguriamo di essere vittima di una frode simile (o in generale di alcun tipo di frode) è bene che tu sappia riconoscere i segnali inequivocabili di una truffa e cosa fare per arginare i danni, denunciando l’illecito alle autorità competenti.

La prima cosa che ti consigliamo vivamente di fare è di controllare con più frequenza i movimenti del tuo conto, non solo attraverso l'estratto cartaceo inviato periodicamente dall'istituto, ma anche attraverso il servizio di home banking o richiedendo una lista movimenti attraverso lo sportello bancomat. Il secondo consiglio è di non limitarti a guardare il saldo, ma di spulciare con attenzione ogni singola voce, visto che potrebbero celarsi voci di addebito anche di modesto importo che potrebbero sfuggire ad una prima veloce lettura. Considera, infatti, che il 20,1% dei casi ha riguardato frodi di importo compreso tra i 1.500 e i 3.000 euro, per cui le rate di rimborso potrebbero essere anche molto basse. 

Considera, inoltre, che nel 60% dei casi le frodi creditizie vengono scoperte nei primi 6 mesi (dato in aumento), ma aumentano anche i casi in cui le stesse vengono smascherate 3, 4 o 5 anni dopo (circa il 16% del totale).

In generale potrebbero spuntare transazioni a debito che non ricordi di aver effettuato e fai fatica ad identificare tra le spese sostenute con la carta di credito. Segnali d’allarme ben più importanti possono essere, ad esempio, la ricezione di avvisi e solleciti di pagamento da parte della banca o di una società finanziaria, relativi a prestiti che non hai mai richiesto.

Ti consigliamo di non sottovalutare mai questo genere di comunicazioni, ma correre immediatamente ai ripari. Come? Innanzitutto devi presentare una denuncia-querela alle Forze dell’ordine. Recati nel comando di Polizia o dei Carabinieri più vicino, poi con la copia della denuncia recati in banca e blocca immediatamente eventuali linee o carte di credito, segnalando l’anomalia riscontrata.

Truffe prestiti quali sono

Ma quali sono le tipologie di finanziamento maggiormente oggetto di frode creditizia? I dati del Crif ci dicono che al primo posto ci sono i prestiti finalizzati con il 56,5%. Si tratta di finanziamenti strettamente legati all'acquisto di un bene (un'auto, un televisore, un elettrodomestico, ecc.), per il quale il denaro non viene corrisposto al cliente ma direttamente alla società che vende il bene per cui si richiede il finanziamento. Al secondo posto ci sono le carte di credito con il 29,8%, quindi i prestiti personali con il 9,3%.

I prestiti o le carte di credito richiesti fraudolentemente sono impiegati nella maggior parte dei casi per acquistare elettrodomestici, oggetti di elettronica, informatica e telefonia (41,6%). A seguire auto e moto, con il 9,1%, e immobili e ristrutturazioni con l'8,4%. Rilevante anche la percentuale che riguarda il settore dei trattamenti estetici/medici, con un 4,2% del totale, ma in aumento del 12,2% rispetto all'anno prima.

Qual è, invece, lo strumento che più degli altri i malviventi utilizzano per compiere truffe con prestiti personali? Nell’80% dei casi la frode creditizia è avvenuta tramite la presentazione di una carta d’identità contraffatta, oppure valida ma non riconducibile al soggetto a cui è stata intestata. 

Frodi creditizie: come cancellarsi dai SIC

Come abbiamo visto nella maggior parte dei casi si scopre di essere rimasto vittima di una frode creditizia quando ormai è già troppo tardi. Improvvisamente scopri che la banca ti rifiuta la concessione di un prestito personale o la finanziaria non ti concede il credito necessario per l'acquisto della lavatrice. Indaghi più a fondo e scopri che risultano delle rate insolute di un prestito concesso qualche mese prima o il mancato rimborso di acquisti effettuati con la carta di credito revolving. Per questo motivo risulti iscritto nelle banche dati dei Sistemi di Informazioni Creditizie. In Italia ce ne sono di due tipologie, i Sistemi di Informazioni Creditizie privati, come appunto il CRIF, il CTC o l’EXPERIAN CERVED INFORMATION SERVICE e il Sistema di Informazioni Creditizie pubblico, ovvero la CENTRALE RISCHI della BANCA D’ITALIA.

I primi rappresentano uno strumento molto utile per gli intermediari finanziari (banche, società finanziarie, società di leasing, ecc.), dal momento che grazie ad essi posono ottenere tutta una serie di informazioni finanziarie sull'individuo che si reca in filiale per chiedere un prestito o una carta di credito. I dati contenuti nelle banche dati, infatti, riguardano la situazione creditizia dei soggetti, evidenziando la presenza di finanziamenti in corso o estinti (prestiti personali, mutuo ipotecario, credito al consumo, cessioni del quinto, carte di credito revolving, ecc.) e la condotta positiva o negativa tenuta dai loro richiedenti: puntualità nel rimborso delle rate, mancate pagamento di alcune rate, ecc.

La Centrale Rischi, invece, è un servizio pubblico, offerto dalla Banca d’Italia agli intermediari finanziari citati qui sopra. Le informazioni che è possibile ottenere, consultando i database, sono relativi all’ammontare complessivo dei crediti che l’intero sistema finanziario ha concesso ad una determinata persona, fisica o giuridica che sia. In questo modo è possibile essere costantemente aggiornati sullo stato di indebitamento dei consumatori e tutelarsi da eventuali problemi di insolvenza, che in questo periodo di crisi economica sono più comuni che mai.

In ogni caso il fatto di essere presente in un SIC o nella Centrale Rischi della Banca d’Italia non vuol dire automaticamente essere identificato come "cattivi pagatori".

Ma come ci si difende da una situazione del genere? Diciamo innanzitutto che se vuoi vederci chiaro, puoi tu stesso inviare alla banca o alla società finanziaria, oppure direttamente alla società che gestisce il SIC, una richiesta di accesso ai dati personali presenti nel database. Questo il fac simile di richiesta di accesso ai dati personali presenti nel SIC. Con lo stesso modulo, inoltre, puoi chiedere la rettifica o la cancellazione delle informazioni che ti riguardano, spiegando appunto di essere rimasto vittima di una truffa. E' estremamente importante in questo caso allegare una copia della denuncia-querela sporta presso le autorità di pubblica sicurezza. In alternativa potresti incaricare la banca o la finanziaria di fare tutto questo per te, ma non ti assicuriamo sulla tempestività dell'azione.

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