Reclamo Unicredit: moduli e indicazioni utili

reclamo unicredit, reclamo banca unicredit

Quando entri in una banca per avvalerti dei suoi molteplici servizi, al di là che riguardino l'apertura di un conto corrente, la stipula di un mutuo o la sottoscrizione di un contratto di investimento, ne accetti implicitamente termini e condizioni. Benchè le banche siano tenute ad applicare le disposizioni di legge relative alla trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari e alla correttezza nelle relazioni con i propri clienti, può capitare che qualcosa non vada per il verso giusto e sorga una controversia tra te e il tuo istituto. I motivi possono essere tanti: l'aumento dei costi del conto corrente, l'applicazione di interessi anatocistici, il disconoscimento di un'operazione di addebito tramite bancomat, il ritardo nel trasferimento del conto, il malfunzionamento dell'home banking, il pagamento per errore di un assegno, la scoperta di un vincolo relativo al piano di accumulo sottoscritto e così via. In ognuno di questi casi la prima cosa che come cliente puoi fare è recarti allo sportello e chiedere di parlare con il direttore di filiale. Se non ne vieni a capo, puoi segnalare l’accaduto alla Direzione Generale della banca. L'importante - diciamo noi - è formalizzare sempre per iscritto il reclamo Unicredit. Perchè? E' semplice: nel caso in cui la banca ti ignorasse oppure le soluzioni da lei proposte non ti soddisfacessero, avresti la possibilità di attivare tutte le procedure previste per la risoluzione delle controversie.

Nelle prossime righe vedremo, dunque, in che modo è possibile formalizzare un reclamo Unicredit, quali sono i recapiti da tenere a portata di mano e ancor più importante quali sono i moduli da scaricare a seconda delle proprie necessità.

Unicredit e la gestione dei reclami

Se ha un rapporto con Unicredit ti diciamo subito che se fortunato. Unicredit, infatti, è una realtà molto orientata al soddisfacimento dei bisogni dei propri clienti e alla tutela dei loro diritti. Ogni anno Unicredit, nel rispetto delle disposizioni di Vigilanza della Banca d’Italia, redige e pubblica un rendiconto sull’attività di gestione dei reclami relativi al comparto delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari. Ciò a significare che quello dei reclami è un tema molto caro al Unicredit. Ciò perchè la banca ritiene che i reclami possano mettere a nudo alcune criticità insite nelle procedure, nella documentazione, nell'organizzazione e per questo stimolarla continuamente al miglioramento. Inoltre una efficace e efficiente gestione dei reclami può rappresentare un’opportunità per ristabilire una relazione soddisfacente con il cliente. Dunque ogni reclamo Unicredit non è mai fine a se stesso.

Pensa che nel corso del 2017 Unicredit ha registrato 30.718 reclami scritti. Di questi il 54% hanno riguardato mutui e finanziamenti in genere, mentre il 21% hanno interessato conti correnti e servizi di pagamento. Il 13% dei reclami è stato accolto dalla banca (totalmente o parzialmente) con tanto di rimborsi o risarcimenti al cliente, il 34% accolto ma senza refusione nei confronti del cliente, mentre il 47% non è stato accolto. La parte restante del reclami Unicredit è ancora in fase di istruttoria.

Come inviare un Reclamo a Unicredit

Come si invia un reclamo Unicredit? La procedura è molto semplice e i 30.718 reclami scritti giunti a UniCredit S.p.A nel corso del 2017 ne sono la prova. Per fartela breve, tutto quello che devi fare è rilevare in modo chiaro il disservizio che hai subito, identificando la banca come unico responsabile di quanto è successo. Procurati delle prove che testimoniano la correttezza della tua argomentazione e poi metti tutto nero su bianco, scrivendo una comunicazione alla banca.

Puoi scrivere la lettera di reclamo di tuo pugno oppure servirti di uno dei moduli reclamo Unicredit che questo portale ti mette a disposizione. Si tratta di alcuni fac simile che possono rispondere, con un minimo di personalizzazione, a esigenze di vario tipo: errori di omissioni o duplicazioni presenti nell'estratto conto, addebiti impropri sulla carta di credito o sul bancomat, il pagamento di un assegno con firma visibilmente falsa, il ritardo nel trasferimento di un conto corrente presso un altro istituto, l'applicazione di interessi anatocistici e via discorrendo.

