Art 46 dpr 445 del 2000: modelli di dichiarazione

Quando redigi un modulo nei confronti di un ente pubblico, dichiarando per iscritto il tuo stato di famiglia, il tuo stato civile o la tua residenza anagrafica, stai di fatto compilando una dichiarazione sostitutiva di certificazione. E' nota più semplicemente come autocertificazione e sostituisce il relativo certificato ufficiale (di residenza, di nascita, ecc.) rilasciato dalla PA. In questo articolo, oltre a segnalarti un modulo dichiarazione sostitutiva di certificazione e tanti altri modelli più specifici, ti illustreremo chi può produrre una simile dichiarazione, in quali casi è ammessa, cosa fare se non viene accettata.

Dichiarazione sostitutiva di certificazione: cos’è

L’Art 46 dpr 445 del 2000 consente ai cittadini l’utilizzo delle autocertificazioni in sostituzione dei certificati ufficiali, prodotti e rilasciati dalle Pubbliche Amministrazioni. Ma cosa sono le autocertificazioni?

Sono semplicemente delle dichiarazioni che puoi redigere in totale autonomia per dichiarare dati anagrafici, atti, stati, qualità personali e fatti nei confronti di un ente pubblico o di un privato disposto ad accettarle. 

Già perché solo i privati hanno la facoltà di scegliere se accettare tali dichiarazioni oppure se invece richiedere la presentazione del certificato originale. Nell’articolo “Certificati online e autocertificazioni: quali differenze” spieghiamo accuratamente le differenze tra le due tipologie di documenti.

Gli uffici della Pubblica Amministrazione (comuni, comunità montane, province, regioni, scuole e università, prefetture, tribunali, Inps, camere di commercio, motorizzazione civile, ecc.), le società, gli enti e i gestori di pubblici servizi (Poste, Enel, ACI, aziende del gas, dell’acqua ecc.) hanno invece l’obbligo di accettare le autocertificazioni prodotte dai cittadini, dunque non solo le dichiarazioni sostitutive di certificazioni ma anche le dichiarazioni sostitutive di atto notorio.

La mancata accettazione di un’autocertificazione rappresenta un’omissione di atti d’ufficio e viene sanzionata in quanto tale ai sensi dell’articolo 328 del codice Penale.

Naturalmente la dichiarazione sostitutiva di certificazione non comporta alcun costo, visto che può essere prodotta in carta libera senza l'applicazione di alcuna marca da bollo.

Dichiarazione sostitutiva di certificazione: quando si usa

Le dichiarazioni sostitutive di certificazioni possono essere usate per attestare i propri dati anagrafici (nascita, residenza, cittadinanza ecc.), il proprio stato civile e molto altro ancora. In pratica il cittadino può predisporre una dichiarazione che contiene l'informazione del certificato stesso:

  • dichiarare di essere nato in un certo luogo ad una certa data anziché produrre il certificato di nascita
  • dichiarare di risiedere in un certo luogo anziché richiedere il certificato di residenza
  • dichiarare di essere in vita anziché produrre il certificato di esistenza in vita

e avanti così.

Dunque un indubbio beneficio per il cittadino. Chiaramente il fatto di poter ricorrere alla dichiarazione sostitutiva di certificazione non significa che il cittadino non possa recarsi in comune e richiedere un certificato di nascita o di residenza. Tuttavia se lo fa gli uffici addetti sono tenuti ad apporre sul certificato la dicitura "il presente certificato non può essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi".

Esempi di dichiarazione sostitutiva di certificazione

Per aiutarti a capire meglio cosa sono le dichiarazioni sostitutive di certificazioni, te ne elenchiamo alcune a titolo esemplificativo. Qualora volessi scaricarle e visionarle, puoi farlo in maniera del tutto gratuita: basta cliccare sul documento ed aprire la scheda modulo, poi accettare i termini e le condizioni di utilizzo, infine scaricarla sul dispositivo o inviarla tramite e-mail a chi vuoi tu.

È importante distinguerle dalle dichiarazioni sostitutive di atto notorio che si usano, invece, per:

  • certificare fatti, stati e qualità personali, di cui il cittadino è a conoscenza e che non rientrano nei casi in cui si può ricorrere all'autocertificazione;
  • certificare fatti, stati e qualità personali relativi ad altri soggetti di cui il dichiarante ha conoscenza diretta.

Riportiamo anche in questo caso alcuni esempi di dichiarazioni sostitutive di atti notori:

La dichiarazione può riguardare anche la conformità all'originale della copia di atti o documenti conservati o rilasciati da una pubblica amministrazione, pubblicazioni, titoli di studio o di servizio o documenti fiscali.

Quando non è ammessa la dichiarazione sostitutiva di certificazione

Naturalmente, non è sempre possibile utilizzare le autocertificazioni in sostituzione di certificati ufficiali. Così l'art 49 del Decreto Presidente della Repubblica 28/12/2000 n. 445 stabilisce che i certificati medici, sanitari, veterinari, di origine, di conformità CE, di marchi o brevetti non possono essere sostituiti da dichiarazioni sostitutive di certificazioni.

