Trasferimento denaro contante: nuovo tetto e sanzioni

Qualche tempo fa sembrava quasi fantascienza, oggi è realtà: in molti esercizi possiamo effettuare i pagamenti semplicemente avvicinando per pochi secondi il nostro smartphone al Pos contactless dell’esercente. Ma potremmo parlarti di Paypal, Satispay e di altre tecnologie per pagamenti sempre più semplici e innovativi. Tuttavia anche nell’era del digitale, il contante resta essenziale per la nostra economia, visto che il 37% degli italiani preferisce ancora il contante, mentre ogni 100 euro di spesa 43 vengono pagati in contanti. Ma qual è il limite di pagamento in contanti oggi?

Limite pagamento contanti 2020

Il limite contanti era stato portato dai precedenti governi da 1.000 a 3.000 euro. Il motivo di questa decisione? Secondo i nostri governanti la misura avrebbe dovuto aiutare a stimolare i consumi e in definitiva a rilanciare l'economia. In realtà se è dimostrato che l'uso di carte di credito, bancomat o bonifici contribuisce ad aumentare la trasparenza e la tracciabilità dei pagamenti effettuati e che l'utilizzo dei contanti è invece considerato più adatto per i pagamenti nell’economia sommersa, è tutto da dimostrare che l’innalzamento della soglia nell’utilizzo dei contanti faccia aumentare i consumi. Ma questa è una nostra personale valutazione.

La Legge di Bilancio 2020 ha riportato a 2.000 euro la soglia per i pagamenti in contanti. Il nuovo tetto sarà in vigore a partire dal 1° luglio 2020. Dal 1° gennaio 2022 la soglia scenderà ulteriormente a 1.000 euro.

L'obiettivo è chiaro: aumentare la tracciabilità delle movimentazioni finanziarie allo scopo di contrastare l'evasione fiscale e il riciclaggio dei capitali di provenienza illecita.

Questo significa che commetti un illecito se paghi in contanti, per un importo pari o superiore a 2.000 euro (3.000 euro fino al 30 Giugno 2020), la ditta che ha effettuato la tinteggiatura delle pareti interne di casa o il falegname che ha progettato e realizzato la tua nuova cucina.

Questo non significa che è vietato fare shopping con contanti o trasferire denaro ad un parente o ad un amico, ma semplicemente che il trasferimento di denaro contante da un soggetto all'altro non può superare la soglia prevista.

Quando il limte contanti non si applica

Come anticipato il limite all'utilizzo dei soldi contanti non si applica:

  • al servizio di Money Transfer, con il quale è possibile trasferire denaro fino alla soglia massima di 1.000 euro;
  • ai prelievi e ai versamenti sul conto corrente (il limite contanti riguarda in altri termini solo il trasferimento di denaro tra soggetti);
  • alle retribuzioni corrisposte dalle pubbliche amministrazioni.

Per i compro oro il limite pagamento in contanti è fissato a 500 euro.

Sanzioni violazioni del limite contanti

Se effettui un pagamento in contanti per un importo pari o superiore alla soglia prevista rischi una sanzione amministrativa molto salata.

Si va dai 3.000 euro ai 50.000. La sanzione grava su entrambi i soggetti coinvolti, quindi sia su colui che cede il denaro che su colui che lo riceve.

Probabilmente in questo momento ti starai chiedendo: ma se pago l'imbianchino di casa con 5.000 euro in contanti, come potrei essere scoperto dalla Guardia di Finanza? In effetti questo rischio è remoto, a meno che l'autorità non venga in possesso di una qualsiasi documentazione (contratto scritto, preventivo firmato per accettazione, fattura, quietanza di pagamento o altro) idonea a comprovare la prestazione eseguita e il conseguente passaggio di denaro.

Limite pagamento contanti frazionato

Cosa accade se effettui un pagamento rateizzato in contanti a favore di un terzo per un importo complessivo di 6.000 euro, ma dove ogni singola rata ha un importo inferiore alla soglia limite di 2.000 euro?

In altre parole facendo 3 versamenti in contanti da 2.000 euro ciascuno, per un totale di 6.000 euro, commetti un illecito oppure no?

E’ del tutto evidente che per il fisco potrebbe trattarsi di una manovra finalizzata ad aggirare il divieto all’utilizzo dei contanti oltre la soglia limite. Dunque c’è il rischio concreto che tu possa subire un accertamento e dunque l’applicazione di una sanzione.

