Dichiarazioni sostitutive di certificazioni

dichiarazioni sostitutive di certificazioni

Quando redigi un modulo nei confronti di un ente pubblico, dichiarando per iscritto il tuo stato di famiglia o la tua residenza anagrafica, stai compilando una dichiarazione sostitutiva di certificazione. Magari non ne hai mai sentito parlare finora, ma siamo certi che le hai presentate in più di una occasione. Le dichiarazioni sostitutive di certificazioni, infatti, sono delle autocertificazioni che sostituiscono i certificati ufficiali nei rapporti con la pubblica amministrazione. In questo articolo ti illustreremo chi può produrne e nei confronti di chi, in che modo scaricare i moduli dal nostro portale e come inoltrarli agli enti che li richiedono.

Dichiarazione sostitutiva di certificazione: cos’è

L’articolo 46 del Decreto del Presidente della Repubblica 445/2000 permette ai cittadini l’utilizzo delle autocertificazioni in sostituzione dei certificati ufficiali, prodotti dalle Pubbliche Amministrazioni. Ma cosa sono le autocertificazioni? È semplice: sono delle dichiarazioni che puoi redigere in tutta autonomia per dichiarare dati anagrafici, atti, stati, qualità personali e fatti nei confronti degli enti pubblici e di tutti i privati che ne consentono la presentazione. Naturalmente non comportano alcun costo, anzi mentre prima le certificazioni richiedevano il bollo, oggi le dichiarazioni sostitutive di certificazioni sono prodotte in carta libera.

In virtù della normativa sulla semplificazione amministrativa entrata in vigore il 1 gennaio 2012, infatti, solo i privati hanno la facoltà di scegliere se accettare le dichiarazioni sostitutive di certificazioni prodotte direttamente dal dichiarante (verificandone in un secondo momento la veridicità), oppure se richiedere un certificato originale. Nell’articolo “Certificati online e autocertificazioni: quali differenze” spieghiamo accuratamente le differenze tra le due tipologie di documenti.

Gli uffici della Pubblica Amministrazione (comuni, comunità montane, province, regioni, scuole e università, prefetture, tribunali, Inps, camere di commercio, motorizzazione civile, ecc.), le società, gli enti e i gestori di pubblici servizi (Poste, Enel, ACI, aziende del gas, dell’acqua ecc.) hanno invece l’obbligo di accettare le autocertificazioni prodotte dai cittadini, dunque non solo le dichiarazioni sostitutive di certificazioni ma anche le dichiarazioni sostitutive di atto notorio.

La mancata accettazione di un’autocertificazione rappresenta un’omissione di atti d’ufficio e viene sanzionata in quanto tale ai sensi dell’articolo 328 del codice Penale.

Dichiarazione sostitutiva di certificazione: quando si usa

Le dichiarazioni sostitutive di certificazioni possono essere usate per attestare i propri dati anagrafici (nascita, residenza, cittadinanza ecc.), il proprio stato civile e molto altro ancora. In pratica il cittadino può predisporre una dichiarazione che contiene l'informazione del certificato stesso: dichiarare di essere nato in un certo luogo ad una certa data anziché produrre il certificato di nascita, dichiarare di risiedere in un certo luogo anziché richiedere il certificato di residenza, dichiarare di essere in vita anziché produrre il certificato di esistenza in vita e avanti così.

Dunque un indubbio beneficio per il cittadino. Chiaramente il fatto di poter ricorrere all'autocertificazione non significa che il cittadino non possa recarsi in comune e richiedere un certificato di nascita o di residenza. Tuttavia se lo fa gli nuffici addetti sono tenuti ad apporre sul certificato la dicitura "il presente certificato non può essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi".

Per aiutarti a capire meglio cosa sono le dichiarazioni sostitutive di certificazioni, te ne elenchiamo alcune a titolo esemplificativo. Qualora volessi scaricarle e visionarle, puoi farlo in maniera del tutto gratuita: basta cliccare sul documento ed aprire la scheda modulo, poi accettare i termini e le condizioni di utilizzo, dunque scaricarla sul dispositivo o inviarla tramite e-mail a chi vuoi tu.

Autocertificazione luogo e data di nascita
Autocertificazione nascita, residenza, cittadinanza
Autocertificazione Stato di Famiglia
Autocertificazione di stato civile
Autocertificazione di residenza
Autocertificazione codice fiscale
Autocertificazione di esistenza in vita

È importante distinguerle dalle dichiarazioni sostitutive di atto notorio che si usano, invece, per:
- certificare fatti, stati e qualità personali, di cui il cittadino è a conoscenza e che non rientrano nei casi in cui si può ricorrere all'autocertificazione;
- certificare fatti, stati e qualità personali relativi ad altri soggetti di cui il dichiarante ha conoscenza diretta.

