Acconto IMU: modalità di calcolo, agevolazioni e casi particolari

Se i singoli comuni non hanno previsto un differimento dei termini, il prossimo 16 Giugno è il giorno in cui milioni di contribuenti italiani, proprietari o titolari di altro diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione, ecc.) su fabbricati, aree fabbricabili e terreni sono chiamati a versare l'acconto IMU relativamente all'annualità 2020. Per quanto riguarda la TASI, invece, quest'anno c'è da registrare una interessante novità: il suo accorpamento con l'IMU. In pratica i contribuenti saranno chiamati a pagare una sola imposta utilizzando i codici tributo previsti per l'IMU. L'altra grossa novità è legata all'emergenza Coronavirus: l'esenzione dal pagamento per tutti quelli immobili che ospitano attività legate al settore del turismo.

Chi deve pagare l'IMU 2020

L’IMU è dovuta dai seguenti soggetti:

  • proprietario di fabbricati, aree fabbricabili e terreni;
  • titolare del diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie sugli stessi;
  • coniuge assegnatario della casa coniugale a seguito di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio;
  • concessionario nel caso di concessione di aree demaniali;
  • locatario per gli immobili, anche da costruire o in corso di costruzione, concessi in locazione finanziaria.

Su cosa si applica l'IMU

L'IMU si applica:

  • sugli immobili destinati ad uso domestico (abitazioni)
  • sugli immobili ad uso commerciale (capannoni, negozi ed altre strutture)
  • sui terreni
Per quanto riguarda, invece, la misura dell'imposta va detto che essa è dovuta in proporzione alla quota ed ai mesi dell'anno nei quali si è protratto il possesso. 

L'IMU si calcola anche sulla prima casa?

Dal 2015 l'IMU non è dovuta sulle abitazioni principali e sulle relative pertinenze, a meno che queste non siano classificabili come abitazioni di tipo signorile: ville, castelli o palazzi di pregio storico o artistico (categorie catastali A1A8 e A9).

Tuttavia questi immobili, se utilizzati come abitazione principale, potranno beneficiare di una aliquota ridotta (0,4% che i comuni possono ridurre o aumentare di uno 0,2%) e di una detrazione il cui importo viene deciso da ogni singola amministrazione comunale attraverso apposita delibera.

L'IMU, invece, è dovuta da chi risulta proprietario di seconde case e di immobili commerciali e negozi, terreni o aree edificabili.

Cosa si intende per abitazione principale?

Ricordiamo che per abitazione principale si intende un'unità immobiliare nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente. Ricordiamo che abbiamo approfondito con uno specifico post il tema della differenza tra residenza e domicilio.

E' bene sapere che i comuni possono concedere i benefici della prima casa anche per quegli immobili concessi in uso gratuito a parenti in linea retta entro il primo grado, ma nel solo caso in cui siano adibiti ad abitazione principale. La concessione di tale beneficio può essere subordinato al rispetto di determinate soglie previste attraverso il modello ISEE.

Sono equiparati all'abitazione principale:

  • la casa coniugale che il giudice assegna al coniuge in caso di separazione o divorzio;
  • l'immobile detenuto, a titolo di proprietà o usufrutto, da anziani o disabili che hanno la residenza in istituti di ricovero o sanitari (l'immobile non deve essere tuttavia concesso in locazione).

Quando non si applica l'IMU

In generale l'IMU non si applica:

  • sui fabbricati “costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita”, almeno finché permane la destinazione alla vendita e non vengano locati;
  • alle unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari;
  • ai fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali;
  • alla casa coniugale assegnata al coniuge, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio;
  • alle unità immobiliari possedute, e non concesse in locazione, dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia.

Emergenza Covid-19: chi non è tenuto al pagamento dell'IMU

In considerazione degli effetti connessi all'emergenza sanitaria da COVID 19, l’articolo 177 del Decreto Legge 34/2020 (“decreto Rilancio”)  stabilisce che per  l'anno 2020 non è dovuta la prima rata dell’IMU per: 

  • gli immobili adibiti a stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, nonché gli immobili degli stabilimenti termali
  • gli immobili rientranti nella categoria catastale D/2 e gli immobili degli agriturismo, dei villaggi turistici, degli ostelli della gioventù, dei rifugi di montagna, delle colonie  marine e montane, degli affittacamere per brevi soggiorni, delle case vacanze, dei bed & breakfast, dei residence e dei campeggi, a condizione che i relativi proprietari siano anche  gestori delle attività ivi esercitate. 

Per il mancato incasso dei comuni, il Governo ha istituito un fondo di ristoro con una dotazione di 74,90 milioni di euro per l'anno 2020. 

Acconto IMU: quando effettuare il versamento

Come detto Martedì 16 Giugno 2020 scade il termine per il versamento dell'acconto IMU

Chiaramente è possibile che, a causa dell'emergenza Coronavirus, le singole amministrazioni decidano di prorogare i termini di versamento dell’acconto. Il nostro consiglio, dunque, è di verificare con attenzione il sito ufficiale del Comune.