Quando è possibile superare il limite contanti

Tuttavia va detto che la legge consente di corrispondere in contanti anche importi superiori alla soglia di 2.000 euro, seppure in forma rateizzata, ma devono ricorrere precise condizioni:

  • gli importi delle singole rate non devono superare la soglia limite;
  • la rateizzazione del pagamento deve essere la conseguenza di un preventivo accordo tra le parti. Ci deve essere in altre parole un preventivo, un contratto o una fattura che preveda ad esempio il pagamento dilazionato di 2.000 euro mensili per 3 mesi;
  • il frazionamento del pagamento deve essere connaturato al tipo di operazione: paghi con somme in contanti le opere di ristrutturazione edilizia via via che i vari interventi vengono portati a compimento.

Chiaramente spetta sempre all’Amministrazione Finanziaria verificare se c’è stato o meno un trasferimento di contanti artificiosamente frazionato allo scopo di eludere la legge.

Da quest'anno, invece, non è più possibile pagare in contanti le visite specialistiche private (urologo, otorino, cardiologo, ecc.) oppure il dentista, neppure nel caso in cui la somma da corrispondere sia inferiore alla soglia di 2.000 euro.

Libretti di risparmio e assegni: cosa cambia?

Per libretti di risparmio e assegni cambia qualcosa?

Per quanto riguarda i libretti di risparmio al portatore c'è da dire che essi non possono essere più aperti dal mese di Luglio 2017, mentre coloro che ne possedevano già uno prima di quella data avevano l'obbligo di estinguerlo entro il 31 Dicembre 2018, pena l'applicazione di pesanti sanzioni. Dunque a partire dal 1° Gennaio 2019 i libretti di risparmio possono essere richiesti solo in forma nominativa.

Per quanto riguarda, invece, gli assegni bancari, postali e/o circolari resta tutto come prima. Per importi fino a euro 999,99 possono essere emessi in forma libera, mentre da euro 1.000,00 in su devono obbligatoriamente riportare la clausola di non trasferibilità. Gli assegni intestati “a me medesimo” non possono circolare, qualunque sia il loro importo.

Se vuoi farti rilasciare dalla tua banca un carnet di assegni o un assegno circolare o un vaglia in forma libera, dunque senza la clausola di “non trasferibilità”, devi effettuare una specifica richiesta e pagare l’imposta di bollo di euro 1,50 per ogni singolo modulo di assegno o vaglia.

Prelievo di contanti alla banca o alle poste

La soglia limite di 2.000 euro nell’uso dei contanti si applica unicamente al trasferimento di denaro tra soggetti diversi e non anche alle operazioni di prelievo e versamento sul proprio conto corrente bancario o postale. Questo significa una sola cosa, ossia che il prelievo di una somma superiore ai 2.000 non implica una violazione della normativa sulla tracciabilità.

Dunque puoi prelevare dal tuo conto corrente qualsiasi importo tu desideri, senza che l'operatore di sportello possa in qualche modo opporsi alla tua richiesta, magari prospettando il rischio di una violazione delle prescrizioni sull'uso dei contanti.

Per un discorso legato alla normativa sull’antiriciclaggio, l’operatore può al massimo richiederti delle spiegazioni nel caso in cui, trattandosi di un importo rilevante, abbia il sentore che dietro possa celarsi un'operazione poco chiara o peggio una truffa, ma di certo non può rifiutarsi di accogliere la tua richiesta.

Se, dunque, vinci una cifra consistente al lotto e poi decidi di prelevare una parte di questa somma (ad es. 10.000 euro) dal tuo conto per una vacanza alle Maldive o per donarla ai tuoi figli, sappi che non commetti alcun illecito.

Se di fronte a situazioni come quella appena prospettata, dovessi trovarti di fronte ad un rifiuto netto da parte della banca a consegnarti la cifra richiesta, non hai che una strada: esporre un reclamo scritto alla direzione della banca e nel caso ricorrere all'Arbitro Bancario Finanziario.

Ciò premesso è chiaro che anche in questo caso il prelievo di una somma in contanti molto elevata (ad es. 10, 20 o 30.000 euro), soprattutto se fatta nell’esercizio di un’attività d’impresa, potrebbe far drizzare le antenne all’Agenzia delle Entrate, che come sai dispone di una Anagrafe dei rapporti finanziari.

A quel punto basterebbe un confronto con il reddito dichiarato per far scattare una prima richiesta di chiarimenti sull’utilizzo di quei contanti. Se non sarai in grado di fornire spiegazioni, l’Agenzia delle Entrate con tutta probabilità darà avvio ad un accertamento fiscale nei tuoi confronti. Da considerare che correresti praticamente lo stesso rischio se frammentassi l’operazione di prelievo dei contanti, ma in un breve arco di tempo: anziché prelevare 20.000 euro in un mese, effettui 4 prelievi da 5.000 per 4 mesi consecutivi.

Dunque una regola fondamentale è quella di tenere sempre traccia dell’impiego dei soldi contanti prelevati allo sportello. Occorre naturalmente una documentazione a supporto e non una semplice annotazione in agenda o sull'estratto conto: ad esempio ricevute, fatture, contratti o anche una semplice scrittura privata che attesti la donazione ad un parente o un amico.