Se non sei soddisfatto del servizio che ti è stato riservato e hai deciso di chiudere il conto corrente presso banca Unicredit, ma non puoi recarti di persona in filiale, potresti utilizzare questo modulo richiesta chiusura conto corrente Unicredit. Se l'istituto accumulasse diversi giorni di ritardo per trasferire il tuo conto corrente presso un altro istituto, potresti chiedere addirittura la corresponsione di un indennizzo. Questo è il modulo richiesta indennizzo per ritardo trasferimento conto corrente Unicredit che puoi facilmente personalizzare in funzione delle tue esigenze.

La medesima richiesta può essere inoltrata nel caso in cui non accettassi le variazioni contrattuali che Unicredit ti ha comunicato tramite l’invio dell’informativa scritta, sul tuo internet banking o tramite posta. In questo caso, però, sarebbe meglio utilizzare il modulo di recesso da conto corrente per variazioni contrattuali Unicredit.

Reclamo Unicredit: recapiti

Dopo aver trovato il facsimile che fa al caso tuo, tra i tanti scaricabili sul nostro portale, e averlo opportunamente compilato e sottoscritto, facendo bene attenzione ad allegare tutta la documentazione utile (copie di estratti conto, ricevute, copie di documenti e condizioni contrattuali, ecc.) e una copia fotostatica del tuo documento d’identità in corso di validità, è bene provvedere alla fase di invio del reclamo contro Unicredit.

Nelle indicazioni pubblicate sul sito ufficiale www.unicredit.it > info > reclami ricorsi e conciliazione, la banca dichiara che puoi inviare un reclamo Unicredit tramite posta raccomandata con avviso di ricevimento o per via telematica, dunque tramite fax, posta elettronica o PEC. Se intendi ricorrere alla raccomandata, l’indirizzo a cui spedire la missiva è il seguente:

UniCredit S.p.A.
Customer Satisfaction & Claims Italy
Via Del Lavoro 42
40127 Bologna.

La casella di posta elettronica certificata (che a ben vedere, ha il medesimo valore legale della raccomandata, ma arriva in un attimo ed è a costo praticamente nullo) a cui spedire il reclamo è questa: Reclami@PEC.UniCredit, mentre la casella di posta elettronica “semplice” è: Reclami@unicredit.eu. Attenzione: se intendi inviare una PEC è indispensabile che anche tu possieda una casella di posta elettronica certificata, diversamente non solo banca Unicredit potrebbe non ricevere il messaggio, ma la tua comunicazione potrebbe non avere alcun valore legale.

Il modulo di reclamo, comprensivo di tutta la documentazione in allegato, può anche essere inviato tramite fax, al numero: +39 051.6407229.

Per eventuali comunicazioni telefoniche, invece, il numero da chiamare è il seguente: +39 051.6407285.

La banca ha il dovere di rispondere a ogni singolo reclamo entro un determinato periodo di tempo. Ad esempio, nel caso in cui avessi inoltrato una segnalazione che riguarda prodotti e servizi bancari o finanziari (conti correnti, carte di credito e di pagamento, mutui, finanziamenti ecc.), la banca è tenuta a risponderti entro 30 giorni dalla data in cui ha ricevuto il reclamo, mentre qualora la segnalazione fosse relativa a servizi e attività di investimento Unicredit dovrebbe fornirti un riscontro entro 60 giorni dal ricevimento del reclamo.

Reclamo Unicredit: cosa fare se la risposta non arriva

Se passano giorni e settimane, ma al reclamo Unicredit che hai inviato non segue alcuna risposta non arrenderti, in quanto ci sono diverse azioni che puoi compiere in tua difesa. Sono soluzioni più “soft” e sicuramente meno lunghe ed onerose, visto che non prevedono il ricorso diretto al giudice. Puoi intraprendere le procedure che stiamo per introdurti anche se la risposta al reclamo effettivamente è arrivata, ma non ti ha minimamente soddisfatto. Vediamo quindi, quali sono gli step successivi al reclamo e quando possono essere intrapresi per giungere ad una conclusione - si spera soddisfacente - della controversia.