Riportiamo anche in questo caso alcuni esempi di dichiarazioni sostitutive di atti notori:
Modulo di comunicazione perdita requisiti per esenzione bollo auto disabili;
Autodichiarazione di perdita possesso del veicolo
Modulo autocertificazione unico erede
Dichiarazione sostitutiva per accesso dati presenti nella Centrale Rischi della Banca d'Italia


La dichiarazione può riguardare anche la conformità all'originale della copia di atti o documenti conservati o rilasciati da una pubblica amministrazione, pubblicazioni, titoli di studio o di servizio o documenti fiscali (leggi "Come autenticare copie di atti, documenti o pubblicazioni").

Quando non è possibile produrre una dichiarazione sostitutiva di certificazione o autocertificazione

Naturalmente, non è sempre possibile utilizzare le autocertificazioni in sostituzione di certificati ufficiali. Così l'art 49 del Decreto Presidente della Repubblica 28/12/2000 n. 445 stabilisce che i certificati medici, sanitari, veterinari, di origine, di conformità CE, di marchi o brevetti non possono essere sostituiti da dichiarazioni sostitutive di certificazioni.

Inoltre prescrive che il cittadino, ad una precisa richiesta della scuola di produrre un certificato medico o sanitario che possa consentire al figlio di praticare attività sportiva non agonistica, non può far ricorso all'autocertificazione ma deve rivolgersi al proprio medico di base che provvederà a rilasciare un certificato di idoneità valido per l'intero anno scolastico.

Chi può produrre le dichiarazioni sostitutive di certificazioni

Le dichiarazioni sostitutive di certificazioni possono essere presentate o inoltrate alle Pubbliche Amministrazioni da tutti i cittadini italiani. Anche i cittadini comunitari e i soggetti di nazionalità extracomunitaria possono autocertificare i propri dati, a patto che soggiornino regolarmente in Italia e che le informazioni oggetto delle dichiarazioni possano essere riscontrate dalle PA italiane.

Nel caso in cui si faccia riferimento a dati formati all'estero e non registrati in Italia o presso un consolato italiano, si dovrà necessariamente ricorrere all'acquisizione dei tradizionali certificati.

Se la dichiarazione riguarda un minore, essa deve essere compilata da chi ne esercita la patria potestà o il tutore. Nel caso dell’interdetto, ossia di colui che è totalmente incapace di intendere e di volere, può dichiarare il tutore, mentre nel caso degli inabilitati o minori emancipati può compilare la dichiarazione l'interessato con l'assistenza del curatore.

Chi non sa o non può firmare deve rendere la dichiarazione davanti al pubblico ufficiale. Infine nei confronti di chi si trova in condizioni di temporaneo impedimento per motivi di salute (ad es. ricoverato in ospedale), la dichiarazione può essere resa davanti al pubblico ufficiale dal coniuge o, in sua assenza dai figli o, in mancanza di questi ultimi, da un parente in linea retta o collaterale fino al terzo grado.

Come presentare una dichiarazione sostitutiva di certificazione

Le dichiarazioni che sostituiscono i certificati originali possono essere :

- presentate di persona. In questo caso la sottoscrizione del modulo deve avvenire ad opera del dichiarante direttamente nell'ufficio ricevente, previa identificazione da parte dell'impiegato addetto, mediante conoscenza diretta o esibizione di un documento di identità;

oppure

- inviate tramite posta tradizionale, elettronica, PEC o fax, a seconda dei canali predisposti dall’ente o dalla Pubblica Amministrazione che deve riceverla. Non è necessario autenticare la firma innanzi ad un pubblico ufficiale, tuttavia in questo caso all’autocertificazione è necessario allegare una copia del proprio documento d’identità in corso di validità.

Dichiarazione sostitutiva di certificazione: validità

Non è possibile assegnare una data di scadenza univoca, in quanto ciascuna dichiarazione sostitutiva di certificazione assume la medesima validità temporale del certificato che sostituisce. Tuttavia, a questa generica prima informazione, possiamo aggiungerne una seconda, ricordandoti che gli atti che certificano uno stato, una qualità personale o un determinato fatto che rimane invariato nel tempo non hanno scadenza, dunque la loro validità è illimitata. Ciò non vale per tutti gli altri certificati, che invece scadono dopo 6 mesi dall’emissione.

Dichiarazioni sostitutive di certificazioni: cosa succede se si certifica il falso

Le Pubbliche amministrazioni, gli enti, le società, i gestori dei servizi pubblici e i privati che accettano le dichiarazioni sostitutive di certificazioni devono verificarne l’attendibilità. Per farlo occorre rintracciare l’ufficio che ha prodotto l’atto originale e controllare la veridicità di quanto autocertificato dal cittadino. Chiaramente quest’ultimo è tenuto ad assumersi la responsabilità di quanto dichiara. Qualora dalle verifiche si riscontrino informazioni palesemente false, il dichiarante dovrà rispondere personalmente delle conseguenze. Queste, nello specifico, riguardano l’annullamento dei benefici ottenuti dalla presentazione dell’autocertificazione. Nei casi più gravi, poi, valgono le sanzioni previste dall’art. 483 del Codice Penale, che per il reato di falso a pubblico ufficiale prevede un periodo di reclusione da 1 a 6 anni.

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