In quest'ultimo caso, tuttavia, per evitare che il documento venga redatto solo in occasione dell'accertamento fiscale, occorre attribuirgli una "data certa" (con ricorso a notaio, PEC, raccomandata a te stesso, ecc.).

Versamento di contanti alla banca o alle poste

Quanto detto per il prelievo vale anche per il versamento di contanti sul proprio conto corrente. Dunque puoi versare sul tuo conto una somma in contanti ad esempio di 6 o 10.000 euro senza per questo violare la normativa sulla tracciabilità dei pagamenti. 

Ciò detto potrebbe accadere che per effetto di un versamento in contanti più o meno consistente, l'Agenzia delle Entrate ti richieda delle spiegazioni sulla provenienza di quei soldi. In questi casi sarai costretto a fornire una prova non generica ma analitica dell'operazione effettuata. Già perché per l'Agenzia delle Entrate vale la presunzione automatica secondo cui dietro quel versamento di 6 o 10.000 euro potrebbe celarsi un reddito non dichiarato.

Ciò anche nel caso in cui quel versamento fosse il frutto di una regalia da parte dei nonni, dell'apertura del salvadanaio o di una vincita alla slot machine. In tutti questi casi, dunque, l'onere della prova è in capo al contribuente, ossia a colui che ha effettuato il versamento in contanti. Se questi non è in grado di dimostrare la provenienza di quei contanti, scatta automaticamente la tassazione: per l'Agenzia delle Entrate, infatti, l'operazione non può che essere il frutto di una evasione fiscale.

E' chiaro che tale rischio è maggiore quando si versano importi consistenti e soprattutto incompatibili con i redditi dichiarati. Se dichiari 15.000 euro l'anno e fai un versamento sul conto di 20.000 euro (anche in forma dilazionata) è chiaro che la spia del fisco potrebbe accendersi. La stessa cosa potrebbe accadere nel caso in cui percepissi una pensione o uno stipendio con accredito in conto corrente e poi versassi periodicamente delle somme in contanti sul conto corrente.

In tutti questi casi il fisco, anche a distanza di 7 anni, potrebbe porti una semplice domanda: "chi ti ha dati quei soldi?".

Come detto in questi casi sarai tenuto a fornire una prova documentale che attesti la provenienza di quei contanti. Dunque non sarà sufficiente dire al funzionario dell'Agenzia delle Entrate che quei soldi te li ha donati il papà o che li hai vinti al calcio scommesse (tra l'atro a nulla serve la causale riportata sulla distinta di versamento). Per stare agli esempi fatti, dovrai necessariamente fornire una scrittura privata con data certa che attesti la donazione da parte di tuo padre o fornire le ricevute relative alle vincite conseguite.

Capisci che in alcune circostanze potrebbe non essere così agevole fornire delle prove, per cui il consiglio che ti diamo è di limitarti a versare cifre modeste e in linea con i redditi dichiarati. Se non vuoi correre rischi, non ti resta che conservare i contanti sotto la mattonella o in una cassetta di sicurezza.

Concludiamo ricordandoti che per la normativa sull'antiriciclaggio anche il funzionario di banca potrebbe chiederti spiegazioni (attraverso la compilazione di uno specifico modulo di dichiarazione) nel momento in cui effettui un versamento in contanti di una certa consistenza.

Deroga al limite pagamenti in contanti

In deroga al limite pagamento in contanti fissato a 2.000 euro, gli operatori del settore del commercio al minuto e le agenzie di viaggio e turismo per le operazioni di vendita che coinvolgono cittadini stranieri non residenti in Italia, possono accettare trasferimenti in contanti nel limite di 15.000 euro. Tuttavia per fruire della deroga, occorre inviare una comunicazione preventiva all'Agenzia delle Entrate.

Inoltre l’operatore, all’atto dell’acquisto, deve:

  • acquisire fotocopia del passaporto del cliente;
  • ottenere una "autocertificazione" dal cliente in cui si attesta che non possiede la cittadinanza italiana né di uno dei paesi della Ue o dello Spazio Economico Europeo e che non è residente in Italia.

Quindi, entro il primo giorno feriale successivo a quello dell’operazione, deve versare il denaro contante incassato sul proprio conto corrente e consegnare all’operatore finanziario copia della comunicazione inviata all’Agenzia delle Entrate.

Documenti correlati



Lascia un commento
Attenzione: prima di inviare una domanda, controlla se è già presente una risposta ad un quesito simile.

I pareri espressi in forma gratuita dalla redazione di Moduli.it non costituiscono un parere di tipo professionale o legale. Per una consulenza specifica è sempre necessario rivolgersi ad un professionista debitamente qualificato.

Obbligatorio