Così il cittadino, ad una precisa richiesta della scuola di produrre un certificato medico o sanitario che possa consentire al figlio di praticare attività sportiva non agonistica, non può far ricorso all'autocertificazione, ma deve rivolgersi al proprio medico di base che provvederà a rilasciare un certificato di idoneità valido per l'intero anno scolastico.

Chi può produrre le dichiarazioni sostitutive di certificazioni

Le dichiarazioni sostitutive di certificazioni possono essere presentate o inoltrate alle Pubbliche Amministrazioni da tutti i cittadini italiani. Anche i cittadini comunitari e i soggetti di nazionalità extracomunitaria possono autocertificare i propri dati, a patto che soggiornino regolarmente in Italia e che le informazioni oggetto delle dichiarazioni possano essere riscontrate dalle PA italiane.

Nel caso in cui si faccia riferimento a dati formati all'estero e non registrati in Italia o presso un consolato italiano, si dovrà necessariamente ricorrere all'acquisizione dei tradizionali certificati.

Dichiarazione da parte di un minore

Se la dichiarazione riguarda un minore, essa deve essere compilata da chi ne esercita la patria potestà o il tutore. Nel caso dell’interdetto, ossia di colui che è totalmente incapace di intendere e di volere, può dichiarare il tutore, mentre nel caso degli inabilitati o minori emancipati può compilare la dichiarazione l'interessato con l'assistenza del curatore. Questo il fac simile di autocertificazione minorenni.

Dichiarazione di chi non sa o non può firmare

Chi non sa o non può firmare deve rendere la dichiarazione davanti al pubblico ufficiale. Infine nei confronti di chi si trova in condizioni di temporaneo impedimento per motivi di salute (ad es. ricoverato in ospedale), la dichiarazione può essere resa davanti al pubblico ufficiale dal coniuge o, in sua assenza dai figli o, in mancanza di questi ultimi, da un parente in linea retta o collaterale fino al terzo grado.

Questo il fac simile di dichiarazione sostitutiva di chi non può firmare.

Come presentare una dichiarazione sostitutiva di certificazione

Le dichiarazioni che sostituiscono i certificati originali possono essere :

  • presentate di persona. In questo caso la sottoscrizione del modulo deve avvenire ad opera del dichiarante direttamente nell'ufficio ricevente, previa identificazione da parte dell'impiegato addetto, mediante conoscenza diretta o esibizione di un documento di identità;

oppure

  • inviate tramite posta tradizionale, e-mail, PEC o fax, a seconda dei canali predisposti dall’ente o dalla Pubblica Amministrazione che deve riceverla.

Non è necessario autenticare la firma innanzi ad un pubblico ufficiale, tuttavia in questo caso all’autocertificazione è necessario allegare una copia del proprio documento d’identità in corso di validità.

Dichiarazione sostitutiva di certificazione: validità

Non è possibile assegnare una data di scadenza univoca, in quanto ciascuna dichiarazione sostitutiva di certificazione assume la medesima validità temporale del certificato che sostituisce.

uttavia, a questa generica prima informazione, possiamo aggiungerne una seconda, ricordandoti che gli atti che certificano uno stato, una qualità personale o un determinato fatto che rimane invariato nel tempo non hanno scadenza (nascita, morte, ecc.), dunque la loro validità è illimitata.

Ciò non vale per tutti gli altri certificati, che invece scadono dopo 6 mesi dall’emissione (residenza, stato civile, ecc.).

Dichiarazioni sostitutive di certificazioni: cosa succede se si certifica il falso

Le Pubbliche amministrazioni, gli enti, le società, i gestori dei servizi pubblici e i privati che accettano le dichiarazioni sostitutive di certificazioni devono verificarne l’attendibilità. Per farlo occorre rintracciare l’ufficio che ha prodotto l’atto originale e controllare la veridicità di quanto autocertificato dal cittadino.

Chiaramente quest’ultimo è tenuto ad assumersi la responsabilità di quanto dichiara. Qualora dalle verifiche si riscontrino informazioni palesemente false, il dichiarante dovrà rispondere personalmente delle conseguenze. Queste, nello specifico, riguardano innanzitutto l’annullamento dei benefici ottenuti dalla presentazione dell’autocertificazione.

Nei casi più gravi, poi, valgono le sanzioni previste dall’art. 483 del Codice Penale, che per il reato di falso a pubblico ufficiale prevede un periodo di reclusione da 1 a 6 anni.

Documenti correlati


53359 - patry
04/11/2019
Buonasera se in una autocertificazione si omette l'anno del contratto stabilito, essa è annullabile, cioè intendo non è valida?


Lascia un commento
Attenzione: prima di inviare una domanda, controlla se è già presente una risposta ad un quesito simile.

I pareri espressi in forma gratuita dalla redazione di Moduli.it non costituiscono un parere di tipo professionale o legale. Per una consulenza specifica è sempre necessario rivolgersi ad un professionista debitamente qualificato.

Obbligatorio