Quali aliquote applicare

Per l'acconto la legge consente di:

  • calcolare e pagare il 50% di quanto pagato nel 2019 come totale IMU-TASI;
  • applicare già in fase di acconto l’eventuale nuova delibera 2020 del comune.

A tal fine è possibile consultare il sito Internet del Dipartimento delle Finanze (MEF). Se la delibera del proprio comune non è disponibile, si utilizzano le aliquote/detrazioni dell’anno precedente.

Come effettuare il versamento dell'acconto IMU

L'IMU può essere pagato utilizzando il modello F24 ordinario o semplificato.

Il quadro dell'F24 da compilare è quella denominata “SEZIONE IMU E ALTRI TRIBUTI LOCALI”.

In particolare va:

  • riportato il codice catastale del Comune nello spazio “codice ente/codice comune
  • barrato con una "X" lo spazio dedicato al "ACCONTO"
  • indicato il "numero degli immobili" (ad es. 002)
  • specificato il "codice tributo" e l'anno di riferimento (2020)
  • indicato l'importo a debito da versare.

Naturalmente deve essere compilato un rigo per ogni comune in cui si posseggono degli immobili.

Qualora si utilizzasse il modello di Pagamento F24 Semplificato, bisognerebbe aver cura di indicare il codice “EL” (Ente Locale) in corrispondenza della colonna "Sezione" riquadro “Motivo del pagamento”, quindi specificare il "codice ente".

Quale codice tributo indicare per l'IMU?

codici da indicare nella sezione tributi locali del modello F24 sono i seguenti:

  • 3912: codice riservato all'abitazione principale e relative pertinenze
  • 3913: codice riservato ai fabbricati rurali ad uso strumentale
  • 3914: terreni (il Comune come destinatario)
  • 3915: terreni (lo Stato come destinatario)
  • 3916: aree fabbricabili (il Comune come destinatario)
  • 3917: aree fabbricabili (lo Stato come destinatario)
  • 3918: altri fabbricati (il Comune come destinatario)
  • 3919: altri fabbricati (lo Stato come destinatario)
  • 3923: interessi da accertamento (il Comune come destinatario)
  • 3924: sanzioni da accertamento (il Comune come destinatario)
  • 3925: immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D –STATO”;
  • 3930: immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D –INCREMENTO COMUNE”
  • 3939: fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita – COMUNE

Come effettuare il versamento

La soglia da tenere a mente è quella prevista per il pagamento in contanti, ossia 2.999,99 euro. Se l'importo a saldo IMU è pari o inferiore a questa soglia, è possibile scegliere fra le seguenti modalità:

  • sportello bancario o ufficio postale con modello F24 cartaceo e contanti;
  • sportello bancario o ufficio postale con modello F24 cartaceo e addebito in conto corrente, assegno o bancomat;
  • servizio di home banking;
  • servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate ("F24 web" e "F24 online") attraverso i canali Entratel o Fisconline;
  • intermediari abilitati (commercialisti, caf, ecc.).

Invece per cifre superiori a detta soglia le soluzioni possibili sono due:

  • far ricorso ai servizi telematici messi a disposizione dall'Agenzia delle Entrate ("F24 web" e "F24 online") utilizzando i canali Entratel o Fisconline;
  • rivolgersi agli intermediari abilitati al canale telematico Entratel dell’Agenzia delle Entrate (professionisti, associazioni di categoria, Caf, ecc.);
  • utilizzare i servizi di internet banking.

IMU: compensazione con somme a credito

La compensazione di crediti d'imposta naturalmente è possibile anche con l'IMU.

Ricordiamo, tuttavia, che nel caso in cui l'F24 presentasse un saldo zero, il pagamento potrebbe essere eseguito solo tramite i canali telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, dunque:

Pagare l'IMU con il bollettino postale è possibile?

Si. Chi preferisce servirsi delle Poste, può pagare con questo bollettino postale IMU già prestampato e pronto per la compilazione, disponibile presso tutti gli uffici.

Il numero di conto in questo caso è il 1008857615, uguale per tutti i comuni d'Italia. Ricordiamo che sul conto corrente postale indicato sul bollettino non è possibile effettuare versamenti tramite bonifico.

Ricordiamo, altresì, che i Comuni non inviano nulla di precompilato a casa dei contribuenti, per cui spetta ad ognuno di loro compilare il bollettino.

Arrotondamento dell'importo da pagare

Il pagamento deve essere effettuato con arrotondamento all'euro per difetto se la frazione è inferiore a 49 centesimi (es. 124,35 diventa 124,00), per eccesso se superiore a detto importo (es. 124,50 diventa 125,00).

Il versamento non va effettuato se l'importo complessivo dell'imposta, dunque acconto più saldo, non supera i 12 euro. Tuttavia poichè i comuni possono deliberare soglie diverse, raccomandiamo di verificare tale limite attraverso un consulto con il proprio commercialista o con un Caf locale.