- Puoi rivolgerti all'Arbitro Bancario Finanziario (ABF) se sono soddisfatte le seguenti condizioni:

  • l'oggetto della controversia si riferisce ad un episodio accaduto dopo il 1° Gennaio 2009; 
  • non devono essere trascorsi più di 12 mesi dalla presentazione del reclamo alla banca Unicredit;
  • la somma che chiedi a banca Unicredit in termini di risarcimento è pari o inferiore a 100.000 euro; se il tuo obiettivo è unicamente quello di accertare diritti, obblighi e facoltà, allora non ci sono limiti di importo;
  • la controversia insorta con Unicredit non deve riguardare servizi e attività di investimento (per questo come vedremo fra poco c'è l'Arbitro per le Controversie Finanziarie);
  • non devi aver già fatto ricorso a giudici, arbitri o conciliatori.

Da quest'anno è possibile anche servirsi della procedura online, ma se preferissi continuare ad utilizzare la modalità cartacea, non dovresti far altro che compilare e spedire questo modulo di ricorso all'Arbitro Bancario Finanziario. Prima di formalizzare il ricorso ricorda che devi pagare un contributo in favore della Banca d'Italia; ma niente paura, la spesa è di appena 20 euro. Per gli ulteriori dettagli, non possiamo che rimandarti alla lettura della nostra guida “Arbitro Bancario Finanziario: ricorsi anche online”.

- Puoi attivare la procedura di Conciliazione paritetica definita da UniCredit con le Associazioni dei Consumatori riconosciute a livello nazionale. Questo strumento per la risoluzione stragiudiziale delle controversie può essere utilizzato per appianare divergenze relative a conti correnti, carte di debito e servizio di incasso e pagamenti. Veniamo ora ai limiti: l’evento che ha determinato la controversia deve essere accaduto dopo il 1° gennaio 2007 e il valore totale della controversia stessa deve attestarsi entro i 25.000 euro.

Se la controversia si basa su un disservizio o un’anomalia riferita a servizi e attività di investimento, puoi rivolgerti all'Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF) il cui operato viene disciplinato dal Regolamento UE n. 524/2013. Puoi intraprendere questa procedura solo se:

  • hai preventivamente presentato il reclamo alla banca ma non è stato accolto oppure non è giunta alcuna risposta entro 60 giorni dalla data della presentazione;
  • non è ancora trascorso 1 anno dalla data di presentazione del reclamo alla Banca;
  • non sono attualmente in atto delle procedure di risoluzione stragiudiziale delle controversie sul medesimo fatto;
  • il danno che hai subito non supera i 500.000 euro;

La procedura può essere avviata direttamente da te o da un’associazione rappresentativa degli interessi dei consumatori.

Sul nostro portale come al solito puoi scaricare il modulo di ricorso all'Arbitro delle Controversie Finanziarie utile per intraprendere la procedura di ricorso.

Se, invece, la controversia si basa su un disservizio o un’anomalia riferita al servizio di intermediazione assicurativa, puoi rivolgerti all’IVASS – Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni, ma solo dopo 30 giorni dalla data di presentazione del reclamo e solo nel caso in cui a questo non segua alcuna risposta, oppure non venga accettato dalla banca. Ti ricordiamo che l’IVASS non può intervenire nella gestione delle controversie che coinvolgono imprese assicurative di competenza della CONSOB. Per ulteriori informazioni circa la procedura da intraprendere ti consigliamo di consultare sito il www.ivass.it e scaricare il modulo di segnalazione reclamo all’IVASS.

Se pur ricorrendo all'ABF o all'ACF oppure attivando la procedura di conciliazione paritetica, non si giunge ad una definizione (soddisfacente) della controversia, allora non resta che appellarti all’autorità giudiziaria. Prima però le parti coinvolte nella controversia (per capirci, tu e banca Unicredit) devono attivare un procedimento di mediazione pensato proprio per facilitare la risoluzione dei conflitti, rivolgendosi all'Organismo di Conciliazione Bancaria costituito dal Conciliatore Bancario Finanziario - Associazione per la soluzione delle controversie bancarie, finanziarie e societarie – ADR, ai sensi dell'art. 5 comma 1 bis Decreto Legislativo 4 marzo 2010 n. 28.

In alternativa, è altresì possibile rivolgersi ad uno degli altri Organismi di mediazione, specializzati in materia bancaria e finanziaria, iscritto nell'apposto Registro degli organismi, controllato direttamente dal Ministero della Giustizia. Per saperne di più ti consigliamo di collegarti al sito www.conciliatorebancario.it.

Documenti correlati