IMU: pagamento effettuato in ritardo

Ma cosa accade se non si provvede al versamento del saldo alla scadenza fissata? In questo il contribuente può avvalersi del “ravvedimento operoso”, uno strumento che consente di regolarizzare posizioni debitorie e irregolarità fiscali, beneficiando di una riduzione sulle sanzioni.

In particolare per sanare gli omessi o tardivi versamenti dell'Imu, il contribuente ha a disposizione quattro tipi di “ravvedimento operoso”:

  1. Ravvedimento sprint. Al contribuente che provvede a regolarizzare la sua posizione entro i 14 giorni successivi alla scadenza, si applica una sanzione dello 0,1% giornaliero. Alla sanzione si aggiungono naturalmente gli interessi, il cui tasso è fissato allo 0,3%;
  2. Ravvedimento breve. Al contribuente che paga l'acconto o il saldo IMU a partire dal 15° giorno fino a 30 giorni successivi alla scadenza, si applica una sanzione pari al 1,5% più gli interessi;
  3. Ravvedimento medio. Questa situazione si verifica quando il contribuente regolarizza la propria posizione tra il 31° e il 90º giorno dopo la scadenza. La sanzione che si applica in questo caso è pari al 1,67% dell’importo, a cui si aggiungono come al solito gli interessi;
  4. Ravvedimento lungo. Questa ultima ipotesi si verifica quando il contribuente paga l’IMU dopo il 91° giorno ma entro l’anno. In questo caso si prevede una sanzione fissa del 3,75% dell'importo da versare più gli interessi giornalieri calcolati sul tasso di riferimento annuale dello 0,5%.

In tutti questi casi occorre barrare la casella "ravv" del modello F24.

IMU: agevolazioni per immobili in affitto

La legge ha introdotto una importante agevolazione per coloro che concedono in affitto il proprio immobile attraverso un contratto a canone concordato.

Costoro, infatti, possono non solo usufruire di una riduzione del 25% su IMU e TASI, ma scegliere anche il tipo di tassazione da corrispondere, ossia se in forma ordinaria o con cedolare secca. Tale riduzione, tuttavia, viene concessa nel solo caso in cui per l’immobile sia previsto l’uso abitativo.

Maggiori informazioni sono disponibili in questo articolo "Affitto a canone concordato: contratto e vantaggi fiscali".

Le imprese di costruzioni che detengono immobili invenduti pagheranno l'IMU, ma potranno beneficiare di un'aliquota ridotta dell'1 per mille.

IMU: immobili inagibili

I proprietari di immobili considerati inagibili godono di una riduzione del 50% della base imponibile utilizzata per il calcolo dell'IMU. La condizione di inagibilità deve essere accertata dall'ufficio tecnico comunale, tuttavia al fine di non precludersi la possibilità di beneficiare nel frattempo della riduzione, il proprietario dell'immobile può richiedere una perizia di un tecnico abilitato o produrre e consegnare al comune una dichiarazione sostitutiva ex D.P.R. 445/2000. Su Moduli.it è possibile scaricare gratuitamente un fac simile di dichiarazione sostitutiva di inagibilità o inabitabilità ai fini IMU.

Il Comune ha la facoltà di verificare in qualunque momento la veridicità di quanto contenuto nella dichiarazione. Se a seguito di idonei controlli, dovessero emergere delle falsità, scatterebbero naturalmente le conseguenze, civili (decadenza dai benefici ottenuti) e penali, a carico dell'autore delle falsità stesse.

IMU: immobili in comodato d'uso

La stessa agevolazione prevista per gli immobili storici o inagibili, ossia la riduzione del 50% della base imponibile, può essere concessa a coloro che danno in comodato d'uso un proprio immobile a parenti in linea retta, entro il primo grado e che lo utilizzano come abitazione principale. Per capire quali sono le condizioni per accedere dell'agevolazione, segnaliamo la lettura dell'articolo "Comodato d'uso: come funziona con gli immobili".

IMU: residenti all'estero

I cittadini italiani residenti all'estero, regolarmente iscritti all'A.I.R.E. e che posseggono un unico immobile in Italia, non sono tenuti al pagamento dell'IMU, in quanto l'immobile è considerato direttamente adibito ad abitazione principale. E' necessario, tuttavia, che:

  • gli stessi risultino pensionati nello Stato estero di residenza e con pensione rilasciata dallo stesso Stato estero. Per intenderci se si è pensionati in Italia ma si risiede all'estero, non è possibile considerare l'immobile come abitazione principale;
  • l'immobile posseduto in Italia non sia locato o concesso in comodato d'uso.
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53498 - giuseppe
17/12/2019
Se il proprietario di una prima casa più terreno edificabile annesso è deceduto nel 2018, non sposato, nell'anno in corso si deve pagare l'IMU e la Tari? Il comune al contrario degli altri anni non ha mandato la contabilità e il modello F24 compilato. Grazie per una risposta.


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